CN11,5

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Offline gigiazzo

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2407
Re:CN11,5
« Risposta #480 il: 17 Gen 2019, 00:51 »
Dico la mia.

Ciò che anima chi dirige una curva è l’ebbrezza di indottrinare, gestire, guidare ed esercitare il proprio carisma su una moltitudine di ragazzi; in altre parole è la vertigine del potere. Se ci fate caso i capi si accreditano sempre come guida (vedi recentemente Diabolik che ha cercato di barattare un alleggerimento della repressione sui capi della curva con un controllo migliore dei ragazzi i quali, senza guida, potrebbero creare più danni e, guarda caso, se n'è uscito contestualmente alla guerriglia di piazza della Libertà con loro ben defilati…).
Ai tempi d'oro, il potere tracimò addirittura nell'evento stesso, col formidabile apice del derby sospeso.

Se ci sono addirittura disegni di enti superiori interessati all'indottrinamento non lo so, ma certo è che in tutto questo l’ideologia fascista funziona alla grande: onore, rispetto, spavalderia, machismo, giovinezza, fedeltà, ribellione, magnificenza, fierezza, ordine e disciplina.

Il dress-code altro non è che l’introduzione di un’uniforme che “uniforma” il gruppo, al tempo stesso, una divisa che “divide” dagli altri.

Il gemellaggio con l’Inter (ahò avessero fatto un cazzo di coro contro quella merdina olandese), il gemellaggio con l’Inter, dicevo, rappresenta la fedeltà assoluta all’alleato (mica come Badoglio, il traditore).

La lotta ai benpensanti (se necessario provocata artatamente come il volantino che relega le donne fuori dalle prime file) serve proprio a innescare la fiera ribellione contro la mollezza del politically correct e la morbidezza dei maglioni in cachemire di quei parrucconi ipocriti sempre pronti a puntate il dito appena tolto dalle patatine dell'aperitivo (agli ultras frega una sega della disparità di giudizio con le merde, anzi. A me non pare che si siano mai indignati per questo, ma posso sbagliare).

I cori beceri non sono solo razzismo ma, se possibile, qualcosa di più squallido: nell’ottica di questa ribellione contro l'ipocrisia, servono a rivendicare il diritto di intonare quei cori, contro tutti e tutto.

I “ragazzi di Buda” è la risposta a chi può “impunemente” cantare sulle note di “Bella ciao”; in fondo sono due canti partigiani… (faccetta nera è vietata, ma ancora passano i non percepiti e non condannabili “esse esse esse esse Lazio” e “bombe a man e carezze di pugnal”).

Le magnifiche coreografie che, lo confesso, affascinano anche me, servono a comunicare un’immagine di ordine, precisione e capacità (Goebbels a Berlino faceva delle parate da paura).

E poi l’onore, il rispetto e il timore da incutere ai gruppi ultras nemici e la lotta contro il potere costituito, identificato con le forze dell’ordine (lotta questa che, non a caso, accomuna tutte le frange estreme del tifo, quelle di sinistra comprese).

Il tutto spacciato come “mentalità ultras”.

Poi dopo viene la Lazio. O meglio, la Lazio è l’ambito che viene usato per fare tutto ciò, compreso il ricattino che senza di loro non ci sarebbe tifo.

E poi ci siamo noi.

Io sono d’accordo con chi dice che dovremmo manifestare aperta insofferenza contro la curva, quantomeno per prendere le distanze. Ricordo che anni fa, in piena contestazione permanente a Lotito, in un periodo in cui la Lazio giocava bene (forse era la Lazio di Delio Rossi), il resto dello stadio iniziò a intonare i cori “ciavete rotto er cazzo” e “scemi scemi” (partirono dai distinti sud). La reazione della curva fu rabbiosa, ma personalmente intravidi un minimo di difficoltà nella stessa. Se viene meno l’ammirazione da parte di chi credono li ammiri, forse molte teste vuote potrebbero vacillare. Ma per fare questo ci vuole coesione e unità di intenti; come dice Omar65 queste cose ce le diciamo tra di noi. Pochissimi. Impercettibili e impossibilitati a dimostrare che c'è altro, perché la maggior parte dello stadio o non è conscio, o non gliene frega niente, o è d’accordo, o si focalizza su altri nemici (la stampa, la roma, i poteri forti ecc.).

Sono pessimista.

Secondo me.

