i Laziali, la Lazio e la sindrome di Re Salomone

Aperto da FatDanny, 11 Mar 2014, 08:44

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FatDanny

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Insolito da parte mia attingere alle vicende bibliche per parlare di Lazio, ma proseguo con convinzione, sicuro che gesulio apprezzerà.

:=))

In questo momento mi sembra di vedere la Nostra tirata furiosamente a destra e manca.
I contendenti ne rivendicano il bene, se ne contendono l'eredità per i rispettivi figli, accusano l'altra parte di mentire.
Non si escludono colpi e ognun@ di noi si ritrova un po' in una parte e un po' in Salomone, vittime e artefici del
nostro destino.
La speranza è che in questa disputa legittima (e che vede chi scrive schierato tanto quanto tutti gli altri) nessuno si scordi che questa Lazio non si può dividere.
E' una e indivisibile.
Una metà mutilata non sopravviverebbe. In nessun caso.

E questa affermazione all'apparenza quasi banale, nasconde tante implicazioni più pesanti di quel che si crede.
Per ognun@ di noi.

Ad esempio nell'assumere una vera consapevolezza che, piaccia o meno, una grande maggioranza dei tifosi è
profondamente convinta che il problema non sia un mercato sbagliato, ma sia necessaria una svolta radicale nella gestione della Società e quanto prima un cambio della stessa proprietà.

Non si tratta di dovergli dare ragione solo perché maggioranza (capirai, figuratevi se uno come me, cronicamente abituato alle esigue minoranze, potrebbe mai dire un'aberrazione simile).
Ma di capire che la banalizzazione e l'appiattimento di quelle posizioni rispetto a storie vecchie e ritrite ("sono
sempre i soliti" "hanno altri interessi" "etc") non fa il bene della Lazio.
Senza quella maggioranza di tifosi, ben più ampia della Curva Nord, non esiste la Lazio.
Non esisterebbe allo stadio (e si è visto).
Non esisterebbe come Società Sportiva e come Azienda, per cui quelle stesse persone sono veri e propri polmoni.
Senza i quali soffocherebbe in un'istante.
Pensare di farne a meno, augurarsi che non entrino mai più allo stadio, è sciocco tanto quanto credere che un annetto in Serie B senza Lotito ce farebbe bene.
e quindi scennete, che le torri d'avorio so venute giù da un pezzo sotto le cannonate sparate da Villa S.Sebastiano.


E allo stesso modo, piaccia o non piaccia cari miei (e caro me),la Lazio in questo momento è anche Claudio Lotito.
Che il cambio di proprietà non sia dietro l'angolo lo sanno benissimo tutti i contestatori, quelli che entrano e
quelli che restano fori, quelli che fanno i cori e quelli che non li fanno.
Si è vero, lui può metterla in vendita, ma non ci raccontiamo storie su fantasmagorici pretendenti che non ci sono.
E allora, per la miseria, sta cosa brutta quanto ce pare va tenuta sempre a mente.
Se ad oggi non c'è Lazio senza Lotito, ce dovemo fa i conti.
Il che non ci impedisce di chiedere un taglio netto con l'attuale gestione, né di augurarci e muoverci negli ambiti
giusti perchè un cambio di proprietà si concretizzi.
Però sarebbe altrettanto sciocco aggirare la questione e non considerare che alcune azioni contro Claudio Lotito rischiano di trasformarsi (o si trasformano) in azioni contro la Lazio.
Così come chi lo sottolinea non è per proprietà transitiva un compare di Lotito, un complice, un colluso.
Che l'augurio del cambio di proprietà resti sullo sfondo, magari faccia passi avanti sul piano cittadino (tanto non
è allo stadio che se decide), ma non può diventare l'unica identità che cadenza le nostre giornate.


Le voci che oggi pontificano tagli netti quanto irrealizzabili rischiano di fare più il gioco della contesa fine a se
stessa che della Lazio. I falchi non so' aquile.
Non si tratta di essere buonisti, ma di evitare facili semplificazioni che fanno solo danni.
Combattersi a colpi di "kakuta","26 maggio","vignaroli e artipoli", "c'ha salvato il 1900" non ci fa muovere un passo e rischia di fare anche peggio, riducendo passaggi importanti, storici, a sterile polemicuccia da bar.
Tutto questo dinanzi ai romanisti, ovviamente.
E' utile?


