Citazione di: Aquila Romana il 24 Mag 2025, 20:19
Non mi ritrovo in questo tuo teorema, innanzitutto perdere la leadership del tifo a favore di chi ? Non vedo alternative agli attuali gruppi organizzati, la loro uscita di scena non farebbe altro che determinare la fine del tifo organizzato della Lazio, a tutto favore dei dirimpettai, che non aspettano altro da 70 anni
Ma non mi ritrovo neanche nel passaggio in grassetto "E in passato, sinceramente, una conclusione di stagione come quella attuale avrebbe causato proteste e contestazioni molto frequenti e molto ridondanti.
Quando non solo il post social spiega come l'avvio di stagione sia stato sorprendente. ed abbia per così dire congelato la contestazione, ma anche qui dentro abbiamo condiviso che si, non si fa nulla per tentare di accrescere la competitività della Lazio, ma che comunque a 90 minuti dalla fine siamo ancora lì a giocarci un posto in Europa..
Comunque se la tifoseria è veramente esasperata mi aspetto che domenica siano i tifosi comuni a lanciare una contestazione di massa contro questa gestione, invertendo la consuetudine e trascinando loro, per una volta, i gruppi organizzati
AR, di inizi e/o stagioni positivi o con momenti che sinceramente ci avevano fatto pensare che fosse una stagione importante ne abbiamo vissuti diversi. Eppure la contestazione a Lotito era costante e incessante, tant'è vero che a un certo punto una parte dello stadio cominciò a fischiarli e si creò anche della tensione tra la curva e altri settori.
Io non entro nel merito di cosa sia giusto o cosa no, esprimo un parere personale e rispetto chi ci ha messo faccia, presenza e ha pagato le conseguenze per una battaglia a favore della Lazio. L'obiettivo qui non è decidere cosa sia giusto e cosa sbagliato, ma solo analizzare un movimento: ovvero che una buona parte del tifo organizzato ha smesso di contestare. Ripeto, un anno fa la sensazione è che il malcontento incalzante, sorpreso dal silenzio di chi fino a poco tempo prima invece soffiava sul fuoco dell'antilotitismo in ogni occasione, ha fatto sì che il tifo organizzato dovesse fare qualcosa per non sembrare totalmente assente rispetto alla "maggioranza silenziosa" che aveva voglia di contestare. Ma è sembrata una reazione più "obbligata" che non spontanea, tant'è vero che alla prima scusa ("la squadra è partita bene") si è subito esaurito tutto lo slancio di quella imponente manifestazione che prometteva fuoco e fiamme.
La spiegazione del perché si facciano gli applausi dopo uno 0-6 e un 5-0 è sembrata molto in controtendenza rispetto al passato, dove in occasioni anche meno rilevanti di quelle invece partivano contraeree importanti e si aizzava la vulgata contro il Senatore.
Ci si è rassegnati?
Si è deciso di virare verso un atteggiamento di ridimensionamento verso le battaglie antisocietarie per arrivare ad una pax accettata e accettabile?
Io non so quale sia l'obiettivo e non esprimo giudizi.
Fatto sta che a molti sembra evidente che alcuni comunicati societari magicamente tendano a esaltare il pubblico, dopo anni di conflitti, e che le varie posizioni della curva siano molto meno critiche verso la società e fortemente solidali verso squadra e ambiente. Ed è qualcosa che non si può non notare, al di là di come la si pensi, e continuo a credere che in passato abbiamo fatto stagioni migliori di quella attuale eppure il fuoco ardeva forte e i concetti di unità sembravano molto labili.
Cosa può fare il tifoso "normale"?
Poco. Ma attenzione perché le future generazioni magari possono perdersi se vedono un ambiente in perenne conflitto, ma ciò può accadere pure se non si avrà una minima speranza di cambiamento in un canovaccio che ultimamente sembra sempre abbastanza uguale a se stesso.