Enrico Lotito Dg settore giovanile e Lazio Women

Aperto da Paris jr., 18 Dic 2025, 10:36

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Paris jr.

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Al momento è ovunque, i social sono inondati, nel bene o nel male. Ha rappresentato la Lazio a livello internazionale in un evento ricondiviso da tutti. Perchè dovremmo considerare questo un tabù?
Cazzo è della Lazio che stiamo parlando, della nostra Lazio comunque. Non è un individuo esterno. E' a tutti gli effetti il prossimo proprietario della s.s. Lazio. Ha quasi trent'anni.
Soprattutto perchè qui si rischia che esso venga controllato da quei loschi figuri che c'erano insieme a lui.

Secondo me stiamo sottovalutando tutto quello che sta succedendo.

Paris jr.

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Citazione di: ironman il 18 Dic 2025, 12:00
Ovviamente no essendo l'Erede designato al trono.

Ma per ora non mi sembra che siano previste promozioni per lui. In realtà non sappiamo manco che stipendio prende, si parlava all'inizio di cifre irrisorie ma le cose stanno ancora così?

Abbiamo un problema enorme con il nostro settore giovanile e lo scouting. Costui è il direttore generale di quest'area. Se lui è solo una testa di legno e ci sono altri dietro, secondo me è anche peggio.

Eroche..siusta

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Citazione di: Paris jr. il 18 Dic 2025, 12:00
Al momento è ovunque, i social sono inondati, nel bene o nel male. Ha rappresentato la Lazio a livello internazionale in un evento ricondiviso da tutti. Perchè dovremmo considerare questo un tabù?
Cazzo è della Lazio che stiamo parlando, della nostra Lazio comunque. Non è un individuo esterno. E' a tutti gli effetti il prossimo proprietario della s.s. Lazio. Ha quasi trent'anni.
Soprattutto perchè qui si rischia che esso venga controllato da quei loschi figuri che c'erano insieme a lui.

Secondo me stiamo sottovalutando tutto quello che sta succedendo.
non è che si sottovaluta a credo che al momento tutto ciò che si muove nel mondo e faccia di cognome lotito non possa venir visto con uno sguardo obiettivo.

Parliamoci chiaro, ormai il presidente della Lazio è malvisto se non odiato dalla stragrande maggioranza dei tifosi Laziali, abbiamo avuto un'enorme difficoltà a scindere la Lazio da questo personaggio, figuriamoci il figlio.

per me che non sono nessuno, al momento questo topic diventerebbe solo uno sfogatoio, l'ennesimo e mi pare che già il senior ci dia argomenti sufficienti

Paris jr.

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Citazione di: FatDanny il 18 Dic 2025, 11:42
la cosa assurda è che oggi dicono che la delegazione della Lazio resterà fino a sabato per sondaggi e incontri di natura economico-finanziaria. Ora, avendo visto la scena di ieri, CHI fa questi sondaggi? Chi fa questi incontri? chi parla per la Lazio?
Enrico Lotito? Vogliamo prenderci in giro a questi livelli?

Riporto da altro topic.
E' questo il discorso. Enrico Lotito ha davvero funzioni? E se si andrebbe giudicato appunto per quello. E' solo uno messo li per fargli fare bella figura? Non mi pare stia funzionando. E' semplicemente un burattino mosso da altri? Ecco, questo per me va discusso e parecchio pure. Perchè sarebbe la fine della Lazio, altro che dsa o non dsa.

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Fiammetta

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Paris, credo che molto banalmente sia incappato in un gioco molto più grande di lui e se da una parte rivendico di criticarlo a morte per come si comporta con le donne, dall'altra mi pare una follia imputargli la responsabilità di essere stato inserito nel sistema di regolamento dei conti di Claudio Lotito. E' possibile distinguere i piani anche se è un rampollo privilegiato, perché malgrado ciò, io un padre come il suo non vorrei averlo in alcuna vita. E' un despota e lo sta dimostrando in ogni modo.

