Citazione di: italicbold il 12 Set 2013, 11:37
Quello che credo voglia dire GM é sapere se la contestazione faccia bene o meno alla Lazio.
Ho smesso di seguire con piacere questo topic, lo ammetto, quando ho notato che, per qualche motivo si è perso il semplice tema originario che lo animava.
La contestazione raggiunge i suoi scopi? Sì/no?
Secondo me si poteva trattare tale tematica in maniera molto analitica, adducendo motivazioni mirate e riuscendo ad escludere ogni altro tipo di considerazione davvero off topic.
Ci provo.
Io non so bene se faccio parte di uno schieramento o meno. So, però, che la prima volta che ho sentito un clima di contestazione totale allo stadio sarà stato una ventina d'anni fa, facevo le elementari e ce n'era una di fine stagione contro Zoff ma anche contro la squadra intera, subissata di fischi alla lettura delle formazioni, eccezion fatta per gli innesti che stavano giocando titolari occasionalmente e che quindi non erano ritenuti responsabili della brutta annata. Alla fine la Lazio perse malamente (1-2 contro la Samp, surreale doppietta di Buso). Insomma, personalmente mi fece molto male, ma soprattutto, a istinto, mi sembrò una cosa altamente controproducente.
Sarò stato piccolo e ingenuo, eccessivamente innamorato a priori, eccetera.
Oggi, per qualche motivo, la vedo ancora un po' così, nonostante un dodicennio di Forum e un decennio di abbonamento allo stadio. Tendo ancora a vedere quest'ultimo luogo come un posto in cui essenzialmente sono innamorato come un ragazzino della squadra in campo, a priori. Dal lunedì al sabato posso sbattere la testa contro al muro tutti i giorni imprecando contro il mancato arrivo di una punta o posso commentare acidamente con un amico laziale sulle scarse prestazioni di un giocatore, ma la domenica non gliela faccio, non me ne frega niente del resto, non so perché. Non riesco a emettere un fischio o un coro che non sia d'incitamento manco contro la Lazio di Zaccheroni o di Ballardini, in quei 90 minuti. Al massimo, come condizione estrema, non disdegno un clima infuocato e mirato al termine della partita, afflato che ho sentito due volte in vita mia. Quando eravamo in zona retrocessione e la dirigenza glissava sul necessario cambio d'allenatore, Caso (a malincuore per l'affetto che provo verso di lui) e Ballardini. Situazioni estreme in cui la posta in palio era la sopravvivenza in Serie A, appunto, non una misura da banalissima sconfitta o da considerazioni su staff/dirigenza o quant'altro che esulano dal risultato in campo.
Semplicemente sono fatto così, personalmente.
Non è questa la sede per giudicare il mio prossimo.
Penso solo che, come detto a inizio topic, il medesimo si possa svolgere così, quasi come un compitino o una relazioncina. Raggiunge il suo scopo? Sì, no? E perché, secondo voi?