Come recita la fine della storia, probabilmente dimostreranno di amare la Lazio quelli pronti a fare un passo indietro nonostante le proprie ragioni, proprio rendendosi conto che è l'unica in alternativa a dividerla in due a colpi d'accetta.

Se non siamo disposti, per uno qualsiasi dei mille motivi letti in questo mese sul forum da tutte le campane, passiamo dalla parte di Salomone e cominciamo a porci qualche domanda.
                                                                       

porgascogne

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Achab77

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Perfetto, FD. Davvero.
Concordo molto anche sul controverso ruolo del presidente, che quando si comporta in maniera discutibile vale l'assioma "lotito è una cosa e la Lazio un'altra" e quando si tratta di randellare chi contesta si ribadisce il concetto che "se si colpisce lotito, si danneggia la Lazio".

Tarallo

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Citazione di: Achab77 il 11 Mar 2014, 08:57
Perfetto, FD. Davvero.
Concordo molto anche sul controverso ruolo del presidente, che quando si comporta in maniera discutibile vale l'assioma "lotito è una cosa e la Lazio un'altra" e quando si tratta di randellare chi contesta si ribadisce il concetto che "se si colpisce lotito, si danneggia la Lazio" "mentre si cerca di colpire Lotito si danneggia in realta' la Lazio".

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pentiux

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Palo

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Ma re Salomone darebbe la Lazio ai Laziali e non a Lotito.

italicbold

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E per chi stava al centro ?
Per chi ha sempre e solo tifato la Lazio ?

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Panzabianca

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Citazione di: FatDanny il 11 Mar 2014, 08:44
...Tutto questo dinanzi ai romanisti, ovviamente.
...                                                                       
OT Guarda Fat, si può discutere di tutto, ma di questo no.  Mai coperti, anche prima del 26... E' l'ultimo pensiero, ora credo siano più frustrati loro. EOT

Per il resto, si, poniamoci qualche domanda, tra le prime ...se lui sia arrivato a porsene...Forse si. Sarebbe già una vittoria di giustizia.
Lui che, a costo, divide in due il bambino. Come, del resto, se ci pensiamo, sta già accadendo. Lotte fratricide...Ogni giorno vengono scolpite le tavole del vero laziale per una quotidiana inutile gara di insulti ed ovvietà. E già, perché noi siamo la madre del bimbo vivo e lo stesso bimbo. E non dimentichiamolo mai, ogni nostra divisione lo rafforza.
Il bene, il cuore della Lazio, hai detto bene, sono i tifosi. Fin quando ci sarà un solo tifoso della Lazio, la Lazio esisterà.
Quanto a noi, ce ne poniamo e continueremo a porcene e soprattutto, parliamo tra di noi, cerchiamo un dialogo con lo spirito del topic.
Lazio-Atalanta ha dato le coordinate di quanto sia profondo il disagio e per un giorno solo ci ha trasformato nella madre del bimbo morto. Non è piaciuto a nessuno e probabilmente non si ripeterà mai più.
Per il futuro si dovrà "invadere" lo stadio. Col Milan dovremo essere 70.000. Un dissenzo ragionato ma, al fianco della Lazio.

DajeLazioMia

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Citazione di: Nex1 il 11 Mar 2014, 09:27
Ma re Salomone darebbe la Lazio ai Laziali e non a Lotito.
A chi rinuncia ad averla vinta pur di non vederla soffrire o morire. A questi la darebbe.
È allora sì, se il tifo è ancora quello che credo, la darebbe ai Laziali.

WE.ARE1900

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Citazione di: Achab77 il 11 Mar 2014, 08:57
Perfetto, FD. Davvero.
Concordo molto anche sul controverso ruolo del presidente, che quando si comporta in maniera discutibile vale l'assioma "lotito è una cosa e la Lazio un'altra" e quando si tratta di randellare chi contesta si ribadisce il concetto che "se si colpisce lotito, si danneggia la Lazio".

