i Laziali, la Lazio e la sindrome di Re Salomone

Aperto da FatDanny, 11 Mar 2014, 08:44

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Sliver

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Citazione di: gesulio il 11 Mar 2014, 13:36
per come stanno adesso le cose, e a maggior ragione per quello che ha scritto gregor poco fa sulla questione stadio, la contestazione non può che aver unico sbocco in una logica di testimonianza.
pentiux non solo ha ragione per quanto riguarda il discorso ideale, ma anche perché, sic stantibus rebus, alla Lazio attualmente per campare non servono gli spettatori.

lo dice il bilancio prima di tutto, la Lazio campa con i soldi della distribuzione diritti TV principalmente, la voce merchandising e matchday si è contratta come in quasi tutte le altre società italiane, se alcune squadre riescono tuttora a essere ancora competitive in Europa (e competitiva è una parola che fino a qualche anno fa voleva dire finali e coppe alzate, non speranza di arrivare ai quarti) lo si deve a quello e basta.

l'attuale regime di distribuzione diritti tv vale fino al 2015, per cui, teoricamente, la Lazio per un altro anno e mezzo sta a posto così, potrà campare teoricamente con quanto ha a livello di patrimonio tecnico, con il graduale inserimento dei vari giovani acquistati ultimamente o provenienti dal vivaio e le cessioni eccellenti alla Hernanes.

per cui e lo chiedo soprattutto a quanti pensano che sia lotito a questo punto che ha la palla in mano: cosa vi aspettate dal calciomercato 2014? e ancora: pensate davvero che dopo tutto ciò lotito si decida davvero a fare il passo indietro tanto richiesto?

la risposta è no. no e poi no. inutile farsi illusioni.
a questa contestazione io soprattutto "contesto" questo, l'incapacità di fare i conti con una realtà che al momento è data, la presunzione velleitaria che si deve fare tutto ciò per dargli una spallata e costringerlo a farsi da parte.
non succederà, mettetevelo chiaro in testa.

per cui tutti questi bei discorsi, condivisibili e ragionevolissimi, supportano intenzioni basate su piattaforme concrete come i gol di helder postiga in questa stagione, amichevoli del giovedì incluse. se non si capisce questo, se non si capisce che tutti i pompini a vicenda che ci stiamo facendo qui dentro in realtà girano a vuoto, allora non si procederà da nessuna parte, se non verso l'ulteriore perdita di dignità collettiva di un popolo che non ci sta capendo assolutamente niente di quanto accade e che finirà, in preda a una rabbia disarmante, per calpestare qualsiasi cosa.

per me , l'ho scritto altrove, è importante calibrare questa protesta verso un obiettivo che sia quello della testimonianza: lo stadio andrebbe riempito tutte le domeniche, dovrebbe schiumare Lazialità in ogni secondo, con applausi per tutti, da Candreva a Kakuta, in cui lotito manco te lo fili perché sei lì per la Lazio e non per lui.
a lotito devi sbattergli in faccia uno stadio pieno di orgoglio che gli testimoni in maniera inequivocabile chi è il vero intestatario della Lazialità.

davvero non vedo alcuna utilità nel continuare a massacrarci su cosa dovrebbe e/o non dovrebbe fare lotito in questo momento storico, o tutte queste belle analisi sui conti in tasca alla Lazio per dimostrare che con gli stessi soldi potrebbe fare meglio o cose più Laziali o cose che avvicinino più il tifoso alla Lazio. o peggio ritenere che l'unico modo per cambiare le cose è diventare un problema di ordine pubblico.
tanto non succederà niente di tutto ciò.

ma se la Lazio siamo noi, ecco dimostriamoglielo. sbattiamogli in faccia la nostra diversità, la nostra dignità che non muore di fronte a una Lazio che non ci rispecchia perché gestita in questa maniera. il discorso di Pentiux è correttissimo perché percorre l'unica strada a disposizione nostra in quanto Laziali: testimoniare la nostra immensa Lazialità.
il resto è puro velleitarismo.

Allora: da una parte c'è l'invito alla realtà (basta proteste velleitarie), dall'altra non nascondersi dietro i pretesti (visto che a Lazio-Chievo eravamo 30 mila), dall'altra ancora ad ancorarsi senza se e senza ma alla "Lazialità" e, infine, un certo livello di "fango" nello stile e nei contenuti che, sinceramente, non avevo previsto in questo topic (cioè, l'utilizzo di "certo" intellettualismo per nascondere altri fini). All'ultima questione, ovviamente, non rispondo (nella vita conta quello che si fa, ognuno fa i conti con la sua coscienza).

1) La sollecitazione (ben argomentata) al "realismo" di Gesulio (e alla fede di Pentiux) mi colpisce perché, paradossalmente, non percepisce un altro prinicipio di realtà ben più reale: tantissime persone, forse la maggioranza dei tifosi (ma non importa), si è stancata e sta segnalando questo rifiuto della gestione societaria in tantissimi modi. Ultras, tifosi della domenica, famiglie e single, fascistoni e comunardi, giornalisti-terroristi e scribacchini, giovani e vecchi, italiani e migranti, padroni e operai, etero e omo. Non accogliere questo dato di realtà, sminuirlo, restare increduli a cercare retro-motivazioni o ridurlo a un impazzimento improvviso e generalizzato, ecco tutto questo significa non partire da un dato di realtà.

