Cosa chiedereste a Nesta ?

Aperto da laziale.fr, 22 Ott 2012, 20:03

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richard

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Citazione di: Adler Nest il 13 Nov 2012, 09:21
di nuovo, forse non ci arrivo (io e qualcun altro).
Per alcuni il tifoso e il tifare è un qualcosa di assolutisitco (non ci sono sfumature).
Anche per me è così: mai avrei detto quello che ha detto Nesta, MAI.
Detto questo per me (e pochi altri) esistono gradi di intensità diversi e "condizioni" diverse.
Pensare che Nesta sia solo stato un tifoso è per me da immaturi.
Nesta è (stato? è?) un professionista che del calcio ha fatto la sua vita, che ha avuto la fortuna di vincere con la squadra per cui tifava (e tifa) da ragazzino.
Ma nella mente di un professionista, scatta anche qualcos'altro che è fatto della quotidianità dei gesti e dei rapporti.
Io conosco un pilota di formula 1 che ha una storia simile a quella di Nesta pur avendo vinto molto, molto di meno.
Prima del tifo, viene un'analisi tecnica, e "umana", ve lo posso assicurare.
Il tifo non è umano e razionale, la vita, la professione si.
Laziale.fr, ti prego (oltre ad avere una traduzione in italiano integrale dell'intervista)  visto che hai il contatto: fagli una domanda secca: CARO ALESSANDRO PER CHE SQUADRA TIFI?
Se la risposta è: LAZIO che nessuno, nessuno si periti di misurare con il bilancino il suo grado di lazialità.
Vi dico di più: io sono tifoso della Lazio tanto quanto lo è Nesta: qualcuno vuole dirmi che non tifo e amo questi colori?

pure tu tifavi per i rossoneri in Lazio-milan? se la risposta è sì non sei Laziale manco per il cazzo. se la risposta è no non è vero che sei nella stessa situazione di nesta

maumarta

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Berlusconi: Alessandro carissimo come avrai potuto notare siamo nei guai... abbiamo bisogno del tuo aiuto.

Nesta: Presidente lei lo sa che per me siete come una famiglia ma sa anche che ho preso altri impegni.

Berlusconi:  Lo so Alessandro ma so anche che non sarai impegnato per tutta la stagione, un accordo lo possiamo trovare.

Nesta: Vediamo, sono cose da discutere di persona. Tra qualche giorno sarò libero e potrò venire in Italia.

Berlusconi: Perfetto! Allora domenica ti incontri con Galliani allo stadio, per Milan-Fiorentina, e cominciate a parlarne.

Nesta: Eh no presidè!!! Domenica ce sta er derby e tutti l'amichetti mia m'aspetteno in curvanorde!!!


Mi sembra piuttosto realistica come ricostruzione no?

Se non c'avesse avuto altro da fare a Milano secondo voi Sandro sarebbe venuto al derby?
Anche sapendo quello che avrebbe scatenato come voci di mercato intorno a lui e alla Lazio?

La sua presenza a Milano è stata appena notata, forse solo da noi.

Sarebbe stata la stessa cosa se fosse venuto qui?

E comunque ne approfitto per fare gli auguri a quel "finto laziale" da pianura padana del mio fratellone Adler Nest... :D

Nesta idolo

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Rispetto le opinioni di tutti, però qua si sta esagerando. Mettendo da parte le ripetute :roll: battute "ironiche" da parte di alcuni utenti... bah.
Su una frase si sta ribaltando la fede calcistica di una persona manco avesse deriso o offeso la Lazio, i Laziali (anzi, mi pare sia successo il contrario) e "dimenticando" tutto quello che ha fatto per questa maglia. Io non capisco sarò ottuso probabilmente.
"Io Laziale sarò sempre" ditemi se un milanista :lol: (ma che mi tocca leggere) avrebbe mai potuto dire queste quattro parole? E dai su. Semplicemente ha anteposto le amicizie alla fede calcistica. Perché? Questo non lo so. Posso immaginarlo; dieci anni di Milan in cui ha vinto tanti trofei non si dimenticano facilmente, esser stato trattato splendidamente da tutti anche.
E soprattutto dalle sue parole si capisce che è rimasto un bel po' scottato da Lotito e dagli ultras.
Insomma ci sono tante situazioni che sicuramente hanno allontanato Alessandro Nesta dal mondo Lazio.
Io sono convinto che basterebbe pochissimo per riavvicinare Alessandro alla sua squadra del cuore.
Spero fra un anno di vederlo alla Lazio, magari allenando i ragazzi in modo da sancire definitivamente la pace con tutta la sua gente.

richard

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Nesta, dì qualcosa di Laziale (cit.)

