Citazione di: PabloHoney il 20 Dic 2018, 08:46
I "miti" ce li avete in testa voi, solo voi...
beh fatece pace, lo dico con affetto, poi dopo campate pure mejo 
Sbagli su tutta la linea Pablo. Secondo me, ça va sans dire...
Tarallo diceva altro. Tarallo non rinnega la storia della Lazio.
Tarallo parla di comunicazione.
Di storie raccontate. E da raccontare. Anche con le magliette.
La Lazio dei meno 9, perché é soprattutto su quella che il problema si pone, ha fagocitato la comunicazione laziale in ogni ambito. E, nel lungo periodo, non é una cosa positiva.
Perché, sportivamente, non era una grande Lazio. Non la puoi vendere all'esterno, la comunicazione laziale é una comunicazione ripiegata su se stessa, mono diretta, autoreferenziale. I ragazzi di Catanzaro, Lazio-Cavese. Quando il pallone di Fiorini entra nella porta del Vicenza, un adulto di oggi di 40 anni aveva 9 anni. Un adulto di 30 non era nato. Gliela puoi raccontare quanto vuoi ma non é una storia che gli appartiene. E soprattutto, ed é qui il problema, é una storia che ha annegato altre storie sportivamente e comunicativamente più cariche di opportunità. Sportivamente il gol di Murgia vale immensamente più del gol di Fiorini. All'esterno del mondo Lazio senza dubbio.
Anche concretamente la maglia bandiera, oggi, ha negato l'esistenza della maglia tradizionale con cui la Lazio ha giocato 116 campionati su 118. Non é una cosa buona.
Non é una questione se é brutta o bella, se uno se l'é comprata o meno. Conta quello che rappresenta.
Il gol di Fiorini, scusate il delicato paragone che cito parafrasando Woody Allen, é stato come un dottore che guarda il paziente negli occhi e gli dice "E' benigno". Nessuno mette in dubbio la gioia immensa e lo scoppio di felicità. Ma centrare tutta l'esistenza di un uomo in quel momento é riduttivo.
E' come se alle feste di natale, invece dei ricordi belli, positivi, solari, in una famiglia si parlasse sempre e soltanto di quel momento e della gioia che ne é scaturita. Alla fine non va bene.
Perché fagocita tutto il resto.
Quando metto casualmente la radio ufficiale é tutto un fiorire di chiamate telefoniche a Pochesci, Poli, Garlini, Mandelli, Piscedda...si, tutto bello. Ma anche no.
Oggi, anche qua dentro, si scrive che negli ultimi anni, malgrado i trofei non c'é più la lazialità di una volta, e via citando i bei momenti della Lazio dei meno 9, di Fascetti. Col ciufolo che erano bei momenti.
Ma davvero pensate che si possa conquistare il mondo interessandolo con le biografie di Spinozzi e Gregucci ?