La Lazio non è una squadra di calcio...

Aperto da tatoccolo, 18 Dic 2018, 16:46

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Sbracchiosauro

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Citazione di: LuloFr il 20 Dic 2018, 12:01
in un thread dove si esaltava l'Amore per la Lazio, siamo arrivati a parlare di tutt'altro.

scherzi?
era fondamentale farlo, era sicuramente il luogo e il momento per farlo, bisogna combattere i morbi con ogni mezzo a disposizione, l'importante è essere sempre in prima linea
il tempismo è tutto nella vita
insieme a un italiano eccelso

Tarallo

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gesulio

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la retorica del tutto facile non interessa alcuna squadra, che non sia tra quelle che vincono un trofeo ogni due.
mi sembra talmente ovvio che mi fa specie specificarlo a persone e Laziali senzienti.

la Lazio tra il 98 e il 2000 ce la siamo goduta alla grande, i 4 derby, il gol di Nedved, Salas a Montecarlo, lo scudetto e le coppe Italia. ce campamo de rendita per secoli, soprattutto coi subumani.

ma quella Lazio lì è stata una Lazio "facile" in cui avevamo un presidente che per 5 anni ha fatto come cazzo gli pare in Italia e in Europa comprando tutti. Vieri, Veron, Simeone, Mihajlovic, Mancini, Nedved, Nesta... era una squadra di all star come quasi mai nessuno al mondo.

per il resto, siamo una squadra come le altre, con gli ultimi anni sicuramente sopra la media, ma una squadra che per campare, in assenza di altro vive di leggende, di miti, di passaggi per gli inferi e non certo di vittorie facili: tutto questo diventa materiale per storie che la stessa narrazione fa diventare di volta in volta sempre più fantastiche, e allora capita che la puzza dei calzini di Acerbis dopo Lazio campobasso nel racconto orale e tramandato diventa Chanel n.5.

io quegli anni me li sono fatti tutti allo stadio, dozzine di trasferte e spareggi compresi: non ho medagliette da esporre, né ricordi spregevoli da gettare al cesso. semplicemente ero un Laziale solo in mezzo a un oceano di merdosi di cui nessuno aveva l'abbonamento in saccoccia come me.

ma tutto ciò me lo rivendico esattamente come il gol di Lulic o quello di Murgia perché fa parte di quella narrazione "epica" che appartiene per forza di cose alle squadre che non vincono quasi mai un cazzo o che campano prevalentemente di predomini territoriali. tutto qui. è semplicemente calcio, è semplicemente quel brivido che provi leggendo il libro di quello dell'arsenal o qualsiasi altro racconto che si appoggi su quel tipo di epica.

i professionisti dell'epica a me non mi interessano, come credo alla maggiorparte della gente qui dentro. siamo grossi abbastanza per capire che in fondo, essendo alla fine non solo lo sport più popolare ma anche quello meno prevedibile, ci piace proprio per questo. perché sa essere ingiusto in una misura che è terreno fertile per quell'epica. non è rugby, dove la nuova zelanda contro l'italia vince seicento volte su seicento di almeno 40 punti e tu devi fa' pippa perché sei una sega e basta e l'unico momento in cui c'hai un attimo di fomento è prima della partita quando canti l'inno, non certo quando la palla comincia a muoversi.
il calcio è uno sport che si lega agli episodi, talvolta anche singoli, e spesso agli errori umani, per cui diventa benzina per una Storia di lacrime e sangue come la nostra.

ma in misura differente, lo è per tutti. l'importante è, per chi non ci lavora sopra, e credo nessuno qui dentro si adatti a questa definizione, non farlo diventare paradigma di vita, e nemmeno una filosofia che ci fa sentire differenti.
chi ci si sente, cazzi suoi. chi si sente differente tra i differenti cazzi suoi al cubo.
è semplicemente la nostra storia, calcistica. la nostra e slo la nostra. e ci piace per questo. se no andavamo a vede il rugby e a tifare per la nuova zelanda.

asromammerda a tutte e tutti.

paolo71

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Molto bella Gesù. Mi sento vicino.

