Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

novantatreesimo

*
Lazionetter
* 1.662
Registrato
Il Fatto, Tuttosport, la Repubblica...
Sarà che da anni mi appassiono e leggo sulla Nostra Storia, sarà l'abitudine a leggere solo menzogne e insulti sulla Lazio, sarà perchè La amo ma questa celebrazione dei nostri 120 sui media nazionali mi ha commosso, giuro.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
UN RECORD D'ALTRI TEMPI PER LA LAZIO DEI MIRACOLI (Tuttosport)

Come il Grande Torino: in 13 partite consecutive la squadra di Inzaghi ha segnato almeno 2 gol

Claudio Chiarini


Due epoche lontanissime che improvvisamente s'incontrano e fondono i propri contorni. Un record che, per la sua tipicità, si riteneva imbattibile, tanto da essere quasi caduto nel dimenticatoio. Si giocava il campionato 1946-1947, girone unico a 20 squadre, proprio come oggi. Il calcio italiano aveva un solo padrone: il Grande Torino. Quella squadra inimitabile e irraggiungibile mieteva vittorie e scudetti a suon di goleade, molto più frequenti allora che al giorno d'oggi. Il record che dura da oltre 50 anni è quello di una squadra che per 13 partite consecutive, tutte di campionato, segna almeno 2 gol a gara. Di quella mitica squadra è stato scritto e detto tutto e non sarò certo io ad aggiungere altro. C'è invece da dire, e molto, della squadra che oggi ha raggiunto, anche se solo in questo piccolo, unico, stravagante record, i Granata. Questa squadra è la Lazio di Simone Inzaghi. Come evidenziato dalle due tabelle, i biancazzurri hanno già uguagliato il record perché tra le 12 partite consecutive inanellate in campionato segnando almeno 2 reti hanno incastonato la tredicesima come la gemma più preziosa, perché è quella della Supercoppa conquistata nella finale con la Juve. Per questo motivo, secondo i puristi, il record non può ancora considerarsi uguagliato: per esserlo definitivamente occorrerebbe ancora che Immobile e compagni segnassero almeno 2 gol al Napoli sabato prossimo all'Olimpico. Ma questo è un particolare di nessun conto, perché l'impresa compiuta dalla Lazio è già grandiosa. E lo è per diverse ragioni. Prima di tutto, come già detto, perché questo nostro calcio è molto più avaro di gol rispetto a quello dell'immediato dopoguerra. In secondo luogo perché è un'impresa giunta del tutto inaspettata, realizzata senza clamori, senza spot, senza i riflettori di stampa e tv a illuminarla, quasi in silenzio, sicuramente in umiltà, da una squadra storicamente sottovalutata da tutti, persino dai propri ultrascaramantici tifosi. Una squadra che non parte mai con i favori del pronostico e che viene incensata sempre con un certo fastidio tutte le volte che riesce a interrompere l'egemonia dei club più blasonati e potenti. E non sono poche, considerato che, dopo la Juve, è il club italiano che ha alzato più trofei negli ultimi 10 anni. Una squadra abituata a vincere con le sole proprie forze, senza aiuti, senza arbitraggi compiacenti, senza rigori regalati, senza l'ausilio di regole cambiate a campionato in corso. Una squadra che di questa condizione di presunta inferiorità ne ha fatto una consapevolezza. E che questa consapevolezza l'ha tramutata in forza: la forza di sapere che per meritare una vittoria deve fare qualcosa più delle altre, deve crederci fino in fondo, senza mai mollare. Deve passare sopra a soprusi, ingiustizie e orrori arbitrali. Una consapevolezza fatta propria anche dal proprio tecnico, Simone Inzaghi, che nel corso degli anni si è fatto furbo e ha capito che i giocatori laziali ammoniti non vanno lasciati in campo troppo a lungo, ma devono essere sostituiti prima possibile, perché si può star sicuri che alla prima occasione utile verranno espulsi. Una squadra ormai abituata a giocare e vincere contro tutto e contro tutti, proprio come cantano i suoi Irriducibili tifosi. Tornando al record uguagliato, la curiosità è che sia Torino che Lazio hanno iniziato la striscia alla sesta giornata di andata. Il Toro ha inanellato 12 vittorie e 1 pareggio (in trasferta a Napoli), i biancazzurri hanno una vittoria in meno, ma nelle loro 11 è compresa quella di un trofeo, la Supercoppa Italiana, mentre i 2 pareggi sono arrivati in trasferta a Bologna e in casa con l'Atalanta. I granata hanno concluso la serie (iniziata dopo lo 0-0 nel derby con la Juve del 20 ottobre 1946) con l'1-1 casalingo col Modena il 2 febbraio 1947. La striscia Laziale è cominciata dopo la sconfitta 1-0 a Milano con l'Inter il 25 settembre 2019. La fine di questo entusiasmante viaggio, invece, è un film che deve essere ancora proiettato.