Se invece, la vostra proposta di esprimere la lazialità in senso positivo e avvolgente è legata a un obiettivo "concreto", chiaro, spendibile - cioè provare a mutare in meglio la conduzione societaria, non per forza la vendita - io vi dico che CI STO, perché stiamo esattamente discutendo di come contribuire al miglioramento della situazione. Ripeto, è con questo piglio e obiettivo che difendiamo la lazialità, che come voi mi insegnate è cosa ben diversa dall'autoesaltazione perenne immutabile autoconsolatoria "originarista" tipica delle ideologie calcistiche che ben conosciamo. Per questo, nel mio piccolo, scrivo lazialità con la "l" minuscola.

Io non voglio "testimoniare" la mia lazialità, la voglio "esprimere" ed "esercitare": non sono un pezzo di un puzzle qualunque, quando lo sono stato (per una coreografia littoria, per una pubblicità non richiesta, per un presidente incompetente e pagliaccio, per dei giocatori che si vendevano) mi sono incazzato e ribellato insieme ad altri (pochi o tanti) come ho potuto, nei modi e nelle forme migliori possibili.

Cosa che sto provando a fare anche ora, per la mia dignità di laziale e di persona senziente, che non vuole che la sua passione sia frustrata e umiliata. Lotito non ha bisogno dei tifosi? Gli bastano i diritti tv? Non ce la faremo a farlo cambiare? Non lo so, ma so che battersi con la sciarpa al collo ne vale la pena e non significa abbandonare la Lazio. Anzi. Nel frattempo noto che il presidente inizia ad abitare con una certa frequenza spazi dell'informazioni mainstream, radio e tv. Forse anche lui si sente un po' meno al sicuro nella torre d'avorio delle sue panzane a oltranza.

2) L'altra contestazione della contestazione dice, in soldoni, che a prescindere da Lotito c'è una disaffezione generale e strutturale. E si cita la solita Lazio-Chievo. Ma questo dato è da registrare e isolare o da inserire in un contesto più ampio? Lo sapete che la Juve super campione dell'universo, a volte, non riempie lo stadio? E il Napoli? E la Roma? E il Milan? Se vogliamo parlare della mutazione genetica di cui accennavo prima - il "neocalcio" in salsa italica: diritti tv + militarizzazione impianti + arretratezza servizi + scadimento tecnico delle squadre + arroccamento ideologico delle curve - parliamone quanto ci pare, ma non mischiamo le carte. Si tratta di un fenomeno complesso, radicale che ha stravolto la partecipazione tradizionale negli stadi senza aprire nessuna prospettiva inglese o tedesca, cioè quelle nate da uno scambio epocale: stadi comodi, a costi alti, supercontrollati da una parte, tutta la "feccia" e/o le contraddizioni ultras lontane due chilometri a menarsi tra di loro in modo autistico.

Se vogliamo, parliamo anche di questo.

gregor

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Citazione di: Kalle il 11 Mar 2014, 14:18
No gregor. Non l'avete mandata a fanculo e poi l'hai riabbracciata innamorati come prima.. Non avete fatto questo.

ma stai scherzando ? ma cosa dici, Kalle ?
Il "sono tornato a casa" equivale a Lazio-Milan. Ci aggiorniamo in quella data  :beer:

delioforever

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Citazione di: gesulio il 11 Mar 2014, 13:36
per come stanno adesso le cose, e a maggior ragione per quello che ha scritto gregor poco fa sulla questione stadio, la contestazione non può che aver unico sbocco in una logica di testimonianza.
pentiux non solo ha ragione per quanto riguarda il discorso ideale, ma anche perché, sic stantibus rebus, alla Lazio attualmente per campare non servono gli spettatori.

lo dice il bilancio prima di tutto, la Lazio campa con i soldi della distribuzione diritti TV principalmente, la voce merchandising e matchday si è contratta come in quasi tutte le altre società italiane, se alcune squadre riescono tuttora a essere ancora competitive in Europa (e competitiva è una parola che fino a qualche anno fa voleva dire finali e coppe alzate, non speranza di arrivare ai quarti) lo si deve a quello e basta.

l'attuale regime di distribuzione diritti tv vale fino al 2015, per cui, teoricamente, la Lazio per un altro anno e mezzo sta a posto così, potrà campare teoricamente con quanto ha a livello di patrimonio tecnico, con il graduale inserimento dei vari giovani acquistati ultimamente o provenienti dal vivaio e le cessioni eccellenti alla Hernanes.

per cui e lo chiedo soprattutto a quanti pensano che sia lotito a questo punto che ha la palla in mano: cosa vi aspettate dal calciomercato 2014? e ancora: pensate davvero che dopo tutto ciò lotito si decida davvero a fare il passo indietro tanto richiesto?

