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Era il 25 maggio del 2009, ed un tronfio Claudio Lotito si autocelebrava: "Tutti sognano la Lazio, anche i giocatori. Il paradosso è che quando sono arrivato, scappavano tutti, adesso c'è il controesodo". A distanza di un anno, rileggere queste dichiarazioni, fa quasi sorridere (amaramente, purtroppo). Soprattutto in un calciomercato in cui il club biancoceleste, che solo qualche anno fa era tra i più prestigiosi del mondo, per un motivo o per l'altro è stato rifiutato da elementi che sono di buon livello ma che di certo non appartengono all'elite del calcio internazionale.
Il primo a dire no a Lotito è stato, più o meno un mese fa, il greco Papastathopoulos. Il maggiore azionista della società capitolina ed il presidente del Genoa Preziosi avevano trovato un accordo per il trasferimento del roccioso Sokratis a Roma con la formula del prestito con diritto di riscatto. Puntuale, dopo qualche giorno, è arrivato l'alt del ragazzo, che tra le righe ha fatto intendere che avrebbe lasciato la Liguria solo per un club di primo piano. Infatti, poi, con la stessa formula se ne è andato al Milan.
Successivamente a declinare le avances dei dirigenti biancocelesti ci ha pensato il centrocampista del Ghana Kevin Prince Boateng. Il calciatore, autore di un buon mondiale ma retrocesso nell'ultima stagione in Premier League nelle file del Portsmouth, avrebbe accettato senza problemi un trasferimento al Genoa, ma ha detto no ad un approdo nella Lazio. Questo, purtroppo, la dice lunga sull'incontrovertibile perdita di fascino che la società biancoceleste, da qualche tempo a questa parte, ha subito in Italia ed all'estero.
Ultimo in ordine di tempo a rifiutare la proposta di Lotito è stato Robert Acquafresca. Il giovane bomber ex Torino preferisce addirittura il Cagliari alla Lazio. Certo, gli ultimi baluardi a difesa della lotitianità potranno risponderci che lo fa solamente prechè in Sardegna avrebbe più possibilità di giocare. Però, ci chiediamo noi, il centravanti classe 1987 avrebbe rifiutato il trasferimento anche se a richiederlo fosse stato un club di primo piano? Secondo noi, la risposta è scontata. Ed è ovviamente negativa.
Curioso, poi, che Lotito poco più di un anno fa parlava di controesodo, affermando che tutti sognavano di venire a giocare nella Lazio, quando ad oggi sono diversi i calciatori che sono metaforicamente scappati dalla capitale. Vogliamo parlare di De Silvestri, che ha preferito andare a Firenze piuttosto che accordarsi con il club biancoceleste, e che, come Pandev, ha poi dichiarato di essere andato via da Lotito, e non dalla Lazio? O preferite che si facciano riferimenti ai giovani Faraoni e Kasami, persi a parametro zero ed ora felici e contenti rispettivamente a Milano e a Palermo?
Le chiacchiere stanno a zero, i fatti sembrano davvero inequivocabili. Non solo Lotito, pur potendo gestire una società che ha il quinto-sesto bacino d'utenza in Italia, costringe la Lazio a veleggiare stabilmente attorno al decimo posto, dimostrando con i fatti di essere un amministratore dalle scarsissime capacità gestionali, ma ha anche fatto perdere al club capitolino quel prestigio che dagli anni 90 in poi l'ha sempre contraddistinto.
Così, davvero, non si può andare avanti. E lo testimonia anche la campagna abbonamenti. A ieri, sui 27.000 fedelissimi che avevano deciso di tesserarsi per la passata stagione, solo 850 persone hanno rinnovato il loro abbonamento. Il tifoso Laziale s'è stancato. Questo è poco ma sicuro. Anche se i lotitianesi avranno da ridire. Tra una foto di una Coppa e una bandierina. Ovviamente, come sempre, virtuale.
che ne pensate di questo articolo?
io lo condivido al 100%
e per quanto riguarda i rifiuti di anelka ronaldo ect ect ricordo intervesti ai vari frey buffon ect ect che sognavano di giocare con la sslazio e il vieri di turno che voleva andare via ,per poi pentirsi, lo faceva solo per soldi.