Citazione di: RG-Lazio il 21 Ott 2020, 18:36
L´errore di fondo é pensare che a calcio si possa giocare solo in un modo...che in molti ritengono sia quello dell´Atalanta. Un modo di vedere le cose che é il risultato (anche) di un certa narrazione dominante. Una narrazione che dimentica la fortuna avuta dai bergamaschi nel passare il girone di Ch.L. con soli 7 punti. Badate bene che non sto dicendo che giocano male o che siano solo fortunati...Punto piuttosto a decostruire il mito secondo il quale in Europa si deve giocare come loro
Ovviamente non é che ora siamo diventati di colpo il nuovo trend tecnico-tattico del calcio europeo.
Semplicemente abbiamo una nostra peculiaritá tecnico-tattico che presenta plus e minus, ma che ha pieno diritto a competere a livello europeo senza doversi snaturare.
Dove lo snaturare é sempre in direzione conservativa...metti un mediano o uno piú "fisico" al posto di uno "tecnico". (---> Questo non lo so: vedi i Guardiolisti; i figli di Rangnick; i nipoti di Klopp; etc, etc) Una prospettiva che non prende in considerazione i vantaggi difensivi delle skills piú spiccattamente tecniche.
Tra l´altro la bravura di Inzaghi é quella di aver convinto tutti a partecipare alle due fasi (--> se non si corre anche all'indietro non si può più giocare :-) )nel momento in cui Luis o il Tucu difendono...che senso ha far star in panchina uno di loro per far giocare un mediano random???
Guardate qualche fermo delle nostre linee difensive e vedete il lavoro di Simone.
ah mi direte "eh ma se perdiamo palla" e siamo disorganizzati ci perforano...é verissmo e infatti parlo anche di minus del sistema, ma 1) devo pesare i minus e plus 2) ne facciano anche noi tanti di goal attaccando velocemente le altre squadre in fase di riorganizzazione...un contrattacco che puoi permetterti perché hai due animali che attaccano lo spazio (ciro e tucu) e due artisti che lanciano nello spazio con tempismo e precisione.
Per me, è tutto condivisibile quello che dici, RG-Lazio.
Compreso il discorso sul "mito" dell'Atalanta (peraltro una gran bella squadra: come noi).
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"Formazione tipo" a parte: all'interno di una gara, ci sono tante partite; in cui gli stessi giocatori si cambiano di posto. l'Atalanta - ora parliamo di lei - gioca anche con Gomez che fa il regista "a tutto campo" e Pasalic che scivola mezzapunta; oppure con Malinovskyi mediano, come lo stesso Pasalic. Con ottimi risultati, peraltro (Napoli a parte).
Quello d'
interscambiare frequentemente le posizioni, ad esempio (al di là delle "scalate" nelle fasi di gioco, oppure la disposizione dei giocatori in fase offensiva o difensiva) è una caratteristica che non ci appartiene, ad esempio.
Così come le
marcature "uomo-contro-uomo" a tutto campo - assieme all'esasperata rotazione degli interpreti, il vero marchio di fabbrica di Gasperini - che, di fatto, è una peculiarità
"solo" sua e del suo allievo Juric.
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Questo calcio, naturalmente - e il discorso va al di là dello schierare due mediani difensivi: è tutto un insieme di princìpi di gioco, mentalità, caratteristiche dei giocatori - non è IL cosiddetto "calcio europeo"; che si può fare in tanti modi; compreso il nostro, quello di
Simone Inzaghi.(calcio europeo = calcio a vocazione offensiva; con grande carica agonistica e ad atletica).Nonostante l'appiattimento sullo spettacolo - e l'omologazione degli stili, nel bene della diffusione e reinterpretazione delle idee, e nel male dell'assuefazione alle "mode" - malagrado tutto,
le "scuole nazionali" esistono ancora: e il calcio d'Inzaghi - pur inserendosi nel solco dello spettacolare "calcio moderno" lo fa, però, reinterpretando princìpi e modelli tattici che sono propri del cosiddetto "calcio all'italiana", meno esasperato "atleticamente" rispetto alle scuole calcistiche continentali e nord-europee.Gasperini, in questo senso, è ben poco italiano; attingendo a piene mani dalla "filosofia" del
calcio totale olandese (i princìpi contano più dei ruoli = tutti devono saper fare "quasi" tutto; ancor di più ai tempi del 3-4-3 del Genoa) e dal sistema di gioco dello storico "
Sistema" WM (3-4-3, Herbert Chapman: marcature uomo-contro-uomo e vigoria atletica).
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Chi invoca l'uniformazione ai princìpi di un astratto "calcio europeo" (correre, menare, pressare,segnare con qualità = Gasp) probabilmente, lo fa con poca memoria storica e scarso buon senso: perchè dovremmo misconoscere il cosiddetto "calcio all'italiana"?
Inzaghi questo lo sa. E non insegue improbabili mode (tiki-taka, "Gegen-Pressing", Gasperini, etc, etc): Simone adotta la
filosofia moderna e contemporanea del calcio, calandola nella
cultura a cui appartiene (calcio all'italiana) e - soprattutto! - ai
giocatori a sua disposizione.
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Inzaghi ha intravisto in
Sergej e Alberto due mezzali formidabili: come fai a tenerle fuori? Gli cuce la squadra addosso, in maniera funzionale all'innescare il nostro bomber,
Ciro Immobile.
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La scatola magica della Lazio è questo: Acerbi-Sergej-Alberto-Immobile; in mezzo c'è Leiva, l'equilibratore.La Lazio d'Inzaghi è questo.
La mentalità dei suoi ragazzi e la filosofia della Lazio d'Inzaghi è figlia di questi giocatori.----
Se tolgo uno tra Leiva, Sergej e Alberto per Akpa, Escalante, Cataldi, o Parolo:
che messaggio passerebbe alla squadra? Anzi, meglio: ai singoli ragazzi?
Ritirata?----
Della difficoltà di prendere decisioni di questo tipo -
non tutto è reversibile a piacimento; non sempre si può tornare indietro; pena, la smentita di sè stessi: sfiducia del gruppo - si parlava in questo topic; ovviamente, parlo per i miei messaggi.
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Oltre ad affrontare questo punto: come fai a
mettere Leiva, Alberto o Sergej
in panchina (leader tecnici ed emotivi del gruppo) per un Akpa, un Escalante, un Cataldi?
Che effetto avrebbe, una decisione simile, sui singoli e sul gruppo?----
In iinea teorica - "tecnica e tattica" astratta - si può fare tutto: anche giocare con Escalante ed Akpa in mediana, tenendo fuori Leiva ed Alberto.
Ma poi c'è il contesto della realtà, che limita drasticamente le possibilità di scelta (
equilibri tecnico-tattici e automatismi consolidati; rapporti giocatori-allenatori e gestione del gruppo; mentalità e filosofia di gioco consolidate, etc, etc).
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O la va o la spacca (= cambio d'allenatore ed esonero: non tutto è reversibile a piacimento; se si può, bene; se non si può, il comandante affonda con tutta la nave).
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La Lazio può andare ancora che è una bellezza.
E sono fiducioso che abbia ancora un bel pezzo di strada da fare davanti a sè.
Con Inzaghi al comando; Acerbi; Sergej; Alberto; Immobile.
E Leiva :-)