La Lazio non è una squadra di calcio...

Aperto da tatoccolo, 18 Dic 2018, 16:46

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Adler Nest

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Tarallo

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A essese mosso s'è mosso.
C'avrà messo 20 minuti a sollevarsi ma s'è mosso.

Il nostro Giorgione

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La maglia bandiera ha un significato per noi e uno molto diverso per i ragazzi nati dal 1980 in poi.
La proprietà nell'adottarla si è  - finalmente, secondo me - ricongiunta a una nostra tradizione: che è quella che è, ma tanto non la cancelleremmo comunque dalla memoria. O ci dimenticheremo mai di quando noi schieravamo Angelo Cupini e le merde Toninho Cerezo?
Poi, credo che su un piano commerciale sia qualche cosa di molto particolare e dotata di forte appeal. Ci vincessimo l'EL quest'anno e la sfoggiassimo in CL l'anno prossimo nessuno (salvo i tifosi dai 50 in su) assocerebbero all'aquila stilizzata altro che un'idea di divertimento e di successo.
In generale, sul rapporto con la nostra storia degli anni '80, posso solo dire che furono anni oscuri, in cui io non smisi mai di tifare, ma vissi da disadattato sportivo (Castagner, Clagluna, Morrone, poi Simoni, Vinazzani, Maurizio Schillaci, mioddio....). Inculato dagli idoli - Bruno e Lionello, amici miei - a cui Chinaglia, almeno ai miei occhi, aveva passato il testimone di noi Laziali in questa città densamente popolata da merdosi.
Ho atteso per anni il riscatto, convinto che prima o poi sarebbe arrivato. E non potevo immaginare, tornando da Cava dei Tirreni, che Giorgione avrebbe commesso le cazzate che poi ha infilato in serie una appresso all'altra....
Insomma. Magari non ci fossero stati mai, quei cazzo di anni '80 e dunque concordo sul fatto che non dovrebbero essere celebrati. Però non dimentico che quando non ho avuto niente da difendere come tifoso della Lazio, a quello mi sono attaccato. E quello ho ostentato come mio orgoglio sportivo, essere in grado di tifare Lazio nonostante quanto stavamo passando e a dispetto di tutto e tutti. Per questo, io quegli anni demmerda non li rinnegherò mai.

Tarallo

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Nessuno vuole rinnegarli porcaccio giuda.
È innegabile però che ne abbiamo fatto il centrotavola della nostra comunicazione interna. Quegli anni sono dappertutto, dappertutto. Ha detto bene qualcuno, il gol di Nedved ha ricevuto esposizione microscopica in confronto al gol di Fiorini. Facciamo della tragedia il nostro stemma, dell'orgoglio di essere stati nel fango un vanto. Lo dice in un certo senso anche la frase di Pulici di inizio topic.
Basta, non se ne può più.
Ma qualcuno sente Conceicao o Pancaro? Negro che fine ha fatto? No, noi cerchiamo Della Martira e Gregucci, voi mette?
L'esposizione mediatica intralaziale che ricevono quegli anni è PATOLOGICA.
Prima ce ne rendiamo conto prima vivremo meglio presente e futuro.

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JSV23

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Citazione di: Tarallo il 19 Dic 2018, 23:36
Nessuno vuole rinnegarli porcaccio giuda.
È innegabile però che ne abbiamo fatto il centrotavola della nostra comunicazione interna. Quegli anni sono dappertutto, dappertutto. Ha detto bene qualcuno, il gol di Nedved ha ricevuto esposizione microscopica in confronto al gol di Fiorini. Facciamo della tragedia il nostro stemma, dell'orgoglio di essere stati nel fango un vanto. Lo dice in un certo senso anche la frase di Pulici di inizio topic.
Basta, non se ne può più.
Ma qualcuno sente Conceicao o Pancaro? Negro che fine ha fatto? No, noi cerchiamo Della Martira e Gregucci, voi mette?
L'esposizione mediatica intralaziale che ricevono quegli anni è PATOLOGICA.
Prima ce ne rendiamo conto prima vivremo meglio presente e futuro.
100%

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...condivido le lucidissime analisi di Tarallo e Giorgione (complimenti veramente)..
io credo che quelli nati negli anni '60 e si sono ammalati di Lazio abbiano vissuto i 70 e gli 80 sulle montagne russe emotive (per lo piu tragiche) e non abbiano mai avuto la possibilita' di elaborare e integrare quelle ombre oscure che si sono abbattute su quelle geberazioni :
morte di Maestrelli; fuga di Chinaglia; tragedia Re Cecconi; Paparelli (ragazzi Paparelli amnaxxato in Nord..)
Calcio scommesse..Van de Kerkoff per 15 gg
la serie B in quel modo...il rigore di Chiodi...
insomma...per molti di noi..il gol di Nedved..che ricordo comunque con sommo gaudio..non mi schioda da quel "buio" che difficilmente lasciamo andare..

