Citazione di: Er Maestro il Ieri alle 18:46Hai l'esempio dell'Atalanta, in cui il gruppo di investitori detiene il pacchetto di maggioranza delle quote, mentre la famiglia Percassi rimane comunque il singolo azionista principale (oltre a disporre del pegno sul pacchetto di maggioranza avendo concesso un vendor loan di 23 milioni).
Gli strumenti giuridico-finanziari per configurare un assetto favorevole al senatore esistono. Altro discorso è se esista la volontà per metterli in campo, visto che comunque significherebbe spartire la torta con qualcuno.
Ma mi domando: per quanto ancora questa torta sarà appetibile, prima di diventare una polpetta avvelenata?
La volontà di far entrare investitori non c'è da entrambe le parti, il "modello Atalanta" da noi non è fattibile, per una serie di motivi.
Anzitutto, l'interesse di Lotito circa l'ingresso di azionisti. Se avesse voluto, ci sono state infinite opportunità in cui aveva oggettivamente senso farlo, principalmente negli anni precedenti al 2020, e nelle due stagioni immediatamente successive.
Lotito non ha un progetto sportivo, a differenza dei bergamaschi, e sono sicuro che ormai non ci siano più grandi dubbi riguardo a ciò. A lui interessa il fatturato delle sue imprese e la politica. La Lazio non è un progetto da curare, è il suo cavallo di Troia. Non vuole una Lazio vincente, vuole una Lazio stabile, da mungere ed eventualmente vendere.
Perchè dovrebbe far entrare qualcuno per risanare una situazione ormai insanabile?
Per guadagnare qualche mese e poi dover dividere i guadagni di una eventuale cessione con qualcun altro?
A me sembra più evidente che tutto ciò che voleva era chiudere la questione stadio per andarsene col fagotto più ricco possibile.
Fino a un paio di anni fa non aveva grande fretta, tutto sommato la Lazio era lì, i conti bene o male tornavano, e c'erano le entrate delle coppe europee a sistemare tutto. Magari l'idea di lasciare la Lazio al figlio l'ha anche solleticato, in quegli anni di onnipotenza. Di sicuro, nessuno gli correva dietro.
Negli ultimi due anni, però, la musica è cambiata, e tutti i limiti della sua gestione sono venuti a galla.
Ed è stato a quel punto che, come destato da un lungo torpore, ha iniziato a scapicollarsi per far approvare lo stadio, con una fretta quasi grottesca.
Questo cosa vuol dire, in soldoni?
Che ha tanti difetti ma non è uno scemo. Sa benissimo che il valzer è alle battute conclusive, e che è arrivato il momento di giocarsi l'asso pigliatutto: stadio approvato e asta al miglior offerente. Questo vuole, lo dico da mesi. Secondo me non gli interessa neppure che sia finito, gli bastano le carte firmate.
Palazzinaro era e palazzinaro rimane, e no, in questa speculazione non c'è mai stato spazio per altri soci.
Questa è la prima serie di motivi.
La seconda è proprio degli investitori stessi: ma perchè diavolo dovrebbero cercare di entrare, se anche avessero le porte aperte (che non hanno)?
Bergamo è una realtà in cui aveva senso investire: società strutturata, un programma serio, una academy vera e collaudata, la piazza festosa e un clima sereno... cioè un progetto per cui può valere la pena mettere dei soldi sul tavolo.