Nesta idolo

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Citazione di: gesulio il 20 Dic 2018, 17:10
la retorica del tutto facile non interessa alcuna squadra, che non sia tra quelle che vincono un trofeo ogni due.
mi sembra talmente ovvio che mi fa specie specificarlo a persone e Laziali senzienti.

la Lazio tra il 98 e il 2000 ce la siamo goduta alla grande, i 4 derby, il gol di Nedved, Salas a Montecarlo, lo scudetto e le coppe Italia. ce campamo de rendita per secoli, soprattutto coi subumani.

ma quella Lazio lì è stata una Lazio "facile" in cui avevamo un presidente che per 5 anni ha fatto come cazzo gli pare in Italia e in Europa comprando tutti. Vieri, Veron, Simeone, Mihajlovic, Mancini, Nedved, Nesta... era una squadra di all star come quasi mai nessuno al mondo.

per il resto, siamo una squadra come le altre, con gli ultimi anni sicuramente sopra la media, ma una squadra che per campare, in assenza di altro vive di leggende, di miti, di passaggi per gli inferi e non certo di vittorie facili: tutto questo diventa materiale per storie che la stessa narrazione fa diventare di volta in volta sempre più fantastiche, e allora capita che la puzza dei calzini di Acerbis dopo Lazio campobasso nel racconto orale e tramandato diventa Chanel n.5.

io quegli anni me li sono fatti tutti allo stadio, dozzine di trasferte e spareggi compresi: non ho medagliette da esporre, né ricordi spregevoli da gettare al cesso. semplicemente ero un Laziale solo in mezzo a un oceano di merdosi di cui nessuno aveva l'abbonamento in saccoccia come me.

ma tutto ciò me lo rivendico esattamente come il gol di Lulic o quello di Murgia perché fa parte di quella narrazione "epica" che appartiene per forza di cose alle squadre che non vincono quasi mai un cazzo o che campano prevalentemente di predomini territoriali. tutto qui. è semplicemente calcio, è semplicemente quel brivido che provi leggendo il libro di quello dell'arsenal o qualsiasi altro racconto che si appoggi su quel tipo di epica.

i professionisti dell'epica a me non mi interessano, come credo alla maggiorparte della gente qui dentro. siamo grossi abbastanza per capire che in fondo, essendo alla fine non solo lo sport più popolare ma anche quello meno prevedibile, ci piace proprio per questo. perché sa essere ingiusto in una misura che è terreno fertile per quell'epica. non è rugby, dove la nuova zelanda contro l'italia vince seicento volte su seicento di almeno 40 punti e tu devi fa' pippa perché sei una sega e basta e l'unico momento in cui c'hai un attimo di fomento è prima della partita quando canti l'inno, non certo quando la palla comincia a muoversi.
il calcio è uno sport che si lega agli episodi, talvolta anche singoli, e spesso agli errori umani, per cui diventa benzina per una Storia di lacrime e sangue come la nostra.

ma in misura differente, lo è per tutti. l'importante è, per chi non ci lavora sopra, e credo nessuno qui dentro si adatti a questa definizione, non farlo diventare paradigma di vita, e nemmeno una filosofia che ci fa sentire differenti.
chi ci si sente, cazzi suoi. chi si sente differente tra i differenti cazzi suoi al cubo.
è semplicemente la nostra storia, calcistica. la nostra e slo la nostra. e ci piace per questo. se no andavamo a vede il rugby e a tifare per la nuova zelanda.

asromammerda a tutte e tutti.
Quoterrimo

italicbold

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Come si fa a non quotare Gesulio,
pero' resto convinto che si parlava su un aspetto differente.
Mi sembra pacifico che un Laziale, soprattutto che l'ha vissuta, considera Lazio-Vicenza un elemento fondante dalla propria storia personale e di tifoso. Per me lo é.
Il discorso verteva su come poi la Lazio si racconta all'infuori del suo ambito. Extra-muros.
In quel caso, e qui penso che sia installato il discorso di Tarallo, c'é troppo abuso di una retorica che, se non sei laziale, fatichi a capire. E, in fondo, non passa, perché sportivamente non ha una valenza oggettivamente assoluta.
Certo ce ne possiamo strafottere di quello che pensano gli altri. Tra di noi va bene.
Ma allora non parliamo di comunicazione, parliamo d'altro.



Tarallo

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No, pare che non se po'.
Io ho abbandonato.

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Omar65

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Sintesi.
Quella Lazio disperata, soprattutto noi nati nei sixties, ce la portiamo dentro, non la rinneghiamo, ha forgiato il nostro essere laziali. Guai a chi ce la tocca.
Però c'è stato anche altro nella nostra storia, di meglio e anche di molto meglio. Di cui si parla e si comunica molto meno. E questo non va.

Alla fine nonno che a ogni Natale racconta sempre e solo della ritirata di Russia, rompe li co.j.oni.



E Piripicchio è figlio di Uragano e Apocalisse. E basta.