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intruppone23

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partiamo da un assunto: laziale non vuol dire educato.
Nesta non è laziale perchè è una persona educata, serena, gentile e perbene.
Nesta è laziale perchè dovrebbe, in cuor suo, tifare Lazio.

Nesta tifa Lazio? nessuno è riuscito a fornirmi uno straccio di dimostrazione che da quando è andato via da Roma ad oggi abbia mai detto, in tono educato, sereno, gentile e perbene, che tifa Lazio.
prima lo faceva per professionalità. ora? gioca in Italia? gioca al milan?

ha però detto che gli farebbe piacere che vincesse il milan. e non solo contro la Lazio. sempre.
insomma, tifa, magari freddamente, magari timidamente, milan.
ha detto cose del genere sulla Lazio? no.

ma mi potrà venire un santo dubbio che non sia più laziale come lo siamo noi qui dentro?

ma mi potrà venire il dubbio che se vede il video pubblicato oggi con nessun dorma non gli vengono i brividi?

oppure devo avere cieca fede in Nesta? perchè?

JSM

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Ma questa intervista c'è su internet?



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italicbold

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Se siete gentili, ma solo se siete gentili stasera la scannerizzo e la posto.
Per la traduzione non vorrete mica una fettina di culo vicino all'osso no ?
Ve mettete col bel vocabolarietto che ve portavate a scuola, oppure co gugol traduction, e ve la traducete....

:)

JSM

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Citazione di: italicbold il 13 Nov 2012, 18:30
Se siete gentili, ma solo se siete gentili stasera la scannerizzo e la posto.
Per la traduzione non vorrete mica una fettina di culo vicino all'osso no ?
Ve mettete col bel vocabolarietto che ve portavate a scuola, oppure co gugol traduction, e ve la traducete....

:)

Siamo gentilisssssiiiimi!!!   ;) Grazie IB!  :pp
Fortunatamente non è in tedesco  :) :) :)

sweeper77

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manda italicccccccccccccc
io c'ho turon traducion  :beer:

aquila-della-notte

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Citazione di: arkham il 26 Ott 2012, 11:48
Aggiungo: la domanda a Nesta è stata fatta in un momento in cui non c'era alcun motivo per cui non potesse almeno dire "Il mio cuore è diviso a metà, tra il tifoso ragazzino e l'uomo che ha lasciato tanti amici a Milano".
Ora non gioca più a Milano, ha dato una risposta demmerda.
Punto.
mi sono fermato nella lettura a queste sante parole.
Sandro, ti vorrò sempre bene, ma certe cose non avrei mai pensato di leggerle.

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Manuel1900

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Ragazzi sono rimasto indietro, finalmente sono riuscito a riavere la connessione! vi chiedo : ma è stata fatta questa intervista?

Nesta idolo

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Citazione di: intruppone23 il 13 Nov 2012, 15:31
partiamo da un assunto: laziale non vuol dire educato.
Nesta non è laziale perchè è una persona educata, serena, gentile e perbene.
Nesta è laziale perchè dovrebbe, in cuor suo, tifare Lazio.

Nesta tifa Lazio? nessuno è riuscito a fornirmi uno straccio di dimostrazione che da quando è andato via da Roma ad oggi abbia mai detto, in tono educato, sereno, gentile e perbene, che tifa Lazio.
prima lo faceva per professionalità. ora? gioca in Italia? gioca al milan?

ha però detto che gli farebbe piacere che vincesse il milan. e non solo contro la Lazio. sempre.
insomma, tifa, magari freddamente, magari timidamente, milan.
ha detto cose del genere sulla Lazio? no.

ma mi potrà venire un santo dubbio che non sia più laziale come lo siamo noi qui dentro?

ma mi potrà venire il dubbio che se vede il video pubblicato oggi con nessun dorma non gli vengono i brividi?

oppure devo avere cieca fede in Nesta? perchè?

intruppone23

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Citazione di: Nesta idolo il 13 Nov 2012, 19:40


Giuro che lo vedrò tutto, però per i primi 10 minuti si parla più di Lazio solo come contrapposizione alla rioma, di totti e altri riommers e di Milan. Tanto Milan. La squadra dove vincere. Non male, le premesse sono buone. Proseguo nella visione.

italicbold

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Dopo questo spero di stravincere il concorso di netter dell'anno :)

Ecco l'intervista tradotta, che alla fine la vostra assoluta ignoranza m'ha mosso a pietà... :)
Se Lazionet vuole metterla anche tra le news, senza nessun problema. magari in quel caso mettiamo la firma di Laziale.fr che io non metto se lui non lo autorizza...