Freccia01

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 1.985
Registrato
Citazione di: Drake il 08 Gen 2020, 09:00
Segnalo anche un articolo, che mai mi sarei aspettato di leggere su Tuttosport, di tale Claudio Chiarini di cui vi riposto un breve passaggio: da una squadra storicamente sottovalutata da tutti, persino dai propri ultrascaramantici tifosi. Una squadra che non parte mai con i favori del pronostico e che viene incensata sempre con un certo fastidio tutte le volte che riesce a interrompere l'egemonia dei club più blasonati e potenti. E non sono poche, considerato che, dopo la Juve, è il club italiano che ha alzato più trofei negli ultimi 10 anni. Una squadra abituata a vincere con le sole proprie forze, senza aiuti, senza arbitraggi compiacenti, senza rigori regalati, senza l'ausilio di regole cambiate a campionato in corso. Una squadra che di questa condizione di presunta inferiorità ne ha fatto una consapevolezza. E che questa consapevolezza l'ha tramutata in forza

Meraviglioso

aticche78

*
Lazionetter
* 431
Registrato
Citazione di: Tarallo il 08 Gen 2020, 10:41
UN RECORD D'ALTRI TEMPI PER LA LAZIO DEI MIRACOLI (Tuttosport)

Come il Grande Torino: in 13 partite consecutive la squadra di Inzaghi ha segnato almeno 2 gol