SuburraBiancoblu

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io me immaggino i corropolesi che leggono e sghignazzano sotto i baffi..chiudiamola qua dai

above us only sky

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Citazione di: SuburraBiancoblu il 20 Dic 2018, 00:12
io me immaggino i corropolesi che leggono e sghignazzano sotto i baffi..chiudiamola qua dai
Li sopravvaluti, non sanno leggere. E poi che ci avrebbero da sghignazzare, 'sti sconfitti dalla natura...

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Tarallo

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Certo che sghignazzano. La B ce la esaltiamo da soli, gli risparmiamo la fatica.

PARISsn

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Citazione di: Tarallo il 19 Dic 2018, 23:36
Nessuno vuole rinnegarli porcaccio giuda.
È innegabile però che ne abbiamo fatto il centrotavola della nostra comunicazione interna. Quegli anni sono dappertutto, dappertutto. Ha detto bene qualcuno, il gol di Nedved ha ricevuto esposizione microscopica in confronto al gol di Fiorini. Facciamo della tragedia il nostro stemma, dell'orgoglio di essere stati nel fango un vanto. Lo dice in un certo senso anche la frase di Pulici di inizio topic.
Basta, non se ne può più.
Ma qualcuno sente Conceicao o Pancaro? Negro che fine ha fatto? No, noi cerchiamo Della Martira e Gregucci, voi mette?
L'esposizione mediatica intralaziale che ricevono quegli anni è PATOLOGICA.
Prima ce ne rendiamo conto prima vivremo meglio presente e futuro.

giusto non rinnegare nulla ma nemmeno fare degli anni bui  l'unica dimostrazione di lazialita'...io non rimpiango affatto Della Martira ....pero' c'e da dire che alcuni momenti hanno segnato la storia laziale come  pochi....il gol di Fiorini ha avuto piu' esposizione di quello di Nedved ? beh forse perche' senza il primo probabilmente non ci sarebbe stato il secondo...detto questo io preferisco ricordare la Lazio stratosferica di Cragnotti che non quella di Chinaglia o Gian Casoni....le ho vissute tutte dal 1969 ad oggi ( mia prima partita allo stadio...e pure con sconfitta in casa col Vicenza...gol di Cinesinho su punizione)...e ce ne sono state tante di annate buie o anonime...non le ricordo con piacere se non qualcuna particolare....l'anno dei -9 è una di quelle...e il primo anno di Lotito con un accozzaglia di scarti di altre squadre e pochi sopravvissuti ma che fece 3 gol alla riomma al derby...per il resto è giusto che dovremmo ricordarci piu di qualche campione dell'era d'oro cragnottiana che non dei gemelli Filippini....anche perche poi loro si ricordano eccome di noi e con piacere...per esempio basta leggere le dichiarazioni di Conceicao sull'abbinamento in coppa con la riomma....o tutte le interviste  in cui Sinisa si professa laziale...Almeyda che ha  il sogno di allenare la Lazio...o Simeone che mai ha rinnegato che la Lazio ( insieme all' Inter ) sono le squadre dove ha lasciato il cuore...

vaz

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La maglia bandiera l'avrei riproposta per l'Europa.
Imprenscindibile la prima maglia celeste.

Duca

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La Lazio del dopo Cragnotti si barcamena non troppo male (se poi considerate piazze storiche come Samp, Genoa, Bologna, Napoli, Torino e quel che han passato in questi ultimi vent'anni senza avere la speranza di NULLA..., eccetto IL Napoli rinato dalla B).
Quel che sono venuti meno sono i tifosi, almeno per come l'intendevamo fino agli anni vincenti (e ancor di più quelli anteriori!).
Il Pensiero di Pulici in questo caso sembrerebbe rivolto quindi ai tifosi.
Ma anch'io sinceramente vedo tutto nero in tal senso...: o si torna a vincere di brutto (ma come?) oppure unica soluzione è un nuovo stadio in grado di ricompattare le tifoseria.
Non vedo altre vie.