Sliver

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Carissimo FD,
mi associo: come darti torto? E infatti non te lo do. Il tuo "appello" è una lezione di stile e centra perfettamente la questione, ricordarci che alla fine della fiera stiamo qui per tutelare il "bene comune" chiamato Lazio. Il problema è proprio questo. Come si fa a difendere questa storia e soprattutto conquistare un futuro migliore? In dieci anni, le abbiamo provate tutte: abbiamo dato credito a questo bizzarro personaggio che "ci ha salvato" tra riscossione di crediti regionali e pastette politiche, abbiamo digerito il feeling iniziale di chi pensava e sperava (in curva) di aver trovato un ducetto da onorare, abbiamo accettato tutti i parametri e campagne acquisti un tot al kg, abbiamo digerito guerre "ad giocatorem", esclusioni come un lancio di dadi che ci hanno portato sull'orlo della B. Ma abbiamo anche vinto, come non ricordarlo, e che goduria (il 26 è per sempre). Ma ad ogni vittoria, a ogni potenziale passaggio di crescita (una qualificazione in CL o EL), puntuale come il dribbling a rientrare di Lulic, è arrivata la mazzata del ridimensionamento, del non investimento, dei non-acquisti.

Le fasi del dissenso e della contestazione sono radicalmente cambiate, come tu stesso segnalavi. Le parti in commedia più strumentali, i giochetti di potere, le rendite di posizione viste in passato sono assolutamente marginali rispetto un "sentimento" diffuso che vede in questa presidenza l'ostacolo principale alla crescita tecnica, alle ambizionio sportive e alla cura di questa passione lunga 114 anni. Ma lo avete ascoltato ieri al Processo del lunedi? Se quest'uomo si fosse circondato da una sola persona di buon senso, se fosse disponibile ad ascoltare consigli, questa anima pia, in questo momento storico, gli avrebbe consigliato un "copione" tattico, fatto di piccole timide banali aperture, di una spruzzata di umiltà, di poche parole che toccano l'anima a questo popolo perdutamente innamorato e strattonato da troppo tempo, che aspetta un paio di parole vere: evitare il "disastro" degli ultimi quattro anni e non essere trattato come pecore.

L'ostentata arroganza è un segno potente di debolezza, come se ci è ficcati in un tunnel senza uscita, ma soprattutto consegna un'idea di galleggiamento perpetuo inaccettabile. Eppure basterebbe poco: con gli stessi soldi buttati in giro, comprare tre-quattro veri giocatori (uno per reparto), valorizzare i giovani, blindare le promesse, ridare un'anima alla società, trovare uno sponsor decente oppure investire strategicamente sull'assenza del marchio commerciale (che forse frutterebbe ancora di più), aprire quelle cazzo di porte di Formello, riprendere a far parlare i giocatori e mandarli in giro, iniziare a immaginare lo stadio e la Lazio come una casa con le finestre aperte e accogliente per tutti. E la cosa che non capisce è che tutto questo porterebbe maggiori profitti anche alle sue aziende.

Solo come paradosso, ma è la stessa differenza che passa tra il capitalismo straccione italico e quello nord europeo: non è che non ci sia sfruttamento per il profitto privato, ma uno è costruito anche sull'innovazione di prodotto, sulla ricerca, sui riconoscimenti salariali, sulla sostanziale tutela ambientale, l'altro (il nostro) solo sul saccheggio della forza lavoro, sull'elusione fiscale, sul non rispetto del territorio e dei diritti. In attesa di veder realizzati il sogno di "un'altra Lazio possibile", possiamo aspirare almeno a un "padrone" normale? Il pallino sta nelle sue mani.













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porgascogne

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 09:44Il tuo "appello" è una lezione di stile e centra perfettamente la questione, ricordarci che alla fine della fiera stiamo qui per tutelare il "bene comune" chiamato Lazio. Il problema è proprio questo. Come si fa a difendere questa storia e soprattutto conquistare un futuro migliore? In dieci anni, le abbiamo provate tutte: abbiamo dato credito a questo bizzarro personaggio che "ci ha salvato" tra riscossione di crediti regionali e pastette politiche, abbiamo digerito il feeling iniziale di chi pensava e sperava (in curva) di aver trovato un ducetto da onorare, abbiamo accettato tutti i parametri e campagne acquisti un tot al kg, abbiamo digerito guerre "ad giocatorem", esclusioni come un lancio di dadi che ci hanno portato sull'orlo della B. Ma abbiamo anche vinto, come non ricordarlo, e che goduria (il 26 è per sempre). Ma ad ogni vittoria, a ogni potenziale passaggio di crescita (una qualificazione in CL o EL), puntuale come il dribbling a rientrare di Lulic, è arrivata la mazzata del ridimensionamento, del non investimento, dei non-acquisti.