Adler Nest

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Rampollo o non rampollo il punto è se è o meno un pollo.
E credo che tutti si converga.
Ed è la esemplificazione dell'inadeguatezza di una struttura societaria che non è società con persone di talento a gestirle.

Paris jr.

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Citazione di: Fiammetta il 18 Dic 2025, 12:19
Paris, credo che molto banalmente sia incappato in un gioco molto più grande di lui e se da una parte rivendico di criticarlo a morte per come si comporta con le donne, dall'altra mi pare una follia imputargli la responsabilità di essere stato inserito nel sistema di regolamento dei conti di Claudio Lotito. E' possibile distinguere i piani anche se è un rampollo privilegiato, perché malgrado ciò, io un padre come il suo non vorrei averlo in alcuna vita. E' un despota e lo sta dimostrando in ogni modo.

Ma a me pare la copia tale e quale del padre. E se lo stesso padre per prendere la Lazio si è circondato di loschi figuri, non vorrei che stia avvenendo la stessa cosa e si stia preparando la strada per il passaggio del trono.

paolo71

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Floridi è a NY con lui.
Non conoscendolo, che opinione ne avete?
Potrebbe Floridi agire da DG?

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Laziale-forever

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Enrico resterà fino a sabato?
Dopo gli per impegni dovuti alla campanella, si dovrà pure sfogare con una rilassante 🎺  a N.Y.

Se lo merita.

BladeRunner

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Lo stesso ruolo di Enrico Lotito, lo ricopriva prima Fabiani......

Pare che Lotito prenda 1500€ al mese !!

Fabiani prendeva 1500€ al mese ????

Se la risposta fosse NO...........da qui si capisce il valore che da a questo dirigente SUO PADRE !!


hafssol

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Citazione di: Fiammetta il 18 Dic 2025, 12:19
credo che molto banalmente sia incappato in un gioco molto più grande di lui e se da una parte rivendico di criticarlo a morte per come si comporta con le donne, dall'altra mi pare una follia imputargli la responsabilità di essere stato inserito nel sistema di regolamento dei conti di Claudio Lotito. E' possibile distinguere i piani anche se è un rampollo privilegiato

Impeccabile, come al solito.

A oggi, non siamo in grado di valutarlo per il suo operato, in quanto appare esclusivamente una propaggine del padre. Per questo, distinguere i piani diventa molto difficile e comunque porta a conseguenze scontate, inevitabilmente alimentate dai suoi comportamenti social, che andrebbero stigmatizzati comunque in quanto persona, non in quanto "figlio di".

Ciò premesso, non riesco proprio a prendermela con lui sul piano dirigenziale (?) e in fondo nemmeno su quello umano. Il rischio, molto più grosso rispetto a queste beghe, è che un domani possa finire nella stanza dei bottoni della nostra Lazio o - peggio - finire preda di avvoltoio tutt'altro che intenzionati a farne il bene.
Qualche segnale in tal senso è fornito già dalla combriccola dalla quale è stato accompagnato a NY, che pure conferma l'idea che qualcosa intorno alla proprietà Lotito si stia muovendo, seppure in maniera lenta, poco chiara e ancor meno confortante.

richard

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La cosa grave per me è quando scrive a una ragazza chiedendole quanto vuole per scopare.
Che sia inadeguato a rappresentare la Lazio in un contesto pubblico non è colpa sua. La colpa è di chi ce lo manda ben sapendo che non ha le competenze né il carattere per quel tipo di situazione.

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RubinCarter

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LA LAZIO, IL NASDAQ E IL NODO IRRISOLTO DEL CALCIO EUROPEO (E GRAZIE, ENRICO)

La presenza della Lazio al Nasdaq di New York ha fatto discutere. Per qualcuno è stata solo una passerella simbolica, per altri un segnale preciso. La verità è che l'episodio racconta molto più di quanto sembri: racconta il rapporto complicato tra calcio europeo e finanza globale, e apre interrogativi che riguardano non solo la Lazio, ma l'intero sistema.

