Claudio Lotito (moderato)

Aperto da Lazio.net, 17 Mag 2026, 21:24

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Achab77

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Pensieri sparsi:

- i riommici che ci prendono in giro per il derby? Succedeva anche prima e succederà anche dopo, la cosa è e sarà sempre reciproca. Purtroppo o per fortuna fa parte del tessuto passionale e sociale della città. A occhio, però, penso che a 'sto giro il perno della perculata oscilla tra il fatto di aver giocato col terzo portiere (un abbraccio a Furlanetto, che merita di essere confermato) e di aver preso due gol da quella merda di mancini. Oltre al fatto che per le note problematiche di rosa, mercato bloccato, etc. gli abbiamo sostanzialmente regalato 3 punti per la champions' mentre noi stavamo a distanza siderale e pure freschi di una finale persa. Poi, ma solo poi, ci sarà stata la questione dello sciopero;

- ognuno ha frequentazioni e riscontri diversi, ci mancherebbe, ma io mi muovo spesso e qualche giorno fa parlavo con colleghi in Svizzera che mi chiedevano della protesta e se davvero i tifosi avrebbero disertato lo stadio anche la prossima stagione. Ed erano sinceramente colpiti da questa cosa. E quando invece sono in altre città italiane quasi mi sento sollevato, dato che quando dico che sono Laziale mi chiedono più cose sulla guerra con Lotito che non sul fatto che io sia fascio o simpatizzante tale;

- il discorso del Flaminio legato alla curva "divisa" invece anche io lo trovo un po' forzato. Mi sarebbe sembrato più logico legare uno scetticismo sullo stadio al fatto che un'eventuale riuscita potrebbe blindare Lotito a Formello, la questione identitaria e di posizionamento (per quanto la trovo lecita per chi vive la curva da anni e lo fa anche per come è strutturata fisicamente) probabilmente è stata un po' autoreferenziale;

- anche a me Lotito sembra un po' troppo silenzioso e nervoso, quindi spero vivamente che possa essere conseguenza dell'accettazione di dover chiudere il suo regno prima possibile. Ma se penso alle tempistiche di certe operazioni e con la questione Flaminio ancora in ballo, poi invece scivolo nella sensazione opposta, ovvero che si stia inventando qualcosa per recuperare terreno e rimettersi in sella.

Ai posteri ecc. ecc.

ironman

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Citazione di: guido 59 il Ieri alle 21:49Letto adesso il comunicato.
Cose dette e ridette, che sanno pure i sassi.
2 precisazioni:
1. Quindi il flaminio, fossimo andati tutti d'accordo con la squadra scudettata, non avremmo dovuto farlo, perchè la curva nord sarebbe stata divisa, fatemi capire.....
2. Il derby della vergogna:
Il dietro-front per il prossimo anno, con la ridicola motivazione che si aspettavano la solidarietà dei merdosi, mi fa ridere.
Il fatto è che non ci ha cacato nessuno e hanno trovato la scusa per uscirne a testa alta, solo un demente poteva pensare nella solidarietà etc..e siccome non sono dementi 2+2 fa 4.
Merdosi che, andati in coppa anche grazie a quella partita, ci prendono per il culo da 20gg e noi ci autocelebravamo dandoci di gomito "si.. si... non andiamo al derby che ne parlerà tutto il mondo".
Ripeto è' finita che il giorno dopo non ci ha cacato nessuno, trafiletto in dodicesima pagina e le merde che ci perculavano, viene il dubbio che ci piace essere masochisti.
Parecchi bontemponi che dicevano all'epoca che era giusto non andare, mo come la mettiamo? Anche i "regazzi" hanno ammesso la cazzata, il che è tutto dire.
La verità è stata che la pagina più vergognosa degli ultimi 30 anni.
Per il resto ognuno facesse come cazzo gli pare, ma il discorso del gestore di oggi mi fa pensare che rimarrà in sella ancora parecchio.
Vediamo chi vincerà.
PS ma sti amici conoscenti del nord che parlano della protesta, a me non succede, sarò strano io...