la risposta è no. no e poi no. inutile farsi illusioni.
a questa contestazione io soprattutto "contesto" questo, l'incapacità di fare i conti con una realtà che al momento è data, la presunzione velleitaria che si deve fare tutto ciò per dargli una spallata e costringerlo a farsi da parte.
non succederà, mettetevelo chiaro in testa.

per cui tutti questi bei discorsi, condivisibili e ragionevolissimi, supportano intenzioni basate su piattaforme concrete come i gol di helder postiga in questa stagione, amichevoli del giovedì incluse. se non si capisce questo, se non si capisce che tutti i pompini a vicenda che ci stiamo facendo qui dentro in realtà girano a vuoto, allora non si procederà da nessuna parte, se non verso l'ulteriore perdita di dignità collettiva di un popolo che non ci sta capendo assolutamente niente di quanto accade e che finirà, in preda a una rabbia disarmante, per calpestare qualsiasi cosa.

per me , l'ho scritto altrove, è importante calibrare questa protesta verso un obiettivo che sia quello della testimonianza: lo stadio andrebbe riempito tutte le domeniche, dovrebbe schiumare Lazialità in ogni secondo, con applausi per tutti, da Candreva a Kakuta, in cui lotito manco te lo fili perché sei lì per la Lazio e non per lui.
a lotito devi sbattergli in faccia uno stadio pieno di orgoglio che gli testimoni in maniera inequivocabile chi è il vero intestatario della Lazialità.

davvero non vedo alcuna utilità nel continuare a massacrarci su cosa dovrebbe e/o non dovrebbe fare lotito in questo momento storico, o tutte queste belle analisi sui conti in tasca alla Lazio per dimostrare che con gli stessi soldi potrebbe fare meglio o cose più Laziali o cose che avvicinino più il tifoso alla Lazio. o peggio ritenere che l'unico modo per cambiare le cose è diventare un problema di ordine pubblico.
tanto non succederà niente di tutto ciò.

ma se la Lazio siamo noi, ecco dimostriamoglielo. sbattiamogli in faccia la nostra diversità, la nostra dignità che non muore di fronte a una Lazio che non ci rispecchia perché gestita in questa maniera. il discorso di Pentiux è correttissimo perché percorre l'unica strada a disposizione nostra in quanto Laziali: testimoniare la nostra immensa Lazialità.
il resto è puro velleitarismo.

1000%
Questo si che compatterebbe i tifosi, permetterebbe di far innamorare i bambini della Lazio al di là del presidente di turno e dei risultati, sosterrebbe la squadra  e non impedirebbe la critica e la contestazione.
Qualcuno la vivrebbe come richiesta di un salto di qualità e qualcuno come un modo per invocare un nuovo presidente.
In ogni caso si farebbe il bene della Lazio e inizierebbe una nuova stagione del tifo biancoceleste, diversa da quella che ha contribuito a creare un ambiente pieno di schifezze...
Forse è troppo, ma è quello che andrebbe fatto.


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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 14:19
Se vogliamo, parliamo anche di questo.

Molti ci provano da 9 anni e mezzo, ma eravamo annichiliti dall'uomo solo al comando, dall'autosufficienza della Lazio e dall'irrilevanza del tifoso contribuente e dell'improponibilità del tifoso proattivo.
Grazie di esistere e di lottare insieme a noi.

Kalle

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Citazione di: gregor il 11 Mar 2014, 14:22
ma stai scherzando ? ma cosa dici, Kalle ?
Il "sono tornato a casa" equivale a Lazio-Milan. Ci aggiorniamo in quella data  :beer:

La vita della Lazio non si ferma a Lazio milan. E non si ferma neanche alla vostra presenza. Potrete essere presenti ma picchiarla ugualmente creando un clima fastidioso e peggio del silenzio di domenica.
Ci saranno altre stagioni. Belle o brutte. Non possiamo pretendere che siano tutte belle e possiamo sperare che molte non siano brutte.
Ma non possiamo vincere ogni anno. Non puoi chiedere questo alla Lazio. Non puoi chiederle neanche di arrivare sempre sopra l'aesse.
Possiamo solo sperare, ed aiutarla, a fare il massimo con c'ho che ha. Questo è, per me, essere tifosi.

