Mai come oggi siamo stati alla deriva, mai come oggi siamo stati fragili e indifesi.
Nella nostro lungo viaggio abbiamo attraversato molti mari tempestosi, abbiamo affrontato molti nemici e vinto molte battaglie, ma il nemico di oggi è il più subdolo, il più insidioso ed il più difficile da affrontare, perché è dentro di noi.
Non mi importa cercare colpevoli, perché questo non cura. Mi importa cercare di portare in superfice le cause di un male che ci sta corrodendo giorno dopo giorno, inesorabilmente, portandoci, quasi senza che ce ne accorgiamo, alla fine di tutto.
Il calcio di oggi è diverso, il mondo è diverso. Tutto è mercificato, tutto è monetizzato e i mass media hanno preso possesso di questo grande carosello dettando regole e priorità. Contano i numeri e non l'intensità della passione, non la storia, non la tradizione.
Dico questo perché, noi non abbiamo capito i cambiamenti e ci siamo logorati in una lotta intestina, vecchio stile, mentre fuori tutto andava avanti, senza di noi.
Il mondo Lazio ha perso entusiasmo, ha perso emozione, si è spento nella sua tristezza, nella sua malinconia, nella lenta agonia di un progressivo disamore che non ci da scampo.
Per parlare il linguaggio di oggi, non siamo un prodotto appetibile, non siamo un'immagine che si ha voglia di guardare. Siamo cupi, tristi, cattivi, distanti.
Lotitiani, antilotitiani, innamorati e disamorati, presenti e assenti, ultrà e non, tutto è in antitesi con tutto e in questo siamo implosi.
Chiediamo alla squadra ardore, impeto, volontà, furore e gli offriamo un palcoscenico semideserto, freddo come l'inverno polare, ostile, distratto. Lo stadio non è più un posto bello dove andare, non c'è più allegria, non c'è più passione.
Lotito ha contribuito pesantemente con il suo egocentrismo, con la sua percezione di infallibilità, con la sua incomunicabilità e insensibilità.
La curva ha contribuito lottando più per se stessa che per la Lazio
La gente, la meno colpevole, ha contribuito scegliendo la via dell'abbandono.
La squadra, con i suoi limiti si è appiattita su questa apatia.
Il mondo della comunicazione ha contribuito pesantemente facendo i suoi interessi, approfittando del nostro smarrimento per spazzarci via silenziosamente, relegandoci ad un universo secondario, a volte scomodo, per puntare su quello che fa ascolto, audience, per questo vendibile e remunerativo: il mondo Roma.
La cura per cambiare tutto questo, per quanto incredibile sembri, si chiama amore, passione, orgoglio.
Se siamo innamorati dobbiamo cercare tutto questo dentro di noi e per noi stessi. E' un cammino individuale di riscoperta, un nuovo incontro. Le squadre passano, i Lotito passano, anche noi passiamo. L'amore no, quello vive di padre in figlio, per generazioni. Non possiamo commettere il delitto di lasciare le nostre future generazioni senza amore per la nostra Lazio.
Se invece non siamo più innamorati, beh, allora è inutile parlare, dobbiamo solo aspettare che questa nave alla deriva affondi annegando i nostri ricordi e tutto quello che abbiamo vissuto insieme e che dal 9 gennaio del 1900 ad oggi c'eravamo tramandati, pensando non dovesse mai finire.
Sandro Di Loreto
Prendo spunto da questo articolo di Di Loreto, criticato altre volte, per dirmi d'accordo con le sue parole, con le sue riflessioni.
Ci stiamo azzannando tra fazioni ormai da tempo, ci siamo dati patenti varie, accalorandoci su chi si dice amante e chi incallito innamorato, ma sta di fatto che lo stadio è pressochè vuoto ogni domenica, che il clima è opaco e pesante, che quella cornice marcia di cui parlò Reja, che ci piaccia o meno, esiste e si sta mangiando l'intero quadro, come se fosse quello di Dorian Gray, quel quadro non rappresenta solo gli ultimi 11 anni di Lotito, ma gli ultimi quasi 116 anni della S.S.Lazio.
Vedete, il punto è che molti laziali vedono in questa presidenza la fine di qualcosa, io credo che i tifosi siano la vera forza di una società, finchè ci saranno loro, qualunque presidente sarà un passaggio storico, se vengono a mancare loro, qualunque presidente non può resuscitare una Fede, quella non si può perdere, insieme alla tradizione dei ricordi, anche se in società non vengono espressi, la memoria storica siamo noi, ma ci siamo persi, abbiamo guardato il dito senza vedere la luna, il futuro, che inesorabilmente ci sarà se lo vogliamo, diversamente in questa città ci aiuteranno a scomparire e se i primi artefici saremo noi stessi, non avremo più alibi.
Anche la S.S. Lazio è un fenomeno umano e, come tutti questi, ha avuto un inizio ed avrà, inevitabilmente, una fine (cit.). Non vedo dove sia il problema...
Sent from Sardinia using my launeddasphone
So dell'amore per la Lazio di Sandro di Loreto, ma non riesco a percepire tutto il senso di una immane tragedia che produrrà a breve la nostra sparizione.
E tutto questo per un derby perso per 2-0, fosse stato il primo, fosse stato la cocente delusione mai provata dal tifoso laziale di fronte ai cugini (si fa per dire). E allora cosa avremmo mai potuto fare nel marzo di 13 anni fa, quando perdemmo per 5-1? e cosa altro fare e pensare ancora quando nella primavera del 1985 pareggiavam eroicamente e inutilmente un derby ormai pronti a scendere nella serie cadetta.
I laziali hanno subito di peggio e sono abituati a soffrire. Soltanto qualche mese fa toccavamo il cielo con un dito.
Torneremo a gioire insieme: tra un mese, tra un anno. Non è questione di tempo. Avverrà di nuovo. Di sicuro.
View My Video (http://it.tinypic.com/r/2u7rev8/9)
Tu sarai cupo e triste.
Io sono un quarantenne fiero e felice di essere laziale.
'semicit. Caro Diario'
Citazione di: fish_mark il 18 Nov 2015, 17:09
So dell'amore per la Lazio di Sandro di Loreto, ma non riesco a percepire tutto il senso di una immane tragedia che produrrà a breve la nostra sparizione.
E tutto questo per un derby perso per 2-0, fosse stato il primo, fosse stato la cocente delusione mai provata dal tifoso laziale di fronte ai cugini (si fa per dire). E allora cosa avremmo mai potuto fare nel marzo di 13 anni fa, quando perdemmo per 5-1? e cosa altro fare e pensare ancora quando nella primavera del 1985 pareggiavam eroicamente e inutilmente un derby ormai pronti a scendere nella serie cadetta.
I laziali hanno subito di peggio e sono abituati a soffrire. Soltanto qualche mese fa toccavamo il cielo con un dito.
Torneremo a gioire insieme: tra un mese, tra un anno. Non è questione di tempo. Avverrà di nuovo. Di sicuro.
