In qualsiasi luogo non presidiato dove sono riunite 4-5000 persone (ma anche 4-500) per lo più under 30, lo "spaccio" e la "prostituzione" sono all'ordine del giorno. La curva o le curve in questo non fanno eccezione ovviamente. Le parole di lotito potranno anche essere state "realistiche", ma totalmente inopportune come è solito fare quando parla o si rivolge ai tifosi in generale.
Allo stato attuale la Nord è in una fase di ricostruzione che stenta terribilmente a partire; il vecchio direttivo è ormai sfaldato tra problemi personali, scelte, costrizioni e diatribe interne,mentre il nuovo è composto da persone che non hanno neanche il 10% del carisma dei loro predecessori di cui, al massimo, si portano dietro qualche parentela acquisita.
Le barriere, in questo, hanno contribuito a svuotarla nel numero e nell'appartenenza; ma restano palesemente ingiuste e anacronistiche, nate tra l'altro per chiara volontà di zio James dopo gli striscioni contro la mamma di Ciro. Al prefetto e a lotito non parve vero di aggregarsi e prendere al volo l'occasione per raderle al suolo definitivamente.
Dopo un anno di assenza credo che assisteremo piano piano ad un lento ma inesorabile ritorno, non per la squadra, non per la voglia e non per l'accettazione della presenza delle barriere: ma per difendere il territorio che per loro significa potere. In Nord questo problema non c'è perchè la gente non va proprio allo stadio e quindi la "zona" è sempre rimasta vuota, ma in Sud hanno iniziato a riempirla nelle partite di coppa e questo ai gruppi non è andato giù. Probabilmente rifaranno gli abbonamenti (in Sud) per garantirsi l'invasione non autorizzata, poi piano piano troveranno la scusa per tornare.
Detto questo, nel bene o nel male, con tutte le critiche che gli si possono muovere, senza di loro lo stadio è un luogo meno caldo e la Lazio (o le altre squadre) sono più sole, in casa e soprattutto in trasferta.