Offline pan

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1582
Re:CN11,5
« Risposta #481 il: 17 Gen 2019, 01:32 »
bravissimo gigiazzo.

la cosa che mi fa immenso dispiacere è quella di constatare come  pochissimi non siamo, se no Lazio.net, dalla matrice antifascista e antirazzista, non dovrebbe essere il forum più importante tra tutti quelli laziali. se fossimo così pochi, noi "altri", dovrebbe essere un forum di nicchia, cosa che invece non è. basterebbe entrare qua , lo dico anche per quelli che ci vorrebbero incasellare in una narrazione di comodo, per rendersi conto di questa ovvietà. i numeri parlano.
eppure non se ne esce, ostaggi ad libitum.
Re:CN11,5
« Risposta #482 il: 17 Gen 2019, 09:38 »
Io, personalmente, non so che fare. Mi sento solo, tiranneggiato da un gruppo (dico vagamente gruppo perché non so chi o perché materialmente fa il male della Lazio) e piango qui assieme a voi. Mi sento in colpa per la mia piccola grande dose di vigliaccheria.

paro paro.

Forse dovremmo fare un gruppo. Organizzarci, essere presenti fisicamente, mettersi in gioco, rischiare. Contarci. Però da solo non lo faccio. Bisogna essere almeno in due.

boh, diciamo che io fisicamente ci sarei, abbonato in curva nord e presente allo stadio ogni volta che gioca la Lazio. Siamo in due, ma mo che famo? Io nella mia vigliaccheria mi limito a ignorare ogni coro che non approvo (da ragazzi di buda a ss ss lazio ma anche a quelli contro forze dell'ordine varie) e a fischiare forte ogni volta che sento degli ululati sperando che i fischi sovrastino gli ululati stessi.
Non credo che sia qualcosa di così semplice da "affrontare", io Amo la Lazio con la A maiuscola ma questi sono violenti e cercano lo scontro nella loro ideologia del "dissenso", non credo che la soluzione sia quello di una "guerra civile" ma purtroppo non ho neanche idee/proposte alternative. Mi sento in una via senza uscita
Re:CN11,5
« Risposta #483 il: 17 Gen 2019, 12:07 »
Io voglio essere ottimista. E' fondamentale prendere coscienza che una curva (la nostra Curva) la quale inneggi al ventennio, espone striscioni politicizzati, oltre che offensivi anche nei confronti dei giocatori della Lazio, non possa assolutamente piacere almeno al 98% de* tifos* biancocelesti.
Ecco non ci aggrada, dimostriamolo. Il segno di protesta sarebbe sfilarsi da determinate manifestazioni, smettere di cantare certi cori stando in silenzio, lamentandosi o fischiandoli. Cessare di andare dietro a questa gente che non mette la Lazio al primo posto come ogni Tifoso dovrebbe fare.

Per chi ha twitter e/o facebook, vi consiglio di seguire queste due belle pagine:

https://twitter.com/lovelazio

https://it-it.facebook.com/LazialeAntifascista/

Offline bak

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19610
Re:CN11,5
« Risposta #484 il: 17 Gen 2019, 12:09 »
Dico la mia.

Ricordo che anni fa, in piena contestazione permanente a Lotito, in un periodo in cui la Lazio giocava bene (forse era la Lazio di Delio Rossi), il resto dello stadio iniziò a intonare i cori “ciavete rotto er cazzo” e “scemi scemi” (partirono dai distinti sud). La reazione della curva fu rabbiosa, ma personalmente intravidi un minimo di difficoltà nella stessa. Se viene meno l’ammirazione da parte di chi credono li ammiri, forse molte teste vuote potrebbero vacillare. Ma per fare questo ci vuole coesione e unità di intenti; come dice Omar65 queste cose ce le diciamo tra di noi. Pochissimi. Impercettibili e impossibilitati a dimostrare che c'è altro, perché la maggior parte dello stadio o non è conscio, o non gliene frega niente, o è d’accordo, o si focalizza su altri nemici (la stampa, la roma, i poteri forti ecc.).

Sono pessimista.

Secondo me.

Bellissima analisi. Mi permetto di aggiungere (letto qui da chi frequentava i Distinti SE) che, è vero partirono i cori contro gli ultras, ma alla partita successiva mandarono una "delegazione" proprio per imbruttire chiunque si fosse permesso di delegittimarli pubblicamente.
Re:CN11,5
« Risposta #485 il: 17 Gen 2019, 12:12 »
Bellissima analisi. Mi permetto di aggiungere (letto qui da chi frequentava i Distinti SE) che, è vero partirono i cori contro gli ultras, ma alla partita successiva mandarono una "delegazione" proprio per imbruttire chiunque si fosse permesso di delegittimarli pubblicamente.


