Caso Mauri, l'avv. Gentile precisa: "La Procura sta rivedendo le sue posizioni...La situazione è congelata"
12.09.2012 13:24 di Davide Capogrossi Twitter: @DavideCapogross articolo letto 1001 volte
Fonte: Davide Capogrossi -
Lalaziosiamonoi.it© foto di Federico Gaetano
Ordini e contrordini, nessuna certezza, la vicenda calcio scommesse regala colpo di scena ad ogni grado di giudizio. L'archiviazione richiesta nella giornata di ieri dal pm genovese Biagio Mazzeo per Rodrigo Palacio, Omar Milanetto, Dario Dainelli e Domenico Criscito è l'ultimo testacoda di un romanzo che rischia di annoverare troppe vittime innocenti. Per Criscito servono a ben poco le parole di giubilo del presidente federale Giancarlo Abete, i campionati europei se li è portati via il vento, il danno per l'immagine è ingente. Stefano Mauri rientra nella cerchia degli indignados: tutti credono nella sua innocenza, dal presidente Claudio Lotito ("E' sereno, segno tangibile della sua innocenza"), ai tifosi, ai colleghi. Per il centrocampista brianzolo non ci sono scatti all'Osteria del Coccio che tengano, resta solo quella misteriosa SIM utilizzata per le scommesse e l'amicizia con Zamperini, in realtà antecedente di gran lunga ai fatti contestati. Intanto il tempo scorre e di appuntamenti processuali in calendario non se sa ancora nulla con certezza: "Non ho idee dei tempi di giudizio – dichiara l'avvocato della Lazio Gian Michele Gentile ai microfoni di Radio Manà Manà -. Prima si diceva fine agosto, adesso sembra la fine di settembre. Il tempo che passa senza nulla che accade ha un suo significato. La Procura, dopo quest'estate, sta rivedendo le sue posizioni perché non ne è uscita bene".
BUCO NELL'ACQUA – Secondo il legale di fiducia biancoceleste dall'evoluzione della vicenda si può ben intendere la razionalizzazione dell'infondatezza del provvedimento di custodia cautelare da parte del Giudice: "La nostra sensazione è che la debolezza degli indizi forniti era avvertita dallo stesso Giudice che aveva emesso il provvedimento – prosegue Gentile - e per evitare il controllo del Tribunale del riesame ha revocato il provvedimento". Gli avvocati del giocatore Matteo Melandri ed Achille Buceti lavorano a pieno regime per fornire le prove volte a dimostrare come quell'arresto di fine maggio appartenesse alla categoria dell'illecito. Attendono l'autorizzazione a prelevare dalla ricevitoria Aureli i tabulati che potrebbe scagionare definitivamente il loro assistito e chiarire una volta per tutte la reale funzione del cellulare contestato, la miccia che ha fatto esplodere la bomba: "I capi d'accusa del giocatore? Non c'è nulla. L'ordinanza di custodia cautelare era motivata dal fatto che Mauri ha usato un cellulare sospetto. In un'occasione questo cellulare è stato agganciato sulla stessa cella della Via Cassia dove era agganciato anche quello dello slavo e quindi, secondo qualcuno, stavano insieme. Lui ha fornito ampi chiarimenti, spiegando che non è così".
LA SITUAZIONE – La sostenibilissima leggerezza dell'essere...innocente. L'animo di Mauri è bene distante da quello tormentato dei personaggi di Kundera. "E' incredibile come Stefano abbia reagito a questa situazione. Ha una forza che ci sorprende ogni giorno". Parola di Matteo Melandri, uno dei sui avvocati in esclusiva ai nostri microfoni, l'Avv Gentile fa eco: "Il ragazzo sta rispondendo bene sul campo e questo è un segnale della sua tranquillità e della sua innocenza". Lui sa di essere nel giusto, l'ha sempre saputo, anche se pesano come un macigno quegli otto giorni nei panni del criminale. Il prossimo obiettivo è quello di chiudere la vicenda, se qualcuno ha sbagliato pagherà per i suoi errori, Stefano continua a giocare da protagonista e da professionista, grida giustizia, non vendetta. "La situazione è congelata – conclude Gentile - Dopo i fatti di questa primavera non è successo altro. Non abbiamo segnali su attività istruttorie nuove e risvolti processuali inediti. Abbiamo riscontri positivi riguardanti il calciatore. Come ricordano tutti, dopo l'arresto è stato interrogato ed immediatamente mandato agli arresti domiciliari. La società ha manifestato a Mauri ampia stima e supporto e poi è seguito dall'avvocato Matteo Melandri, con il quale sono sempre in contatto". Si respira dunque un'aria positiva, la divisione in filoni e la macchinosità della giustizia italiana stanno diluendo una vicenda che attende solamente il suo epilogo.