Io gioco a calcio,
voi fate i tifosi.


Sono 4 mesi che sei a Montreal. Perché questa scelta ?

Alla fine della stagione scorsa ho avuto delle offerte in Italia, delle offerte simpatiche, da piccoli club. Ho avuto anche un'offerta in Turchia e una in Cina. Ma volevo veramente venire in America. E poi Montreal ha il vantaggio di essere molto europea, é un buon compromeso.
In alcuni quartieri hai veramente l'impressione di essere in Francia, senza contare che qui ci sono 400 mila italiani, quindi puoi trovare quello che vuoi da mangiare, come a casa.
E malgrado questo, é tutto molto diverso. Sono più educati, per molte cose, le persone sono talmente più educate che in Italia...
A volte il pubblico ha il diritto di assistere agli allenamenti. Lo facciamo tra la gente, hanno il diritto di restare trenta minuti con noi. Ebbene, appena sono passati i trenta minuti, tutti se ne vanno, e nessuno si lamenta.
Nessuno che chiede un ultima foto. Mai.
Lo sanno che é una regola, invece in Italia... (fa un gesto della mano sorridendo), é un casino.

E il calcio ?

Sapevo che era un calcio diverso, e finalmente l'ho trovato ancora più diverso di quello che pensavo. E' molto fisico, i giocatori corrono molto. Tatticamente, invece, é tutta un'altra storia. Per arrivare al livello del football europeo devono passare ancora degli anni. Innanzitutto, i giocatori dovrebbero cominciare la loro carriera molto prima, perché qui cominciano a giocare a calcio molto più tardi. Al Liceo.

Tu hai iniziato all' US Cinecittà, un club che era affiliato alla Roma. Cosa strana per un giocatore simbolo della Lazio.

Si, devi sapere che tutta la mia famiglia era laziale, ma veramente laziale. noi vivevamo a Cinecittà, un quartiere molto popolare di Roma, in un grande palazzone lungo 500 metri. Non so neanche quante famiglie vivessero là. Ma una sola era della Lazio : la nostra.
Tutti gli altri erano della Roma. Per forza che quando sei in questa situazione diventi un tifoso ancora più acceso. Ho cominciato ad andare allo stadio sempre, allora che la Lazio di quei tempi era un  disastro, piena di debiti, implicata nel totonero, non c'era una lira.
Era veramente il periodo più difficile della nostra storia, la squadra era spesso in serie B.
Poi, da tifoso sono diventato raccattapalle, quindi giocatore.

Come si é svolto il tuo arrivo alla Lazio ?

Mio padre voleva assolutamente che andassi alla Lazio, allora appena si é presentata l'occasione, l'ho presa al volo.
E' li che sono cresciuto calcisticamente. all'inizio ero attaccante. Poi sono cresciuto sempre di più, con dei piedi sempre più "lunghi". Quindi sono diventato difensore.
La mia prima partita con la prima squadra l'ho giocata a centrocamp. poi mi sono trovato a fare il terzin. Quando Zeman é arrivato, nel 1994, il centrale titolare si era infortunato, e quindi mi ha messo al suo posto per le ultime quattro partite della stagione. L'anno successivo il presidente Cragnotti aveva i soldi per acquistare giocatori importanti,  ma Zeman disse :"No, non voglio nessuno in difesa, voglio quel ragazzino".
Parlava di me. "Giocherà titolare, al centro della difesa".
E' cosi' che é iniziata la mia carriera.

Com'era Zeman ?

