La resa di un tifoso 1.0

Aperto da GuyMontag, 01 Feb 2014, 18:59

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eaglemiky

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Citazione di: cuchillo il 01 Feb 2014, 23:33
Insomma, mi par di capire di essere, qui dentro, l'unico tifoso 2.0
Uno che si documenta sui giocatori che arrivano, che non si dà pace quando la squadra non viene rafforzata, uno che quando è a -3 a metà campionato dalla Juve capolista avrebbe voglia di prendere a capocciate il muro perché non arriva un solo rinforzo, uno che perde tempo a leggere notizie sul web, uno che prova a dire la sua su una controversia giuridica tra la Lazio e un suo giocatore, uno che non tifa e basta, ma tifa e s'incazza pure quando perde, uno cui piace che si giochi tutti i giorni della settimana, uno che non si limita a sventolare la bandiera (che tra l'altro non ha mai avuto) ma che con coscienza critica cerca di capire dove sono i meriti quando si vince e i demeriti quando si perde, uno che si domanda perché se si incassano 20 milioni per un giocatore non si rinvestono subito per non indebolirsi oltremodo, uno che se arriva uno forte sarà più contento che se arriva uno modesto, uno che pensa che SKY offra un servizio di grande qualità e vivaddio che esiste! e che Riccardo Trevisani (secchione romanista) capisca di calcio cento volte più di Nando Martellini, uno che ama la televisione dilagante e la stampa cialtrona e gossippara (i letterati del calcio li ho sempre trovati profondamente noiosi, i romanzieri, poi, non ne parliamo).

Sono uno di quelli che ha vinto, insomma.
Non c'è UNA sola cosa di trenta o vent'anni fa che preferisco a oggi.

Io ricordo come veniva trattato allo stadio Gian Marco Calleri, uno per il quale dovremmo edificare monumenti equestri in Campidoglio buttando via il Marco Aurelio con tutto il basamento marmoreo.     
Uno che in 6 anni c'ha portato dall'inferno della C alla lotta per la zona Uefa, da Sgarbossa e Brunetti a Riedle e Doll.
Trattato sempre come un tirchiaccio speculatore. "Calleri caccia li sordi" e giù tonnellate di comunicati, volantini, ciclostilati, proteste e contestazioni.
Uno che per me, come riferimento umano, è un gradino sotto Filippo Turati e i fratelli Rosselli.
Trattato come un approfittatore incapace di portare la Lazio ai livelli che le competevano.
E' passato un quarto di secolo.

Il tifoso è sempre lo stesso. Oggi non è peggio di prima. E' eguale a se stesso.
E' l'unico essere che non cambia mai. Nei secoli dei secoli.


Post scriptum:

Ribadisco, a chi storce la bocca, che lo stadio è un posto di merda.
Da 30 anni sicuramente. Forse anche da 40, ma non ne ho certezza. 
Un posto dove prima di entrare, bisogna leggere la formazione della squadra avversaria e pregare che non vengano schierati giocatori neri, perché se così fosse, sai che starai male quando sentirai gli ululati. E ti vergogni di condividere un luogo con idioti del genere.
Un luogo dove si estrinsecano (me paro Delio Rossi...) nella maniera più palmare possibile le miserie del genere umano: razzismo, ignoranza, vigliaccheria.
Un luogo come lo stadio mi repelle da sempre.
Ci vado solo per amore. Ma fossi un turista non ci entrerei manco gratis in uno stadio italiano, fatta eccezione per pochissimi casi.
E' una fogna, non un luogo dove si consuma uno spettacolo.

Non so come mi vogliano catalogare ma sono un tifoso uguale a te. :D

PabloHoney

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Citazione di: Mr. Soul il 02 Feb 2014, 00:08
E' una dichiarazione di resa, infatti.
Quel modo di tifare si ritira e fa gli auguri

Si ritira Guy, non tutti i tifosi 1.0
(Che poi per me non si ritira manco lui)

fabichan

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cuchillo: il tifoso 1.0 (o 2.0) non è una categoria storica, ma antropologica.
Non c'entra niente il passato, le radioline (le odiavo pure io) o le possibilità che ci danno le nuove tecnologie, senza le quali, tra parentesi, io che vivo all'estero non avrei MAI la possibilità di godermi la Lazio.

La differenza è nel rapporto che c'è tra tifoso e "oggetto" del tifo. Pure lo stadio c'entra relativamente (io negli scorsi 5 anni sono andato praticamente sempre da solo e mi sono incazzato quasi sempre, e non solo per motivi sportivi).

