Citazione di: MisterFaro il 02 Apr 2020, 09:42
Io ero piccolo, mio padre pur se tifoso della Lazio non seguiva le dinamiche che andavano oltre il terreno di gioco, quindi le cose le so per sentito raccontare.
Però,
a parte che ricordo il bullismo tanti contro pochi con cui spesso i regazzini riommisti trattavano i Laziali, a me non capitava probabilmente perchè fortunato come classe e come giro di amicizie (e perché da piccolo ero grosso
) ma lo ricordo bene come ricordo i risolini di approvazione dei loro adulti,
ma tra i motivi che spinsero Giorgio ad andare via non c'erano anche le offese e i fastidi causati alla sua famiglia? Ricordo male o spesso gli andavano sotto casa di notte urlando e lasciando scritte offensive rivolte alla moglie? Quanto c'è di vero in questo?
Ero piccolo anche io, essendo nato sul finire degli anni 60. Ma sara' che negli anni '80 ero un fascistello da 4 soldi e un mezzo delinquente, e frequentavo quelli della mia "specie", anche in curva nord, di testimonianze ne ho avuto parecchie nel corso degli anni. Che le offese ci fossero e' vero: che Chinaglia fosse andato via per quelle ci credo poco. La piazza di Roma e' sempre stata quella che e': una bolgia. Se un giocatore voleva la vita tranquilla se ne andava a Vicenza a giocare con il Lanerossi.
Il rasoio di Occam m'impone di pensare che Chinaglia ando' via perche' la Lazio tecnicamente era arrivata ad un capolinea e lui ebbe l'occasione del Cosmos.
Che poi, non dimentichiamocelo, Chinaglia era odiato da meta' Roma, ma amato, protetto e coccolato dall'altra meta' (o poco meno).
Il che semmai riapre un dibattito (o meglio una porta aperta), e cioe' che, anche ammesso che noi laziali fossimo (come tuttora) minoranza a casa nostra, le merde sapevano e sanno tutt'oggi che nun ce dovevano e nun ce devono, te lo dico come se dice dalle parti mia, da caca' er cazzo.
Al di la' degli sbruffoni de ieri e de oggi, dopo l'omicio di Paparelli, noi eravamo tristi ma tranquilli, loro se cacavano nelle mutande perche' sapevano che, avessimo voluto e la cosa era molto incerta, qualcuno dei nostri je avrebbe restituito er favore con gli interessi.
Quella foto (Chinaglia sotto la scritta "Laziali [...]") era sintomatica di un sentire diffuso tra le merde. Ci temevano, perche' tifavamo per una squadra di matti e perche', per estensione, ci sapevano una tifoseria di matti.
Il bullismo alle scuole lascia il tempo che trova. Essendo nato a Porta Pia, noi pischelletti laziali eravamo comunque parecchi. E la "vita" del posto era comunque gestita dai nostri. In altre zone di Roma, c'era evidentemente la tentazione di voler far pesare numeri diversi. Ma li scattava in genere la differenza evolutiva nelle capacita' cognitive: avanzata nei laziali, striminzita nei riommici.