E' lui l'allenatore che mi ha fatto crescere di più. Sul piano fisico m'ha fatto lavorare come una bestia. Mi ha ucciso. Ma mi ha fatto diventare anche più robusto.
Dopo, pero', sul piano tattico va detto che si occupava poco della fase difensiva. Quello che gli interessava era di segnare un gol più dell'avversario. Non gli importava di prendere quattro gol se la squadra ne segnava cinque.
Ho avuto fortuna alla Lazio, perché quando ho cominciato a giocare in prima squadra era anche il momento in cui Cragnotti comprava i giocatori più forti del mondo. E grazie a questo ho potuto vincere molti trofei con la mia squadra del cuore.

Solo che la tua partenza é stata un po dolorosa...

Era soprattutto irreale. L'ultimo giorno del mercato, stavo facendo un torello a Formello. Il figlio del presidente Cragnotti mi chiama e mi dice :" Vai al Milan". Gli rispondo :" Come ? Io ? Non voglio !". Pero' poi é stata la fortuna della mia vita. Pero' in quel momento non volevo proprio andare. Qualche ora dopo mi ritrovo a san Siro, per la presentazione ufficiale. C'era un'amichevole di beneficenza Milan-Inter. Arrivo sul prato, mi giro e vedo Crespo con la maglia dell'Inter ! Mi dice :" Mi hanno venduto anche a me !". Mi chiesi se fosse restato qualcuno alla Lazio. Era un vero bordello, il club non aveva più soldi.

Era soprattutto la prima volta in 26 anni che lasciavi Roma.

E' stato drammatico. Al mio arrivo ho dovuto fare un'intervista in diretta per la televisione italiana. Galliani é venuto da me e mi ha fatto capire che era meglio se avessi sorriso, almeno alla telecamere.  Il Milana aveva appena speso, per me, 30 milioni di euro e io ero triste. I primi giorni sono stati difficili.

Dopo la tua partenza hai tagliato il cordone ombellicale con i tifosi della Lazio.
A Roma te lo hanno spesso rimproverato.


Sono una persona orgogliosa. La prima volta che sono tronato a Roma per un Lazio-Milan, alcuni tfiosi mi hanno lanciato delle bottigliette. tutti dicevano che ero stato io ad essere voluto partire. Era evidente che la Lazio stava fallendo, e la gente lo sapeva. Allora perché ce l'avevano con me ? Se la dovevano prendere col presidente, non con me. Poi gli anni sono passati e ad ogni vigilia di Lazio-Milan ho ricevuto delle telefonate per "fare pace". Ma io non faccio pace con nessuno. Se volete fischiarmi mi fischiate, se volete applaudirmi mi applaudite. io vengo, gioco, e quando la partita é finita me ne torno a casa. Punto.
Il problema sono gli Ultras, So che sugli spalti c'é dell'affetto per me, perché sono romano. Ma un giorno, durante un Lazio-Milan, degli Ultras mi hanno inviato un messaggio dicendomi :" Non presentarti sotto la curva Nord, fai attenzione". Una vera minaccia. Gli Ultras vogliono sempre che tu faccia questo o quello, che tu ti comporti in una maniera o in un'altra. Io non faccio nulla di tutto questo. Io gioco a calcio. e voi fate i tifosi.

Non hai mai sognato di finire la carriera a Roma ?

Nel 2006 (esita...). Si, nel 2006, mi sembra, volevo tornare alla Lazio. Ero a fine contratt. giocavo in nazionale con Massimo Oddo, che era, in quel momento, alla Lazio. Gli chiesi di vedere col Presidente Lotito se voleva che tornassi. E lo cosa ha risposto il presidente ? Che ero troppo vecchio. L'ha anche detto sui giornali : "Noi, non compriamo i vecchi".
Avrebbe potuto dirlo con più eleganza. Soprattutto perché avevo solo 30 ann, mica 38.
L'anno dopo ho vinto la Champion's con il Milan. Mi ricordo di averlo visto in tribuna la sera della finale. Quando sono andato a cercare la coppa era nascosto dietro Galliani. Immagina la scena ! Da li in poi basta.

Tu hai vinto due Champion's con il Milan. La prima al primo anno di Milan, il 28 maggio 2003 all'Old Trafford contro la Juve.