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Bel discorso, ma farlo a oggi, che è ancora tutto aperto è controproducente, perche lo scorso anno voglio ricordare che inizialmente erano critiche, però poi tutti a salire sul carro dei vincitori pure a chi sputava sulla squadra, su Pioli e co.
i media non ci calcolano? meglio
La lazio viene considerata la seconda squadra della capitale? chissene
Lo scorso anno eravamo sulla bocca di tutti come la rivelazione del campionato, non scordiamolo questo.
C'è ancora gente che è sorpresa da lotito, ma cosa ce da stupirsi?? è un presidente che non punta alla vetta e alla vittoria, ma a rimanere in uno stato di limbo con qualche stagione brutta e qualche stagione buona, esattamente com una squadra di fascia medio alta di serie A.
Bisogna mettersi l'anima in pace.
Ecco perche io dico:"attenti a liquidare cosi su due piedi allenatori come Pioli e giocatori come candreva", perche il primo, ci ha fatto fare una stagione, la scorsa, fantastica con un gioco che a tratti sembrava quello della grande lazio cragnottiana, mentre il secondo, è stato una colonna per anni della squadra, e pur avendo avuto offerte importanti è rimasto alla Lazio!! per di piu ha dovuto passare il problema della fede romanista o presunta tale da sconfessare con grandissime stagioni.
Qui si dimentica troppo presto per determinate cose e ricorda troppo spesso altre.
LA LAZIO NON SCOMPARIRA, ne ora ne mai, ma forse, come ogni squadra, affronterà tempi duri grazie a persone meschine e egoiste.
La lazio, arrendiamoci è questa, che vi piaccia o no, è una squara di media alta classifica di A, e con questo presidente non potrà fare quel passo definitivo che poteva fare quest'estate.
La gente pensano male, vivono male, digeriscono male. La gente a volte stanno male.
Citazione di: Piazzale Di Loreto
Mai come oggi siamo stati alla deriva, mai come oggi siamo stati fragili e indifesi.
Mi sono fermato qui. Mai come oggi???
(http://images.tapatalk-cdn.com/15/11/18/91c10086678760c0e882add8d3822b79.jpg)
Citazione di: carib il 18 Nov 2015, 17:46
La gente pensano male, vivono male, digeriscono male. La gente a volte stanno male.
Mi sono fermato qui. Mai come oggi???
Buonasera, effettivamente mi sembra di essere in una tempesta dentro un bicchiere d'acqua ! :pp
...mai come oggi effettivamente è un poco esasperato, la nostra amata Lazio ne ha passate di situazioni molto più complicate ...
probabilmente ... dopo la scorsa stagione avevamo (lecitamente) delle aspettative, il nostro Presidente aveva annunciato un "nuovo corso" .
Tutto qua ! :s
Siamo stati nuovamente "sedotti e abbandonati"... la cosa ci fà "adirare" e non sapendo con chi prendersela ...pagheranno i soliti noti (allenatore/giocatori simbolo/paideia...) e chi più ne ha più ne metta ! :beer:
Non credo ci sia niente di nuovo sotto il sole !
La Lazio la Nostra Amata Lazio questo è ...prendere o Lasciare....
....Io ovviamente "prendo" guardate che vi dico..
anche dovessimo prendere N'Koulou .... :beer: :beer: :beer:
:beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer:
Saluti
FORZA LAZIO !
PS : W LA FICA ! :p
Citazione di: paolo1971 il 18 Nov 2015, 16:49
quella cornice marcia di cui parlò Reja, che ci piaccia o meno, esiste e si sta mangiando l'intero quadro
Secondo me, conviene coniare una nuova espressione, diversa da "cornice marcia", perché chi l'ha pronunciata si è dimesso 250 volte, poiché insoddisfatto dell'operato della società(esattamente come gran parte dei Laziali). Quindi, siccome il legame tra l'espressione e chi l'ha pronunciata è costi forte e diretto, perde di valore.
Insomma cercate qualcosa di più originale, che abbia maggiore impatto e credibilità...ma dovete anche stare attenti ad attribuire a questa "cornice marcia" abilità fin troppo superiori a chi questa società la gestisce, altrimenti, dall'alto della sua saccenza, si potrebbe offendere. ;)
Citazione di: fish_mark il 18 Nov 2015, 17:09
I laziali hanno subito di peggio e sono abituati a soffrire. Soltanto qualche mese fa toccavamo il cielo con un dito.
View My Video (http://it.tinypic.com/r/2u7rev8/9)
Per Di Loreto consiglio uno a scelta tra questi:
Seropram, Elopram, Cipralex, Entact, Zoloft, Daparox, Eutimil, Seroxat, Prozac, Fevarin, Dumirox....
a livello di squadra neanche dovrei dirlo, tutti sanno bene quello che la lazio ha passato, siamo stati ad un passo dalla serie c, molto più di recente abbiamo rischiato di scomparire.. figuriamoci se mi preoccupo di un settimo/ottavo posto..
come tifoseria ricordo la curva cantare veffanculo ai lazio club.. oppure ricordo la curva che si svuota e rientra in distinti per imbruttire alla gente che li fischiava per alcuni cori.. anche le divisioni ci sono sempre state..
siamo riusciti a contestare un presidente che ci aveva portato sul tetto del mondo, quando 3 mesi dopo aver vinto la coppa delle coppe ci stavamo giocando la finale di supercoppa europea con il manchester che aveva appena vinto tutto, TUTTO.. e dalla curva si alza uno striscione, "cragnotti ascolta, la lazio non si tocca" solo perché gli aveva tolto il privilegio di organizzare le trasferte europee e lo aveva affidato alla francorosso...
di tutto ho visto, ho "solo" 40 anni ma ho visto molto, chi è più grande ha visto ancora di più, ma siamo ancora qui.. passerà, anche questo momento..
Citazione di: Bambino il 18 Nov 2015, 19:11
...di tutto ho visto, ho "solo" 40 anni ma ho visto molto, chi è più grande ha visto ancora di più, ma siamo ancora qui.. passerà, anche questo momento..
"S'ha da aspettà, Ama'. Ha da passà 'a nuttata"
:bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar: :bakar:
Citazione di: carib il 18 Nov 2015, 17:46
La gente pensano male, vivono male, digeriscono male. La gente a volte stanno male.
Citazione da: Piazzale :DD Di Loreto
"Mai come oggi siamo stati alla deriva, mai come oggi siamo stati fragili e indifesi."
Mi sono fermato qui. Mai come oggi???
:cool3:
Citazione di: carib il 18 Nov 2015, 17:46
La gente pensano male, vivono male, digeriscono male. La gente a volte stanno male.
Mi sono fermato qui. Mai come oggi???
E secondo me hai sbagliato a fermarti li.
Sono opinioni e non dice cose del tutto insensate, si può essere d'accordo o meno, ma dopo aver almeno letto tutto quello che uno ha scritto.