Il tifoso 2.0 (rispetto al 1.0) è quello che non si accontenta del suo status; che vuole decidere la campagna acquisti perchè conosce perfettamente i fenomeni della serie b norvegese, a differenza di "quei dilettanti"; che vuole sceglersi il presidente perchè "è carente nella comunicazione" (mai capita sta cosa); che passa la notte a farsi i piani finanziari, a verificare possibilità di nuove entrate, sponsor, ricapitalizzazioni; che si fa il mercato a tavolino da pc di casa come stesse giocando a football manager (vendo x a 3M, y a 1,25 per la metà, lista gratuita per z; mi prendo A in prestito con diritto di riscatto, b a 4....)
Il tifoso 2.0 auspica la sconfitta della propria squadra pur di liberarsi del presidente o del DS (mah); preferisce vincere lo "scudetto del mercato" alle partite sul campo.
Il tifoso 2.0 non è "tifoso", nel senso letterale del termine.
E' un'altra cosa. Ed è una cosa "nuova", delgi ultimi 20 anni (anche io seguo il calcio da 30 anni).

ralphmalph

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Citazione di: fabichan il 02 Feb 2014, 00:14
Il tifoso 2.0 (rispetto al 1.0) è quello che non si accontenta del suo status; che vuole decidere la campagna acquisti perchè si guarda i fenomeni della serie b norvegese; che vuole sceglersi il presidente perchè "è carente nella comunicazione" (mai capita sta cosa); che passa la notte a farsi i piani finanziari, a verificare possibilità di nuove entrate, sponsor, ricapitalizzazioni; che si fa il mercato a tavolino da pc di casa come stesse giocando a football manager (vendo x a 3M, y a 1,25 per la metà, lista gratuita per z; mi prendo A in prestito con diritto di riscatto, b a 4....)

:lol: :lol: :lol:

vai a legge quello che ho scritto, contemporaneamente a te, sul topic di Mr.Soul
:lol: :lol: :lol:

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Zombi

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Citazione di: ralphmalph il 02 Feb 2014, 00:18
:lol: :lol: :lol:

vai a legge quello che ho scritto, contemporaneamente a te, sul topic di Mr.Soul
:lol: :lol: :lol:

il .2 te fa una pipa  :)

fabichan

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Citazione di: ralphmalph il 02 Feb 2014, 00:18
:lol: :lol: :lol:

vai a legge quello che ho scritto, contemporaneamente a te, sul topic di Mr.Soul
:lol: :lol: :lol:

Esatto, tifoso 2.0  :beer:

(Tra l'altro, avevo modificato il post nel frattempo: ti ci ritrovi ancora meglio mi sa...)

EDIT: me l'ero perso quel topic, mo' ci scrivo.

ralphmalph

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fabichan

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 :=))

Se mi bannano: un saluto a tutti.  :beer:

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syrinx

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Citazione di: sigurd il 02 Feb 2014, 00:05
esatto.
E io co' 'sta gente me ce dovrei da' de gomito per sentirmi parte del gruppo?
Ma se rendemo conto?

Ma infatti.

Lo scempio di Lotito non raibilita assolutamente la cornice marcia, che c'è ed è un problema grosso quanto quello che risiede a villa s. Sebastiano.

Io ho visto gente godere pensando di aver avuto la vittoria definitiva ieri al suono di " ve l'avevo detto...". Non so se siano tifosi 1.0 o 2.0, ma il bene della Lazio c'entra poco.

Per quanto mi riguarda c'è solo un modo di tifare, stare vicini alla Lazio sempre, in ogni modo possibile e nel limite delle proprie possibilità.

Torno nell'oblio, ma nel farlo mando un abbraccio a tutti, specialmente a cuchillo con cui ho avuto begli scazzi in passato, ma che oggi sta scrivendo per me.

GuyMontag

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Magari non mi esprimo un granché, o magari troppo, perché mi trovo ad essere d'accordo con interventi apparentemente contraddittori.

A Mr. Soul che parla di resa, ed altri che sostengono maddeché resa, ho una risposta estremamente personale. Magari il tifoso 1.0, con disagi maggiori o minori, dato che - come sostiene giustamente Cuchillo - lo stadio è proprio un posto di merda (e probabilmente quando ero più piccolo la mia attenzione era sviata da altre cose, mentre ora il re è impietosamente nudo), dicevo il tifoso 1.0 si adatta, si ribella, non accetta.