E' stato fantastico, oltre ogni immaginazione. Pensavo di giocare in una grande squadra, ma non a quel punto. Pirlo, epr esempio, pensavo fosse un giocatore normale. Ma quando sono arrivato al Milan, mi sono detto :"E' chi é questo fenomeno ?". C'era anche Rui Costa, un altro fenomeno? Seedorf, Schevtchenko...mi ricordo la sera prima della finale, all'hotel di Manchester. Ero in camera con Pirlo, impossibile dormire.  allora siamo scesi in sala massaggi. E là, sorpresa, la sala era piena di compagni. Nessuno riusciva a dormire. Quello che ci ha ridato morale é stato vedere l'arrivo di Paolo Maldini, alla vigilia della sua sesta finale di Champion's.
Allora ci siamo detti :" Se anche lui é stressato, allora é normale"

E in che stato eravate quando avete vinto ?

Una cosa mai vista. Abbiamo fatto una festa gigante all'hotel, con tutte le mogli, abbiamo bevuto, abbiamo fatto anche una partitella fino alle 8 di mattina anche se non sentivamo più le gambe. magnifico. Per me, a quel Milan mancano altre due Champion's. La famosa finale di Istanbul con il Liverpool e quella del 2004, quando siamo stati eliminati ai quarti dal Deportivo La coruna. Quell'anno la finale fu Porto-Monaco, allora che noi eravamo i più forti di tutti. Abbiamo sbagliato due partite e questo ci é costato due Champion's. Pero' l'abbiamo rivinta nel 2007. Era inveitabile. Se non si vinceva per due anni, il terzo si vinceva.

Che rapporti avevi con Berlusconi ?

Non é una persona con cui parlavo frequentemente al telefono, il presidente resta il presidente. Fa la sua vita e ha altre cosa a cui pensare. Ma ogni volta che é venuto a Milanello mi é sempre sembrata una persona educata, come i suoi figli. Avrebbero tutto per essere presuntuosi e invece sono delle persone veramente corrette.

Il tuo ex compagno Gattuso ha dichiarato che nel Milan ha "praticato un altro sport". Che cosa voleva dire ?

Vuol dire che il Milan é unico. Non c'é nulla che assomiglia al Milan? Quando sono arrivato li, mi hanno trasportato con un jet privato. Tutto normale, non dici nulla, pero' poi quando sei arrivato ti fanno scegliere la casa che vuoi. E te la pagano anche. Loro.
Che già ti pagano uno stipendio importante. E tu non dici nulla.
Poi un addetto viene da te e ti chiede di scegliere i mobili che vuoi. Allora scegli i mobili che vuoi, e te li pagano. Ancora dopo arriva un altro addetto e ti chiede di scegliere la macchina che vuoi. E ti pagano anche quella. Eppure non hai bisogno di nulla perché sei già  pagato bene.
In contropartita pero', se sgarri o ti comporti male ti fanno sparire. E te ne devi andare.

(continua....)

italicbold

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E' per questo che Gourcouff é partito ?

Non lo so. Era giovane, molto giovane. E' arrivato in questa grande città, la prima volta all'estero, e in più in una squadra prestigioca come il Milan. Era troppo giovane, non aveva le spalle larghe penso.

Era un problema di comportamento ?

Un po, non era a suo agio, non riusciva ad essere al 100%. Invece l'anno successivo é tornato in Francia e ha fatto un campionato magnifico. Penso soltanto che non sia riuscito ad integrarsi. E' strano.

Sei sempre in contatto con i vecchi compagni del Milan ?

Si, tutti. Ho parlato ieri con Ambrosini, e l'altro ieri con Pirlo. con Andrea, anche se gioca alla Juve, siamo sempre in contatto. l'anno scorso, alla penultima giornata, abbiamo perso il derby contro l'Inter consentendo alla Juve di vincere il titolo. Ebbene il mio primo gesto é stato quello di felicitarmi con Pirlo. E' normale. In 10 anni si creano dei rapporti particolari con le persone. Penso di avere dei veri amici nel calcio. Anche Maldini. Lo vedo ogni estate a Miami, perché abbiamo entrambi una casa là. E' lui che mi ha fatto scoprire questa città. Per chi ha sangue latino é il perfetto compromesso tra una città americana e una città latina. C'é il mare, il sole e la città.

Carlo Ancelotti, il tuo vecchio allenatore al Milan, é criticato in Francia: dicono che il PSG non produce un bel gioco.