Personalmente comprendo lo sfogo, condividendone alcuni passaggi.
Citazione di: RubinCarter il 18 Nov 2015, 17:57
(http://images.tapatalk-cdn.com/15/11/18/91c10086678760c0e882add8d3822b79.jpg)
:)
Ot
Film molto, molto carino.
Gesù Maria... Ma levarsi ogni tanto il cilicio?
Citazione di: scignia il 18 Nov 2015, 18:36
Per Di Loreto consiglio uno a scelta tra questi:
Seropram, Elopram, Cipralex, Entact, Zoloft, Daparox, Eutimil, Seroxat, Prozac, Fevarin, Dumirox....
davvero oh... ma che e' na terapia? uno magari scrive ste cose come una forma di terapia antidepressiva, se no veramente non si spiega sta rottura di dighe dopo il debry... e basta, fuori le palle e andiamo avanti!
Citazione di: scignia il 18 Nov 2015, 18:36
Per Di Loreto consiglio uno a scelta tra questi:
Seropram, Elopram, Cipralex, Entact, Zoloft, Daparox, Eutimil, Seroxat, Prozac, Fevarin, Dumirox....
Ma anche una sana scopata non gli farebbe male.....
poco più di un anno fa abbiamo riempito l'olimpico di lunedì sera per vedere degli splendidi 60enni correre dietro una palla, oramai si vive di eventi, al prossimo appuntamento staremo tutti li.
compito di società, staff tecnico e squadra, farli succedere sti eventi...
"scomparire" è una parola grossa, anche due anni fa stavamo a tocchi e poi l'anno scorso sono bastate poche partite vinte e giocate bene per ricreare coesione ed entusiasmo che ci hanno aiutato ad arrivare al terzo posto.
Boh (cit. CH)
ma scomparì de che, maddai.
Citazione di: Adler Nest il 18 Nov 2015, 21:38
Ma anche una sana scopata non gli farebbe male.....
Eh ma è un bel problema, sai, sta in Brasile, e 'ndo va?
:sisisi:
Non sono morto a Lazio-Reggiana nè mentre cercavo di tornare a casa durante i festeggiamenti di merde-torino nel 1983 e noi ne avevamo presi 5 a Milano, io mi ero preso un'insolazione al mare e praticamente non riuscivo a guidare, c'ho messo una vita a fare gli ultimi 2 km per arrivare a casa... dall'Alberone non si camminava più... :srm:
Adesso a confronto bevo champagne nella Coppa colle recchie.
Citazione di: 14 Maggio il 18 Nov 2015, 18:04
Buonasera, effettivamente mi sembra di essere in una tempesta dentro un bicchiere d'acqua ! :pp
...mai come oggi effettivamente è un poco esasperato, la nostra amata Lazio ne ha passate di situazioni molto più complicate ...
probabilmente ... dopo la scorsa stagione avevamo (lecitamente) delle aspettative, il nostro Presidente aveva annunciato un "nuovo corso" .
Tutto qua ! :s
Siamo stati nuovamente "sedotti e abbandonati"... la cosa ci fà "adirare" e non sapendo con chi prendersela ...pagheranno i soliti noti (allenatore/giocatori simbolo/paideia...) e chi più ne ha più ne metta ! :beer:
Non credo ci sia niente di nuovo sotto il sole !
La Lazio la Nostra Amata Lazio questo è ...prendere o Lasciare....
....Io ovviamente "prendo" guardate che vi dico..
anche dovessimo prendere N'Koulou .... :beer: :beer: :beer:
:beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer:
Saluti
FORZA LAZIO !
Hai un avatar fantastico :beer:
@MegoMerlino: "mi sono fermato qui" è un modo di dire. Ho letto tutto. Quell'incipit IMHO inficia tutto il ragionamento perché annulla uno spicchio di storia dolorosa ma gloriosa. Una storia da Lazio per chi tifa Lazio. Come forse è anche quella che stiamo vivendo oggi ;)
Citazione di: paolo1971 il 18 Nov 2015, 16:49
Mai come oggi siamo stati alla deriva, mai come oggi siamo stati fragili e indifesi.
Nella nostro lungo viaggio abbiamo attraversato molti mari tempestosi, abbiamo affrontato molti nemici e vinto molte battaglie, ma il nemico di oggi è il più subdolo, il più insidioso ed il più difficile da affrontare, perché è dentro di noi.
Non mi importa cercare colpevoli, perché questo non cura. Mi importa cercare di portare in superfice le cause di un male che ci sta corrodendo giorno dopo giorno, inesorabilmente, portandoci, quasi senza che ce ne accorgiamo, alla fine di tutto.
Il calcio di oggi è diverso, il mondo è diverso. Tutto è mercificato, tutto è monetizzato e i mass media hanno preso possesso di questo grande carosello dettando regole e priorità. Contano i numeri e non l'intensità della passione, non la storia, non la tradizione.
Dico questo perché, noi non abbiamo capito i cambiamenti e ci siamo logorati in una lotta intestina, vecchio stile, mentre fuori tutto andava avanti, senza di noi.
Il mondo Lazio ha perso entusiasmo, ha perso emozione, si è spento nella sua tristezza, nella sua malinconia, nella lenta agonia di un progressivo disamore che non ci da scampo.
Per parlare il linguaggio di oggi, non siamo un prodotto appetibile, non siamo un'immagine che si ha voglia di guardare. Siamo cupi, tristi, cattivi, distanti.
Lotitiani, antilotitiani, innamorati e disamorati, presenti e assenti, ultrà e non, tutto è in antitesi con tutto e in questo siamo implosi.
Chiediamo alla squadra ardore, impeto, volontà, furore e gli offriamo un palcoscenico semideserto, freddo come l'inverno polare, ostile, distratto. Lo stadio non è più un posto bello dove andare, non c'è più allegria, non c'è più passione.
Lotito ha contribuito pesantemente con il suo egocentrismo, con la sua percezione di infallibilità, con la sua incomunicabilità e insensibilità.
La curva ha contribuito lottando più per se stessa che per la Lazio
La gente, la meno colpevole, ha contribuito scegliendo la via dell'abbandono.
La squadra, con i suoi limiti si è appiattita su questa apatia.
Il mondo della comunicazione ha contribuito pesantemente facendo i suoi interessi, approfittando del nostro smarrimento per spazzarci via silenziosamente, relegandoci ad un universo secondario, a volte scomodo, per puntare su quello che fa ascolto, audience, per questo vendibile e remunerativo: il mondo Roma.
La cura per cambiare tutto questo, per quanto incredibile sembri, si chiama amore, passione, orgoglio.
Se siamo innamorati dobbiamo cercare tutto questo dentro di noi e per noi stessi. E' un cammino individuale di riscoperta, un nuovo incontro. Le squadre passano, i Lotito passano, anche noi passiamo. L'amore no, quello vive di padre in figlio, per generazioni. Non possiamo commettere il delitto di lasciare le nostre future generazioni senza amore per la nostra Lazio.