Le fasi del dissenso e della contestazione sono radicalmente cambiate, come tu stesso segnalavi. Le parti in commedia più strumentali, i giochetti di potere, le rendite di posizione viste in passato sono assolutamente marginali rispetto un "sentimento" diffuso che vede in questa presidenza l'ostacolo principale alla crescita tecnica, alle ambizionio sportive e alla cura di questa passione lunga 114 anni. Ma lo avete ascoltato ieri al Processo del lunedi? Se quest'uomo si fosse circondato da una sola persona di buon senso, se fosse disponibile ad ascoltare consigli, questa anima pia, in questo momento storico, gli avrebbe consigliato un "copione" tattico, fatto di piccole timide banali aperture, di una spruzzata di umiltà, di poche parole che toccano l'anima a questo popolo perdutamente innamorato e strattonato da troppo tempo, che aspetta un paio di parole vere: evitare il "disastro" degli ultimi quattro anni e non essere trattato come pecore.

L'ostentata arroganza è un segno potente di debolezza, come se ci è ficcati in un tunnel senza uscita, ma soprattutto consegna un'idea di galleggiamento perpetuo inaccettabile. Eppure basterebbe poco: con gli stessi soldi buttati in giro, comprare tre-quattro veri giocatori (uno per reparto), valorizzare i giovani, blindare le promesse, ridare un'anima alla società, trovare uno sponsor decente oppure investire strategicamente sull'assenza del marchio commerciale (che forse frutterebbe ancora di più), aprire quelle cazzo di porte di Formello, riprendere a far parlare i giocatori e mandarli in giro, iniziare a immaginare lo stadio e la Lazio come una casa con le finestre aperte e accogliente per tutti. E la cosa che non capisce è che tutto questo porterebbe maggiori profitti anche alle sue aziende.

Solo come paradosso, ma è la stessa differenza che passa tra il capitalismo straccione italico e quello nord europeo: non è che non ci sia sfruttamento per il profitto privato, ma uno è costruito anche sull'innovazione di prodotto, sulla ricerca, sui riconoscimenti salariali, sulla sostanziale tutela ambientale, l'altro (il nostro) solo sul saccheggio della forza lavoro, sull'elusione fiscale, sul non rispetto del territorio e dei diritti. In attesa di veder realizzati il sogno di "un'altra Lazio possibile", possiamo aspirare almeno a un "padrone" normale? Il pallino sta nelle sue mani.

beh, mecoioni che post

perfettamente in linea, imho, con quello iniziale di FD: non ci vedo un discorso tanto differente, nel senso che, ancora imho, la palla sta SOLO nel campo lotitiano e solo da quel campo può arrivare la parola FINE, a qualsiasi cosa si voglia mettere FINE

chi contesta ha fatto ciò che doveva, adesso qui dentro si torni a remare tutti dalla stessa parte, la parte della Lazio
fuori, aho', che ognuno faccia ciò che crede opportuno, ma poi se ne assuma le conseguenze

WhiteBluesBrother

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Lotito ha una sola mossa intelligente che gli è rimasta, nell'immediato ( nel futuro è una campagna acquisti come Cristo comanda altrimenti facciamo la fine del modello udinese).
Pubblicizzi (fondamentale) che da' incarico a un advisor di cercare se c'è qualche potenza economica - finanziaria solida, conosciuta e capace, che possa essere interessata alla Lazio. Passeranno mesi e mesi, e non si sa quale sarà l'esito. Sarà l'advisor a filtrare bujaccari, perditempo, saltimbanchi e generone romano. Intanto, avremo mesi e mesi di pace, perché a quel punto che contesti più? Una specie di Calleri ultima fase, con più trasparenza.
NON ESISTE ALTRA VIA D'USCITA, se non quella politica.
Poi se non c'è nessuno, amen.