E' arrivato a Parigi in un momento in cui la squadra funzionava già bene. La situazione era : un allenatore francese licenziato viene sostituito con un allenatore italiano. Conosci la rivalità calcistica tra Italia e Francia...e questa é una prima cosa, poi c'é il fatto che ha uno stipendio enorme. La gente fa attenzione a queste cose. E giudica.
Il problema é che non si diventa il Barcellona solo perché si hanno molti soldi, c'é bisogno di un progetto alunga scadenza, tra quattro o cinque anni, forse, il PSG potrà diventare come il Barça. Glielo auguro a Carlo Ancellotti, perché é stato come un padre per me. Ed é veramente un ottimo allenatore. A Milano non é facile allenare. Ma se tu parli di Ancellotti a un qualsiasi giocatore del Milan degli ultimi 10 anni, ti diranno tutti che lui é il numero 1. Una delle sue grandi forze é che si prende sempre ogni responsabilità, anche quelle degli altri.

Perché non sei restato al Milan se era cosi' bello ?

Mi hanno proposto un anno di contratto in più, ma il mio ciclo era finito. Già l'anno prima Andrea Pirlo era partito. Era il mio migliore amico al Milan, eravamo compagni di stanza per 9 anni. Quando é partito mi mancava qualcosa. E poi la scorsa stagione ho visto che altri "vecchi" volevano partire. Parallelamente ho cominciato a sentire persone dire : "Sono ormai vecchi, sono stati grandi, ma ora vivono di rendita".
Nessuno ti manda via, ma se te ne vai prima di tua volontà é meglio. Ed é quello che ho fatto.

Passiamo alla nazionale. Un rimpianto ? Sei stato spesso infortunato durante i grandi appuntamenti...

Credo che il mio corpo non potesse sostenere 50, 60 partite l'anno. Allora quando la stagione era finita e bisognava giocare un mondiale o un Europeo il mio corpo cedeva. nel 1998, a Parigi, sono stato sfortunato, un austriaco grosso come un armadio mi é caduto sulla gamba e me l'ha rotta. nel 2004 ho avuto un dolore al piede e nel 2006 mi sono fatto male agli adduttori e poi ho avuto una ricaduta in semifinale.

La Coppa del Mondo 2006 la consideri un titolo che hai vinto come gli altri ?

All'inizio, francamente no.
Mi dicevo che non avevo vinto nulla, poi col tempo ho rivisto le immagini e ho capito di aver, comunque, giocato 2 partite e mezza. Quindi, diciamo, che ho anch'io partecipato a quella vittoria.

Non ti sei mai detto che se avessi disputatao tutta la competizione, forse, avresti potuto vincere il pallone d'oro al posto di Cannavaro ?

Sinceramente al Pallone d'oro non ci ho mai pensato. Quando sei un difensore é una cosa alla quale non pensi mai, perché nove volte su dieci é un attaccante che vince. Io nel, 2002, anzi nel 2000, sono arrivato quinto a parità con Rivaldo, E' già un buon risultato. Anche questo vale una carriera. Ho vinto molto, perso molto, ho avuto i miei infortunii, forse troppi...per esempio sono restato fuori un anno a causa di un'ernia discale che mi sono fatto sollevando mio figlio di tre mesi. Un anno fermo. E' incredibile. Ma é la vita.

Adesso che la tua carriera é dietro di te, ci sono delle cose che cambieresti se potessi riviverle ?

Si, ovvio. Quando ero giovano ho fatto degli errori, C'era un derby a Roma dove uscii dal campo furioso. Era il 2001. La Roma era più forte, in quel periodo il presidente Cragnotti voleva già vendermi. Mi diceva :"Tu vai alla Juve", io rispondevo :"Mai nella vita" e litigavamo. Quell'anno, alla vigilia del derby, il presidente mi chiama e mi dice : "E' fatta, vai alla Juve", io gli rispondo  :"Io non vado alla Juve, resto qui". Come puoi chiamarmi e dirmi che vado alla Juve la vigilia del derby ? Perché non dirmelo due giorni dopo ?Entro in campo con questo pensiero in testa, stavo male. alla fine del primo tempo perdevamo già 3 a 0, tutto mi é salito al cervello, chiesi di uscire e sono stato sostituito.
Non avrei dovuot farlo, se fosse successo oggi avrei gestito la coxsa diversamente.

Il Nesta più forte era quello della Lazio o quello del Milan ?

Quello della Lazio é stato il Nesta più forte fisicamente, quello del Milan più intelligente e forte tatticamente.

Cosa vuol dire, per te, essere un grande difensore ?