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PabloHoney

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Io vorrei sapere de che stamo a parla'... del nulla cosmico proprio, vorrei capire perche un saluto a Felice Pulici ha svaccato fino a diventare un immenso Off Topic. I miti al contrario, il mito negativo che straborda e allaga tutto:

il problema e' che qualche Laziale evidentemente se vive male un pezzo della storia di una societa' che e' nata a prescindere da noi, che ne ha passate di tutti i colori a prescindere da noi e che andra' avanti o finira' un giorno a prescindere da noi e a prescindere da chi cancellerebbe qualche pagina del libro che tanto ci appassiona. Beh nun se po fa, ci piaccia o no non si puo' cancellare un cazzo, non si possono cancellare gli anni 80, non si possono cancellare gli anni di B, ne' il calcio scommesse o i lutti che, ci piaccia o no, fanno parte della nostra storia, e ne fanno parte a pieno titolo, come la finale di Birmingham e quella di Monaco, ma anche la coppainfaccia che per qualcuno rappresenta una palla al piede e invece e', quello si, un ditone ficcato nel culo de quei subumani.

Siamo in un forum di Laziali, che di tanto in tanto affiorino i ricordi e' assolutamente normale, quello e', il mito (al contrario) lo fate voi, lo fa chi evidentemente certe immagini se le vive male o peggio ancora se ne vergogna, e se le vive male fino al punto di farne lo strumento di "presa per culo" da parte delle merde, perche se ce sbattono in faccia gli anni di B e' perche sanno che a qualcuno fa male, cazzate cosmiche come "burini" e "venite col trattore" magari accostate al nome di Paparelli, un mischione simbolo dell'idiozia che accomuna quei decelebrati. Paparelli si che fa male, non gli anni di B, i lutti si che li vorrei cancellare, quelli mi ammutoliscono non le minchiate che affiorano qua e la e durano il tempo di una scureggia (a parte sto topic riempito a forza del nulla).

Il gol di Fiorini fa parte della nostra storia come quello stadio stracolmo, forse perche sono il simbolo di una passione che veniva prima di tutto, che all'improvviso ha ricompattato un popolo e che all'Olimpico oggi si e' persa, qualcosa che ha riempito un'autostrada fino a Napoli e non ci stavamo certo giocando uno scudetto o la Coppa dei Campioni, ma ci ha fatto sentire Laziali tutti insieme, con gioia perche no, e speranza, in un modo che la parte sbagliata di Roma non riesce neanche a concepire, la maglia biancoceleste e' la nostra maglia da sempre, ma c'e anche la maglia bandiera, mi piace, ce l'ho insieme a quelle biancocelesti (o biancazzurre) e me le curo, me le tengo strette a prescindere da come e quando metterle. Questo, tutto questo, non e' mito, questo e' semplicemente prendersi cura di qualcosa che comunque fa parte di te, che va rivendicato come le vittorie, che le rende speciali, uniche.... con orgoglio, non imbarazzo.

I "miti" ce li avete in testa voi, solo voi...
beh fatece pace, lo dico con affetto, poi dopo campate pure mejo :)


Tarallo

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Ao, eppure il mio italiano è ancora di livello decente.
Niente, lasciamo perde.
Vado a bacia' i piedi della statuetta de Magnocavallo.
Buone feste.

Sbracchiosauro

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Citazione di: PabloHoney il 20 Dic 2018, 08:46
I "miti" ce li avete in testa voi, solo voi...
beh fatece pace, lo dico con affetto, poi dopo campate pure mejo :)

la scienza medica non è onnipotente, solo il Signore può, ma magari sarebbe una soluzione troppo drastica, seppur non del tutto terribile

Adler Nest

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Citazione di: vaz il 20 Dic 2018, 06:55
La maglia bandiera l'avrei riproposta per l'Europa.
Imprenscindibile la prima maglia celeste.
Parto da qui.
È stata fatta black compresi colore perché in Europa, così com'è,  non si può (e non ne capisco il motivo).
La facessero celeste (colore su colore) così sono contenti tutti.
Che poi, non capisco, perché in Europa dobbiamo sempre andare con maglie diverse dalla prima maglia.
Quella di coppa delle coppe, grida vendetta.
Certo, abbiamo vinto e quindi contenti tutti.
Sugli anni da celebrare o rimpiangere, ognuno celebri e rimpianga ciò che più preferisce.
Gli unici che non perdono sono quelli che si sono venduti la Lazio o che sulla Lazio di Lotito ci hanno sputato su.
Poi mi piacere vedere l'attaccamento di ex giocatori alla Lazio siano essi Spinozzi, Filippini o Crespo.

