Citazione di: eandiamo il 01 Ago 2023, 09:08
Primo: dove sta scritto che il problema sono i poveri giornalisti bistrattati dal mondo intero.
Io avrei invece fatto un incontro pubblico con dibattito.
End.
Non sto difendendo i giornalisti.
Dico che quì tanti se la prendono contro la cornice marcia di pennaioli che però fanno - giustamente o meno - il loro mestiere, il quale prevede anche le romanzate basate sulle semplici supposizioni. Piuttosto si parla molto poco di come invece la società SS Lazio si muove per prevenire e anestetizzare queste situazioni.
Basterebbe avere un ufficio stampa che sia collegato al mondo Lazio e che - per una volta - consideri gli umori della piazza e il clima attorno alla società.
Le pagine social della Lazio sono intrise di tifosi che contestano, i giornali parlano di rottura fra tecnico e dirigenza e di gestione allo sbando... la società DEVE rispondere a questo, DEVE parlare con i tifosi e col mondo, e DEVE farlo in un'altra maniera, cioè senza sbeffeggiare i giornalisti che fanno il loro lavoro (bene o male che sia) e i tifosi che (giustamente) sono preoccupati.
E non deve farlo per togliere le paranoie a noi, anche perché alla fine io - come molti altri quì dentro - rimango convinto che la squadra si farà. Deve farlo perché abbiamo un immagine internazionale, siamo in Champions, siamo arrivati secondi, queste cose non fanno bene all'ambiente perché piaccia o meno come ti presenti al mondo esterno conta eccome.
Il senso del mio ragionamento è che la la responsabilità del giornalismo pessimo contro l'ambiente Lazio non viene dai pennaioli acchiappaclick. Quelli esistono, ci saranno sempre i giornalisti più cinici e quelli più morbidi e bisogna farci i conti. La responsabilità è di una società che non parla, non tranquillizza, non si apre all'esterno e quando lo fa si esprime in un modo supponente e aggressivo, a suon di "voi non capite niente". E' un modo di fare controproducente, che porta gli addetti ai lavori a marciarci sopra perché è il loro lavoro.
Se fossi un Pedullà qualunque farei esattamente lo stesso: cosa c'è di meglio di una società ferma sul mercato, che non parla e che quando parla si esprime in quei modi? Non è che prestiamo il fianco, ci serviamo proprio su un piatto d'argento. E questa è una nostra responsabilità.
Poi tutti a scrivere che "Pedullà si facesse gli affari suoi", ma dai, su... Pedullà, così come gli altri giornalisti, riempiono a modo loro un vuoto creato da noi.
Basterebbe comunicare, smentire, aprirsi, e farlo in una maniera ragionevole e intelligente e la cornice marcia avrebbe poca roba da mangiare.
Abbiamo un presidente che parlando di Berardi ha detto "ma quello costa troppo, e poi ha stracciato il contratto con la Juve". Cioè, ma siamo seri? Ma voi sul lavoro parlate così? Con che coraggio ti siedi su tavoli importanti comportandoti come se fossi in salumeria? E poi la colpa è di Pedullà che deve sta zitto?
Scusate la lunghezza del testo, ma la mia visione è questa.