GIULIANOFIORINI67

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leggo che la più grande colpa di lotito è stata quella di non farci fare il "salto di qualità".
la campagna acquisti conclusasi senza l'acquisto del fenomeno honda....rileggiamo i commenti dell'epoca e troveremo pianti isterici di improvvisati soloni che dichiarano senza mezzi termini che sarebbe bastato l'acquisto dell'utilitaria giapponese per vincere lo scudetto....poi il giapponesino coi capelli tinti sbarca a milano e ti accorgi che non vale manco il laccetto degli scarpini di keita, ma tant'è...
l'anno dopo vedove inconsolabili di felipe anderson....n'artro scudetto mancato...poi finalmente arriva e ti accorgi che oltre a non essere preparato per il nostro calcio nun sa manca segnà un rigore nella partita più importante....ma tant'è...
quest'anno pianti isterici per il mancato acquisto di una punta (che in realtà servirebbe come il pane, ma a sto gioco se vince solo se tutti e 11 vonno vince, non con le figurine in campo e le statue sugli spalti)...immancabile esaltazione del mercato di gennaio della fiorentina, quelli si che ce capiscono, ma nun potevamo farli noi sti acquisti....il velino matri, pamela anderson, diakitè..beati a loro...poi ti accorgi che la fiorentina dalla fine del mercato le ha perse tutte o quasi, pensa un po' ha perso pure con la squadra di lotito e tare, e in casa propria...
aho, avessi letto n'autocritica...
per me il presidente della lazio sta alla squadra come mia suocera sta a mia moglie.
può esse steronza, cacaca@@i e impicciona, solo che per fortuna io non amo lei, ma sua figlia.
torniamo a fare più i tifosi e meno gli opinionisti, che ce ne so già tanti in giro, e de ca@@ate ne so state fatte e dette tante, probabilmente troppe, da tutte e due le parti.


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Citazione di: GIULIANOFIORINI67 il 11 Mar 2014, 14:29
leggo che la più grande colpa di lotito è stata quella di non farci fare il "salto di qualità".
la campagna acquisti conclusasi senza l'acquisto del fenomeno honda....rileggiamo i commenti dell'epoca e troveremo pianti isterici di improvvisati soloni che dichiarano senza mezzi termini che sarebbe bastato l'acquisto dell'utilitaria giapponese per vincere lo scudetto....poi il giapponesino coi capelli tinti sbarca a milano e ti accorgi che non vale manco il laccetto degli scarpini di keita, ma tant'è...
l'anno dopo vedove inconsolabili di felipe anderson....n'artro scudetto mancato...poi finalmente arriva e ti accorgi che oltre a non essere preparato per il nostro calcio nun sa manca segnà un rigore nella partita più importante....ma tant'è...
quest'anno pianti isterici per il mancato acquisto di una punta (che in realtà servirebbe come il pane, ma a sto gioco se vince solo se tutti e 11 vonno vince, non con le figurine in campo e le statue sugli spalti)...immancabile esaltazione del mercato di gennaio della fiorentina, quelli si che ce capiscono, ma nun potevamo farli noi sti acquisti....il velino matri, pamela anderson, diakitè..beati a loro...poi ti accorgi che la fiorentina dalla fine del mercato le ha perse tutte o quasi, pensa un po' ha perso pure con la squadra di lotito e tare, e in casa propria...
aho, avessi letto n'autocritica...
per me il presidente della lazio sta alla squadra come mia suocera sta a mia moglie.
può esse steronza, cacaca@@i e impicciona, solo che per fortuna io non amo lei, ma sua figlia.
torniamo a fare più i tifosi e meno gli opinionisti, che ce ne so già tanti in giro, e de ca@@ate ne so state fatte e dette tante, probabilmente troppe, da tutte e due le parti.

E anche questa l'appoggio incondizionatamente.

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geggio

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Citazione di: GIULIANOFIORINI67 il 11 Mar 2014, 14:29

per me il presidente della lazio sta alla squadra come mia suocera sta a mia moglie.
può esse steronza, cacaca@@i e impicciona, solo che per fortuna io non amo lei, ma sua figlia.
torniamo a fare più i tifosi e meno gli opinionisti, che ce ne so già tanti in giro, e de ca@@ate ne so state fatte e dette tante, probabilmente troppe, da tutte e due le parti.

Si ma se tua suocera comincia a raccontare cazzate a tua moglie, a farla soffrire, piangere, deprimere vedi che calcio in culo che gli dai.

GiPoda

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Giorni fa Cosmo, oggi Fat Danny, ed altri che sicuramente dimentico, complimenti a voi per aver evidenziato la pericolosa deriva che può portare questa, ennesima, battaglia frontale.

Il pericolo Monaco 1860, anche se "dellà" non abbiamo il Bayern Monaco, deve essere assolutamente scongiurato.

Ed il passo indietro, prima del precipizio, non può che farlo il tifoso.

Ed è per questo che resto basito da chi chiede ancora i 4 campioni altrimenti "sarà guerra!".

Chi lo chiede sa, o dovrebbe sapere, che non abbiamo i soldi per una tale rifondazione ( si lo so ci sarebbe l'adc.. etc.etc.).

Quindi chiedere i "4 campioni" significa, ipocritamente, di voler continuare la guerra.

Ed io, come ha scitto bene qualcuno,  non ci sto.

Non ci sto a vivere la Lazio in questo modo, me la godo conscio dei nostri limiti e di un presidente che ha uno stile sgradevole.

La contestazione, nei due tempi, è oggettivamente riuscita.

E' stato dimostrato pubblicamente ed inequivocabilmente che Claudio L. non piace.

A questo punto, a noi, dopo questa evidente certificazione che ha dimostrato che "noi" non siamo "lui", il diritto di ritrovare la gioia, la spensieratezza, di ritornare a tifare per la nostra Squadra.

Io penso che se tutti o molti la pensassero così, anche i media locali, artefici in parte di questo grande dissenso,  ne trarebbero le logiche conseguenze e cambierebbero registro.