Se invece non siamo più innamorati, beh, allora è inutile parlare, dobbiamo solo aspettare che questa nave alla deriva affondi annegando i nostri ricordi e tutto quello che abbiamo vissuto insieme e che dal 9 gennaio del 1900 ad oggi c'eravamo tramandati, pensando non dovesse mai finire.
Sandro Di Loreto
Prendo spunto da questo articolo di Di Loreto, criticato altre volte, per dirmi d'accordo con le sue parole, con le sue riflessioni.
Ci stiamo azzannando tra fazioni ormai da tempo, ci siamo dati patenti varie, accalorandoci su chi si dice amante e chi incallito innamorato, ma sta di fatto che lo stadio è pressochè vuoto ogni domenica, che il clima è opaco e pesante, che quella cornice marcia di cui parlò Reja, che ci piaccia o meno, esiste e si sta mangiando l'intero quadro, come se fosse quello di Dorian Gray, quel quadro non rappresenta solo gli ultimi 11 anni di Lotito, ma gli ultimi quasi 116 anni della S.S.Lazio.
Vedete, il punto è che molti laziali vedono in questa presidenza la fine di qualcosa, io credo che i tifosi siano la vera forza di una società, finchè ci saranno loro, qualunque presidente sarà un passaggio storico, se vengono a mancare loro, qualunque presidente non può resuscitare una Fede, quella non si può perdere, insieme alla tradizione dei ricordi, anche se in società non vengono espressi, la memoria storica siamo noi, ma ci siamo persi, abbiamo guardato il dito senza vedere la luna, il futuro, che inesorabilmente ci sarà se lo vogliamo, diversamente in questa città ci aiuteranno a scomparire e se i primi artefici saremo noi stessi, non avremo più alibi.
Quello che Di Loreto non dice è che lui ha, anche se in piccola parte, contribuito a tutto ciò, io l'ho visto non essere d'accordo con il disamore di Plastino, in quel di goal di notte, ma di certo non ha mai dato l'idea di una passione travolgente, sempre tiepido ed in punta di piedi, e mai a piedi uniti contro i disamorati, come invece, e glie lo riconosco, faceva Pantano.
Di Loreto inizia tu, basta editoriali dove accusi sempre questo e quello, la gestione Lotito, a livello economico, di più non può andare, basta lagnarti e propaganda entusiasmo.
Per non parlare che ha passato un anno e mezzo a dirci che Felipe Anderson non era un ottimo prospetto.
Io sono felice e do orgoglioso di essere della Lazio.
con la pausa non si sa che scrivere e come tanti altri si e' lasciato trasportare nel burrone...... a di lore'....eddaje su si bono !
Io me so passato la giovinezza in serie b con i canidi che vincevano lo scudetto, mi puo' mettere paura un'annata storta?
Un annata storta si vede a fine Marzo, mo stiamo a Novembre e di storto c'è stato solo un derby (a parte le scemenze di agosto). Ma più che altro il demerito sta nella mollezza dei nostri giocatori che sembravano ectoplasmi spauriti. Se magari prima o poi si ricordassero di avere le palle può darsi che l' annata "si raddrizza"....
Allo stadio già siamo spariti da un bel pezzo...
la paura di scomparire non ce l'ho.
quella di diventare piccoli piccoli si .
posso rispondere solo nel seguente modo:
STOCAZZO
a 8 anni, mentre le merde festeggiavano il loro secondo scudetto, io professavo orgoglioso di essere laziale, fregacazzi di una partita vinta o persa, rispetto all'orgoglio di far parte di qualcosa di diverso, rispetto a quell'orda di merde.
ora, in confronto, stiamo al livello "principiante" di un videogame, fate il piacere.
Citazione di: pantarei il 19 Nov 2015, 13:12
la paura di scomparire non ce l'ho.
quella di diventare piccoli piccoli si .
Citazione di: Kappa il 19 Nov 2015, 13:14
posso rispondere solo nel seguente modo:
STOCAZZO
:lol: :clap: :clap:
Citazione di: gentlemen il 19 Nov 2015, 09:42
Quello che Di Loreto non dice è che lui ha, anche se in piccola parte, contribuito a tutto ciò, io l'ho visto non essere d'accordo con il disamore di Plastino, in quel di goal di notte, ma di certo non ha mai dato l'idea di una passione travolgente, sempre tiepido ed in punta di piedi, e mai a piedi uniti contro i disamorati, come invece, e glie lo riconosco, faceva Pantano.
Di Loreto inizia tu, basta editoriali dove accusi sempre questo e quello, la gestione Lotito, a livello economico, di più non può andare, basta lagnarti e propaganda entusiasmo.
Per non parlare che ha passato un anno e mezzo a dirci che Felipe Anderson non era un ottimo prospetto.
Io sono felice e do orgoglioso di essere della Lazio.
esattamente.
ma io dico...stai in Brasile? Lascia in pace la Lazio e vivi la tua vita in Brasile.
p.s.: vedere Di Loreto che propaganda entusiasmo é come vedere al posto di Olympia un asino che vola.
Lui e plastino mi incupiscono, se li vedo in genere mi gratto.
Ma quale scomparire... cominciamo con il fare 6 punti nelle prossime due partite (facciamo 9 mettendoci dentro anche l'EL) e poi pensiamo al resto.
La stagione è ancora tutta da giocare...
Citazione di: gentlemen il 19 Nov 2015, 09:42
Per non parlare che ha passato un anno e mezzo a dirci che Felipe Anderson non era un ottimo prospetto.
Io sono felice e do orgoglioso di essere della Lazio.
ohhhhhhhhhh era lui! Avevo il sospetto.. con che coraggio se ripresenta mah. Mica diceva che non era un ottimo prospetto ma proprio che non lo era affatto: una promessa mancata. Una sola, insomma.
Quello che non ho capito è se siamo destinati a scomparire entro l'anno solare, oppure almeno la EL fino in fondo ce la fanno giocare...
Citazione di: carib il 18 Nov 2015, 22:38
Hai un avatar fantastico :beer:
@MegoMerlino: "mi sono fermato qui" è un modo di dire. Ho letto tutto. Quell'incipit IMHO inficia tutto il ragionamento perché annulla uno spicchio di storia dolorosa ma gloriosa. Una storia da Lazio per chi tifa Lazio. Come forse è anche quella che stiamo vivendo oggi ;)
... grazie per il complimento a riguardo dell'avatar....
.... a me emoziona ...
..Forza Lazio ! :since :since :since
Saluti ! :beer:
Non vedo nessun riferimento alla classifica, alla subalternità come va di moda dire ora.
Si può essere d'accordo o meno, ma parla di altro.
Siamo alle solite, non si discute di quello che Di Loreto scrive, ma del Di Loreto.
Tra l'altro nell'articolo la parola "scomparire" non c'è, non esiste. E' una sintesi personale di chi ha aperto il topic. Di Loreto spiega dal suo punto di vista l'attuale momento della Lazio.
