Dopo questo spero di stravincere il concorso di netter dell'anno

Ecco l'intervista tradotta, che alla fine la vostra assoluta ignoranza m'ha mosso a pietà...

Se Lazionet vuole metterla anche tra le news, senza nessun problema. magari in quel caso mettiamo la firma di
Laziale.fr che io non metto se lui non lo autorizza...
Io gioco a calcio,
voi fate i tifosi.Sono 4 mesi che sei a Montreal. Perché questa scelta ?Alla fine della stagione scorsa ho avuto delle offerte in Italia, delle offerte simpatiche, da piccoli club. Ho avuto anche un'offerta in Turchia e una in Cina. Ma volevo veramente venire in America. E poi Montreal ha il vantaggio di essere molto europea, é un buon compromeso.
In alcuni quartieri hai veramente l'impressione di essere in Francia, senza contare che qui ci sono 400 mila italiani, quindi puoi trovare quello che vuoi da mangiare, come a casa.
E malgrado questo, é tutto molto diverso. Sono più educati, per molte cose, le persone sono talmente più educate che in Italia...
A volte il pubblico ha il diritto di assistere agli allenamenti. Lo facciamo tra la gente, hanno il diritto di restare trenta minuti con noi. Ebbene, appena sono passati i trenta minuti, tutti se ne vanno, e nessuno si lamenta.
Nessuno che chiede un ultima foto. Mai.
Lo sanno che é una regola, invece in Italia... (fa un gesto della mano sorridendo), é un casino.
E il calcio ?
Sapevo che era un calcio diverso, e finalmente l'ho trovato ancora più diverso di quello che pensavo. E' molto fisico, i giocatori corrono molto. Tatticamente, invece, é tutta un'altra storia. Per arrivare al livello del football europeo devono passare ancora degli anni. Innanzitutto, i giocatori dovrebbero cominciare la loro carriera molto prima, perché qui cominciano a giocare a calcio molto più tardi. Al Liceo.
Tu hai iniziato all' US Cinecittà, un club che era affiliato alla Roma. Cosa strana per un giocatore simbolo della Lazio. Si, devi sapere che tutta la mia famiglia era laziale, ma veramente laziale. noi vivevamo a Cinecittà, un quartiere molto popolare di Roma, in un grande palazzone lungo 500 metri. Non so neanche quante famiglie vivessero là. Ma una sola era della Lazio : la nostra.
Tutti gli altri erano della Roma. Per forza che quando sei in questa situazione diventi un tifoso ancora più acceso. Ho cominciato ad andare allo stadio sempre, allora che la Lazio di quei tempi era un disastro, piena di debiti, implicata nel totonero, non c'era una lira.
Era veramente il periodo più difficile della nostra storia, la squadra era spesso in serie B.
Poi, da tifoso sono diventato raccattapalle, quindi giocatore.
Come si é svolto il tuo arrivo alla Lazio ?Mio padre voleva assolutamente che andassi alla Lazio, allora appena si é presentata l'occasione, l'ho presa al volo.
E' li che sono cresciuto calcisticamente. all'inizio ero attaccante. Poi sono cresciuto sempre di più, con dei piedi sempre più "lunghi". Quindi sono diventato difensore.
La mia prima partita con la prima squadra l'ho giocata a centrocamp. poi mi sono trovato a fare il terzin. Quando Zeman é arrivato, nel 1994, il centrale titolare si era infortunato, e quindi mi ha messo al suo posto per le ultime quattro partite della stagione. L'anno successivo il presidente Cragnotti aveva i soldi per acquistare giocatori importanti, ma Zeman disse :"No, non voglio nessuno in difesa, voglio quel ragazzino".
Parlava di me. "Giocherà titolare, al centro della difesa".
E' cosi' che é iniziata la mia carriera.
Com'era Zeman ?E' lui l'allenatore che mi ha fatto crescere di più. Sul piano fisico m'ha fatto lavorare come una bestia. Mi ha ucciso. Ma mi ha fatto diventare anche più robusto.
Dopo, pero', sul piano tattico va detto che si occupava poco della fase difensiva. Quello che gli interessava era di segnare un gol più dell'avversario. Non gli importava di prendere quattro gol se la squadra ne segnava cinque.
Ho avuto fortuna alla Lazio, perché quando ho cominciato a giocare in prima squadra era anche il momento in cui Cragnotti comprava i giocatori più forti del mondo. E grazie a questo ho potuto vincere molti trofei con la mia squadra del cuore.
Solo che la tua partenza é stata un po dolorosa...Era soprattutto irreale. L'ultimo giorno del mercato, stavo facendo un torello a Formello. Il figlio del presidente Cragnotti mi chiama e mi dice :" Vai al Milan". Gli rispondo :" Come ? Io ? Non voglio !". Pero' poi é stata la fortuna della mia vita. Pero' in quel momento non volevo proprio andare. Qualche ora dopo mi ritrovo a san Siro, per la presentazione ufficiale. C'era un'amichevole di beneficenza Milan-Inter. Arrivo sul prato, mi giro e vedo Crespo con la maglia dell'Inter ! Mi dice :" Mi hanno venduto anche a me !". Mi chiesi se fosse restato qualcuno alla Lazio. Era un vero bordello, il club non aveva più soldi.
Era soprattutto la prima volta in 26 anni che lasciavi Roma.E' stato drammatico. Al mio arrivo ho dovuto fare un'intervista in diretta per la televisione italiana. Galliani é venuto da me e mi ha fatto capire che era meglio se avessi sorriso, almeno alla telecamere. Il Milana aveva appena speso, per me, 30 milioni di euro e io ero triste. I primi giorni sono stati difficili.