Gianluko

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Citazione di: italicbold il 19 Dic 2018, 16:08
Io sono, in maniera straripante, sulla stessa lunghezza d'onda di Tarallo.
Soprattutto sulla maglia bandiera.

tatoccolo

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Citazione di: aventiniano il 20 Dic 2018, 09:48
Tatoccolo, scusami, ma hai cannato la citazione - quella di Felice si ferma alla parola 'sceglie'.
Se è sbagliata la citazione chiedo scusa, dal link che ho postato sembra essere tutta una citazione fino al "nulla di facile" mentre solo l'ultima parte sarebbe un'aggiunta di Wilson ("Questo lo pensavamo, lo pensiamo tutt'ora e lo penseremo. Ciao Felice!").
Non cambia la sostanza, però, sia che l'abbia detto Pulici sia che l'abbia aggiunto Wilson.

Citazione
Io ho fatto 9 anni ininterrotti di curva tra la fine degli anni '70 e la seconda metà degli anni '80.
Ricordo tutto.
Non gliene parlerò mai.

Perché no? E' la nostra storia! Io non dico assolutamente di idealizzarla, né di prenderla come target né di considerarla come massimo momento della Lazio. Non dobbiamo vivere nel ricordo, d'accordissimo, ma neanche cancellarlo...

Citazione
Buon Natale, ragazzi!
Intanto speriamo in un bel regalo domani, ci si vede allo stadio ora pranzo! Buon Natale

tatoccolo

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Citazione di: Omar65 il 20 Dic 2018, 23:04
Sintesi.
Quella Lazio disperata, soprattutto noi nati nei sixties, ce la portiamo dentro, non la rinneghiamo, ha forgiato il nostro essere laziali. Guai a chi ce la tocca.
Però c'è stato anche altro nella nostra storia, di meglio e anche di molto meglio. Di cui si parla e si comunica molto meno. E questo non va.

Mi sembra un'ottima sintesi!

Il mio intento iniziale non era fare una guerra tra le varie Lazio degli anni 70/80/90/2000 o attuale, ma solo quello di "smorzare" la rabbia e delusione che mi (ci) aveva attanagliato dopo quasi 2 mesi senza vittorie ricordandomi(ci) che le cose non sono (quasi) mai facili

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arturo

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Citazione di: Omar65 il 20 Dic 2018, 23:04
Sintesi.
Quella Lazio disperata, soprattutto noi nati nei sixties, ce la portiamo dentro, non la rinneghiamo, ha forgiato il nostro essere laziali. Guai a chi ce la tocca.
Però c'è stato anche altro nella nostra storia, di meglio e anche di molto meglio. Di cui si parla e si comunica molto meno. E questo non va.

Alla fine nonno che a ogni Natale racconta sempre e solo della ritirata di Russia, rompe li co.j.oni.



E Piripicchio è figlio di Uragano e Apocalisse. E basta.

La classe , (65)  :=)) non è acqua!

italicbold

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Citazione di: arturo il 21 Dic 2018, 09:05
La classe , (65)  :=)) non è acqua!

E' vino.
porco boia.
:)

Bella sintesi Omar.

FatDanny

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Citazione di: italicbold il 21 Dic 2018, 11:04
E' vino.
porco boia.
:)

Bella sintesi Omar.

anche se ormai, per tempo passato e condizioni di mantenimento, sa un po' d'aceto...

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

:luv: :luv: :luv: :luv: :luv: :luv: :luv:

Buckley

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che poi secondo me c'e' una cosa che in pochi considerano. Giuliano Fiorini non c'e' piu' e finche' c'e' stato ha mostrato amore per la nostra maglia. Nedved al solo essere accostato al nome Lazio je vengono le bolle sulla pelle. Mancini appena je conviene se fa li cazzi sua a spese nostre, Stam con le azioni della Lazio non ci comprava il latte per i figli, pochi della Lazio cragnottiana hanno mostrato riconoscenza, i loro nomi sono sempre i soliti. E' anche e soprattutto lo spessore umano dei protagonisti che fa' la differenza. L'epica si compone di fatti ma soprattutto di eroi.

CityZen

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Ho un'idea !
Per liberarci dal passato, facciamo che ci chiamiamo tipo SS Lazio 2, o II stagione, oppure La Nuova Lazio.
Per far capire a tutti, e soprattutto ai detrattori, che non siamo più quelli manica di sfigati di un tempo, bensì La Lazio del Cambiamento.

:D

Dai scherzo, anche io penso che possa essere pericoloso cuocere il nostro ardore nella pentolona del vittimismo (ma poi, chi lo fa? forse solo i bestemmiatori - di Lazio - seriali che commentano le partite cominciando a smoccolare dopo 4 minuti in cui il gioco non è fluido e spettacolare come vorrebbero i tempi, o - addirittura, incredibile fatto che non dovrebbe mai accadere ad una squadra come la Nostra - abbiamo preso un gol !!! che onta !! )

Citazione di: BalkanLaziale il 19 Dic 2018, 00:38
Uno che si libera della sua storia non ha futuro.