Poi se è in Brasile, cosa vuol dire che chi non è a Roma non può parlare?
Inoltre quando si parla di Lazio e si prova ad offrire una personale spiegazione dell'attuale momento, non si può non parlare anche di Lotito, anzi bisognerebbe parlare soprattutto di Lotito. Di Loreto invece prova a dare la sua valutazione, proponendo le sue considerazioni provando a descrivere le colpe di tutte le componenti del mondo Lazio. Chiede quindi di fare quadrato, chiede di non lasciare sola la Lazio, chiede una reazione.
E' un punto di vista.
Perché ha ragione chi ha scritto che il problema non è quello di scomparire, ma quello di diventare piccoli piccoli, di fatto subalterni a quell'altri. Poi ognuno nel suo privato andrà fiero della sua Lazialità e non gli lascerà un centimetro, ma la società e quindi la squadra avranno comunque subito il loro ridimensionamento.
Citazione di: MagoMerlino il 19 Nov 2015, 18:49
Siamo alle solite, non si discute di quello che Di Loreto scrive, ma del Di Loreto.
Tra l'altro nell'articolo la parola "scomparire" non c'è, non esiste. E' una sintesi personale di chi ha aperto il topic. Di Loreto spiega dal suo punto di vista l'attuale momento della Lazio.
Poi se è in Brasile, cosa vuol dire che chi non è a Roma non può parlare?
Inoltre quando si parla di Lazio e si prova ad offrire una personale spiegazione dell'attuale momento, non si può non parlare anche di Lotito, anzi bisognerebbe parlare soprattutto di Lotito. Di Loreto invece prova a dare la sua valutazione, proponendo le sue considerazioni provando a descrivere le colpe di tutte le componenti del mondo Lazio. Chiede quindi di fare quadrato, chiede di non lasciare sola la Lazio, chiede una reazione.
E' un punto di vista.
Perché ha ragione chi ha scritto che il problema non è quello di scomparire, ma quello di diventare piccoli piccoli, di fatto subalterni a quell'altri. Poi ognuno nel suo privato andrà fiero della sua Lazialità e non gli lascerà un centimetro, ma la società e quindi la squadra avranno comunque subito il loro ridimensionamento.
Certo che può parlare, ci mancherebbe, fosse pure in Alaska.
Ma uno come lui chiede di fare quadrato e di non lasciare sola la Lazio?
Ah, ma davvero?
Tra le altre belle cose, nel suo cv, un libro insieme mi pare a Scarcelli, sulla storia della merda...
Citazione di: meanwhile il 19 Nov 2015, 21:33
Certo che può parlare, ci mancherebbe, fosse pure in Alaska.
Ma uno come lui chiede di fare quadrato e di non lasciare sola la Lazio?
Ah, ma davvero?
Tra le altre belle cose, nel suo cv, un libro insieme mi pare a Scarcelli, sulla storia della merda...
Proprio per questo secondo me andrebbe letto con più calma.
Citazione di: meanwhile il 19 Nov 2015, 21:33
Certo che può parlare, ci mancherebbe, fosse pure in Alaska.
Ma uno come lui chiede di fare quadrato e di non lasciare sola la Lazio?
Ah, ma davvero?
Tra le altre belle cose, nel suo cv, un libro insieme mi pare a Scarcelli, sulla storia della merda...
Premesso che io sto di loreto non so manco chi sia, ma se dice una cosa giusta non vale perché l'ha detta lui?
Se è lui a dire di fare quadrato (come molti qui dentro) allora giù a tirare merda perché lui non potrebbe dirlo?
Sbaglia a prescindere, qualunque cosa scriva, in pratica.
Boh.
P.S. Io non leggo lui come non leggo greco come non sento plastico (anche se condivido il grattamento di palle, visto che lui si è diventato romanista), a me interessano i risultati e dei vari sitarelli non mi servo. La mia unica fonte di informazione sul mondo Lazio è questo forum.
Citazione di: DajeLazioMia il 19 Nov 2015, 21:37
Proprio per questo secondo me andrebbe letto con più calma.
Lo pensi davvero?
Io sono prevenuto, nessun problema ad ammetterlo.
Scrive ancora su lazialità(?)?
Sono 16 mesi che non apro più quella pagina...
Citazione di: meanwhile il 19 Nov 2015, 21:42
Lo pensi davvero?
Io sono prevenuto, nessun problema ad ammetterlo.
Scrive ancora su lazialità(?)?
Sono 16 mesi che non apro più quella pagina...
Lo conosco solamente per le sue dichiarazioni su Anderson, so che sta in Brasile, il resto lo apprendo/l'ho appreso dal forum.
Dico solo che mi sembra di leggere giudizi molto affrettati rispetto a concetti su cui ci confrontiamo spesso anche qui dentro.
19 di novembre... annamo bbene! :S
Cerchiamo però di non fermarci a guardare il dito mentre la Luna ci sta cascando addosso.
Anche io se leggo "mai come oggi" me metto a ride visto che come molti qui dentro gli anni 80 me li so caricati tutti sul groppone senza mai avere il dubbio che tutto potesse finire se non per problemi di soldi.
Se si legge tutto il pensiero di Di Loreto si noterà come i risultati non vengono proprio menzionati.
A livello tecnico è chiaro che viviamo un momento medio alto della nostra storia, reso meno roseo dal ricordo ancora fresco dell'era cragnottiana.
La "depressione" manifestata da Di Loreto non va sottovalutata proprio perchè viene da uno che di solito non vive più la Lazialità sul campo, a Roma, cosa che dovrebbe invece fargli assaporare ogni minuto passato a diretto contatto con la Lazio.
Noi abbiamo vissuto momenti disastrosi, tragici, con il fallimento parcheggiato sotto casa senza Lodi Petrucci o invenzioni del genere.
Vita o morte, nessuna alternativa.
Eppure parlare di Lazio, vivere di Lazio ci riempiva il petto, ci liberava una scarica di adrenalina che non ti faceva pensare che la domenica andavi a giocare a Campobasso e non a San Siro.
Quando entravi allo stadio avevi le chiavi di casa perchè era casa tua, a prescindere da quello che c'era a tavola, poteva essere anche pane e cipolla ma te lo pappavi con gusto, ti ci spaccavi il fegato ma spaparanzato con i peidi sul tavolino e rutto libero.
Perchè stavi a casa tua.
Io personalmente ci andavo da solo perchè per me era come l'appuntamento con la donna che amavo.
Sticaxxi del mondo io avevo lei, magari un po' appesantita, con un po' di cellulite rispetto alle strafiche della Serie A ma era lei, era "mia".
Da un po' di tempo quando ti approcci alla Lazio hai come l'impressione di spiare la donna di qualcun'altro, che neanche ti piace ma che da lontano sembra la tua.
Non è un problema di aspetto.
