No caro Bob io non mi indigno: ho cercato solo di spiegare un mio punto di vista. Se mio figlio passa in motorino con il rosso e prende la multa e poi mi dice "ma papà insieme a me col rosso sono passati in 10 e hanno fatto la multa solo a me" io non me la prendo con i vigili ma gli dico "hai sbagliato, paga la multa con i tuoi risparmi". Magari così gli salvo pure la vita. Non dico niente di speciale: la penserete come me.
A Kalle (che senza passare per lecchino è uno dei netter con cui mi trovo più d'accordo) volevo chiedere se per caso ha letto l'introduzione di quel libro tanto stupido eppure premiato proprio martedì al Coni per l'originalità e lo stile di scrittura: immagino di no, perché era molto ironica e laziale fermo restando la mia amicizia d'infanzia con l'autrice, cui voglio molto bene. Se poi ha letto per caso anche "Due soli" che invece è un libro che ho scritto io e che, mi pare, trabocchi di lazialità. E se per caso tra i suoi ritagli del calcioscommesse dell'87 o dei sette trofei dell'era Cragnotti non sia capitato qualche articolo del Tempo prima e del Messaggero dopo perché qualcosa di molto laziale ci troverebbe.
Ad Alvin chiedo di andare su Google e cliccare queste parole "Verano Paparelli": il primo link che trova è del Messaggero (stavolta il sito perché il cartaceo non c'è su internet) con la foto della ignobile scritta e il relativo articolo. Anche questa non è una polemica, è solo che a volte tutti noi, me compreso, abbiamo l'abitudine di accusare per sentito dire. La mia collega che scrive, scriverà anche oggi, sul calcioscommesse è di Milano, non si interessa di calcio fa la giudiziaria, parla con i pm e gli avvocati, cerca di farsi un'idea di una materia complessa ancor più per lei. In totale buonafede. Voi pensate che io non mi auguri la piena assoluzione di Mauri e della Lazio? Ma intanto se accuse ci sono bisogna riportarle senza pensare di avere già la sentenza in tasca.