E' una partita di poker a quattro.
Mauri e i suoi legali, i media, Palazzi e la procura di Cremona.
Qualcuno si agita, cerca di ostentare tranquillità parlando con tutti fregandosene delle regole, bleffa.
Prima della partita incontra il pubblico ed espone le sue convinzioni come fossero verità assolute.
Ma non ha un cazzo in mano e ha paura della resa dei conti.
Qualcuno parla e scrive, lancia risatine al pubblico, pure lui fregandosene delle regole, suggerisce strategie e tattiche, finge tranquillità ma si incazza se i suoi consigli non vengono seguiti.
L'uomo con gli occhiali a specchio aspetta, non è sicuro, ha già sbagliato altre volte e anche se è stato riconfermato al tavolo ha paura, vuole essere certo di avere il punto in mano.
Controlla e ricontrolla, viaggia in cerca di carte. Ormai non può più sbagliare.
Mister X è tranquillo, parla poco, continua a svolgere bene il suo lavoro e dal suo viso non traspare nessuna emozione.
E' stato catturato dai nemici, torturato, minacciato negli affetti più cari.
I mandanti siedono al tavolo con lui.
Sicuro di se, buon viso a cattivo gioco e pronto alla vendetta appena se ne presenterà l'occasione.
L'azienda per cui lavora va a gonfie vele e questo dà molto fastidio alla concorrenza che, in un irrisolto conflitto di interessi, siede a quel tavolo.
E poi c'è il pubblico.
Prima aveva delle certezze, ora qualche voce fuori dal coro inizia distribuire dubbi su chi sono i buoni e i cattivi.
Ma le voci fuori dal coro sono ancora poche. Tengono famiglia.
Una piccola minoranza, invece ha capito tutto.
C'è già passata e ne ha viste di tutti i colori.
A quel tavolo hanno già barato più di una volta.
Non permetterà che lo facciano ancora e loro lo sanno.
Si è già mobilitata per aiutare colui che ritiene innocente.
E tifa Lazio.
OK, vado....