Parma, Genova, Torino.
Realtà completamente diverse da Roma, che pur se decadente e morta è e rimane il cuore pulsante della politica e della cultura intesa come azione civica e sociale della nazione. Con mille difetti e mille problemi, ma in grado di attrarre da una parte investitori americani pieni di soldi che dopo vari tentativi adesso puntano ad avere un ranking europeo di assoluto rispetto e uno stadio di proprietà.
Io faccio il tifoso, non il politico o il politologo. Non sono un addetto ai lavori, del movimento calcistico che va in malora ne sento parlare da quando ho coscienza e da quando ho deciso di tifare per la Lazio.
Se vogliamo metterla sul piano del "faccio il tifoso, me va bene tutto perché poteva comunque andarmi peggio", allora chiudiamo pure il forum. Ci sono i canali ufficiali per andare a fare complimenti e ringraziamenti a chi gestisce la nostra passione.
Ma io non abito a Parma né a Genova, e la mia competitor non è il Milan ma manco la Sampdoria o il Torino.
Tifo per una squadra che ha un'avversaria in casa e che spesso funge da metro di valutazione per la mia, soprattutto quando è più o meno al mio stesso (alto, per carità,) livello. E se vedo che invece lì la realtà funziona diversamente mi incazzo e spero di migliorare: chiedere a sensi, indebitatosi per rispondere all'egemonia Cragnottiana. Ci ha messo un solo anno per rispondere al fuoco, pensa che provincialotto scemo, pace all'anima sua.
Qui nessuno chiede lo sceicco, Lotito può anche rimanere a vita se vuole, ma qualche passo lo deve fare perché così funziona il calcio. Altrimenti poteva dedicarsi all'acquisto di qualche azienda leader nel settore della logistica o dell'informatica, avrebbe avuto le stesse possibilità e meno pressioni.
Eppure s'è voluto prendere la Lazio, e l'ha presa: lui, non Cairo, né Manenti, né Ferrero. Strano, eh: eppure la Lazio poteva finire a uno di quelli in maniera molto più semplice e indolore. Oppure finire in C e ricominciare a zero debiti.
Eppure c'è qualcuno che se l'è voluta prendere con tutta la zavorra, grazie al sostegno della politica e delle entrature ad alti livelli.
Che strano, potevamo finire come il Parma, in fondo si sa, del calcio italiano non frega niente a nessuno.