Perchè non si può sentire un Mario Facco, no Mourinho, Mario Facco signori, dire tranquillamente "se ne deve andare" perchè L. gli sta sulle balle.

Così non si può davvero andare avanti.

Chi vuole o può rifletta...


gregor

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Citazione di: Kalle il 11 Mar 2014, 14:29
La vita della Lazio non si ferma a Lazio milan. E non si ferma neanche alla vostra presenza. Potrete essere presenti ma picchiarla ugualmente creando un clima fastidioso e peggio del silenzio di domenica.
Partiamo dal presupposto che la Lazio è immortale.
Premesso questo, dobbiamo dire che lA nostra presenza è figlia dell'amore che proviamo per questi colori. Per la tradizione. Per l'essere Laziale. Dentro e fuori senza distinzione. A sua protezione. Non la "picchiamo" noi (inteso come LAZIALI e non come Curva) la Lazio. Sarà strano per le tue orecchie, ma la sta "picchiando" proprio colui che ne detiene il pacchetto di maggioranza. Lo fa con atteggiamenti a dir poco esilaranti. Basti vedere, per fare un esempio fresco e per non andare troppo tempo indietro, quello che ha combinato ieri. Secondo te, lui rappresenta 114 anni di storia di questa gloriosa società ponendosi in quel modo ?

Citazione di: Kalle il 11 Mar 2014, 14:29
Ci saranno altre stagioni. Belle o brutte. Non possiamo pretendere che siano tutte belle e possiamo sperare che molte non siano brutte.
Ma non possiamo vincere ogni anno. Non puoi chiedere questo alla Lazio. Non puoi chiederle neanche di arrivare sempre sopra l'aesse.
Possiamo solo sperare, ed aiutarla, a fare il massimo con c'ho che ha. Questo è, per me, essere tifosi.

Questo lo chiedono i ragazzi molto giovani, non i veterani. E questo è anche capibile per ovvie ragioni.
Principalmente non è questo che si contesta alla dirigenza. Forse non è ancora chiaro.
Parliamo di sentimenti molto più profondo, non di due spicci di euro...

gesulio

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 14:19
Allora: da una parte c'è l'invito alla realtà (basta proteste velleitarie), dall'altra non nascondersi dietro i pretesti (visto che a Lazio-Chievo eravamo 30 mila), dall'altra ancora ad ancorarsi senza se e senza ma alla "Lazialità" e, infine, un certo livello di "fango" nello stile e nei contenuti che, sinceramente, non avevo previsto in questo topic (cioè, l'utilizzo di "certo" intellettualismo per nascondere altri fini). All'ultima questione, ovviamente, non rispondo (nella vita conta quello che si fa, ognuno fa i conti con la sua coscienza).

1) La sollecitazione (ben argomentata) al "realismo" di Gesulio (e alla fede di Pentiux) mi colpisce perché, paradossalmente, non percepisce un altro prinicipio di realtà ben più reale: tantissime persone, forse la maggioranza dei tifosi (ma non importa), si è stancata e sta segnalando questo rifiuto della gestione societaria in tantissimi modi. Ultras, tifosi della domenica, famiglie e single, fascistoni e comunardi, giornalisti-terroristi e scribacchini, giovani e vecchi, italiani e migranti, padroni e operai, etero e omo. Non accogliere questo dato di realtà, sminuirlo, restare increduli a cercare retro-motivazioni o ridurlo a un impazzimento improvviso e generalizzato, ecco tutto questo significa non partire da un dato di realtà.

Se invece, la vostra proposta di esprimere la lazialità in senso positivo e avvolgente è legata a un obiettivo "concreto", chiaro, spendibile - cioè provare a mutare in meglio la conduzione societaria, non per forza la vendita - io vi dico che CI STO, perché stiamo esattamente discutendo di come contribuire al miglioramento della situazione. Ripeto, è con questo piglio e obiettivo che difendiamo la lazialità, che come voi mi insegnate è cosa ben diversa dall'autoesaltazione perenne immutabile autoconsolatoria "originarista" tipica delle ideologie calcistiche che ben conosciamo. Per questo, nel mio piccolo, scrivo lazialità con la "l" minuscola.

Io non voglio "testimoniare" la mia lazialità, la voglio "esprimere" ed "esercitare": non sono un pezzo di un puzzle qualunque, quando lo sono stato (per una coreografia littoria, per una pubblicità non richiesta, per un presidente incompetente e pagliaccio, per dei giocatori che si vendevano) mi sono incazzato e ribellato insieme ad altri (pochi o tanti) come ho potuto, nei modi e nelle forme migliori possibili.

Cosa che sto provando a fare anche ora, per la mia dignità di laziale e di persona senziente, che non vuole che la sua passione sia frustrata e umiliata. Lotito non ha bisogno dei tifosi? Gli bastano i diritti tv? Non ce la faremo a farlo cambiare? Non lo so, ma so che battersi con la sciarpa al collo ne vale la pena e non significa abbandonare la Lazio. Anzi. Nel frattempo noto che il presidente inizia ad abitare con una certa frequenza spazi dell'informazioni mainstream, radio e tv. Forse anche lui si sente un po' meno al sicuro nella torre d'avorio delle sue panzane a oltranza.

