Citazione di: tosh il 27 Apr 2022, 16:18
Quindi, per capire, un tifoso dello Spezia dovrebbe dire ai figli, che non serve tifarli perché non vinceranno mai una ceppa
Le tifoserie non nascono dal nulla però.
è la ragione per cui la Lazio non potrà mai essere il St.Pauli (non a livello di orientamento politico, ma come tipologia di tifo e di come si vive lo sport).
Un tifoso dello Spezia è sportivamente abituato ad un livello.
Una promozione in A equivale alla Lazio che vince lo scudetto.
Emotivamente non cambia nulla, il livello di gioia e passione è quello.
Quello che cambia è proprio il contesto.
Se ad un laziale prospetti oggi di andare in B e salire in A ti guarda con terrore.
Negli anni '80 era diverso per lo stesso laziale, che è mutato negli ultimi decenni.
Dunque non è questione che nelle realtà piccole il tifo è inutile.
Ma che il concetto di tifo cambia nello spazio e nel tempo a seconda dei contesti e non è mutuabile.
Lo stesso trasporto emotivo non corrisponde agli stessi risultati, perché il rapporto è dettato dall'esperienza e non può che essere così.
Per quella che è l'attuale realtà romana, anche in competizione con inquelli, è impensabile pensare di mantenere il tifo fidelizzato senza avere uno standard minimo di risultato.
Impensabile.
Perché il contesto odierno è quello che dice vaz, piaccia o meno, non sono più gli anni '80 e manco i '90.
In alternativa puoi avere una evoluzione tipo millwall (sempre ricordando che i paragoni non sono del tutto possibili) con una tifoseria legatissima pure in Lega Pro ma estremamente ridotta.
Ma proprio per quanto detto finora una roba del genere implicherebbe la fine della Lazio, che non reggerebbe ad una riduzione così drastica.
Dunque le condizioni ti costringono a mantenere un certo livello, pena l'esaurimento dell'esperienza laziale.