La domanda "vediamo chi vincerà" a che cosa si riferisce? Chi sono i contendenti e cosa c'è in palio?

Precisione

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MAURO MASI (BANCA DEL FUCINO): "LAZIO, SERVE UNA SOLUZIONE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI"

Intervistato da Il Tempo, l'ex direttore generale della Rai e tifoso laziale prende posizione nel dibattito sui biancocelesti


"L'articolo di Luigi Bisignani ha avuto un'eco così importante perché tocca corde profonde del tifo laziale: nell'articolo si sono riconosciuti tanti che non hanno mai avuto prevenzioni apodittiche verso Lotito (anzi ne hanno riconosciuto i meriti passati), ma che ora vedono come la Società non possa andare avanti senza i propri tifosi che sono, non solo una componente essenziale dell'"immagine" di una società di calcio (cosa sarebbe il Liverpool senza i tifosi che all'Old Trafford cantano "You never walk alone") ma rappresentano anche una fondamentale componente patrimoniale. Credo che sia nell'interesse di tutti trovare una soluzione condivisa prima che sia troppo tardi. Parlo di soluzione condivisa perché è l'unica concretamente possibile, soprattutto ora che il calcio italiano (nonostante il non essere andati ripetutamente al Mondiale) è molto appetito dai fondi internazionali, soprattutto da quelli americani".

Giorgio 1971

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Non può inventarsi nulla se non fare il famoso aumento di capitale, sbloccare il mercato e comprare 6/7 giocatori.
Ma siamo nel campo della fantascienza

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Twix

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Masi ce li avuto come capo tanti anni fa.  Beh..è uno che non parla mai a caso.

DajeLazioMia

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A me sembra che gli stiano dicendo tutti la stessa cosa.

(avete riportato la dichiarazione di Paglia che afferma che fosse Commisso ad aver preso contatto con Lotito tramite JM?)

Magnopèl

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Citazione di: DajeLazioMia il Oggi alle 10:19A me sembra che gli stiano dicendo tutti la stessa cosa.

(avete riportato la dichiarazione di Paglia che afferma che fosse Commisso ad aver preso contatto con Lotito tramite JM?)
Qualcuno di questi personaggi influenti deve trovare il modo di fargli mollare l'osso, si prendesse un adeguato malloppo senza sparare a caso, e se ne andasse a fanc**o.
Personaggio anacronistico negli anni '80, figuriamoci oggi.

ironman

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Citazione di: SSL92 il Ieri alle 23:02Mah...che avesse già un accordo con un altro acquirente ci credo poco, altrimenti perchè Gattuso? E perchè farlo sapere chiaramente a tutti prima? Questo ancora pensa di rimanere per tanti anni, come dice qualcuno, che lui abbia aperto ad un'eventuale cessione ancora non ci credo ma lo convinceremo noi

Più che sperare in una sua redenzione mi auguro che questo trambusto, unito ad uno bello spauracchio per il senatore faccia sì che si palesi qualcuno che colga al volo l'opportunità, a quel punto vedremo quanto sarà furbo e lungimirante il gestore, se si alzerà dal tavolo quando ancora sta vincendo o comunque, ha accumulato qualche soldino oppure, come il peggiore degli scommettitori ludopatici si ostinerà e continuerà in questa lotta che ormai lo vede sempre più solo
Certo, e mi sa che molti non abbiano letto il suo intervento integrale ieri da magnate della finanza e dell'impresa. Altro che cessione.

Vedrò di postarlo io oggi, più tardi. Se lo fa qualcun altro va bene lo stesso ovviamente.

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Eroche..siusta

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Senza sapere una mazza credo che qualcuno interessato alla Lazio ci sia e forse la proposta è arrivata all'area politica del sultano più che al sultano stesso visto che trattare con lui è inutile.
Il Flaminio è una grande opportunità per far rifiorire un intero quartiere e non si può lasciare in mano solo a lui.
È anche una possibilità per riguadagnare consensi  a Roma che non si può buttare lasciandola gestire ad un settantenne che sta sulle palle a mezza città.
Tutti questi interventi su quel quotidiano non sono un caso.