Gli anni, più o meno, modificano l'aspetto delle persone ma è vero amore quando camminando per strada mano nella mano ti senti e la vedi sempre come se avessi 20 anni.
Oggi la Lazio, dati alla mano, è una strafica rispetto alla "botoletta" degli anni 80 ma spesso, quando sono con lei, io non mi vedo e non mi sento come se tutti e due avessimo ancora 20 anni.
Non mi riconosco perchè non la riconosco, e il risultato neanche lo guardo.
Oggi è diventa, fin troppo, una proprietà privata ed io non sono mai stato un guardone... forse era questo che intendeva Di Loreto e purtroppo lo sento fin troppo spesso, anche quando le cose vanno bene.
il p3ricolo di scomparire poteva esserci il 26 maggio
non dopo un derby perso per un conclamato furto
Citazione di: paolo1971 il 18 Nov 2015, 16:49
Mai come oggi siamo stati alla deriva, mai come oggi siamo stati fragili e indifesi.
Nella nostro lungo viaggio abbiamo attraversato molti mari tempestosi, abbiamo affrontato molti nemici e vinto molte battaglie, ma il nemico di oggi è il più subdolo, il più insidioso ed il più difficile da affrontare, perché è dentro di noi.
Non mi importa cercare colpevoli, perché questo non cura. Mi importa cercare di portare in superfice le cause di un male che ci sta corrodendo giorno dopo giorno, inesorabilmente, portandoci, quasi senza che ce ne accorgiamo, alla fine di tutto.
Il calcio di oggi è diverso, il mondo è diverso. Tutto è mercificato, tutto è monetizzato e i mass media hanno preso possesso di questo grande carosello dettando regole e priorità. Contano i numeri e non l'intensità della passione, non la storia, non la tradizione.
Dico questo perché, noi non abbiamo capito i cambiamenti e ci siamo logorati in una lotta intestina, vecchio stile, mentre fuori tutto andava avanti, senza di noi.
Il mondo Lazio ha perso entusiasmo, ha perso emozione, si è spento nella sua tristezza, nella sua malinconia, nella lenta agonia di un progressivo disamore che non ci da scampo.
Per parlare il linguaggio di oggi, non siamo un prodotto appetibile, non siamo un'immagine che si ha voglia di guardare. Siamo cupi, tristi, cattivi, distanti.
Lotitiani, antilotitiani, innamorati e disamorati, presenti e assenti, ultrà e non, tutto è in antitesi con tutto e in questo siamo implosi.
Chiediamo alla squadra ardore, impeto, volontà, furore e gli offriamo un palcoscenico semideserto, freddo come l'inverno polare, ostile, distratto. Lo stadio non è più un posto bello dove andare, non c'è più allegria, non c'è più passione.
Lotito ha contribuito pesantemente con il suo egocentrismo, con la sua percezione di infallibilità, con la sua incomunicabilità e insensibilità.
La curva ha contribuito lottando più per se stessa che per la Lazio
La gente, la meno colpevole, ha contribuito scegliendo la via dell'abbandono.
La squadra, con i suoi limiti si è appiattita su questa apatia.
Il mondo della comunicazione ha contribuito pesantemente facendo i suoi interessi, approfittando del nostro smarrimento per spazzarci via silenziosamente, relegandoci ad un universo secondario, a volte scomodo, per puntare su quello che fa ascolto, audience, per questo vendibile e remunerativo: il mondo Roma.
La cura per cambiare tutto questo, per quanto incredibile sembri, si chiama amore, passione, orgoglio.
Se siamo innamorati dobbiamo cercare tutto questo dentro di noi e per noi stessi. E' un cammino individuale di riscoperta, un nuovo incontro. Le squadre passano, i Lotito passano, anche noi passiamo. L'amore no, quello vive di padre in figlio, per generazioni. Non possiamo commettere il delitto di lasciare le nostre future generazioni senza amore per la nostra Lazio.
Se invece non siamo più innamorati, beh, allora è inutile parlare, dobbiamo solo aspettare che questa nave alla deriva affondi annegando i nostri ricordi e tutto quello che abbiamo vissuto insieme e che dal 9 gennaio del 1900 ad oggi c'eravamo tramandati, pensando non dovesse mai finire.
Sandro Di Loreto
Prendo spunto da questo articolo di Di Loreto, criticato altre volte, per dirmi d'accordo con le sue parole, con le sue riflessioni.
Ci stiamo azzannando tra fazioni ormai da tempo, ci siamo dati patenti varie, accalorandoci su chi si dice amante e chi incallito innamorato, ma sta di fatto che lo stadio è pressochè vuoto ogni domenica, che il clima è opaco e pesante, che quella cornice marcia di cui parlò Reja, che ci piaccia o meno, esiste e si sta mangiando l'intero quadro, come se fosse quello di Dorian Gray, quel quadro non rappresenta solo gli ultimi 11 anni di Lotito, ma gli ultimi quasi 116 anni della S.S.Lazio.
Vedete, il punto è che molti laziali vedono in questa presidenza la fine di qualcosa, io credo che i tifosi siano la vera forza di una società, finchè ci saranno loro, qualunque presidente sarà un passaggio storico, se vengono a mancare loro, qualunque presidente non può resuscitare una Fede, quella non si può perdere, insieme alla tradizione dei ricordi, anche se in società non vengono espressi, la memoria storica siamo noi, ma ci siamo persi, abbiamo guardato il dito senza vedere la luna, il futuro, che inesorabilmente ci sarà se lo vogliamo, diversamente in questa città ci aiuteranno a scomparire e se i primi artefici saremo noi stessi, non avremo più alibi.
Potevi usare "ridimensionamento" (o subalternità) al posto di "scomparire"? Forse avremmo discusso del pericolo descritto da Di Loreto e non del Di Loreto. Forse eh!
Citazione di: MagoMerlino il 20 Nov 2015, 12:21
Potevi usare "ridimensionamento" (o subalternità) al posto di "scomparire"? Forse avremmo discusso del pericolo descritto da Di Loreto e non del Di Loreto. Forse eh!
Rischio di smarrimento.
Oppure
La cura si chiama amore.
Finché c'è chi se fa imbocca'. . .. la verità che diventa un duro sfogo ancora me mancava
(http://images.tapatalk-cdn.com/15/11/25/87c4f6933ce1007d9cd47eb2a95e0d83.jpg)
(http://images.tapatalk-cdn.com/15/11/25/9af1d1122ffb4fcfa4631cbd0cc12c9a.jpg)
Pochi mesi fa, non decenni fa, c'erano 50.000 persone a Lazio-Empoli a 45.000 a Lazio-Chievo.
Sempre pochi mesi fa, non decenni fa, migliaia di persone a Formello dopo le due vittorie al San Paolo.
Ah, e c'erano 1.000 persone alla Stazione Termini prima della trasferta di Coppa Italia di Napoli.
Quando la squadra va bene, l'amore riesplode sempre.
La gioia e le manifestazioni d'amore di pochi mesi fa sono state nette, tangibili, incontrovertibili.
