In particolare, l 'attività di
indagine avrebbe evidenziato
l 'esistenza di uno stretto
legame tra
il gruppo degli "irriducibili" e la
società sportiva LAZIO, nel
periodo in cui tale ultima
società
è stata sotto la Presidenza
della famiglia CRAGNOTTI e,
sia pur in minima parte,
dell'Avv.to LONGO. Durante
tale gestione, sarebbe emerso
che la società elargisse
particolari ed economicamente
cospicui finanziamenti alla
tifoseria della LAZIO, sotto
forma di assegnazione di un
consistente quantitativo di
biglietti, che, pur essendo a
pagamento, venivano elargiti a
titolo gratuito a tali tifosi,
nonché di accollo economico
delle
spese, assai elevate, correlate
alle rappresentazioni
coreografiche realizzate dalla
tifoseria, in occasione di
determinate gare sportive;
circostanza, quest 'ultima, che
avrebbe
trovato riscontro oggettivo
anche attraverso l 'esame della
documentazione contabile agli
atti della società, ove risultano
numerose fatture (almeno 19)
e nr. 1 nota di credito della
" Serigratransfer srl" di
Ortonovo (SP), indirizzate alla
LAZIO; e nr. 2 lettere dello
studio
legale "Francia" di Carrara
(MS), con le quali venivano
richieste alla LAZIO alcune
somme
dovute alla "Serigratransfer
srl". Tali fatture, tutte
indirizzate a "S.S. LAZIO
S.p.A. Via
Valenziani 10 – 00187 Roma"
sarebbero risultate
direttamente riconducibili a
tale attività di
sovvenzionamento economico
da parte della società LAZIO,
in favore della tifoseria
biancoceleste.
Pertanto, secondo l'assunto
accusatorio, mentre sotto
l 'attuale gestione della società
LAZIO, il Presidente LOTITO
dapprima avrebbe opposto
una ferma resistenza e,
successivamente, una
manifesta reazione alle
attività connotate da una forte
valenza
intimidatoria poste in essere
dagli "irriducibili", sfociata con
la presentazione di denunce
formali tese a portare alla luce
tali illecite ingerenze e
pressioni e a smascherarne gli
autori, di contro, invece, sotto
la precedente gestione
riconducibile alla famiglia
CRAGNOTTI, la dirigenza
societaria si sarebbe piegata e
di fatto prestata a tali indebite
pressioni adottando, quale
frutto predeterminato di una
precisa politica societaria,
azioni di
evidente favore ed anche di
sostegno finanziario nei
confronti di tale frangia della
tifoseria
biancoceleste, garantendo a
quest 'ultima la disponibilità di
un notevole quantitativo di
biglietti di cui poter
gratuitamente beneficiare e,
conseguentemente lucrare, in
riferimento
alle gare giocate in casa della
Lazio, sovvenzionando, dal
punto di vista economico, la
realizzazione di scene
coreografiche ad opera di tale
tifoseria, in occasione delle più
importanti gare di campionato
nelle quali era impegnata la
squadra della Lazio; ed
arrivando, infine, ad adottare
delle strategie imprenditoriali,
tradottesi poi in scelte
concrete, tese a favorire la
realizzazione anche di attività
commerciali e, quindi, di
profitto
economico, da parte di
soggetti riconducibili a tale
movimento organizzato di
tifosi,
gravitanti intorno al
merchandising della LAZIO;
con evidenti ingerenze sulle
scelte
societarie anche per quanto
riguarda, tra l'altro, la
commercializzazione di
prodotti recanti
il marchio della società, la
sponsorizzazione tecnica, i
servizi di sicurezza allo stadio.
Più specificatamente, gli
organi dirigenziali e/o
amministrativi della società
LAZIO
avrebbero posto in essere
una "irregolare gestione
societaria, sotto la specie di
illecita
instaurazione e conseguente
intrattenimento di
rapporti,anche di natura
commerciale, con
settori della propria tifoseria
( caratterizzato, tra l 'altro,
dalla elargizione, in favore di
tale
tifoseria e a titolo gratuito, di
beni economicamente
apprezzabili, quali ingenti
quantitativi
di biglietti di ingresso allo
stadio, il cui numero, solo per
la stagione sportiva
2003/2004,
sarebbe oscillato tra un
minimo di 400 ed un massimo
di 1880 tagliandi a partita, a
seconda dell ' importanza delle
gare disputate dalla S.S.
LAZIO S.p.a.; nonché dal
sovvenzionamento di spese
elevate, correlate alla
realizzazione di
rappresentazioni
coreografiche, da parte di tale
tifoseria, in occasione di
partite casalinghe della S.S.
Lazio).
In tale contesto, secondo la
Procura l 'attività di indagine
svolta dall'AGO nell'ambito del
predetto procedimento penale,
avrebbe evidenziato il
coinvolgimento nell 'ordine di
Luca
BARALDI e di Giuseppe
Matteo MASONI, che hanno
ricoperto la carica di
Amministratori
Delegati della Lazio dal 2003
al 2004.
Secondo l'assunto accusatorio,
i due Amministratori
avrebbero omesso di
adempiere ai
propri obblighi di controllo,
caratterizzanti la carica
ricoperta, e la connessa
posizione di
garanzia, consentendo in tal
modo alla società di finanziare
i cd. irriducibili, sia mediante
la
dazione di biglietti, sia
mediante il pagamento di
fatture emesse da una società
a questi
ultimi riferibile.