NO.
In due anni la Lazio parte forte, poi si arresta a ridosso delle feste, si riprende a gennaio, regge fino a marzo, in primavera scompare nei momenti decisivi, gioca bene le ultime partite a giochi ormai fatti.
La squadra spesso non sa cosa fare palla al piede, se non decidono le giocate estemporanee dei più forti non segnamo quasi mai. Abbiamo dovuto aspettare, nel girone di ritorno, che Candreva si mettesse a giocare sulle fasce prima di rivedere un gioco che non passasse per gli eterni tocchetti a tre quarti centrale, con spesso e volentieri palla persa e goal subito.
La solita scarsa attenzione alle riserve; l'anno scorso una vita ad aspettare l'utilizzo di Kozak e Gonzalez, quest'anno, nei momenti critici, si è sempre preferito un titolare mezzo fuori uso e fuori posto ad una riserva, anche se scarsa, al posto giusto. Si è insistito con giocatori impresentabili: Zauri, Cavanda, Garrido, Stankevicius.
Capitolo a parte la gestione Alfaro: lui ha corsa e tigna. Ma decisamente poco altro. Anzichè provarlo come esterno lo si è schierato in tutti i ruoli possibili ed immaginabili, esponendolo a continue figuracce. L'unica partita discreta, giocata contro il Bologna, dove ha dimostrato di saper giocare à la Sculli, giustamente ignorata.
In più quest'anno una gestione degli infortuni da museo degli orrori.
I primavera, questi sconosciuti. Schierati quando non servono, a risultato compromesso o negli ultimi venti secondi di una vittoria. O bruciati in ruoli inadatti, vedi Cavanda, anche quando loro ci mettono del proprio.
Tralascio per carità di patria le partite di EL giocate con sufficienza; specie contro il Vaslui e a Zurigo, andata.
Grazie per i punti e il buonissimo rendimento, ma vorrei cambiare, ovviamente in meglio.