Purtroppo è così che va il calcio. E in fondo è anche giusto che sia la squadra - costruita dalla società - a trascinare il suo pubblico e non viceversa.
Se la Lazio torna a giocare a calcio come si deve, le persone torneranno allo stadio.
E' sempre stato così.
E visto che si è citata la roma, vediamo se qualcuno ha i dati sulle presenze effettive in campionato dello scorso anno. Quanti spettatori, di media, ci sono stati in meno di loro? Forse 8.000? E loro sono tre volte tanto. Così dicono e io lo prendo per buono.
A Roma-Sassuolo c'erano 38.000 persone. E in quel momento si giocavano la testa della classifica.
Il pubblico non c'è perché la Lazio gioca da fare schifo e perché da Shangai a oggi ha depresso un po' tutti.
Se torna la Lazio, tornano anche i tifosi.
se rimane Lotito altri 3 anni il rischio di sparire e' concreto
se sparisce lui prima magari dandosi alla politica , la Lazio tornera ad avere i suoi tifosi e forse ad essere una squadra migliore
Citazione di: laudrup10 il 26 Nov 2015, 09:08
se rimane Lotito altri 3 anni il rischio di sparire e' concreto
se sparisce lui prima magari dandosi alla politica , la Lazio tornera ad avere i suoi tifosi e forse ad essere una squadra migliore
...e sulle base di quali fatti, documenti, o altro in tuo possesso o di tua conoscenza, ti lanci in un siffatto "ottimistico" pronostico?
Perchè ti ricordo che pur con tutte le sue magagne il Presidente è partito con 9 giocatori in rosa e senza un settore giovanile, ed in 11 anni ti ha portato quasi stabilmente nella parte sinistra della classifica (il che a parte il periodo Cragnotti è di per sè un grande risultato), ti ha fatto vincere trofei (in Italia negli ultimi 10 anni sei dopo la Juve e forse l?inter la squadra che ha vinto di più), hai vinto la battaglia del 26 maggio, e ti ha creato un settore giovanile all'avanguardia in Italia.....
Citazione di: laudrup10 il 26 Nov 2015, 09:08
se rimane Lotito altri 3 anni il rischio di sparire e' concreto
se sparisce lui prima magari dandosi alla politica , la Lazio tornera ad avere i suoi tifosi e forse ad essere una squadra migliore
ma fatela finita e annate allo stadio
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Citazione di: cuchillo il 25 Nov 2015, 21:08
Purtroppo è così che va il calcio. E in fondo è anche giusto che sia la squadra - costruita dalla società - a trascinare il suo pubblico e non viceversa.
Giusto un par de palle.
Vero che funziona così in tutta Italia, ma non è così che dovrebbe andare.
E non è così che va in molti paesi d'Europa.
Citazione di: Mohammed Hussein il 26 Nov 2015, 09:55
Giusto un par de palle.
Vero che funziona così in tutta Italia, ma non è così che dovrebbe andare.
E non è così che va in molti paesi d'Europa.
Tu vuoi il male della Lazio fratello.
Citazione di: Mohammed Hussein il 26 Nov 2015, 09:55
Giusto un par de palle.
Vero che funziona così in tutta Italia, ma non è così che dovrebbe andare.
E non è così che va in molti paesi d'Europa.
Sottoscrivo, anche se son uno di quelli che per tanti motivi ha perso l'abitudine dello stadio.
La squadra che va bene può essere un incentivo ad aumentare la presenza e la passione ma un tifoso dovrebbe voler bene alla sua squadra a prescindere.
Diciamo anche che noi Laziali siamo sempre stati inclini a volerle più bene quando le cose vanno male ma male di brutto non come oggi.
Personalmente la colpa principale che faccio a Lotito non è quella di non aver provato a fare il colpo grosso quando la situazione nazionale glielo permetteva (e glielo permette ancora).
La sua colpa è di aver volontariamente isolato la Lazio, di averla chiusa nel suo giardino e di averci attaccato sopra il cartello "Proprietà Privata".
Anche questo, secondo me, significa non volerle bene.
Se ami veramente qualcuno vuoi vederla sorridere libera, anche quando non è con te.
Se pensi che amarla corrisponda a chiuderla in casa per essere sicuro di ritrovarla lì non la ami, la possiedi.
E un po' alla volta... la uccidi.
Le parole di Matri le avrei volute sentire da un Biglia, un Candreva, da un Klose, (capitano, giocatore di Roma, giocatore simbolo)
Lunga vita a Matri, più Laziale lui di tanti altri che stanno a Formello da anni. Magari lo facesse giocare titolare.
N altro comunicato dal Brasile. .
Batti ol ferro finché è caldo
Praticamente ha scritto l'opposto dell'altra volta.
Citazione di: robylele il 19 Nov 2015, 13:38
:lol: :clap: :clap:
esattamente.
ma io dico...stai in Brasile? Lascia in pace la Lazio e vivi la tua vita in Brasile.
secondo me mo se incazzano tarallo, IB, Adler Nest e Silvia84
Citazione di: robylele il 19 Nov 2015, 13:38
:lol: :clap: :clap:
esattamente.
ma io dico...stai in Brasile? Lascia in pace la Lazio e vivi la tua vita in Brasile.
p.s.: vedere Di Loreto che propaganda entusiasmo é come vedere al posto di Olympia un asino che vola.
Lui e plastino mi incupiscono, se li vedo in genere mi gratto.
Domenica il Di Loreto, che gli si può dire di tutto, ma che è comunque un grandissimo tifoso laziale, ERA allo STADIO.
E poi di grazia, che significa "stai in Brasile? Lascia in pace la Lazio e vivi la tua vita in Brasile."?
Come dire: stai a Ottavia? Lascia in pace la Lazio!
Citazione di: AquilaLidense il 27 Nov 2015, 17:30
secondo me mo se incazzano tarallo, IB, Adler Nest e Silvia84
Mettermi in questa compagnia devastante e' oltraggio alla mai dignita'. :evil: :duel:
Citazione di: Tarallo il 27 Nov 2015, 17:42
Mettermi in questa compagnia devastante e' oltraggio alla mai dignita'. :evil: :duel:
PVT
:lol:
Citazione di: Tarallo il 27 Nov 2015, 17:42
Mettermi in questa compagnia devastante e' oltraggio alla mai dignita'. :evil: :duel:
Non accetterei mai di far parte di una comunità che accetta gente come me (semicit.)
Citazione di: DajeLazioMia il 27 Nov 2015, 17:16
Praticamente ha scritto l'opposto dell'altra volta.
Chi vuoi che se ne accorga?
Tra un mi piace e un liberalalazzio ormai col T9 ci si mette un nano secondo. Ovviamente senza manco finire di leggere il contenuto. Basta annusare da che parte va e clic. Anzi Tap.
Citazione di: DajeLazioMia il 27 Nov 2015, 17:16
Praticamente ha scritto l'opposto dell'altra volta.