2) L'altra contestazione della contestazione dice, in soldoni, che a prescindere da Lotito c'è una disaffezione generale e strutturale. E si cita la solita Lazio-Chievo. Ma questo dato è da registrare e isolare o da inserire in un contesto più ampio? Lo sapete che la Juve super campione dell'universo, a volte, non riempie lo stadio? E il Napoli? E la Roma? E il Milan? Se vogliamo parlare della mutazione genetica di cui accennavo prima - il "neocalcio" in salsa italica: diritti tv + militarizzazione impianti + arretratezza servizi + scadimento tecnico delle squadre + arroccamento ideologico delle curve - parliamone quanto ci pare, ma non mischiamo le carte. Si tratta di un fenomeno complesso, radicale che ha stravolto la partecipazione tradizionale negli stadi senza aprire nessuna prospettiva inglese o tedesca, cioè quelle nate da uno scambio epocale: stadi comodi, a costi alti, supercontrollati da una parte, tutta la "feccia" e/o le contraddizioni ultras lontane due chilometri a menarsi tra di loro in modo autistico.

Se vogliamo, parliamo anche di questo.

in tutto questo però non spieghi mai cosa significa, in termini concreti esprimere e esercitare la Lazialità.
scrivere su un forum? non abbozzare mentre si discute con un romanista? oppure disertare lo stadio quando il presidente X vende qualcuno e non compra nessuno o quando si copre di ridicolo in tv?

ti manca sempre questo pezzetto, e cioè far capire a gente come me e tanti altri che vanno da sempre allo stadio e non lo disertano mai, come effettivamente esercitare la propria Lazialità in maniera propositiva e realmente significativa, dal punto di vista di una gestione che non ci rappresenta.

l'unico modo che hai di esprimerti è dare conto di te stesso nei luoghi deputati, che in questo caso sono lo stadio, principalmente e poi questi nostri mezzi di comunicazione e incontro, riempiendo le pagine di argomentazioni valide e lucide che in realtà ben pochi ti hanno contestato.
con ben chiaro il tuo ruolo e i tuoi limiti, quelli definiti da chi questo meccanismo lo fa funzionare davvero, al momento. ma anche le tue prerogative, e cioè dimostrare che di fronte a te, quando parli di Lazio, tutti se devono leva' il cappello, compreso il presidente stesso, che sia X o quello attuale. non hai altra maniera che coltivare la tua dignità, renderla inattaccabile, non derogarla mai. 

per quanto riguarda lo sguardo d'insieme che hai sul fenomeno, sono tutte dinamiche di cui abbiamo discusso da sempre qui dentro, e che senza un soprassalto di Lazialità, ci costringeranno ancora più all'angolo.

quella che tu poni al punto 2 non è una giustificazione, ma un'aggravante che pesa sulla nostra capacità di incidere in maniera intelligente sull'esistente.

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9 gennaio

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Allora: da una parte c'è l'invito alla realtà (basta proteste velleitarie), dall'altra non nascondersi dietro i pretesti (visto che a Lazio-Chievo eravamo 30 mila), dall'altra ancora ad ancorarsi senza se e senza ma alla "Lazialità" e, infine, un certo livello di "fango" nello stile e nei contenuti che, sinceramente, non avevo previsto in questo topic (cioè, l'utilizzo di "certo" intellettualismo per nascondere altri fini). All'ultima questione, ovviamente, non rispondo (nella vita conta quello che si fa, ognuno fa i conti con la sua coscienza).

1) La sollecitazione (ben argomentata) al "realismo" di Gesulio (e alla fede di Pentiux) mi colpisce perché, paradossalmente, non percepisce un altro prinicipio di realtà ben più reale: tantissime persone, forse la maggioranza dei tifosi (ma non importa), si è stancata e sta segnalando questo rifiuto della gestione societaria in tantissimi modi. Ultras, tifosi della domenica, famiglie e single, fascistoni e comunardi, giornalisti-terroristi e scribacchini, giovani e vecchi, italiani e migranti, padroni e operai, etero e omo. Non accogliere questo dato di realtà, sminuirlo, restare increduli a cercare retro-motivazioni o ridurlo a un impazzimento improvviso e generalizzato, ecco tutto questo significa non partire da un dato di realtà.

Se invece, la vostra proposta di esprimere la lazialità in senso positivo e avvolgente è legata a un obiettivo "concreto", chiaro, spendibile - cioè provare a mutare in meglio la conduzione societaria, non per forza la vendita - io vi dico che CI STO, perché stiamo esattamente discutendo di come contribuire al miglioramento della situazione. Ripeto, è con questo piglio e obiettivo che difendiamo la lazialità, che come voi mi insegnate è cosa ben diversa dall'autoesaltazione perenne immutabile autoconsolatoria "originarista" tipica delle ideologie calcistiche che ben conosciamo. Per questo, nel mio piccolo, scrivo lazialità con la "l" minuscola.