La Lazio, va ricordato, è quotata in Borsa Italiana dal 1998, prima società calcistica italiana a farlo. Eppure il titolo resta poco liquido e marginale per i grandi investitori. Il motivo non è misterioso: gli investitori americani non amano mettere capitali in società dove la governance è bloccata, dove il controllo è totale e dove non esiste una reale scalabilità del progetto industriale.

Nel caso della Lazio, il controllo è saldo e concentrato. Questo rende la società di fatto non scalabile, un concetto chiave per chi ragiona in termini di mercati finanziari.

Non è un giudizio, è un dato tecnico: senza apertura del capitale, senza diluizione, senza spazio per nuovi soci con peso reale, il titolo non può diventare attrattivo per la finanza internazionale.

Ed è difficile pensare che Claudio Lotito non lo sappia.

Anzi, è proprio qui che l'episodio Nasdaq assume un significato più interessante, soprattutto per quella parte di tifoseria che da tempo chiede l'ingresso di nuovi investitori.

Perché se davvero la Lazio volesse un domani guardare a una quotazione su un mercato come il Nasdaq, le strade sarebbero obbligate: o mettere sul mercato parte delle azioni oggi in mano al socio di controllo, oppure trovare finanziatori forti disposti a entrare tramite un grande aumento di capitale, rafforzando la società e diluendo inevitabilmente il peso dell'attuale proprietà.

In entrambi i casi, sarebbe un passaggio strutturale, non cosmetico.

Il confronto con lo sport americano aiuta a capire meglio. NBA, NFL e MLB funzionano perché sono sistemi chiusi, senza retrocessioni, con ricavi condivisi e regole pensate per garantire stabilità. Le squadre sono franchigie, asset di intrattenimento, aziende progettate per crescere anche senza vincere. È per questo che piacciono alla finanza.

Il calcio europeo, invece, resta legato a un modello opposto: solo chi accede alla Champions League incassa davvero, mentre gli altri restano esposti a una precarietà strutturale. Un sistema che, così com'è, rischia nel tempo di perdere interesse economico, soprattutto fuori dall'Europa.

A rendere il quadro ancora più distorto c'è il ruolo dominante delle pay-tv. Oggi il sistema è di fatto sostenuto quasi esclusivamente dai diritti televisivi, e questo genera una pressione evidente: tenere economicamente a galla solo i club con le tifoserie più grandi, quelli in grado di garantire abbonamenti, audience e numeri. Gli altri sopravvivono, ma faticano a progettare.

In questo contesto si inserisce il tema dello stadio Flaminio e la collaborazione con Legends, colosso americano specializzato nella valorizzazione di impianti sportivi. Non si tratta solo di architettura o restyling, ma di un cambio di mentalità: stadi vissuti tutto l'anno, hospitality, eventi, naming rights, ricavi indipendenti dal risultato della domenica. È esattamente il linguaggio che gli investitori americani capiscono.

La giornata al Nasdaq, quindi, non è stata un'IPO (Initial Public Offering, cioè l'offerta pubblica iniziale con cui una società si quota per la prima volta in Borsa) né una quotazione imminente.

È stata piuttosto una dichiarazione d'intenti, un modo per dire che la Lazio sta guardando a un modello diverso, più industriale, più internazionale. Resta da capire se il sistema italiano ed europeo sarà disposto ad accompagnare davvero questo percorso.

Perché il nodo è sempre lo stesso: la finanza cerca stabilità e governance aperta, il calcio europeo continua a vivere di imprevedibilità e rendite televisive. Mettere d'accordo questi due mondi non è facile. Ma è una partita che, prima o poi, andrà giocata. Fuori dal campo.

******

C'è infine un dettaglio che merita di essere ricordato. A rappresentare la Lazio al Nasdaq non è stato Claudio Lotito, ma suo figlio Enrico, scelta che ha acceso una polemica dura e spesso sgradevole sui social.