Nex1

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Lo stadio vuoto è una bella botta. Penso che anche un duro come lui non potrà non tenerne conto.
A livello comunicativo farlo parlare solo con comunicati scritti è una grande privazione, non so fino a quando reggerà.

guido 59

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Leggo un appunto che ho scritto per evitare che ci siano mal interpretazioni. La mia è una situazione particolare... Per questo leggo così che rimanga tutto agli atti. Noi italiani per complicarci la vita siamo fatti apposta, non sempre facciamo le cose semplici. Quando parliamo di stadi, non parliamo esclusivamente di sport. Parliamo di infrastrutture strategiche, di rigenerazione urbana, di sviluppo economico, di sicurezza, di sostenibilità, di occupazione e di attrattività internazionale. Gli stadi rappresentano oggi uno degli elementi fondamentali attraverso cui si misura la capacità di un sistema sportivo di essere competitivo, moderno e sostenibile. E lo dico da presidente di una società che da oltre vent'anni compete ai vertici del calcio italiano ed europeo, e che ogni giorno misura il divario esistente tra il sistema infrastrutturale italiano e quello delle principali realtà internazionali. Noi giriamo il mondo e vediamo quello che succede all'estero. Il ritardo accumulato dall'Italia negli ultimi anni è noto, e trova conferma anche nelle analisi e nei dati presentati da Banca Ifis. In Inghilterra, Germania, Spagna e in molte altre realtà, gli impianti sportivi sono stati progressivamente trasformati in asset multifunzionali, capaci di generare valore per il territorio e per i club durante tutto l'anno. In Italia, invece, continuiamo a confrontarci con strutture spesso obsolete e con percorsi autorizzativi particolarmente complessi. Solo pochi giorni fa abbiamo assistito alla finale di Europa League disputata a Budapest. Ricorderete cosa fosse Budapest venti o trent'anni fa. Oggi ospita un impianto moderno, perfettamente integrato nel sistema dei trasporti pubblici e capace di accogliere oltre 60mila spettatori in condizioni di massima sicurezza, accessibilità e comfort. Quella struttura dimostra chiaramente come uno stadio possa essere, al tempo stesso, un'infrastruttura sportiva, un motore economico, un luogo di aggregazione e un elemento di riqualificazione urbana. Per queste ragioni, ritengo che il dibattito sugli stadi debba uscire dalla dimensione esclusivamente sportiva e assumere una valenza strategica nazionale. Portando la mia esperienza concreta, intervengo oggi anche nella veste di presidente della società che sta affrontando una delle più importanti operazioni di riqualificazione infrastrutturale presenti nel panorama sportivo italiano. Il progetto dello Stadio Flaminio rappresenta un caso emblematico: non si tratta semplicemente della realizzazione di un impianto destinato alla S.S. Lazio. Si tratta del recupero e della valorizzazione di un'opera iconica per la città di Roma, attraverso un progetto che intende coniugare tutela architettonica, sostenibilità economica, functione sportiva e integrazione urbana. L'obiettivo è restituire alla collettività un patrimonio oggi inutilizzato, trasformandolo in un'infrastruttura moderna, efficiente e capace di generare valore per il quartiere, per la città e per l'intero sistema sportivo nazionale. Citazione L'esperienza maturata in questi anni conferma però una nozione fondamentale: il problema principale non è la disponibilità di investimenti privati. Lo dico con chiarezza: il problema non sono i soldi. Il problema è rappresentato dalla complessità procedurale e dall'incertezza dei tempi amministrativi. Se un investitore stringe un accordo con una banca a cinque o sette anni, e domani i tempi si dilatano, quel progetto diventa un problema economico insostenibile. La Lazio non chiede scorciatoie o favori; chiede regole certe, tempi certi e interlocutori certi. Chi investe centinaia di milioni di euro – e il mio progetto prevede un investimento di circa 500 milioni – deve poter programmare la propria attività all'interno di un quadro amministrativo prevedibile. Chiunque affronti oggi un progetto infrastrutturale di questa portata si trova a interagire con una molteplicità di soggetti pubblici, con livelli amministrativi differenti, competenze spesso sovrapposte e procedure che rischiano di prolungarsi per anni. Tutto questo genera l'elemento che il mercato teme di più: l'incertezza. I costi possono essere stimati, i rischi possono essere gestiti, ma l'incertezza dei tempi rappresenta il principale fattore di blocco degli investimenti. È quindi necessario sviluppare un quadro normativo che mantenga inalterati i principi di tutela, trasparenza e controllo pubblico, ma che al tempo stesso garantisca procedure più efficienti. Semplificare non significa ridurre le garanzie; significa rendere lo Stato più efficace, consentire agli enti di esprimersi nei tempi stabiliti e permettere all'investitore di sapere con certezza quando un procedimento potrà dirsi concluso.Il legislatore deve ascoltare le esigenze dei territoriCitazione La mia esperienza come presidente di club e come Senatore della Repubblica mi consente di osservare il tema da una duplice prospettiva: da un lato, l'esperienza concreta di chi investe, pianifica e realizza i progetti; dall'altro, la responsabilità istituzionale di individuare strumenti normativi in grado di favorire questi processi nell'interesse generale. Per questo ritengo che il contributo di chi realizza concretamente queste opere debba diventare parte integrante del percorso normativo. Il legislatore deve ascoltare le esigenze dei territori, delle amministrazioni, delle società sportive e degli operatori economici per costruire un sistema più moderno e competitivo. In questa direzione, ritengo prioritario intervenire su alcuni aspetti chiave: la definizione di tempi certi e perentori nelle procedure autorizzative; il rafforzamento del coordinamento tra le diverse amministrazioni coinvolte; la semplificazione dell'iter per la riqualificazione degli impianti esistenti; una maggiore uniformità interpretativa e pratica sul territorio nazionale, superando la frammentazione per cui in una zona si fa una cosa e in un'altra la si vieta; il riconoscimento degli stadi come infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico e sociale; il rafforzamento degli strumenti di partenariato pubblico-privato e l'introduzione di meccanismi di responsabilità per tutti i soggetti coinvolti nel rispetto delle tempistiche. Si tratta di misure che non richiedono rivoluzioni normative, ma una forte volontà politica e amministrativa. L'assegnazione degli Europei del 2032 rappresenta un'occasione straordinaria. Non dobbiamo concepirla soltanto come un grande evento sportivo isolato; dobbiamo interpretarla come una leva di trasformazione infrastrutturale e di crescita economica, così come è stato, per altri versi, il PNRR. Nuovi impianti, riqualificazioni urbane, investimenti pubblici e privati, occupazione e turismo internazionale sono elementi in grado di produrre benefici che vanno ben oltre la durata dell'evento stesso. Euro 2032 rappresenta una scadenza, ma soprattutto una grande responsabilità. Non possiamo arrivare a quell'appuntamento discutendo ancora di burocrazia e procedure, quando dovremmo già parlare di opere completate e di risultati raggiunti. Il tempo dell'analisi è terminato, è il momento delle decisioni. La vera sfida consiste nel fare in modo che il 2032 lasci al Paese infrastrutture moderne, durature, capaci di generare valore nei decenni successivi e di migliorare concretamente la qualità della via dei territori che le ospiteranno. Il futuro del calcio passa inevitabilmente attraverso il futuro delle sue infrastrutture. Gli stadi devono diventare poli di aggregazione, innovazione, servizi sostenibili e sviluppo economico. Come presidente della Lazio continuerò a lavorare affinché il nostro progetto possa rappresentare un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e di collaborazione tra pubblico e privato; come legislatore continuerò a sostenere ogni iniziativa volta a rendere efficiente il sistema normativo e amministrativo che disciplina queste opere. L'Italia non ha bisogno di inventare modelli nuovi: deve semplicemente avere il coraggio di applicare quelli che in Europa funzionano già da anni. Gli investitori ci sono, i progetti ci sono, le competenze ci sono – e forse siamo fin troppo bravi in questo. Quello che serve è un sistema capace di trasformare le idee in opere, e le opere in sviluppo. Investire negli stadi significa investire nelle città, nei territori, nello sport e nella competitività dell'Italia. Questa è la sfida che abbiamo davanti, ed è una sfida che intendo continuare ad affrontare con la massima determinazione, sia come presidente della Lazio, sia come senatore della Repubblica.