No, non banalizziamo così le cose. Affronta altri argomenti, ma è coerente con i concetti espressi in precedenza.
Al limite potremmo dire che glielo ha suggerito Fish Mark dal momento che tocca argomenti a lui cari....
Citazione di: MagoMerlino il 27 Nov 2015, 19:11
No, non banalizziamo così le cose. Affronta altri argomenti, ma è coerente con i concetti espressi in precedenza.
Al limite potremmo dire che glielo ha suggerito Fish Mark dal momento che tocca argomenti a lui cari....
Non condivido, da una parte torniamo ad amare la Lazio al di là di tutto, dall'altra siamo clienti vogliamo la squadra competitiva, se non ci siamo più è colpa di qualcun altro.
Citazione di: paolo1971 il 18 Nov 2015, 16:49
Mai come oggi siamo stati alla deriva, mai come oggi siamo stati fragili e indifesi.
Nella nostro lungo viaggio abbiamo attraversato molti mari tempestosi, abbiamo affrontato molti nemici e vinto molte battaglie, ma il nemico di oggi è il più subdolo, il più insidioso ed il più difficile da affrontare, perché è dentro di noi.
Non mi importa cercare colpevoli, perché questo non cura. Mi importa cercare di portare in superfice le cause di un male che ci sta corrodendo giorno dopo giorno, inesorabilmente, portandoci, quasi senza che ce ne accorgiamo, alla fine di tutto.
Il calcio di oggi è diverso, il mondo è diverso. Tutto è mercificato, tutto è monetizzato e i mass media hanno preso possesso di questo grande carosello dettando regole e priorità. Contano i numeri e non l'intensità della passione, non la storia, non la tradizione.
Dico questo perché, noi non abbiamo capito i cambiamenti e ci siamo logorati in una lotta intestina, vecchio stile, mentre fuori tutto andava avanti, senza di noi.
Il mondo Lazio ha perso entusiasmo, ha perso emozione, si è spento nella sua tristezza, nella sua malinconia, nella lenta agonia di un progressivo disamore che non ci da scampo.
Per parlare il linguaggio di oggi, non siamo un prodotto appetibile, non siamo un'immagine che si ha voglia di guardare. Siamo cupi, tristi, cattivi, distanti.
Lotitiani, antilotitiani, innamorati e disamorati, presenti e assenti, ultrà e non, tutto è in antitesi con tutto e in questo siamo implosi.
Chiediamo alla squadra ardore, impeto, volontà, furore e gli offriamo un palcoscenico semideserto, freddo come l'inverno polare, ostile, distratto. Lo stadio non è più un posto bello dove andare, non c'è più allegria, non c'è più passione.
Lotito ha contribuito pesantemente con il suo egocentrismo, con la sua percezione di infallibilità, con la sua incomunicabilità e insensibilità.
La curva ha contribuito lottando più per se stessa che per la Lazio
La gente, la meno colpevole, ha contribuito scegliendo la via dell'abbandono.
La squadra, con i suoi limiti si è appiattita su questa apatia.
Il mondo della comunicazione ha contribuito pesantemente facendo i suoi interessi, approfittando del nostro smarrimento per spazzarci via silenziosamente, relegandoci ad un universo secondario, a volte scomodo, per puntare su quello che fa ascolto, audience, per questo vendibile e remunerativo: il mondo Roma.
La cura per cambiare tutto questo, per quanto incredibile sembri, si chiama amore, passione, orgoglio.
Se siamo innamorati dobbiamo cercare tutto questo dentro di noi e per noi stessi. E' un cammino individuale di riscoperta, un nuovo incontro. Le squadre passano, i Lotito passano, anche noi passiamo. L'amore no, quello vive di padre in figlio, per generazioni. Non possiamo commettere il delitto di lasciare le nostre future generazioni senza amore per la nostra Lazio.
Se invece non siamo più innamorati, beh, allora è inutile parlare, dobbiamo solo aspettare che questa nave alla deriva affondi annegando i nostri ricordi e tutto quello che abbiamo vissuto insieme e che dal 9 gennaio del 1900 ad oggi c'eravamo tramandati, pensando non dovesse mai finire.
Sandro Di Loreto
Io sono della Lazio e faccio grandi sogni. Non mi interessano le chiacchiere dei neo arrivati manager o pseudo tali che vogliono insegnarmi come essere tifoso o dirmi di cosa ho bisogno. Questa gente ha trasformato un mondo appassionato ed emozionante in un freddo prodotto mercanteggiato e monetizzato in ogni suo aspetto. Ora dobbiamo sapere di economia e finanza, dobbiamo fare il tifo per un bilancio sano, dobbiamo accettare i calciatori professionisti, le esultanze studiate a tavolino, le seconde e terze maglie dai colori improbabili, i tornelli, le curve divise, i prezzi alti, gli abbonamenti alla televisione e così via.
Risultato: stadi semi deserti e tifosi ormai sempre più lontani.
Io sono della Lazio e faccio grandi sogni, per questo, in un mondo dove per voi la passione è solo una scusa per togliermi più soldi possibile, esigo una squadra forte, competitiva, con grandi giocatori e grandi obiettivi. Sta a te, manager onnisciente, darmi tutto questo. Inventa sinergie, crea alleanze, ricapitalizza in borsa, trova partner, fai qualsiasi cosa, ma dammi quello che voglio: UNA LAZIO CHE MI FACCIA SOGNARE!
Se non vinco è colpa tua, se la squadra non è competitiva è colpa tua, se lo stadio è deserto è colpa tua, se la gente è sempre meno appassionata è colpa tua. Perché sei tu il capo.
Noi tifosi non abbiamo colpa di nulla, siamo vittime delle tue scelte, dei tuoi comportamenti, dei tuoi programmi, delle tue strategie. Nel mio pallone sarei stato disposto a tifare sempre, ad incoraggiare tutti, anche i più scarsi, a seguire la Lazio in ogni modo, con il freddo, la pioggia, il caldo, i controlli, i prezzi alti. Nel tuo mondo no. Come ogni "cliente" che si rispetti esigo, ripeto esigo, la qualità del prodotto/servizio, la visione di grande respiro e i grandi sogni.
Per questo, se non sai farmi sognare, se non sai farmi vincere, se non sai farmi emozionare fatti da parte.
Questa insipida normalità non la voglio e non mi ci abituo.
Di Loreto
Citazione di: fish_mark il 27 Nov 2015, 17:34
Domenica il Di Loreto, che gli si può dire di tutto, ma che è comunque un grandissimo tifoso laziale, ERA allo STADIO.
E poi di grazia, che significa "stai in Brasile? Lascia in pace la Lazio e vivi la tua vita in Brasile."?
Come dire: stai a Ottavia? Lascia in pace la Lazio!
Chiunque esprima una pur minima opinione di critica o dissenso perderà il diritto d'innocenza, dei Galasso sarà il regno dei cieli di Formello