Il caso Mauri, la macchina del
fango e l'assurdo scontro tra
le due giustizieDomenica, 04 Agosto 2013
14:31
Il Pm di Cremona Di Martino si
scaglia contro la disciplinare
promettendo pene durissime
per il capitano della Lazio.Mentre la stampa continua a "parlare" di nuove
intercettazioni.
Francesco BlasilliLo scontro frontale che sta per
materializzarsi tra la giustizia
ordinaria e quella sportiva è di
quelli destinati a fare tanto
rumore. Si tratta di uno scontro
che potrebbe avere conseguenze
devastanti per un paese in cui il
concetto di "giustizia" è già
altamente svalutato. E se è pur
vero che lo sport è solo un lato
minore della vita di una nazione,
è altrettanto vero che con
"calciopoli" e in particolare
modo con il "caso Mauri" siamo
di fronte ad una situazione che
da tempo ha già sconfinato nel
ridicolo.
All'indomani della condanna
della giustizia sportiva di sei mesi
da parte della Disciplinare per il
capitano della Lazio, il pm di
Cremona Roberto Di Martino ha
fatto una vera e propria
dichiarazione di guerra
affermando che "in sede penale
sarà diverso". Al netto delle
velocità diverse della giustizia
sportiva e di quella ordinaria (e
la lentezza di quest'ultima
meriterebbe un capitolo a parte)
c'è da notare come
inevitabilmente siamo destinati a
scivolare in una situazione
ancora più grottesca di quella di
un calciatore, Mauri, che prima si
fa una settimana di galera e poi
gioca tutto il campionato come
se niente fosse. L'assurda
situazione a cui andiamo
incontro è quella di Mauri che
avrà scontato una pena lieve per
la giustizia sportiva ma che sarà
pesantemente punito dalla
giustizia ordinaria per reati
inerenti il mondo del calcio.
Semplicemente folle, ma
realistico. Almeno secondo
quanto "promette" Di Martino.
Ma siccome siamo in Italia, c'è
anche un qualcosa ancora
peggiore di quest'assurda
battaglia tra due giustizie che
dovrebbero viaggiare in
parallelo. C'è l'uso intimidatorio
e scorretto della stampa (pratica
peraltro piuttosto in voga nel
mondo della giustizia quando si
parla di politica) da parte della
Procura di Cremona. Dopo
l'intervista in fotocopia a Di
Martino da parte de La
Repubblica e de Il Corriere della
Sera, ecco spuntare il giorno
seguente sulle stesse testate, le
illazioni su nuove telefonate che
in guairebbero ulteriormente
Mauri. E' chiaro che i giornalisti
fanno solo il loro lavoro, perché
chi ne esce male è la Procura di
Cremona che – forse perché a
corto di prove – sta sostituendo
la giustizia con una ignobile
macchina del fango.
@BlasoF
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