italicbold

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Citazione di: PabloHoney il 20 Dic 2018, 08:46
I "miti" ce li avete in testa voi, solo voi...
beh fatece pace, lo dico con affetto, poi dopo campate pure mejo :)

Sbagli su tutta la linea Pablo. Secondo me, ça va sans dire...
Tarallo diceva altro. Tarallo non rinnega la storia della Lazio.
Tarallo parla di comunicazione.
Di storie raccontate. E da raccontare. Anche con le magliette.
La Lazio dei meno 9, perché é soprattutto su quella che il problema si pone, ha fagocitato la comunicazione laziale in ogni ambito. E, nel lungo periodo, non é una cosa positiva.
Perché, sportivamente, non era una grande Lazio. Non la puoi vendere all'esterno, la comunicazione laziale é una comunicazione ripiegata su se stessa, mono diretta, autoreferenziale. I ragazzi di Catanzaro, Lazio-Cavese. Quando il pallone di Fiorini entra nella porta del Vicenza, un adulto di oggi di 40 anni aveva 9 anni. Un adulto di 30 non era nato. Gliela puoi raccontare quanto vuoi ma non é una storia che gli appartiene. E soprattutto, ed é qui il problema, é una storia che ha annegato altre storie sportivamente e comunicativamente più cariche di opportunità. Sportivamente il gol di Murgia vale immensamente più del gol di Fiorini. All'esterno del mondo Lazio senza dubbio.
Anche concretamente la maglia bandiera, oggi, ha negato l'esistenza della maglia tradizionale con cui la Lazio ha giocato 116 campionati su 118. Non é una cosa buona.
Non é una questione se é brutta o bella, se uno se l'é comprata o meno. Conta quello che rappresenta.
Il gol di Fiorini, scusate il delicato paragone che cito parafrasando Woody Allen, é stato come un dottore che guarda il paziente negli occhi e gli dice "E' benigno". Nessuno mette in dubbio la gioia immensa e lo scoppio di felicità. Ma centrare tutta l'esistenza di un uomo in quel momento é riduttivo.
E' come se alle feste di natale, invece dei ricordi belli, positivi, solari, in una famiglia si parlasse sempre e soltanto di quel momento e della gioia che ne é scaturita. Alla fine non va bene.
Perché fagocita tutto il resto.
Quando metto casualmente la radio ufficiale é tutto un fiorire di chiamate telefoniche a Pochesci, Poli, Garlini, Mandelli, Piscedda...si, tutto bello. Ma anche no.
Oggi, anche qua dentro, si scrive che negli ultimi anni, malgrado i trofei non c'é più la lazialità di una volta, e via citando i bei momenti della Lazio dei meno 9, di Fascetti. Col ciufolo che erano bei momenti.
Ma davvero pensate che si possa conquistare il mondo interessandolo con le biografie di Spinozzi e Gregucci ?

Tarallo

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italicbold

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La comunicazione della Lazio é una comunicazione di cinquantenni.
E' Radio nostalgia.

aventiniano

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Citazione di: tatoccolo il 18 Dic 2018, 16:46
"La Lazio non è una squadra di calcio, la Lazio ti entra dentro, ti cattura, è lei che ti sceglie. E come i giovani figli di Sparta attrae a sé solo chi è disposto a soffrire, perché quando c'è la Lazio di mezzo non c'è mai nulla di facile" (Felice Pulici)
(fonte: https://www.lalaziosiamonoi.it/in-evidenza/lazio-la-lettera-di-wilson-a-pulici-ciao-felice-te-ne-sei-andato-via-in-punta-di-piedi-video-102255)

:band5:

Tatoccolo, scusami, ma hai cannato la citazione - quella di Felice si ferma alla parola 'sceglie'.

Mio figlio più grande, nato e vissuto a Milano, non so come è stato possibile, ma è laziale.
Credo di essere riuscito a instillargli il mito (ché tale è) che la Lazio è una grande e gloriosa polisportiva, che l'essenza bora e vanagloriosa dei romanisti ci è estranea, che con questa presidenza abbiamo costruito piano piano una realtà solida, economicamente seria e stabile, in lenta ma costante crescita, che siamo la sponda seria della Capitale. E poi Klose, Immobile, Leiva, un allenatore cresciuto nella Lazio che la ama, l'aquila, ecc.

Io ho fatto 9 anni ininterrotti di curva tra la fine degli anni '70 e la seconda metà degli anni '80.
Ricordo tutto.
Non gliene parlerò mai.

Buon Natale, ragazzi!

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