È il motivo per cui promuovo l'idea di mettersi il numero 12 sulla maglia. Una protesta silenziosa ma (forse) comunque assordante.
Re:CN11,5
« Risposta #486 il: 17 Gen 2019, 16:45 »
Bellissima analisi. Mi permetto di aggiungere (letto qui da chi frequentava i Distinti SE) che, è vero partirono i cori contro gli ultras, ma alla partita successiva mandarono una "delegazione" proprio per imbruttire chiunque si fosse permesso di delegittimarli pubblicamente.
Sinceramente ricordo i cori ma la delegazione proprio mi manca
Probabile é dovuto alla mia solita fortuna e magari quel giorno mancavo ma che ha potuto fare la delegazione???
Re:CN11,5
« Risposta #487 il: 17 Gen 2019, 18:09 »
O.T. ma non tanto:
Tifosi Hapoel invocano la Shoah per il Maccabi: multa di 6 mila euro.:
" Non un attacco al popolo ebraico ma espressione di odio profondo "
Fine O.T.
Re:CN11,5
« Risposta #488 il: 17 Gen 2019, 19:13 »

Offline Charlot

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Re:CN11,5
« Risposta #489 il: 17 Gen 2019, 19:26 »

Offline bak

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19610
Re:CN11,5
« Risposta #490 il: 17 Gen 2019, 20:04 »
Gli ho scritto che hanno rotto il cazzo con le generalizzazioni.
Re:CN11,5
« Risposta #491 il: 17 Gen 2019, 20:36 »
Dico la mia.

[...]

Sono pessimista.

Secondo me.

100%
Re:CN11,5
« Risposta #492 il: 17 Gen 2019, 21:10 »
Mo che è sta novità??

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/tifosi_lazio_cori_antisemiti-4237709.html

Oramai dovrebbe essere chiaro al mondo intero che c'è un attenzione spasmodica e maniacale nella ricerca di notizie, video e pretesti di qualsiasi tipo per rinfocolare questo tiro al piccione mascherato da giornalismo ... Eppure c'è chi ancora ė così odiota da farsi i video da solo e postarli sui social per dimostrare a tutti quanto ė [...]... poi sta cosa manco c'è più bisogno di farla nello stadio, ora puoi esprimerti in qualsiasi luogo, qui non c'entra manco più la curva ... Questi so proprio così... E ancora c'è qualcuno che li chiama laziali

 

Offline Sliver

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1012
Re:CN11,5
« Risposta #493 il: 17 Gen 2019, 21:56 »
Random, visti i tanti interventi e sollecitazioni.

1. "Guerra civile" non ha niente a che fare con lo scontro fisico, soprattutto allo stadio, per conquistare posizioni di egemonia militare, di settore, di dominio su altri. Bisogna inventare un'altra partita, un altro tifo, tanti modi plurali di esprimere il tifo: non perché la modalità "ultras" cesserà di essere presente e accattivante - soprattutto per le generazioni più giovani - ma per immaginare un altro orizzonte di partecipazione, di valori, di aggregazione, attorno a una lazialità differente (c'è chi dice "originaria", ma questo conta poco). E non si tratta nemmeno di uno scontro tra "politicamente corretto" e "ribellismo", legalità contro illegalità. Io rivendico il diritto di continuare a dire "roma merda" come di non accettare la militarizzazione dello stadio. La storia che abbiamo davanti - quella banalità del male immortalata dall'ultimo video, una continua ricerca goliardica dell'[...]a - come tutte le storie sociali, culturali, è (può essere) reversibile e modificabile. Bisogna mettere insieme cose diverse, da punti di vista diversi, aprire una moltiplicazione di "soggettività", dove ognuna si prende un pezzetto di responsabilità: tifosi comuni, giornalisti, intellettuali, politici, dirigenti, giocatori, allenatori e presidenti. Fare della lazialità e dell'antirazzismo un binomio inscindibile, proprio perché oggi la guerra all'umanità sta al governo in questo paese e nel mondo.