Claudio Chiarini


Due epoche lontanissime che improvvisamente s'incontrano e fondono i propri contorni. Un record che, per la sua tipicità, si riteneva imbattibile, tanto da essere quasi caduto nel dimenticatoio. Si giocava il campionato 1946-1947, girone unico a 20 squadre, proprio come oggi. Il calcio italiano aveva un solo padrone: il Grande Torino. Quella squadra inimitabile e irraggiungibile mieteva vittorie e scudetti a suon di goleade, molto più frequenti allora che al giorno d'oggi. Il record che dura da oltre 50 anni è quello di una squadra che per 13 partite consecutive, tutte di campionato, segna almeno 2 gol a gara. Di quella mitica squadra è stato scritto e detto tutto e non sarò certo io ad aggiungere altro. C'è invece da dire, e molto, della squadra che oggi ha raggiunto, anche se solo in questo piccolo, unico, stravagante record, i Granata. Questa squadra è la Lazio di Simone Inzaghi. Come evidenziato dalle due tabelle, i biancazzurri hanno già uguagliato il record perché tra le 12 partite consecutive inanellate in campionato segnando almeno 2 reti hanno incastonato la tredicesima come la gemma più preziosa, perché è quella della Supercoppa conquistata nella finale con la Juve. Per questo motivo, secondo i puristi, il record non può ancora considerarsi uguagliato: per esserlo definitivamente occorrerebbe ancora che Immobile e compagni segnassero almeno 2 gol al Napoli sabato prossimo all'Olimpico. Ma questo è un particolare di nessun conto, perché l'impresa compiuta dalla Lazio è già grandiosa. E lo è per diverse ragioni. Prima di tutto, come già detto, perché questo nostro calcio è molto più avaro di gol rispetto a quello dell'immediato dopoguerra. In secondo luogo perché è un'impresa giunta del tutto inaspettata, realizzata senza clamori, senza spot, senza i riflettori di stampa e tv a illuminarla, quasi in silenzio, sicuramente in umiltà, da una squadra storicamente sottovalutata da tutti, persino dai propri ultrascaramantici tifosi. Una squadra che non parte mai con i favori del pronostico e che viene incensata sempre con un certo fastidio tutte le volte che riesce a interrompere l'egemonia dei club più blasonati e potenti. E non sono poche, considerato che, dopo la Juve, è il club italiano che ha alzato più trofei negli ultimi 10 anni. Una squadra abituata a vincere con le sole proprie forze, senza aiuti, senza arbitraggi compiacenti, senza rigori regalati, senza l'ausilio di regole cambiate a campionato in corso. Una squadra che di questa condizione di presunta inferiorità ne ha fatto una consapevolezza. E che questa consapevolezza l'ha tramutata in forza: la forza di sapere che per meritare una vittoria deve fare qualcosa più delle altre, deve crederci fino in fondo, senza mai mollare. Deve passare sopra a soprusi, ingiustizie e orrori arbitrali. Una consapevolezza fatta propria anche dal proprio tecnico, Simone Inzaghi, che nel corso degli anni si è fatto furbo e ha capito che i giocatori laziali ammoniti non vanno lasciati in campo troppo a lungo, ma devono essere sostituiti prima possibile, perché si può star sicuri che alla prima occasione utile verranno espulsi. Una squadra ormai abituata a giocare e vincere contro tutto e contro tutti, proprio come cantano i suoi Irriducibili tifosi. Tornando al record uguagliato, la curiosità è che sia Torino che Lazio hanno iniziato la striscia alla sesta giornata di andata. Il Toro ha inanellato 12 vittorie e 1 pareggio (in trasferta a Napoli), i biancazzurri hanno una vittoria in meno, ma nelle loro 11 è compresa quella di un trofeo, la Supercoppa Italiana, mentre i 2 pareggi sono arrivati in trasferta a Bologna e in casa con l'Atalanta. I granata hanno concluso la serie (iniziata dopo lo 0-0 nel derby con la Juve del 20 ottobre 1946) con l'1-1 casalingo col Modena il 2 febbraio 1947. La striscia Laziale è cominciata dopo la sconfitta 1-0 a Milano con l'Inter il 25 settembre 2019. La fine di questo entusiasmante viaggio, invece, è un film che deve essere ancora proiettato.

L'estensore di questo articolo, oltre ad essere un grande laziale, ha anche un grande fegato per scrivere un pezzo del genere su un giornale di Torino.  :hail: :hail:

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

JoeStrummer

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.493
Registrato
Citazione di: Tarallo il 08 Gen 2020, 10:41
UN RECORD D'ALTRI TEMPI PER LA LAZIO DEI MIRACOLI (Tuttosport)

Come il Grande Torino: in 13 partite consecutive la squadra di Inzaghi ha segnato almeno 2 gol

