Capisco in buona parte i ragionamenti di Cosmo e degli altri.
Sono tornato in periferia, nella mia periferia, quella in cui sono cresciuto, dove ho gli amici di infanzia e dove la stragrande maggioranza non tifa Lazio.
Io ho nel Dna la resistenza ma, lo ammetto e - più di quanto posso farlo io - lo dichiara la mia carta di identità, sono nato quando esisteva un altro calcio, lontano migliaia di anni luce da quello di oggi, fatto di paytv, Ipad et similia.
Il pericolo che le nuove generazioni, i ragazzini, siano sempre meno attratti dal "prodotto" Lazio (questo è quello che il sistema calcio oggi offre: prodotti) giacché "brutto, sporco e cattivo" c'è ed è reale così come conseguentemente esiste il rischio di un invecchiamento dell'età media della tifoseria (un po' quello che si paventava per la squadra), per di più con tutti i difetti tipici di chi invecchia: borbottona, incazzosa, recriminante, ecc.
Però poi c'è un però: mio nipote.
Suo padre (mio fratello), riomico più per una sorta di antagonismo nei mie confronti che per un reale convincimento (andava a vedere la Lazio del meno nome, per dire, non fosse altro per il cognome che portiamo, lo stesso di Giuliano), mio fratello dicevo ha provato per anni a convincere suo figlio della magnificenza del Rioma.
Mio nipote ha sempre dichiarato dall'età di 5 anni: "Io sono della Lazio", è così da sei anni anni e - lo dico con malcelata soddisfazione - la sua lazialità oggi è irreversibile per di più in un contesto non dissimile dal mio (in classe su 10, 7 rioman, 2 Lazio, 1 altro)
Non so quale siano state le ragioni.
Mi piacerebbe pensare che le subliminali manovre di "Ziubelu" (cioè io) abbiano favorito il processo ma so che non è così
Forse mio nipote ha ereditato da suo padre lo stesso antagonismo e, con mio sommo compiacimento, glielo ribalta contro, ma anche questo non spiega l'accaduto.
Credo che mio nipote, chissà per quali imponderabili motivi e a dispetto del marketing, della massa, dei compagni di classe, della grancassa mediatica abbia avuto un intuizione.
E credo sia così: la S.S. Lazio è un'intuizione