2. Non penso che Lotito abbia prodotto i fascisti allo stadio e in curva. Non sono così stolto. Dico soltanto che la società, come squadra e giocatori, possono fare moltissimo. Basterebbe una presa di posizione netta e non in difensiva, plateale, per aprire il varco alla "guerra civile". Basterebbe che una figura riconosciuta al prossimo ululato vada sotto la curva o prendesse le parti del giocatore nero bersagliato, per dire che così si fa il male della Lazio e si fa male alla dignità delle persone. Questo spaccherebbe il fronte tra i tifosi, anche in curva. Il problema della società è che ha stretto un nuovo patto di non belligeranza (anche "economico", sui negozi e non solo) con quel gruppo di persone che, con una lucidità e una organizzazione fuori dal comune, hanno costruito questa identità funesta in 31 anni di militanza allo stadio e fuori.

3. Dire che quelli dellà stanno come noi è una mezza bufala autoconsolatoria. Nella storia, per contingenze sociali e culturali specifiche, ma anche sul presente non c'è alcuna automatica omologia. La loro mitomania e arroganza, il loro carrozzone mediatico e di potere, produce mostri di altro tipo, che conosciamo bene, che ha sdoganato violenza, sopraffazione, populismo becero. Ma anche nei momenti più bui non parliamo di quel controllo ideologico, militare, politico che è presente in curva nord, quell'organizzazione omogenea che segna l'immaginario e il tifo ultras giovanile (e non), che ormai travalica i confini nazionali.

4. Dire che questa gestione del territorio-stadio, e non solo, è così pervasiva, così sedimentata ed egemone, così pericolosa per la Lazio, non significa giudicarla onnipotente e irriformabile. Significa fare un passaggio di verità obbligatorio, per capire come muoversi per poterla cambiare. Lazionet ha un merito storico straordinario: tanti anni fa, ha gettato un sasso nello stagno di un mondo che sembrava scolpito nel marmo; ha creato dibattito, punti di vista plurali, offerto la possibilità di un'altra narrazione, ma anche un altro modo di tifare, anche nello stadio, e in tanti luoghi attraversati da molte iniziative. Si tratta di moltiplicare questi luoghi e queste prese di parola, decentrare la possibilità di rappresentazione del tifo, inventare una "scuola popolare della lazialità" che un giorno, domani e dopodomani, possa crescere, contaminare ed esprimersi anche allo stadio. Non in una guerra virile e maschia per il possesso delle prime dieci file, ma per avvolgere il campo con altre parole, cori, immagini. Si tratta di una "guerra di lunga durata", che non è iniziata nemmeno adesso, ma che necessità di nuove forze, nuove parole, nuove responsabilità. Sapendo che tutti gli accorgimenti pensabili, non ci tuteleranno mai, fino in fondo, dalle possibili reazioni scomposte e/o violente di quelli che tifano prima Hitler e poi Lazio. Una sfida del genere deve mettere in conto qualche prezzo. Se la si fa in tanti, con passione e intelligenza, si affronta meglio anche la paura.

Offline gesulio

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19185
Re:CN11,5
« Risposta #494 il: 18 Gen 2019, 10:15 »
non conosco altra maniera di raccontare una diversa lazialità che andare allo stadio ogni volta che mi sia possibile e dimostrare che sono lì per la Lazio e non il contrario.

io sono lì per la Lazio, la Lazio non è lì per me. semplice e allo stesso tempo rivoluzionario.

lo stadio è pieno di posto, ed è lì, sempre sotto monte Mario: se fosse davvero riempito da ognuno di quelli che hanno un'idea o che semplicemente tengono a una narrazione diversa della Lazialità, a cominciare da questo concetto, ripeto semplice e rivoluzionario, sarebbe tutto esaurito.

intanto starci è il primo passo: trovare il proprio settore che non è quello in cui devi fare pippa a ogni stronzata venga cantata o portata su vassoi d'argento dalla curva. quello lo faccio due partite l'anno, quando non posso andare altrove.
dopodiché di narrazioni diverse, promosse da questo luogo, in questi ultimi anni ce ne sono state a quintali: qui sono nate storie di accoglienza tuttora in corso, esperienze che oggi sembrano ancora più preziose vista l'aria che tira; questo luogo promuove ormai da 17 anni la partecipazione al mondiale antirazzista; qui si sono fatte nel corso degli anni piccole e grandi iniziative di beneficienza e di solidarietà di cui ancora si parla, ed il cui messaggio resta vivido nella memoria e nella vita di una grandissima porzione di Laziali del XXI secolo.
le persone che stanno dietro tutto questo sono persone che da 45 anni ci mettono la faccia, soprattutto dentro lo stadio, che nonostante siano "sparuta minoranza", non hanno paura di nulla, che non solo avvertono il peso della responsabilità di una narrazione diversa, ma che la mettono in pratica ovunque sia possibile.