Secondo voi uno che ieri dice queste cose è disposto a farsi da parte....sarà..
secondo me ci sono le stesse possibilità che stasera esco con Belen

FeverDog

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Ma infatti, siccome sembra non disposto a farsi da parte terminiamo la protesta e arrendiamoci.

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Citazione di: mariolazio il Ieri alle 22:54Ma figurati, iscrivendosi in un forum si accetta di rispettarne le regole, gli altri utenti, di essere sempre rispettoso, etc mica di cambiare il proprio cervello.

A me personalmente interessa scambiare opinioni educatamente, e se uno è fascista, comunista, ateo, cristiano, bianco, nero o verde me ne frega meno di zero.

Il mio intervento era solo per dire che la politica purtroppo ha la brutta abitudine di trasformare conversazioni interessanti in tifo becero "da stadio" (tanto per rimanere in tema).

Suggerivo implicitamente solo di moderare i toni per il benessere di chi vuole usufruire di uno spazio interessante e Laziale, tutto qui.
Regole del forum, soprattutto i punti 2.1 f e f bis

Mr.Class

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Citazione di: FeverDog il Oggi alle 10:56Ma infatti, siccome sembra non disposto a farsi da parte terminiamo la protesta e arrendiamoci.
Pensa se in ogni lotta di classe, per i diritti di ogni genere, i nostri nonni o padri avessero ragionato così...chissà come deve essere campare senza mai prendersi un rischio, pure di fronte a chi ti ha tolto la cosa più preziosa...

FeverDog

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Citazione di: Mr.Class il Oggi alle 11:06Pensa se in ogni lotta di classe, per i diritti di ogni genere, i nostri nonni o padri avessero ragionato così...chissà come deve essere campare senza mai prendersi un rischio, pure di fronte a chi ti ha tolto la cosa più preziosa...
Dobbiamo prenderci per mano noi e unirci a lui per vivere bene insieme e in armonia.
Anzi forse, sai che ti dico, dobbiamo fare i cori in uno stadio pieno così si spaventa sul serio. 
Mi raccomando, cori rispettosi, tipo Lotito pusillanime. Lotito tirchio, ecc.
Solo così cambieremo le cose.
Viva la revolucion! 

ledesma87

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La Lazio vale circa 600 milioni se prendiamo a riferimento acquisizioni recenti e premio per controllo. Venderebbe a questa cifra?

Mr.Class

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Citazione di: ledesma87 il Oggi alle 11:11La Lazio vale circa 600 milioni se prendiamo a riferimento acquisizioni recenti e premio per controllo. Venderebbe a questa cifra?
quali sarebbero le acquisizioni di riferimento?

FeverDog

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Lotito persona non Ok 

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Citazione di: ledesma87 il Oggi alle 11:11La Lazio vale circa 600 milioni se prendiamo a riferimento acquisizioni recenti e premio per controllo. Venderebbe a questa cifra?
A me sembra una supervalutazione. La bade è il costo delle azioni possedute + valore immobiliare + valore rosa - debiti. 450 milioni potrebbero essere realistici

guido 59

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ho messo tutta la pappardella perchè è stata chiesta, ma la frase fondamentale è :
" Questa è la sfida che abbiamo davanti, ed è una sfida che intendo continuare ad affrontare con la massima determinazione, sia come presidente della Lazio, sia come senatore della Repubblica."

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