Enrico Lotito è da tempo oggetto di scherno e di accuse ingiuste, alimentate da una comunicazione aggressiva che troppo spesso dimentica la misura e l'umanità. È evidente che si tratti di un ragazzo fragile, con difficoltà che emergono anche nei contesti pubblici, come è accaduto al momento del suono della campanella, quando istintivamente si è coperto le orecchie di fronte al rumore e agli applausi.

Senza etichette, senza diagnosi, senza invadere uno spazio che resta personale, è però altrettanto evidente la forza di volontà con cui Enrico Lotito sta cercando di costruirsi un percorso professionale, affrontando limiti che altri non devono nemmeno considerare e provando, con fatica e determinazione, ad affermarsi nel proprio lavoro.

E qui si innesta una riflessione che va oltre il singolo episodio.

La Lazio ama ricordare – giustamente – di essere Ente Morale fin dal 1921 (unica società sportiva al mondo), riconoscimento che accompagna la sua storia da oltre un secolo e che dovrebbe rappresentare un tratto distintivo non solo istituzionale, ma anche culturale. Un titolo che richiama valori come «rispetto», «inclusione», «responsabilità sociale».

Valori che però, troppo spesso, sembrano smarrirsi proprio nelle reazioni di una parte della tifoseria laziale.

Da padre, prima ancora che da tifoso, e da uomo prima ancora che da commentatore, non posso che dirlo con chiarezza: sono stato orgoglioso che la Lazio sia stata rappresentata da Enrico Lotito.

Perché se essere Ente Morale ha ancora un senso, questo passa anche - e forse soprattutto - dal modo in cui si guarda alle fragilità, dal rispetto per chi affronta difficoltà invisibili e dalla capacità di riconoscere il coraggio silenzioso di chi non si tira indietro.

Il Nasdaq ha messo sotto i riflettori una domanda più semplice e più scomoda: quanto siamo disposti, davvero, a essere all'altezza dei valori che diciamo di rappresentare?

"Laziali bella gente..", un tempo si diceva così e tutti ne eravamo orgogliosi.

Fabio Polli


Dal web.
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tommasino

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Citazione di: RubinCarter il 18 Dic 2025, 18:06

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Non so se proprio tutto tutto - me lo devo rileggere -, ma in linea di massima anch'io.

WhiteBluesBrother

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Citazione di: RubinCarter il 18 Dic 2025, 18:06
LA LAZIO, IL NASDAQ E IL NODO IRRISOLTO DEL CALCIO EUROPEO (E GRAZIE, ENRICO)

La presenza della Lazio al Nasdaq di New York ha fatto discutere. Per qualcuno è stata solo una passerella simbolica, per altri un segnale preciso. La verità è che l'episodio racconta molto più di quanto sembri: racconta il rapporto complicato tra calcio europeo e finanza globale, e apre interrogativi che riguardano non solo la Lazio, ma l'intero sistema.

La Lazio, va ricordato, è quotata in Borsa Italiana dal 1998, prima società calcistica italiana a farlo. Eppure il titolo resta poco liquido e marginale per i grandi investitori. Il motivo non è misterioso: gli investitori americani non amano mettere capitali in società dove la governance è bloccata, dove il controllo è totale e dove non esiste una reale scalabilità del progetto industriale.

Nel caso della Lazio, il controllo è saldo e concentrato. Questo rende la società di fatto non scalabile, un concetto chiave per chi ragiona in termini di mercati finanziari.

Non è un giudizio, è un dato tecnico: senza apertura del capitale, senza diluizione, senza spazio per nuovi soci con peso reale, il titolo non può diventare attrattivo per la finanza internazionale.

Ed è difficile pensare che Claudio Lotito non lo sappia.

Anzi, è proprio qui che l'episodio Nasdaq assume un significato più interessante, soprattutto per quella parte di tifoseria che da tempo chiede l'ingresso di nuovi investitori.