allo stadio c'è posto per tutti, ripeto. basta cominciare a riempirlo e il resto verrà da sé. senza troppi proclami. dove cazzo sono tutti questi Laziali? solo qui sulle pagine di Lazionet, a scrivere quintali di terabyte per descrivere la situazione o dimostrare come dovrebbero andare le cose? per carità, tutto condivisibile.
ma per quale motivo non sono anche in giro con il proprio progetto? per quale motivo non sono lì a sputare sangue per la propria squadra, almeno quando gioca in casa, con la propria faccia, con la propria voce, con il proprio esempio?
Re:CN11,5
« Risposta #495 il: 18 Gen 2019, 11:19 »
Eh si, perche' poi discutere su quello che succede e cosa si puo' fare per ribadire che non esiste solo un  modo di essere Laziali va bene, anzi benissimo, ma farlo esclusivamente lontano dall'Olimpico, da un computer o dal divano di casa, al netto di impedimenti, non ha molto senso secondo me

Offline bizio67

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11554
Re:CN11,5
« Risposta #496 il: 18 Gen 2019, 12:33 »
non conosco altra maniera di raccontare una diversa lazialità che andare allo stadio ogni volta che mi sia possibile e dimostrare che sono lì per la Lazio e non il contrario.

io sono lì per la Lazio, la Lazio non è lì per me. semplice e allo stesso tempo rivoluzionario.

lo stadio è pieno di posto, ed è lì, sempre sotto monte Mario: se fosse davvero riempito da ognuno di quelli che hanno un'idea o che semplicemente tengono a una narrazione diversa della Lazialità, a cominciare da questo concetto, ripeto semplice e rivoluzionario, sarebbe tutto esaurito.

intanto starci è il primo passo: trovare il proprio settore che non è quello in cui devi fare pippa a ogni stronzata venga cantata o portata su vassoi d'argento dalla curva. quello lo faccio due partite l'anno, quando non posso andare altrove.
dopodiché di narrazioni diverse, promosse da questo luogo, in questi ultimi anni ce ne sono state a quintali: qui sono nate storie di accoglienza tuttora in corso, esperienze che oggi sembrano ancora più preziose vista l'aria che tira; questo luogo promuove ormai da 17 anni la partecipazione al mondiale antirazzista; qui si sono fatte nel corso degli anni piccole e grandi iniziative di beneficienza e di solidarietà di cui ancora si parla, ed il cui messaggio resta vivido nella memoria e nella vita di una grandissima porzione di Laziali del XXI secolo.
le persone che stanno dietro tutto questo sono persone che da 45 anni ci mettono la faccia, soprattutto dentro lo stadio, che nonostante siano "sparuta minoranza", non hanno paura di nulla, che non solo avvertono il peso della responsabilità di una narrazione diversa, ma che la mettono in pratica ovunque sia possibile.

allo stadio c'è posto per tutti, ripeto. basta cominciare a riempirlo e il resto verrà da sé. senza troppi proclami. dove cazzo sono tutti questi Laziali? solo qui sulle pagine di Lazionet, a scrivere quintali di terabyte per descrivere la situazione o dimostrare come dovrebbero andare le cose? per carità, tutto condivisibile.
ma per quale motivo non sono anche in giro con il proprio progetto? per quale motivo non sono lì a sputare sangue per la propria squadra, almeno quando gioca in casa, con la propria faccia, con la propria voce, con il proprio esempio?
Condivido in toto, le altre argomentazioni sono scuse per non andare allo stadio, secondo me

Offline CityZen

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330
Re:CN11,5
« Risposta #497 il: 18 Gen 2019, 12:54 »

Offline bak

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19610
Re:CN11,5
« Risposta #498 il: 18 Gen 2019, 15:43 »
Giù  te vojo bene.

Ot ma noi ste cose mai, veh ?

https://mobile.twitter.com/Inter/status/1086216633679437824

Offline bak

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19610
Re:CN11,5
« Risposta #499 il: 18 Gen 2019, 19:18 »
 

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