Abbiamo 118 anni della storia, con vittorie e sconfitte, alti e bassi. Dalla storia si impara per il futuro e dico - sticazzi con liberazioni e damnatio memorie. Dobbiamo essere orgogliosi di sti 118 anni, perche siamo 'catturati' dalla Lazio, la Lazio che vive in eterno, esattamente come Pulici ha raccolto per 40 anni.

Omar65

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Citazione di: arturo il 21 Dic 2018, 09:05
La classe , (65)  :=)) non è acqua!

Citazione di: italicbold il 21 Dic 2018, 11:04
E' vino.
porco boia.
:)

Bella sintesi Omar.


:beer:

Citazione di: FatDanny il 21 Dic 2018, 11:21
anche se ormai, per tempo passato e condizioni di mantenimento, sa un po' d'aceto...

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

:luv: :luv: :luv: :luv: :luv: :luv: :luv:


:ass:  :beer:

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JoseAntonio

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Citazione di: Buckley il 21 Dic 2018, 12:20
che poi secondo me c'e' una cosa che in pochi considerano. Giuliano Fiorini non c'e' piu' e finche' c'e' stato ha mostrato amore per la nostra maglia. Nedved al solo essere accostato al nome Lazio je vengono le bolle sulla pelle. Mancini appena je conviene se fa li cazzi sua a spese nostre, Stam con le azioni della Lazio non ci comprava il latte per i figli, pochi della Lazio cragnottiana hanno mostrato riconoscenza, i loro nomi sono sempre i soliti. E' anche e soprattutto lo spessore umano dei protagonisti che fa' la differenza. L'epica si compone di fatti ma soprattutto di eroi.

Sono molto d'accordo, è anche difficile costruire una comunicazione sopra una storia fondamentalmente non raccontata dai protagonisti.
Per dire, ci sono libri su quei due-tre anni? Al contrario, quanti raccontano il '74 o i -9?
Aggiungerei anche che la mancata continuità societaria negli anni dopo Scudetto e Coppe contribuisce al tutto (al di là del giudizio sulle due proprietà)

VeniVidiLulic

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Allora, premesso che l'avatar di tarallo lo rende inquotabile per principio, il discorso che molti non capiscono è che chi (attenzione, NESSUNO la rinnega o se ne vergogna) si discosta un minimo dalla retorità antica -pane e salame- semplicemente non se po' vive e parlare SOLO di quello, o utilizzare solo quel paradigma per rappresentare la Lazialità, come a voler sminuire la passione di chi non l'ha passata e creare un solco generazionale, come se fossimo lo Utd e potessimo permettercelo, tra chi l'ha vissuta e ne fa un vanto e tutti l'altri, ecco, quello me sta moderatamente sul ca... lo capisco, eh, ma mi sta sul cazzo.
Se non altro perchè è una narrazione di nicchia, un qualcosa che non ci amplifica ma ci ghettizza in modo terribile.

Io della Lazio del primo scudetto ne ho sentito parlare solo da mio padre, come della storia dei -9, inutile dire a quale dei due racconti o periodi mi sia appassionato di più, ho avuto una coscienza calcistica all'inizio degli anni '90, coincidente con Signori, Riedle, Gazza etc,etc e sono perfettamente cosciente che la Lazio Cragnottiana sia stata una parentesi, ma ad oggi, tantopiù all'estero che in italia, siamo percepiti come una grande decaduta, significa che quel periodo è ancora vivo e soprattutto si tratta di un passato e di un messaggio vincente da cui potremmo ancora attingere, invece di crogiolarci nelle nostre sofferenze passate.
"Siamo stati in cima al mondo, e un giorno o l'altro ci ritroverete lassù, nonostante tutto.".

La narrazione vincente se la vuoi creare ce l'hai, cazzo se ce l'hai, e sarebbe potentissima.
E in quello ci stanno anche, legittimamente, i periodi difficili, checcazzo, ma se parliamo solo de quelli passiamo per perdenti e piagnoni, se invece costruisci una narrazione vincente che abbracci tutta la nostra lunghissima storia sportiva allora trasformi completamente anche la percezione della Lazio e dei Laziali.

E tutti noi sappiamo quanto cazzo siamo generalmente tafazziani e depressi come tifoseria, porca miseria se ne abbiamo bisogno, non di abbatterci e bastonarci da soli "ah ma siamo stati ad un palmo dalla serie C" "abbiamo sfiorato il fallimento" e via flagellandoci nella sofferenza passata.
Ebbasta piangersi addosso cazzo.


p.s. la maglia bandiera è bellissima.

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