Ha interpretato perfettamente il mio pensiero fabichan qui sopra, con un solo appunto. Io non dò patenti di "tifoso migliore" al tifoso 1.0, né tampoco di becerume al 2.0. Lo penso in molti casi, ma sempre contestualizzando.

Però non mi ci trovo più. Altri ci si trovano, fortunati loro che riescono a godere ancora dello stadio. Io no. Torno a casa ogni volta stranito, avverto un'estraneità quasi totale dall'ambiente, dalla gente che ho intorno, faccio fatica a considerare fratelli quelli che davanti dietro e accanto a me passano il tempo ad insultare tutto e tutti, lividi e plumbei nel loro rancore. Non mi ci trovo, non lo avverto più come casa mia, e sì che è stata casa mia per quarant'anni, quasi cinquanta.

E mo' basta. Non è mica un dramma, ha sicuramente ragione property quando sostiene che il calcio tutto è cambiato, in un calcio 2.0 un tifoso 1.0 è un arnese un po' patetico, giusto fa un po' colore ma è proprio fuori moda. Lo dico senza ironia, a me di essere fuori moda non me ne frega men di niente. Manco sono un talebano che proclama uno sciopero personale, né l'ultimo giapponese in difesa della purezza del mito di Silvio Piola.

Mi arrendo alla maggioranza schiacciante. Tanto, come scrivevo nel post di apertura, la mia Lazio, quella che immagino e che è un misto di storia vera, di mito, di ricordi giovanili infiorati con un po' di fantasia, di idealizzazione di quelle bandiere di Lazio-Foggia che magari sotto nascondevano una bella manica di fiji de na mignotta, insomma ci metto dentro tutto, Fiorini e Birmingham, i ventimila di Pisa e un viaggio solitario ad Udine per vedere un gol di Zucchini, quella volta che dopo un derby tirava n'ariaccia, e io lasciai il bastone e mi misi la bandiera sotto il giaccone, la strizza di Firenze e le lacrime di Napoli, gioie dolori tradimenti morti improvvise, il pathos e l'epos, i grandi drammi che ci hanno sempre contraddistinto, il nove gennaio del 2000 che giravo per Roma con la maglietta e i figli per mano, ci metto tutto insieme, nel mio frullatore ideale, ed esce fuori la Lazio. Anzi la LAZIO.

E in quella mia Lazio non c'è spazio per i lotiti a prima porta, i cori beceri, gli striscioni e le contestazioni ad oltranza, i fischi ai nostri giocatori, i buu e i ragazzi di buda. Mi perdoneranno i cantori, ma lì non ci entrano. Se questo vuol dire resa, ebbene resa sia. Non ho voglia di starci a combattere. Ho cose più importanti da pensare. Non più importanti della Lazio, più importanti di questo chiacchericciume intorno alla Lazio. Che - mi si permetta - è in perfetto stile 2.0.

Aridatece la Lazio, qualcuno diceva. Nessuno me la può ridare, perché la mia Lazio, nessuno me l'ha presa. Anche se non la condivido con gli altri.

Zombi

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Citazione di: syrinx il 02 Feb 2014, 00:32


Io ho visto gente godere pensando di aver avuto la vittoria definitiva ieri al suono di " ve l'avevo detto...". Non so se siano tifosi 1.0 o 2.0, ma il bene della Lazio c'entra poco.



la cosa peggiore: il senso di vittoria di alcuni
vittoria di cosa?
ma se sui tifosi ci passo, sui plastini no

eaglemiky

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Citazione di: Mr. Soul il 02 Feb 2014, 00:51
la cosa peggiore: il senso di vittoria di alcuni
vittoria di cosa?
ma se sui tifosi ci passo, sui plastini no

La vittoria non so di chi sia ma manco me ne importa. Io so solo che ieri ho chiuso . Non ce la faccio piu' ad assistere allo scempio in atto so  solo che ha perso la Lazio di brutto ridicolizzata prima da tifosi che ne hanno infamato la nomea in giro per l'europa e poi da un presidente incapace ed arrogante che e' arrivato al punto da far schifare la Lazio come destinazione anche da panchinari di mezza italia e mezzi giocatori del parma.