Claudio Chiarini


Due epoche lontanissime che improvvisamente s'incontrano e fondono i propri contorni. Un record che, per la sua tipicità, si riteneva imbattibile, tanto da essere quasi caduto nel dimenticatoio. Si giocava il campionato 1946-1947, girone unico a 20 squadre, proprio come oggi. Il calcio italiano aveva un solo padrone: il Grande Torino. Quella squadra inimitabile e irraggiungibile mieteva vittorie e scudetti a suon di goleade, molto più frequenti allora che al giorno d'oggi. Il record che dura da oltre 50 anni è quello di una squadra che per 13 partite consecutive, tutte di campionato, segna almeno 2 gol a gara. Di quella mitica squadra è stato scritto e detto tutto e non sarò certo io ad aggiungere altro. C'è invece da dire, e molto, della squadra che oggi ha raggiunto, anche se solo in questo piccolo, unico, stravagante record, i Granata. Questa squadra è la Lazio di Simone Inzaghi. Come evidenziato dalle due tabelle, i biancazzurri hanno già uguagliato il record perché tra le 12 partite consecutive inanellate in campionato segnando almeno 2 reti hanno incastonato la tredicesima come la gemma più preziosa, perché è quella della Supercoppa conquistata nella finale con la Juve. Per questo motivo, secondo i puristi, il record non può ancora considerarsi uguagliato: per esserlo definitivamente occorrerebbe ancora che Immobile e compagni segnassero almeno 2 gol al Napoli sabato prossimo all'Olimpico. Ma questo è un particolare di nessun conto, perché l'impresa compiuta dalla Lazio è già grandiosa. E lo è per diverse ragioni. Prima di tutto, come già detto, perché questo nostro calcio è molto più avaro di gol rispetto a quello dell'immediato dopoguerra. In secondo luogo perché è un'impresa giunta del tutto inaspettata, realizzata senza clamori, senza spot, senza i riflettori di stampa e tv a illuminarla, quasi in silenzio, sicuramente in umiltà, da una squadra storicamente sottovalutata da tutti, persino dai propri ultrascaramantici tifosi. Una squadra che non parte mai con i favori del pronostico e che viene incensata sempre con un certo fastidio tutte le volte che riesce a interrompere l'egemonia dei club più blasonati e potenti. E non sono poche, considerato che, dopo la Juve, è il club italiano che ha alzato più trofei negli ultimi 10 anni. Una squadra abituata a vincere con le sole proprie forze, senza aiuti, senza arbitraggi compiacenti, senza rigori regalati, senza l'ausilio di regole cambiate a campionato in corso. Una squadra che di questa condizione di presunta inferiorità ne ha fatto una consapevolezza. E che questa consapevolezza l'ha tramutata in forza: la forza di sapere che per meritare una vittoria deve fare qualcosa più delle altre, deve crederci fino in fondo, senza mai mollare. Deve passare sopra a soprusi, ingiustizie e orrori arbitrali. Una consapevolezza fatta propria anche dal proprio tecnico, Simone Inzaghi, che nel corso degli anni si è fatto furbo e ha capito che i giocatori laziali ammoniti non vanno lasciati in campo troppo a lungo, ma devono essere sostituiti prima possibile, perché si può star sicuri che alla prima occasione utile verranno espulsi. Una squadra ormai abituata a giocare e vincere contro tutto e contro tutti, proprio come cantano i suoi Irriducibili tifosi. Tornando al record uguagliato, la curiosità è che sia Torino che Lazio hanno iniziato la striscia alla sesta giornata di andata. Il Toro ha inanellato 12 vittorie e 1 pareggio (in trasferta a Napoli), i biancazzurri hanno una vittoria in meno, ma nelle loro 11 è compresa quella di un trofeo, la Supercoppa Italiana, mentre i 2 pareggi sono arrivati in trasferta a Bologna e in casa con l'Atalanta. I granata hanno concluso la serie (iniziata dopo lo 0-0 nel derby con la Juve del 20 ottobre 1946) con l'1-1 casalingo col Modena il 2 febbraio 1947. La striscia Laziale è cominciata dopo la sconfitta 1-0 a Milano con l'Inter il 25 settembre 2019. La fine di questo entusiasmante viaggio, invece, è un film che deve essere ancora proiettato.

Questo è davvero uno di noi.

Ma la parte più sorprendente di questo articolo è il fatto che il direttore e l'editore lo abbiano pubblicato.

Per quanto riguarda lo speciale di Repubblica, invece, non ci sono davvero parole, è un lavoro fantastico, credo che il "regista" di questo "nuovo inizio sia Giulio Cardone, anche se ritengo ovvio che ai piani alti sia successo qualcosa di nuovo che al momento ci sfugge.

L'unico sipperò che mi viene in mente, al momento, è che fra 7 anni ci sarà uno notevole scotto da pagare... 8)

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Non riesco a immaginare cosa accadrà fra 7 anni. Secondo me supereranno le nostre più terrificanti previsioni.

vaz

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 56.104
Registrato
masticazzi. mettono l'articolo sul bonsai.

nestorburma

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 3.199
Registrato
Io confido sempre che non c'arrivino al 2027 

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

tatoccolo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 4.377
Registrato
speriamo che spariscono prima

eagle s supporters

*
Lazionetter
* 2.946
Registrato
Citazione di: JoeStrummer il 08 Gen 2020, 11:14
Ma la parte più sorprendente di questo articolo è il fatto che il direttore e l'editore lo abbiano pubblicato.

