Citazione di: syrinx il 09 Mag 2024, 10:47
È innegabile che le vicende più o meno recenti abbiamo fatto cadere il velo, come scrive giustamente Spalsh. Chi per una vicenda, chi per un'altra ha raggiunto il limite di sopportazione. L'ho raggiunto anche io da un po', per la vicenda del falconiere sopra ogni cosa.
Quello che inficia la discussione sono tre punti, IMHO.
1) le critiche portate a cazzo di cane, che provocano un riflesso difensivo, probabilmente sbagliato, ma abbastanza naturale. Come punto accessorio, la normalizzazione dell'insulto (er panza è uno dei più affettuosi) francamente la trovo abbastanza spiacevole, pur non disprezzando toni accessi nella discussione.
2) I risultati sportivi da molti punti di vista rimangono più che accettabili. Anche fosse solo senso di sicurezza che porta alcuni a non voler necessariamente contemplare un futuro prossimo senza lotito, non è un punto di vista disprezzabile o da ridicolizzare, imho. Di nuovo, il riflesso difensivo diventa abbastanza inevitabile a quel punto.
3) Il voler ostinarsi a riconoscere come unica colpa a lotito l'essere una persona spiacevole. Siamo andati oltre, molto oltre a questo da qualche anno a questa parte. Riconoscerlo fa bene a tutti.
Per me solo il punto 2 è 100% e spiego perchè.
Posto che gli insulti pesanti (e specialmente quelli sul fisico) non mi piacciono e non vanno bene, rivendico però, di fronte a un atteggiamento di incredibile spocchia e arroganza, il diritto di fare del sarcasmo e di usare epiteti canzonatori.
Lui si sente il monarca assoluto?
Il "iosoioevoi nunseteuncazzo?
Beh io ti chiamo pizzicarolo (con tutto il rispetto dei pizzicaroli veri tra l'altro).
Punto 3: ma chi è che si concentra SOLO sul fatto che è una persona spiacevole?
L'abbiamo fatto mille volte l'esempio di Berlusconi.
Era una persona spiacevolissima ma stava in fissa col milan e gli ha fatto vincere la qualunque.
La spiacevolezza di Lotito, e questo oramai dovrebbe essere chiaro a tutti, sta tutta nel fatto che la Lazio, e quando dico la Lazio parlo di NOI che abbiamo questa passione sportiva così forte, ebbene la Lazio è solo un mezzo per lui, e mai un fine.
È l'uomo più ambizioso del mondo, ma le sue ambizioni riguardano lui stesso, e non la Lazio.
Questo senso di fusionalità non c'è mai stato, al contrario di Cragnotti.
Cragnotti ha fatto mille casini, e come effetto di questi casini ci ha fatto rischiare cose brutte, ma quando ha sognato non ha sognato per lui solo, ha sognato per e con la Lazio.
Dopo 3 qualificazioni CH e 3 disastri l'anno successivo è lampante che noi siamo il suo cane, che deve essere tenuto a bada e fargli fare bella figura, ma senza troppi ossi, che poi diventa ingovernabile.
QUESTA è la spiacevolezza di Lotito, e non la puoi disgiungere da tutto il resto, è questa la ferita aperta, che a volte sembra quasi rimarginarsi ma poi viene squarciata di nuovo, come Prometeo e l'aquila nel mito.
È immanente a qualsiasi discorso che riguardi lui e la Lazio.