Oggi vuol dire essere rapido. Devi essere vivo, nel senso che devi capire l'azione dove si svolgerà, anticipare il pensiero del tuo avversario, e poi avere il buon timing per arrivare al posto giusto nel momento giusto.
Credo che tutte queste qualità, nel calcio moderno sono incarnate da Thiago Silva (sospira).
E' incredibile...non c'é nessuno al suo livello. Ci sono difensori un po meno forti, ma al suo livello non c'é nessuno. Non ce ne sono più.

A Parigi non ha ancora convinto al 100%

Vedrete...vedrete....

Tu sei sempre stato un grande nel rubare il pallone agli avversari ancora prima che lo ricevino.

E' una questione di anticipo. Il tempo che conta. Anticipare con un tackle implica che devi capire prima degli altri cosa succederà. Io vedo molti giocatori che fissano il pallone. E' un errore. Non devi guardare il pallone, ma quello che succede intorno. Devi capire le conseguenze di ogni tua possibile mossa, per sapere cosa é giusto fare. Il calcio é visto da molti come uno sport di corsa, ma il calcio é uno sport cerebrale. Se ti appoggi solo al fisico, una volta su due perdi.

Ci sono degli attaccanti che, anche utilizzando il cervello, era impossibile fermare ?

Per me Ronaldo é stato il più forte di tutti. Il primo anno in Italia (sospira...) ho giocato contro di lui una finale Uefa nel 1998. E posso dirti che non ho mai visto nessuno giocare una partita migliore. E' durato forse poco, perché dopo poco tempo si é rotto il ginocchio, ma secondo me era veramente il più forte. Poi, dietro, metto Messi.
Gli altri attaccanti puoi sempre capire cosa hanno intenzione di fare. Messi e Ronaldo, invece sono imprevedibili. Quello che gli altri fanno da femri loro lo fanno a 200k orari. Sono dei marziani. Messi é un marziano.

Quando si gioca contro Messi o Ronaldi ci si deve preparare diversamente ?

QI, qualche volta ti capita di avere fortuna, ma basta che sbagli un niente e sei subito punito. Se pensi di poterli seguire ovunque sul terreno e di poterli bloccare da solo, ti distruggono. Se hai 36 anni e giochi contro un giocatore del genere devi utilizzare la testa. Devi porti le buone domande :" Se va in quella direzione, mi posiziono cosi'..." Se li lasci partire devi sperare che uno dei tuoi compagni ti abbia seguito nell'azione.
In fondo, devi soprattutto cercare la collaborazione con i tuoi compagni.

Tutti pensano che i difensori italiani sono i migliori del mondo. Ma oggi sembra esserci un vuoto  no ?

Si dice che noi italiani facciamo catenaccio, ma ci difendiamo, solo questo.  Eppoi Catenaccio, cosa vuol dire ? Sappiamo difendere, punto. C'é una tradizione che va dagli Scirea ai Baresi passando per Maldini, é una grande scuola. Oggi abbiamo dei buoni giocatori. Ho seguito l'esplosione di Verratti, é un fenomeno. Immobile anche é buono. Insigne, del Napoli é ottimo. Ma un difensore che mi lascia a bocca aperta non c'é ancora.

La stagione MLS é già finita. Non hai voglia di giocare qualche mese in Europa come Henry l'anno scorso all'Arsenal o Beckham qualche anno fa con il Milan ?

Per il momento no. Sono venuto qui a Montreal per essere tranquillo e  giocare ad un ritmo meno elevato. Pero' c'é una parte di me che mi dice che mi manca San Siro...
San Siro...Anche un'altra squadra che non sia il Milan non sarebbe male. Pero' alla fine pernso che andro' piuttosto in vacanza. Almeno credo.

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Il primo che me rompe er cazzo perché ha trovato un errore di ortografia o di battitura si ritenga mandato affanculo preventivamente.

:))

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Grazie italic, netter dell'ano!! :lol:

Bah, io non riesco a volergli male... strano come il legame che ha sviluppato (come e' normale e giusto che sia) nei deici anni di Milano abbia cancellato il legame innegable che aveva coi nostri colori. Tra il fatto che ora non conosce piu' nessuno, il fatto che si e' proposto e quel colleone gli ha risposto cosi', e la ciliegina di questi genii degli utlras, un po' lo capisco.
Pero', rimane un problema: quando uno e' tifoso, uno e' tifoso. E questo resta.

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