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Celeborn

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Citazione di: cuchillo il 01 Feb 2014, 23:33
Insomma, mi par di capire di essere, qui dentro, l'unico tifoso 2.0
Uno che si documenta sui giocatori che arrivano, che non si dà pace quando la squadra non viene rafforzata, uno che quando è a -3 a metà campionato dalla Juve capolista avrebbe voglia di prendere a capocciate il muro perché non arriva un solo rinforzo, uno che perde tempo a leggere notizie sul web, uno che prova a dire la sua su una controversia giuridica tra la Lazio e un suo giocatore, uno che non tifa e basta, ma tifa e s'incazza pure quando perde, uno cui piace che si giochi tutti i giorni della settimana, uno che non si limita a sventolare la bandiera (che tra l'altro non ha mai avuto) ma che con coscienza critica cerca di capire dove sono i meriti quando si vince e i demeriti quando si perde, uno che si domanda perché se si incassano 20 milioni per un giocatore non si rinvestono subito per non indebolirsi oltremodo, uno che se arriva uno forte sarà più contento che se arriva uno modesto, uno che pensa che SKY offra un servizio di grande qualità e vivaddio che esiste! e che Riccardo Trevisani (secchione romanista) capisca di calcio cento volte più di Nando Martellini, uno che ama la televisione dilagante e la stampa cialtrona e gossippara (i letterati del calcio li ho sempre trovati profondamente noiosi, i romanzieri, poi, non ne parliamo).

Sono uno di quelli che ha vinto, insomma.
Non c'è UNA sola cosa di trenta o vent'anni fa che preferisco a oggi.

Io ricordo come veniva trattato allo stadio Gian Marco Calleri, uno per il quale dovremmo edificare monumenti equestri in Campidoglio buttando via il Marco Aurelio con tutto il basamento marmoreo.     
Uno che in 6 anni c'ha portato dall'inferno della C alla lotta per la zona Uefa, da Sgarbossa e Brunetti a Riedle e Doll.
Trattato sempre come un tirchiaccio speculatore. "Calleri caccia li sordi" e giù tonnellate di comunicati, volantini, ciclostilati, proteste e contestazioni.
Uno che per me, come riferimento umano, è un gradino sotto Filippo Turati e i fratelli Rosselli.
Trattato come un approfittatore incapace di portare la Lazio ai livelli che le competevano.
E' passato un quarto di secolo.

Il tifoso è sempre lo stesso. Oggi non è peggio di prima. E' eguale a se stesso.
E' l'unico essere che non cambia mai. Nei secoli dei secoli.


Post scriptum:

Ribadisco, a chi storce la bocca, che lo stadio è un posto di merda.
Da 30 anni sicuramente. Forse anche da 40, ma non ne ho certezza. 
Un posto dove prima di entrare, bisogna leggere la formazione della squadra avversaria e pregare che non vengano schierati giocatori neri, perché se così fosse, sai che starai male quando sentirai gli ululati. E ti vergogni di condividere un luogo con idioti del genere.
Un luogo dove si estrinsecano (me paro Delio Rossi...) nella maniera più palmare possibile le miserie del genere umano: razzismo, ignoranza, vigliaccheria.
Un luogo come lo stadio mi repelle da sempre.
Ci vado solo per amore. Ma fossi un turista non ci entrerei manco gratis in uno stadio italiano, fatta eccezione per pochissimi casi.
E' una fogna, non un luogo dove si consuma uno spettacolo.

Apprezzo e condivido.
Non ti conosco, ma ti stimo.
:beer:

cuchillo

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Citazione di: fabichan il 02 Feb 2014, 00:14

Evidentemente, siamo diversi, Fabio.
Senza arrivare agli eccessi di simulare piani finanziari notturni, io non sono un tifoso che si limita a tifare nella buona e nella cattiva sorte.
Lo faccio ma faccio anche altre cose, oltre a tifare.
Io ho l'ambizione di voler concorrere a determinare un giudizio, un sentire, chiamalo un rumore di fondo, se vuoi. Insieme ad altre centinaia di migliaia di tifosi 2.0 come me.
La grande potenza di Internet sta nel fatto che i bluff si smascherano presto.
Nessuno, manco Italo Allodi può prenderti per il culo quando ti porta i giocatori.
Se 25 anni fa portavi Lampugnani e Olivares (e sto parlando di Calleri e nessun presidente ho amato come lui), ti dovevi fidare, punto e basta. Non avevi alcun mezzo per verificare la bontà di un giocatore.
Oggi se per ridurre il gap di 3 punti con la Juve per provare a sferrare un attacco al primo posto porti Pereirinha e Saha, in 5 minuti vieni smascherato.
Essere una quota-parte di una massa critica che vuol fare capire ai dirigenti della propria squadra che per il culo non amano essere presi, significa essere tifosi 2.0? Allora lo sono. Ma lo sono sempre stato, da quando sono stato in grado di vedere le partite coi miei occhi senza che qualcuno me le raccontasse.
Sono un consumatore di Lazio, oltre che un tifoso. La Società si finanzia anche attraverso i miei contributi economici. Non chiedo cose particolari in cambio. Mi accontenterei di non essere preso in giro e che UNA VOLTA, UNA SOLA VOLTA, la società dicesse chiaramente quali sono le sue aspirazioni minime e massime. Senza essere malmostosi, arroganti e vanesi e sbrodolare cazzate a ogni pié sospinto. 
E' la quarta campagna-acquisti che viene clamorosamente toppata, fino alla più terrificante ammissione del suo allenatore "qui non vuole venire nessuno" e non c'è stata UNA SOLA PAROLA non dico di scuse ma di assunzione di responsabilità: "sì, in effetti abbiamo sbagliato qualcosa di troppo, ultimamente".
Ma uno che si aspetta questo è un tifoso antropologicamente diverso? Io lo sono, allora.

