Citazione di: Siculatium il 17 Feb 2023, 09:50
Si giusto, sembra molto probabile, visti i "due pesi e due misure" con cui le due squadre della capitale sembrano confrontarsi costantemente. A parità di situazioni, sembra che quello che succede di qua possa essere magicamente ribaltato nel suo contrario dall'altra parte ...
Ma questo non toglie che Lotito (la sua gestione) non riesce a stare simpatico manco agli stessi laziali ...per tutto quello che sappiamo ...
E poi ...non da ultimo .. non riesce a riempire lo stadio. L'ambiente gelido della partita di ieri .. per quanto stoicamente portata a casa, è la rappresentazione plastica. E la politica della biglietteria (di cui spesso sento molti di voi lamentarvi) va contro ogni minimo buon senso ... Non ci vuole grande fantasia o grandi risorse.... Metti le curve a € 5,00 e fai entrare gratis gli under 18.
Con questo spirito riempi almeno lo stadio...
Ieri facendo zapping sui vari campi Europa e conference ..soltanto l'Olimpico era desolatamente vuoto. Sta cosa rode ... Mio figlio che segue le orme del padre: papà ma perché quando gioca la Lazio lo stadio è sempre vuoto ?
Eh . Che gli dici ? Siamo sfigati amore ... Siamo più poveri degli altri ... Siamo di meno rispetto ad altri...
E oer non sbagliare lui tifa West Ham
...con lo stadio pieno è più facile attirare nuovi tifosi...
Possibile che questo non si capisca ? A chi è viene affidato il marketing e la politica della biglietteria?
Sicuramente non a gente che ha a cuore il destino della Lazio.
Svegliamoci. Sembriamo quelli che ogni volta dobbiamo giustificare l'ingiustificabile.
In Sicilia si dice (traduco) : stiamo sempre li a tagliare lo [...] col filo ...
Provo a confutare il tuo lucido ragionamento con due appunti:
1) ai Laziali dopo un po' stanno sul cazzo tutti. Tutti. Abbiamo fatto sbroccare di Canio, contestato Calleri, insultato Veron e Nedved, persino contestato Cragnotti. È un tratto caratteriale del nostro tifo, siamo sempre in guerra contro qualcuno o qualcosa, e spesso ci sbraniamo tra di noi perché non ci sentiamo supportati nella nostra guerra. Con questo non voglio dire che Lotito non sia parte in causa di molta disaffezione e di tanto malumore (dopo vent'anni è anche più ovvio metterlo tra i responsabili, anche se indirettamente), figurati, sono tra i primi a non sopportarlo. Un po' ci metto anche che la frangia più calda (e anche la più presente, solo per specificare che quindi ha un peso maggiore nelle considerazioni rispetto al singolo tifoso) ha sempre avuto un atteggiamento ostile verso chiunque non issasse il vessillo del suo brand e della sua identità, restringendo di fatto il campo solo alle personalità di incontestabile valore (goleador, allenatori che vincevano coppe, presidenti che compravano campioni) o agli amici di extracurva (e ahimè entriamo in dettagli scabrosi di relazioni con la politica e altre amenità). Questo ha soffiato sul fuoco del carattere dei Laziali, portandoli di fatto a essere costantemente incazzati e scontenti, generando una categoria contigua di oppositori che invece cercano polemicamente di vedere arcobaleni anche dove c'è il deserto più desolante. Un mix esplosivo di bipolarismo che ci ha portati ai 7000 spettatori di ieri (e non solo). Mi viene in mente un tizio che una volta fece una parodia delle curve di serie A; al momento della Lazio interpretava un tifoso che urlava "presidente vattene! Giocatori annatevene! Direttore sportivo vattene! Cuoco vattene! Mo' me ne vado pure io!". Mi sembrò una sintesi molto veritiera.
2) Sul discorso di tuo figlio, innanzitutto solidarietà. Purtroppo è una cosa che non possiamo controllare, per fortuna il mio sta tenendo per adesso e anzi è più entusiasta di me, il che fa bene a tutti perché tiene alto il morale anche quando le cose vanno male e per come sono fatto io vorrei smettere di seguire il calcio e mandare affangala tutti.
Però direi che oggi la questione è differente: i bambini vedono un calcio globalizzato dove le giocate, le emozioni, il fascino è quasi totalmente ad appannaggio delle super big d'Europa. Non escludo che anche un bambino delle strisciate, vedendo la premier o le avversarie delle sue squadre in CL, possa essere tentato di seguire con più attenzione situazioni esterne al calcio italiano, ma banalmente anche perché oggi con un tablet e una connessione a internet puoi vedere di tutto e di più, senza limitazioni. Prima, a parte la squadra che tifa tuo padre o raramente qualche partita in TV, facevamo più difficoltà a paragonare la nostra realtà, quella del nostro tifo e del nostro orticello, con tutte le altre in Italia e fuori.
Vedrai che quando crescerà e capirà l'importanza di abbinare l'emozione e il senso di appartenenza a quello del contorno e dei risultati, tornerà ad appassionarsi alla Lazio. E magari se vedrà il papà recuperare un po' di quell'entusiasmo, malgrado Lotito e tutto il resto, potrà farlo con maggior convinzione.
In bocca al lupo e buon lavoro