Dopo la tua partenza hai tagliato il cordone ombellicale con i tifosi della Lazio.
A Roma te lo hanno spesso rimproverato.Sono una persona orgogliosa. La prima volta che sono tronato a Roma per un Lazio-Milan, alcuni tfiosi mi hanno lanciato delle bottigliette. tutti dicevano che ero stato io ad essere voluto partire. Era evidente che la Lazio stava fallendo, e la gente lo sapeva. Allora perché ce l'avevano con me ? Se la dovevano prendere col presidente, non con me. Poi gli anni sono passati e ad ogni vigilia di Lazio-Milan ho ricevuto delle telefonate per "fare pace". Ma io non faccio pace con nessuno. Se volete fischiarmi mi fischiate, se volete applaudirmi mi applaudite. io vengo, gioco, e quando la partita é finita me ne torno a casa. Punto.
Il problema sono gli Ultras, So che sugli spalti c'é dell'affetto per me, perché sono romano. Ma un giorno, durante un Lazio-Milan, degli Ultras mi hanno inviato un messaggio dicendomi :" Non presentarti sotto la curva Nord, fai attenzione". Una vera minaccia. Gli Ultras vogliono sempre che tu faccia questo o quello, che tu ti comporti in una maniera o in un'altra. Io non faccio nulla di tutto questo. Io gioco a calcio. e voi fate i tifosi.
Non hai mai sognato di finire la carriera a Roma ?Nel 2006 (esita...). Si, nel 2006, mi sembra, volevo tornare alla Lazio. Ero a fine contratt. giocavo in nazionale con Massimo Oddo, che era, in quel momento, alla Lazio. Gli chiesi di vedere col Presidente Lotito se voleva che tornassi. E lo cosa ha risposto il presidente ? Che ero troppo vecchio. L'ha anche detto sui giornali : "Noi, non compriamo i vecchi".
Avrebbe potuto dirlo con più eleganza. Soprattutto perché avevo solo 30 ann, mica 38.
L'anno dopo ho vinto la Champion's con il Milan. Mi ricordo di averlo visto in tribuna la sera della finale. Quando sono andato a cercare la coppa era nascosto dietro Galliani. Immagina la scena ! Da li in poi basta.
Tu hai vinto due Champion's con il Milan. La prima al primo anno di Milan, il 28 maggio 2003 all'Old Trafford contro la Juve.E' stato fantastico, oltre ogni immaginazione. Pensavo di giocare in una grande squadra, ma non a quel punto. Pirlo, epr esempio, pensavo fosse un giocatore normale. Ma quando sono arrivato al Milan, mi sono detto :"E' chi é questo fenomeno ?". C'era anche Rui Costa, un altro fenomeno? Seedorf, Schevtchenko...mi ricordo la sera prima della finale, all'hotel di Manchester. Ero in camera con Pirlo, impossibile dormire. allora siamo scesi in sala massaggi. E là, sorpresa, la sala era piena di compagni. Nessuno riusciva a dormire. Quello che ci ha ridato morale é stato vedere l'arrivo di Paolo Maldini, alla vigilia della sua sesta finale di Champion's.
Allora ci siamo detti :" Se anche lui é stressato, allora é normale"
E in che stato eravate quando avete vinto ?Una cosa mai vista. Abbiamo fatto una festa gigante all'hotel, con tutte le mogli, abbiamo bevuto, abbiamo fatto anche una partitella fino alle 8 di mattina anche se non sentivamo più le gambe. magnifico. Per me, a quel Milan mancano altre due Champion's. La famosa finale di Istanbul con il Liverpool e quella del 2004, quando siamo stati eliminati ai quarti dal Deportivo La coruna. Quell'anno la finale fu Porto-Monaco, allora che noi eravamo i più forti di tutti. Abbiamo sbagliato due partite e questo ci é costato due Champion's. Pero' l'abbiamo rivinta nel 2007. Era inveitabile. Se non si vinceva per due anni, il terzo si vinceva.
Che rapporti avevi con Berlusconi ?Non é una persona con cui parlavo frequentemente al telefono, il presidente resta il presidente. Fa la sua vita e ha altre cosa a cui pensare. Ma ogni volta che é venuto a Milanello mi é sempre sembrata una persona educata, come i suoi figli. Avrebbero tutto per essere presuntuosi e invece sono delle persone veramente corrette.
Il tuo ex compagno Gattuso ha dichiarato che nel Milan ha "praticato un altro sport". Che cosa voleva dire ?Vuol dire che il Milan é unico. Non c'é nulla che assomiglia al Milan? Quando sono arrivato li, mi hanno trasportato con un jet privato. Tutto normale, non dici nulla, pero' poi quando sei arrivato ti fanno scegliere la casa che vuoi. E te la pagano anche. Loro.
Che già ti pagano uno stipendio importante. E tu non dici nulla.
Poi un addetto viene da te e ti chiede di scegliere i mobili che vuoi. Allora scegli i mobili che vuoi, e te li pagano. Ancora dopo arriva un altro addetto e ti chiede di scegliere la macchina che vuoi. E ti pagano anche quella. Eppure non hai bisogno di nulla perché sei già pagato bene.
In contropartita pero', se sgarri o ti comporti male ti fanno sparire. E te ne devi andare.
(continua....)