delioforever

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Concordo, ci deve essere riconoscimento per fare un passo avanti.
Ma il passo avanti, per parte nostra, è criticare ma anche discutere con questo presidente.
(permettimi un'unica nota, dunque Lotito Vattene o Libera la Lazio non era una buona strategia, fine nota)
Da parte del presidente è capire che deve dare una svolta, e resto convinto che per spingere Lotito a fare un passo indietro il muro contro muro non aiuti.
Anzi crea alibi, che su alcune questioni non deve avere.
Perchè è assolutamente vero che Lotito deve proporre un rilancio del progetto con cui si presentò 10 anni fa.
Non deve vendere illusioni, ma ci deve proporre un percorso per far crescere la Lazio. Questo si.


Le 10 domande della curva per Lazio Milan mi sembrano una cosa molto più intelligente che il "libera la Lazio"
il problema è fare domande giuste e non provocatorie... tipo "quando vendi la Lazio?" "Quando vai al Verano?"
Se le domande fossero buone (ne dubito lo dico sinceramente) potrebbero essere una base per convocare veramente un incontro come proposto da Luigi Salomone.
Faccio degli esempi che non entrano sugli striscioni ma per intenderci...

1) Perchè non inserire una figura in società di provata lazialità per dare una spinta emotiva di appartenenza? Un modo non per defilarsi ma per rendere plurale e diversa la comunicazione Lazio...
2) Non è il caso di trovare uno sponsor anche a introiti minori per aumentare il fatturato della Lazio anche in vista dei nuovi regolamenti finanziari?
3) Non è il caso di ridurre la dispersione del monte ingaggi già dal prossimo mercato per aspirare ad alcuni big in grado di far crescere aspettative e tasso tecnico?
4) Senza legge sugli stadi non facciamo il nostro? Come aumentiamo il fatturato? Come aumentiamo senso d'appartenenza e bacino d'utenza?
5) Perchè non sfida a positivo il tifo biancoceleste e propone una quota abbonamenti per accettare alcune delle proposte che le verranno sottoposte?

cosmo

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Io faccio i complimenti sia a FD che a Sliver.
Due post eccezionali e fra loro complementari, come anche sottolineato da Porga.
L'unica cosa che mi lascia perplesso, in senso generale, è che in questo posto ci sono penne e teste che cercano sempre un sacrosanto punto di partenza, anzi di ripartenza. Sliver e FD sono solo due tra gli esempi più fulgidi, ma ho paura che sia come una telecamera a circuito chiuso e che netta sia la separazione fra mondo laziale reale e mondo laziale forumistico. Quest'ultimo è molto pensante e meno viscerale di quello reale che viaggia su coordinate impazzite.
Venendo al dunque, credo sia necessario rimettere la Lazio al centro e comunque aspettare e augurarsi che il presidente faccia una mossa, giochi una carta. Insomma, la comparsata ieri al Processo mi ha assai deluso, lui continua a chiudersi a riccio e a contraddirsi (come quando accusa gli altri di guardare al passato. Gli altri... bah).
Certo qualcosa si muove; il messaggio è stato mandato forte e chiaro, e mi sembra che anche i media lo abbiano raccolto e raccontato. La speranza è che non si tratti di un falso movimento molto gattopardesco.
Siamo nel mezzo di un negoziato. Da una parte si chiede tutto (l'abbandono di Lotito), dall'altra si risponde ancora con un niente (il pulmann, la lista nel taschino, la solita solfa).
Alla fine, qui su LN, pur con la saggezza di FD e Sliver siamo un po' osservatori impotenti in mezzo alle parti in causa. Ci sforziamo di trovare uno spiraglio, però mi sa tanto che l'apertura decisiva dovrà provenire da chi detiene le chiavi, e credo che il San Pietro in questione abiti a Villa San Sebastiano.
Io sono per continuare a spedire il messaggio ma senza rischiare di danneggiare la squadra. Potremmo ritrovarci, chissà - oggi sono ottimista - con uno scenario cambiato in meglio tra qualche mese e un posto in Europa League nel carniere.

