Ci sono talmente tanti spunti interessanti in questo topic che sarei strafelice se solo ne vedessi attuato il 10% dalla società Lazio
In un mondo oramai in piena digitalizzazione, con le nuove generazioni che "vivono" sui social (non ascoltano radio, non guardano tv e non comprano giornali) rinunciare ad esercitare la tua presenza su tali piattaforme equivale alla resa, alla rinuncia ad interagire con quella che rappresenta la "clientela" del futuro
In merito ai prezzi, la famosa teoria di "non sminuire il valore del biglietto", tanto cara a Canigiani e perpetuata negli ultimi 15 anni, mi sembra che abbia fallito totalmente, ottenendo l'effetto opposto, tanto da dover tenere oramai definitivamente chiusa la Maestrelli e di avere oramai costantemente invenduto il 90% dei "preziosi" seggiolini della Montemario (che, se non contenesse tribuna autorità e stampa, probabilmente avremmo visto chiuso da tempo al pari della Maestrelli)
Anche parlare di abbonamenti oggi non equivale a "risolvere il problema", perchè il calcio spezzatino, giocato ad ogni ora e nei giorni lavorativi, oggi fa desistere molti tifosi dal comprare al buio 19 partite senza la certezza di potervi assistere
Quindi devi andare a lavorare anche sul singolo biglietto, devi profilare i tuoi "clienti" customizzare le offerte, devi intercettare i nuovi clienti senza lasciarli in balia dei competitor, facendogli "assaggiare" il prodotto con offerte aggressive e poi lavorare per fidelizzarlo
Qui non si parla di patanegra, qui si parla di essere capaci a vendere non solo l'evento sportivo, ma anche quel prodotto intangibile chiamato passione che lo circonda
Se il tifoso si "affeziona" al secondo, alla fine continua a comprarlo anche a prescindere dal primo (come avviene per tutte quelle squadre di calcio che hanno molti tifosi allo stadio nonostante non competano quasi mai per vincere)
Senza astio, senza livore, semplicemente per discutere e commentare (anche in maniera critica)