Io non voglio "testimoniare" la mia lazialità, la voglio "esprimere" ed "esercitare": non sono un pezzo di un puzzle qualunque, quando lo sono stato (per una coreografia littoria, per una pubblicità non richiesta, per un presidente incompetente e pagliaccio, per dei giocatori che si vendevano) mi sono incazzato e ribellato insieme ad altri (pochi o tanti) come ho potuto, nei modi e nelle forme migliori possibili.

Cosa che sto provando a fare anche ora, per la mia dignità di laziale e di persona senziente, che non vuole che la sua passione sia frustrata e umiliata. Lotito non ha bisogno dei tifosi? Gli bastano i diritti tv? Non ce la faremo a farlo cambiare? Non lo so, ma so che battersi con la sciarpa al collo ne vale la pena e non significa abbandonare la Lazio. Anzi. Nel frattempo noto che il presidente inizia ad abitare con una certa frequenza spazi dell'informazioni mainstream, radio e tv. Forse anche lui si sente un po' meno al sicuro nella torre d'avorio delle sue panzane a oltranza.

2) L'altra contestazione della contestazione dice, in soldoni, che a prescindere da Lotito c'è una disaffezione generale e strutturale. E si cita la solita Lazio-Chievo. Ma questo dato è da registrare e isolare o da inserire in un contesto più ampio? Lo sapete che la Juve super campione dell'universo, a volte, non riempie lo stadio? E il Napoli? E la Roma? E il Milan? Se vogliamo parlare della mutazione genetica di cui accennavo prima - il "neocalcio" in salsa italica: diritti tv + militarizzazione impianti + arretratezza servizi + scadimento tecnico delle squadre + arroccamento ideologico delle curve - parliamone quanto ci pare, ma non mischiamo le carte. Si tratta di un fenomeno complesso, radicale che ha stravolto la partecipazione tradizionale negli stadi senza aprire nessuna prospettiva inglese o tedesca, cioè quelle nate da uno scambio epocale: stadi comodi, a costi alti, supercontrollati da una parte, tutta la "feccia" e/o le contraddizioni ultras lontane due chilometri a menarsi tra di loro in modo autistico.

Se vogliamo, parliamo anche di questo.

Sono d'accordo al 100%.
Che poi non vorrei che il sillogismo in cui mi pare che rischi di cadere chi contesta i contestatori è

a Lazio Chievo eravamo pochi
siamo cacacaxxi, eternamente scontenti, estremisti ecc.

quindi... tutti zitti perchè ci meritiamo qualunque incompetente, becero, affarista ecc.

Kalle

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Citazione di: gregor il 11 Mar 2014, 14:41
Partiamo dal presupposto che la Lazio è immortale.
Premesso questo, dobbiamo dire che lA nostra presenza è figlia dell'amore che proviamo per questi colori. Per la tradizione. Per l'essere Laziale. Dentro e fuori senza distinzione. A sua protezione. Non la "picchiamo" noi (inteso come LAZIALI e non come Curva) la Lazio. Sarà strano per le tue orecchie, ma la sta "picchiando" proprio colui che ne detiene il pacchetto di maggioranza. Lo fa con atteggiamenti a dir poco esilaranti. Basti vedere, per fare un esempio fresco e per non andare troppo tempo indietro, quello che ha combinato ieri. Secondo te, lui rappresenta 114 anni di storia di questa gloriosa società ponendosi in quel modo ?

Questo lo chiedono i ragazzi molto giovani, non i veterani. E questo è anche capibile per ovvie ragioni.
Principalmente non è questo che si contesta alla dirigenza. Forse non è ancora chiaro.
Parliamo di sentimenti molto più profondo, non di due spicci di euro...

Se le vostre motivazioni non sono chiare di chi è la colpa? Di chi non vi capisce (magari anche, si in parte..) o di chi organizza la vostra contestazione?

Io so solo che  il clima allo stadio è irrespirabile.

E per quanto mi dispiaccia dirlo ( e TI PREGO di credermi.. mi dispiace davvero..) io se proprio devo essere costretto a scegliere preferisco il silenzio di domenica al rumore di fondo del 'Lotito devi morire..'.


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A me sembra che Lazio Sassuolo rientrasse abbastanza in quello che dice Gesulio.
Penso che Lazio Atalanta sia stata dimostrazione "per sottrazione" e che sia episodica, anche perche' proposta da quelli che allo stadio e a seguire la Lazio ci sono sempre.
Insomma, io approverei anche Lazio Atalanta, in attesa di altre espressioni di dissenso, anche se seguito a pensare che sia lo stadio il luogo piu' adatto ad esprimerlo e temo molto invece manifestazioni cittadine con corollari vari.
Mi piace l'idea di tante Lazio Sassuolo, stadio pieno e Lotito solo.
Mobilitazione permanente da qui alla fine del campionato: torniamo allo stadio, facciamogli capi' con la presenza quanti siamo.
Ma nelle moblitazioni permanenti, piu' gente c'e' piu' e' diversa e piu' gente c'e' piu' corrrono slogan e cori.
E quelli tocca sopportarli.

