a volte ho l'impressione che la Lazio intesa come gestione societaria giochi a traversone.
ha ottime carte in mano, ma per un motivo o l'altro, le gioca al contrario.
l'altra sera a Milano, ho visto un arbitraggio scientifico, chirurgico, in alcuni frangenti oserei dire immorale.
lo faceva notare aquilante, seguito poi dagli ottimi cosmo, italicbold e altri ancora.
arbitraggi del genere ogni qualvolta siamo a una svolta della stagione: firenze, poi genova, poi ancora milano.
Lotito è stato artefice di uno dei più grandi ribaltoni al potere della lega, riuscendo a spedire all'"opposizione" alcune tra le società storicamente più potenti del nostro calcio, juve, inter e le cacate a spruzzo.
non dico che mi sarei aspettato arbitraggi condiscendenti, per carità.
ma neanche tutto l'opposto.
le reazioni dei nostri, sia in campo sia fuori, non mi paiono minimamente adeguate alla situazione.
nessuna protesta, o quasi, a genova, dopo il fallo da assassino di quella mer.da di matuzalem, nessuna reazione dopo il rosso esageratissimo a Candreva, peraltro decretato dopo evidente cervellotica decisione.
ok il fair play, ok che non ci si lamenta per le decisioni, ok che non si parla dell'arbitraggio a fine gara.
ma ok a tutto? ok anche a prenderlo regolarmente nel posteriore?
capisco che Lotito abbia più di una remora nel chiamare gli uffici degli organi competenti e incazz.arsi, dato che l'ultima volta che lo fece, ci mandarono in serie B con 11 punti di penalizzazione, però cacchio, una via di mezzo no?
cioè, o questo stillicidio o la serie B? nessuna via di mezzo?
e arrivo, ovviamente anche alla squalifica uefa.
lungi da me il voler tornare alla polemica sui 200 sciagurati con la mano a paletta di Lazio borussia, se siano organici o meno alla CN, perché è un argomento off topic.
che siano 200 sciagurati però è da sottolineare con la matita rossa. in quanto pericolosi.
gente che ti fa saltare un incasso sicuro da 1 milione di euro circa, con la quasi certezza che, andando ai quarti saranno altrettanti, forse più. una sciagura, appunto.
personaggi in grado di innescare dinamiche che devi provare almeno a neutralizzare.
io mi chiedo ma un imprenditore normale, di fronte al rischio di perdere fatturato per circa 2 o 3 milioni di € per cause esterne, non farebbe di tutto o quasi, per evitarlo?
tanto più che le uscite crescono giorno dopo giorno, mese dopo mese: hai un parco giocatori da mantenere con stipendi a lievitare anno dopo anno, per cui la spesa cresce, i ricavi invece sempre quelli sono, l'unica speranza che hai di incentivarli sono gli incassi da matchday.
fai una politica intelligente, accattivante, provi a fidelizzare il tifoso in tutte le maniere, con offerte abbonamenti sinceramente imbattibili, mettendogli a disposizione cose come Olympia, ma soprattutto una squadra che sì, non si rinforza tantissimo, ma comunque non svende, cerca da alcuni anni di mantenere almeno l'ossatura nei ruoli chiave, ogni tanto sforna qualche lieta sorpresa, tipo i Lulic, i Gonzalez, gli Onazi e cosa più importante, da tre anni è lì davanti, a giocarsi il podio del campionato.
poi arriva il pericolo squalifica, è da novembre che si sa, hai tutto il tempo per preparare il terreno, puoi fare un migliaio di iniziative mediatiche per cominciare a sensibilizzare la tifoseria e per costruirti un'immagine di società attenta al problema e in grado di agire.
probabilmente i 200 di cui sopra avrebbero fatto la stessa cosa, ed altrettanto probabilmente, anzi sicuramente, la uefa ti avrebbe punito anche se fossero stati 20, o 2, perché non aspettava altro.
uefa che però, nel punirti ha davvero gioco facile di fronte al mondo intero, dato che a parte la maglietta di Lazio udinese hai fatto davvero poco altro. se non niente.
e così hai lo stadio vuoto giovedì e probabilmente anche la prossima domenica, o in ogni caso mezzo deserto, perché comunque l'atmosfera all'olimpico è quella che è, la gente si allontana irreversibilmente per i più disparati motivi, compreso questo, e tu stai lì senza battere un ciglio o quasi.
perché, mi domando.
la sensazione, in questo e nel caso precedentemente illustrato, è che la società spesso indugi in atteggiamenti fatalisti, quasi attendendo il danno con cristiana rassegnazione, come dire "tanto ormai è tutto scritto, inutile perfino protestare, accettiamo i danni sportivi ed economici che ci arrivano dall'esterno e ci danneggiano senza alzare una paglia..."
salvo poi protestare contro il mondo esterno perché nessuno difende la Lazio.
è vero, però manco la Lazio difende se stessa, mi sembra.
o comunque, potrebbe fare un po' di più.
per mezzi, intuito, caparbietà e possibilità reali questa cosa stona parecchio ai miei occhi.
perché la società, la sua brava mano se l'è riuscita a costruire in modo egregio, su tutti i fronti.
peccato però che poi, piomba a bastoni e scarta la napoli a spade così, come se niente fosse.