Del direttore io non mi sorprendo affatto: Xavier Iacobelli è un giornalista straordinario, competente, misurato, un gran signore e soprattutto onesto intellettualmente.........

eagle s supporters

*
Lazionetter
* 2.946
Registrato
Piuttosto questo Claudio Chiarini ha un account twitter, un profilo facebook o una mail a cui contattarlo che voglio fargli i miei personalissimi complimenti per l'articolo?

riccio72

*
Lazionetter
* 2.133
Registrato
Citazione di: eagle s supporters il 08 Gen 2020, 11:36
Piuttosto questo Claudio Chiarini ha un account twitter, un profilo facebook o una mail a cui contattarlo che voglio fargli i miei personalissimi complimenti per l'articolo?

Io voglio offrirgli un rifugio.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Lativm88

*
Lazionetter
* 6.816
Registrato
Sì vabbè tra sette anni pittano il Colosseo a tema, paracadutano un husky su San Pietro ed erigono una statua equestre di totti al posto di quella di Marco Aurelio.


Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.748
Registrato

riccio72

*
Lazionetter
* 2.133
Registrato
Citazione di: Lativm88 il 08 Gen 2020, 11:58
Sì vabbè tra sette anni pittano il Colosseo a tema, paracadutano un husky su San Pietro ed erigono una statua equestre di totti al posto di quella di Marco Aurelio.

AHAHAAHA.... Povero Husky!!! Me lo immagino con l'espressione ignara di ciò che gli sta accadendo!

Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.748
Registrato

Sirius

*
Lazionetter
* 5.870
Registrato
"Deve passare sopra a soprusi, ingiustizie e orrori arbitrali. Una consapevolezza fatta propria anche dal proprio tecnico, Simone Inzaghi, che nel corso degli anni si è fatto furbo e ha capito che i giocatori laziali ammoniti non vanno lasciati in campo troppo a lungo, ma devono essere sostituiti prima possibile, perché si può star sicuri che alla prima occasione utile verranno espulsi"

In assoluto la frase piu' sorprendente.
Un ammissione di verita' e realta' che noi Laziali denunciamo da decenni, prendendo pernacchie e insulti da una stampa asservita e complice.

E forse, dico forse, da oggi io stessso potrei essere finalmente affrancato dalla scomoda etichetta di complottardo della prima ora. :)

Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.748
Registrato
Citazione di: Sirius il 08 Gen 2020, 12:07
"Deve passare sopra a soprusi, ingiustizie e orrori arbitrali. Una consapevolezza fatta propria anche dal proprio tecnico, Simone Inzaghi, che nel corso degli anni si è fatto furbo e ha capito che i giocatori laziali ammoniti non vanno lasciati in campo troppo a lungo, ma devono essere sostituiti prima possibile, perché si può star sicuri che alla prima occasione utile verranno espulsi"

In assoluto la frase piu' sorprendente.
Un ammissione di verita' e realta' che noi Laziali denunciamo da decenni, prendendo pernacchie e insulti da una stampa asservita e complice.

E forse, dico forse, da oggi io stessso potrei essere finalmente affrancato dalla scomoda etichetta di complottardo della prima ora. :)
L'articolo scritto su Tuttosport in realtà non è la testata giornalistica torinese ma lo sponsor che abbiamo avuto anni fa....

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

ErNonno

Visitatore
Registrato
Amici miei, sono al solito controllo medico mensile. Ho il n.60 e qui sono fermi al 23. Mi deprimo, mi accascio su una (scomoda) sedia e...vi leggo. Cosa scopro? Che forse il giornalismo esiste ancora, che un giornalista non solo plaude alla squadra fantastica che abbiamo ma Santo Dio Del Calcio scrive srnza remore quello che noi, idioti tifosi, complottisti malati, velenosi manipolatori della realtà gridiamo da anni. Beh...sapete che mi sono commosso? Grazie a chi l'ha scritto, a chi ce l'ha segnalato, a chi commentato. Tutto ciò mi farà passare la lunga attesa con un sortiso di beata felicità. (e fan culo l'esito, me ne occuperò dopo che adesso mi godo il momento davvero storico!)

tatoccolo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 4.377
Registrato

Discussione precedente - Discussione successiva