FORZA LAZIO

Ro

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 11 Mar 2014, 10:15
Lotito ha una sola mossa intelligente che gli è rimasta, nell'immediato ( nel futuro è una campagna acquisti come Cristo comanda altrimenti facciamo la fine del modello udinese).
Pubblicizzi (fondamentale) che da' incarico a un advisor di cercare se c'è qualche potenza economica - finanziaria solida, conosciuta e capace, che possa essere interessata alla Lazio. Passeranno mesi e mesi, e non si sa quale sarà l'esito. Sarà l'advisor a filtrare bujaccari, perditempo, saltimbanchi e generone romano. Intanto, avremo mesi e mesi di pace, perché a quel punto che contesti più? Una specie di Calleri ultima fase, con più trasparenza.
NON ESISTE ALTRA VIA D'USCITA, se non quella politica.
Poi se non c'è nessuno, amen.

Concordo

AVANTI LAZIO

Centurio

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 11 Mar 2014, 10:15
Lotito ha una sola mossa intelligente che gli è rimasta, nell'immediato ( nel futuro è una campagna acquisti come Cristo comanda altrimenti facciamo la fine del modello udinese).
Pubblicizzi (fondamentale) che da' incarico a un advisor di cercare se c'è qualche potenza economica - finanziaria solida, conosciuta e capace, che possa essere interessata alla Lazio. Passeranno mesi e mesi, e non si sa quale sarà l'esito. Sarà l'advisor a filtrare bujaccari, perditempo, saltimbanchi e generone romano. Intanto, avremo mesi e mesi di pace, perché a quel punto che contesti più? Una specie di Calleri ultima fase, con più trasparenza.
NON ESISTE ALTRA VIA D'USCITA, se non quella politica.
Poi se non c'è nessuno, amen.

Daccordissimo. Ma non lo fará, poiché c'é il rischio che l'advisor trovi qualcuno.

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ralphmalph

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Condivido, ci mancherebbe, la dichiarazione di intenti di FatDanny, che è un irrimediabile sognatore, ma io ormai sono su posizioni molto radicali e trovo che quanto propone WBB sia l'unica via d'uscita possibile.
I tifosi hanno già dato. Hanno dimostrato che il 99% dei laziali di questa persona non ne vuole più sentir parlare. Adesso si potrà tornare allo stadio in 60.000, in 40.000, in 10.000, si potrà proseguire la contestazione oppure tornare solo a tifare per la Lazio. Ma il dado è già tratto. Per i laziali Lotito se ne deve annà.
Questa è l'unica inconfutabile realtà.
La palla sta solo a Lotito. Ha due strade: Una campagna acquisti col botto o la ricerca di un compratore.
Non c'è nulla altro che possano fare i tifosi, se non portare la contestazione al di fuori dello stadio ed in ogni centimetro quadrato che attraversa lotito.
Il personaggio tanto non cambia. Non c'è alcuna speranza.
Le domande di delio sono sensate, ci mancherebbe, ma anch'esse sono quelle del tifoso sognatore che non tiene conto di chi ha davanti.
Ieri si è presentato con l'annuncio di aver acquistato nientepopodimeno che pullman e con il foglietto in tasca sugli acquisti di giugno. Il che dovrebbe far comprendere che siamo di fronte ad un pericoloso mitomane che va allontanato dalla Lazio il prima possibile, altro che domande da porgli e confronto da chiedere con i tifosi.
A me quello che ha sconcertato più di tutto è proprio il suo atteggiamento post-Sassuolo. La contestazione gli ha fatto male, sono sicuro, ma ha continuato a non capire nulla. Ogni suo intervento ha gettato benzina sul fuoco, ha continuato a pontificare dall'alto della sua arroganza e del suo io elefantiaco. Non ce la fa. Non può essere diverso. Chiedere a Lotito di cambiare è utopico, chiedergli di rispondere a quelle domande è da ingenui, pensare che possa farsi affiancare nella gestione della società da altri è una illusione, che riesca a creare sinergie che possano rilanciare il progetto Lazio da inguaribili ottimisti.
La palla, purtroppo, sta solo a lui. Quattro campioni (veri stavolta, no i djordjevic) o l'advisor.

Libera la Lazio


edit: leggo adesso cosmo. perfetto

sweeper77

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fatdanny
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Grazie! Questa è Lazionet!  :luv:

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