Perché se davvero la Lazio volesse un domani guardare a una quotazione su un mercato come il Nasdaq, le strade sarebbero obbligate: o mettere sul mercato parte delle azioni oggi in mano al socio di controllo, oppure trovare finanziatori forti disposti a entrare tramite un grande aumento di capitale, rafforzando la società e diluendo inevitabilmente il peso dell'attuale proprietà.

In entrambi i casi, sarebbe un passaggio strutturale, non cosmetico.

Il confronto con lo sport americano aiuta a capire meglio. NBA, NFL e MLB funzionano perché sono sistemi chiusi, senza retrocessioni, con ricavi condivisi e regole pensate per garantire stabilità. Le squadre sono franchigie, asset di intrattenimento, aziende progettate per crescere anche senza vincere. È per questo che piacciono alla finanza.

Il calcio europeo, invece, resta legato a un modello opposto: solo chi accede alla Champions League incassa davvero, mentre gli altri restano esposti a una precarietà strutturale. Un sistema che, così com'è, rischia nel tempo di perdere interesse economico, soprattutto fuori dall'Europa.

A rendere il quadro ancora più distorto c'è il ruolo dominante delle pay-tv. Oggi il sistema è di fatto sostenuto quasi esclusivamente dai diritti televisivi, e questo genera una pressione evidente: tenere economicamente a galla solo i club con le tifoserie più grandi, quelli in grado di garantire abbonamenti, audience e numeri. Gli altri sopravvivono, ma faticano a progettare.

In questo contesto si inserisce il tema dello stadio Flaminio e la collaborazione con Legends, colosso americano specializzato nella valorizzazione di impianti sportivi. Non si tratta solo di architettura o restyling, ma di un cambio di mentalità: stadi vissuti tutto l'anno, hospitality, eventi, naming rights, ricavi indipendenti dal risultato della domenica. È esattamente il linguaggio che gli investitori americani capiscono.

La giornata al Nasdaq, quindi, non è stata un'IPO (Initial Public Offering, cioè l'offerta pubblica iniziale con cui una società si quota per la prima volta in Borsa) né una quotazione imminente.

È stata piuttosto una dichiarazione d'intenti, un modo per dire che la Lazio sta guardando a un modello diverso, più industriale, più internazionale. Resta da capire se il sistema italiano ed europeo sarà disposto ad accompagnare davvero questo percorso.

Perché il nodo è sempre lo stesso: la finanza cerca stabilità e governance aperta, il calcio europeo continua a vivere di imprevedibilità e rendite televisive. Mettere d'accordo questi due mondi non è facile. Ma è una partita che, prima o poi, andrà giocata. Fuori dal campo.

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C'è infine un dettaglio che merita di essere ricordato. A rappresentare la Lazio al Nasdaq non è stato Claudio Lotito, ma suo figlio Enrico, scelta che ha acceso una polemica dura e spesso sgradevole sui social.

Enrico Lotito è da tempo oggetto di scherno e di accuse ingiuste, alimentate da una comunicazione aggressiva che troppo spesso dimentica la misura e l'umanità. È evidente che si tratti di un ragazzo fragile, con difficoltà che emergono anche nei contesti pubblici, come è accaduto al momento del suono della campanella, quando istintivamente si è coperto le orecchie di fronte al rumore e agli applausi.

Senza etichette, senza diagnosi, senza invadere uno spazio che resta personale, è però altrettanto evidente la forza di volontà con cui Enrico Lotito sta cercando di costruirsi un percorso professionale, affrontando limiti che altri non devono nemmeno considerare e provando, con fatica e determinazione, ad affermarsi nel proprio lavoro.

E qui si innesta una riflessione che va oltre il singolo episodio.

La Lazio ama ricordare – giustamente – di essere Ente Morale fin dal 1921 (unica società sportiva al mondo), riconoscimento che accompagna la sua storia da oltre un secolo e che dovrebbe rappresentare un tratto distintivo non solo istituzionale, ma anche culturale. Un titolo che richiama valori come «rispetto», «inclusione», «responsabilità sociale».