Citazione di: Kalle il 11 Mar 2014, 14:50
Io so solo che  il clima allo stadio è irrespirabile.

E per quanto mi dispiaccia dirlo ( e TI PREGO di credermi.. mi dispiace davvero..) io se proprio devo essere costretto a scegliere preferisco il silenzio di domenica al rumore di fondo del 'Lotito devi morire..'.



ecco, appunto.

V.

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rinfacciare dieci anni dieci de galera lotitiana e poi però dire che c'è la congiuntura tifo-società che è sfavorevole nel mondo intero, quindi è tutta colpa della globalizzazione! porco giuda non ci abbiamo mai pensato...
quando farò i conti con la mia coscienza IDDIO mi dirà "perchè ti lamentavi dell'assenza dei tifosi?, ce stava la globalizzazione...". che figura demmerda che farò davanti a Lui. almeno in questi lunghi 8 anni di esilio all'olimpico potevo farmi pagare l'abbonamento da qualcuno, perchè diciamolo: in tribuna tanta gente orfana de Lazialità il biglietto per la Lazio non lo paga. E suda sette giorni su sette di lavoro per non farselo pagare e tenere in splendida forma il suo status di orfani della Lazialità.

sweeper77

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gesulio la lazialità significa anche dare un segnale forte a lotito con uno stadio vuoto per lazio atalanta, 6.000 persone (dato di ingressi eh, non di paganti), quando la partita prima c'erano 42.000 persone...
sono 36.000 persone di differenza, uno juventus stadium bello pieno, o un lazio cagliari, lazio genoa, lazio quello che ti pare.. voler continuare a sminuire la cosa, considerarla una follia collettiva, per me significa chiudere gli occhi, e mi dispiace vedere quanti di voi lo stanno facendo.

Kalle

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Citazione di: Bianchina il 11 Mar 2014, 14:53
A me sembra che Lazio Sassuolo rientrasse abbastanza in quello che dice Gesulio.
Penso che Lazio Atalanta sia stata dimostrazione "per sottrazione" e che sia episodica, anche perche' proposta da quelli che allo stadio e a seguire la Lazio ci sono sempre.
Insomma, io approverei anche Lazio Atalanta, in attesa di altre espressioni di dissenso, anche se seguito a pensare che sia lo stadio il luogo piu' adatto ad esprimerlo e temo molto invece manifestazioni cittadine con corollari vari.
Mi piace l'idea di tante Lazio Sassuolo, stadio pieno e Lotito solo.
Mobilitazione permanente da qui alla fine del campionato: torniamo allo stadio, facciamogli capi' con la presenza quanti siamo.
Ma nelle moblitazioni permanenti, piu' gente c'e' piu' e' diversa e piu' gente c'e' piu' corrrono slogan e cori.
E quelli tocca sopportarli.

ecco, appunto.

Bianchina che devi fae.. Ci siam anche noi minoranze non silenziose.

Se rifarete un Lazio sassuolo stavolta col cavolo che rimango fuori.

Ma non pretendete che me stia zitto.  ;)


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gregor

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Citazione di: Kalle il 11 Mar 2014, 14:50
Se le vostre motivazioni non sono chiare di chi è la colpa? Di chi non vi capisce (magari anche, si in parte..) o di chi organizza la vostra contestazione?

Io so solo che  il clima allo stadio è irrespirabile.

E per quanto mi dispiaccia dirlo ( e TI PREGO di credermi.. mi dispiace davvero..) io se proprio devo essere costretto a scegliere preferisco il silenzio di domenica al rumore di fondo del 'Lotito devi morire..'.

Kalle, lo stadio è il termometro delle motivazioni. Credo sia abbastanza chiaro. Per il resto, ce ne faremo una ragione  :beer:

Sliver

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Citazione di: gesulio il 11 Mar 2014, 14:43
in tutto questo però non spieghi mai cosa significa, in termini concreti esprimere e esercitare la Lazialità.
scrivere su un forum? non abbozzare mentre si discute con un romanista? oppure disertare lo stadio quando il presidente X vende qualcuno e non compra nessuno o quando si copre di ridicolo in tv?

E' quasi tutto quello che dici più tante altre cose: andare allo stadio quando posso e voglio, discutere in un forum, creare occasioni di scambio, informazione, relazione dove si può creare "spazio pubblico", e, riferito ai nostri tempi, partecipare a una contestazione che ha un obiettivo generale chiaro (per me): provare a spingere questa gestione fuori dalle secche del galleggiamento. Stessa cosa sul punto 2, che apre scenari di "ricomposizione" molto più larghi (come ben sai, lo stadio è uno dei laboratori privilegiati di sperimentazione delle tecniche di controllo e di produzione economica.. parlare di neo-calcio significa parlare di "diritto allo sport" e di tante altre cose che, nella nostra "vita parallela" facciamo ogni giorno). Quindi, non capisco cosa non sia chiaro nelle cose che penso e nelle cose che faccio, dal lunedi alla domenica.

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