Citazione di: Achab77 il 26 Mag 2025, 20:37
Riccardo Cucchi è un professionista meraviglioso e un Laziale di titanio.
Ma un addetto stampa dev'essere un FdP capace di usare le parole non solo per difendere il fortino, spesso per questioni e ragioni che sono condivise solo dal datore di lavoro e non da lui, ma anche per attaccare gli oppositori, minare le istituzioni e fare cagnara per distogliere l'attenzione quando serve.
Lui da quando è in pensione a parte il fatto che è palesemente schierato (e quindi avrebbe curva e buona parte del tifo contro), dopodiché esprime le sue posizioni personali (condivisibili e legittime, ci mancherebbe) senza indietreggiare di un centimetro, neanche quando un minimo di compromesso sarebbe funzionale al dialogo.
Per fare quel mestiere ci vuole un altro tipo di giornalista, un altro tipo di figura professionale. Con Lotito, poi, renditi conto.
Su Sarri che ti devo dire, sono una vedova, ho il giudizio annebbiato ma per me il suo ritorno porta solo guai. Se n'è andato sostanzialmente cacciato dall'ambiente, dopo aver espresso le sue idee più volte e anche con fermezza, adesso che fa, torna e si mette a fare il salvatore della patria con ancora meno budget e ancora meno autonomia? Che razza di sodalizio sarebbe quello tra Lotito e Sarri 2.0?
Restiamo lucidi. Il futuro con Lotito non offre molte possibilità e rimarremo più o meno nello stesso limbo. Però occhio, perché sbagliare adesso può significare dare una botta importante verso il basso. Dobbiamo mantenere la barra dritta, sperando che prima o poi questa tirannia finisca una volta per tutte, qualsiasi sia il futuro.
Non arretra di un centimetro su una questione su cui è doveroso non arretrare di un centimetro, non sulla qualsiasi. Ed è quella di gaza, chiamiamo le cose col nome loro, perché non lho mai visto essere rigido o non dialogante sulla Lazio.
Contesto l'affermazione, apodittica, che un giornalista in quel ruolo debba saper fare altro come se quella rigidità dimostrasse incapacità al dialogo. In realtà tutto dipende dallo specifico tema e da come lo si intende.
Perché tutti i giornalisti sono rigidi su alcuni temi e più morbidi su altri.
Non mi pare che Rao fosse morbido su altri argomenti (uno a caso di cui è facile sposare la rigidità: la condanna senza se e senza ma del terrorismo). Non penso che qualcuno l'avrebbe trovato inadatto per il rifiuto a dialogare con chi giustifica il terrorismo.
Dunque, in realtà, il metro che proponi parla semplicemente dei temi in cui tu preferiresti piu dialogo, non delle capacità del giornalista di farlo

E in amicizia, secondo me è giusto che su quel tema non ci sia dialogo, perché esattamente Come su fascismo o terrorismo c'è un chiaro giusto e un chiaro criminale. Di cui grossa colpa, nel confondere le acque in merito, ce lhanno le forze politiche di centro e destra.
A meno che non pensi che da responsabile stampa si metta a parlare di gaza, uno che da telecronista ha dissimulato benissimo addirittura il suo tifo, oppure il problema non sussisterebbe perché affronterebbe il ruolo da tecnico.
Sono molto sensibile alla cosa perché la vivo. E alla fine del discorso pare che solo chi ha posizioni moderate di centro possa svolgere certi ruoli. Come se queste posizioni, nel loro essere di centro, non fossero altrettanto partigiane.