Valori che però, troppo spesso, sembrano smarrirsi proprio nelle reazioni di una parte della tifoseria laziale.

Da padre, prima ancora che da tifoso, e da uomo prima ancora che da commentatore, non posso che dirlo con chiarezza: sono stato orgoglioso che la Lazio sia stata rappresentata da Enrico Lotito.

Perché se essere Ente Morale ha ancora un senso, questo passa anche - e forse soprattutto - dal modo in cui si guarda alle fragilità, dal rispetto per chi affronta difficoltà invisibili e dalla capacità di riconoscere il coraggio silenzioso di chi non si tira indietro.

Il Nasdaq ha messo sotto i riflettori una domanda più semplice e più scomoda: quanto siamo disposti, davvero, a essere all'altezza dei valori che diciamo di rappresentare?

"Laziali bella gente..", un tempo si diceva così e tutti ne eravamo orgogliosi.

Fabio Polli


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Ma per carità!!!!
A difesa di chi calpesta i valori morali... mai proprio.
Detto da chi contestava aspramente il figlio di Cragnotti. Anzi i figli di Cragnotti, senza pietà e senza sconti.
Occorre grande competenza e sapersi muovere con le persone giuste.
Qua stiamo all'incompetenza conclamata, al non sapersi proprio muovere (neanche il minimo) con le persone più sbagliate che uno si possa immaginare.
Il tutto a spese della Lazio.

DinoZ

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io non condivido nulla di questo articolo, una gran bella marchetta intrisa di valori da Libro Cuore, vabbè che siamo a Natale però c'è un limite a tutto... .

Paris jr.

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Che vomito.
Siete orgogliosi di Enrico Lotito?
Beati voi

Fiammetta

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Citazione di: Paris jr. il 18 Dic 2025, 12:51
Ma a me pare la copia tale e quale del padre. E se lo stesso padre per prendere la Lazio si è circondato di loschi figuri, non vorrei che stia avvenendo la stessa cosa e si stia preparando la strada per il passaggio del trono.
Non credo lo sia, si sarebbero già ammazzati a vicenda. Per il resto condivido le tue preoccupazioni.
Citazione di: hafssol il 18 Dic 2025, 13:51
Impeccabile, come al solito.

A oggi, non siamo in grado di valutarlo per il suo operato, in quanto appare esclusivamente una propaggine del padre. Per questo, distinguere i piani diventa molto difficile e comunque porta a conseguenze scontate, inevitabilmente alimentate dai suoi comportamenti social, che andrebbero stigmatizzati comunque in quanto persona, non in quanto "figlio di".

Ciò premesso, non riesco proprio a prendermela con lui sul piano dirigenziale (?) e in fondo nemmeno su quello umano. Il rischio, molto più grosso rispetto a queste beghe, è che un domani possa finire nella stanza dei bottoni della nostra Lazio o - peggio - finire preda di avvoltoio tutt'altro che intenzionati a farne il bene.
Qualche segnale in tal senso è fornito già dalla combriccola dalla quale è stato accompagnato a NY, che pure conferma l'idea che qualcosa intorno alla proprietà Lotito si stia muovendo, seppure in maniera lenta, poco chiara e ancor meno confortante.
Sì, diventa davvero difficile mantenere un equilibrio. Grazie della stima, avevo momentaneamente finito le scorte di insulti pertanto è un post sui generis. :^^
Citazione di: DinoZ il 18 Dic 2025, 18:30
io non condivido nulla di questo articolo, una gran bella marchetta intrisa di valori da Libro Cuore, vabbè che siamo a Natale però c'è un limite a tutto... .
Sono d'accordo.

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Ma oltre a Floridi da chi è accompagnato Enrico Lotito a New York?

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Citazione di: DinoZ il 18 Dic 2025, 18:30
io non condivido nulla di questo articolo, una gran bella marchetta intrisa di valori da Libro Cuore, vabbè che siamo a Natale però c'è un limite a tutto... .

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