Quanto al darsi di gomito, per me chi contesta in modo incivile e autoreferenziale non esiste. Non è mai esistito. E sgombrando il campo da ogni equivoco, l'iniziativa di Lazio-Sassuolo è una farsa grottesca che mai vedrà la mia partecipazione.

Io non voglio limitarmi a sventolare la sciarpa sull'inno di Scarcelli. Voglio esprimere consenso quando è giusto e dissenso quando è giusto. Consenso e dissenso che si uniscano a quelli di altri fratelli laziali e concorrano a generare un sentire diffuso.

L'oggetto del mio tifo è diverso dal tifoso 1.0? Va bene così, non sarà mai un problema.

AquilaLidense

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Citazione di: NatoIl9Gennaio il 01 Feb 2014, 19:20
1.0 e' coerente, 2.0 e' banduerola
1.0 e' libero, 2.0 e' massificato
1.0 argomenta, 2.0 strilla
1.0 ha un presidente, 2.0 ha un gestore.
1.0 e' laziale, 2.0. no

Che bello essere obsoleti.

Forza Lazio!

1.0 insulta i propri tifosi, 2.0 no

Achab77

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Il cuore mi porta a ragionare come cuchillo, arkham, fat danny e cosmo (a proposito, cosmo mio, te vojo bene).

Ma la ragione mi spinge a sognare che questa ricchezza di persone tifose della Lazio, come GM, possano un giorno fondersi con un pensiero unico, forte e corale: che la Lazio la si tifa e sostiene in ogni caso, ma anche che al 2.0 in cui ci troviamo, più che una resa degli antecedenti ci vorrebbe la forza dei posteri.
Perché amare la Lazio significa anche contribuire, civilmente e rispettosamente, affrontando di petto quelli che sono gli argini, gli ostacoli, i problemi.
Una volta è il calcio scommesse, un'altra i riommerds, un'altra ancora la stampa, poi una parte di tifoseria becera, infine una dirigenza che manca di rispetto e che impedisce all'anima della Lazio di alzarsi in volo.
Sarebbe bello limitarsi a sostenere e a tifare tout court l'ambaradam Lazio, senza porsi dubbi se non quelli di chi schierare domenica? Forse. O forse no; forse è "da Lazio" guardare oltre il confine e cercare, dico cercare, di proteggere il nostro patrimonio, rischiare di diventare degli insopportabili "2.0" perché sappiamo di tifare un'entità a sé, impossibile da paragonare alle altre realtà per questioni storiche, statutarie, ambientali, morfologiche, geografiche. E, pur con tutte le contraddizioni e divisioni del caso, siamo sempre stati noi .0, .1 e .2 a far sì che nulla passasse il limite se pensavamo che stesse danneggiando la nostra fede prima ancora della nostra squadra.

Qualcuno prima ha citato Nick Hornby; in questo passaggio io mi sento di paragonare la Lazio all'Arsenal senza alcuna esitazione. Siamo solo noi, ragazzi, gli artefici della nostra Lazialità. Che piaccia o no, non riusciremo mai ad essere tifosi come tutti gli altri, per noi il compito è sempre stato difficile. Cerchiamo di restare uniti, perché se molliamo noi, finisce tutto.

"L'Arsenal non è un Nottingham Forest o un West Ham o addirittura un Liverpool, una squadra che ispiri affetto o ammirazione in altri tifosi: spartiamo i nostri piaceri solo tra noi.
I tifosi del West Ham che conosco hanno un innato senso di autorità morale da cane bastonato, quelli del Tottenham emanano un'aria compiaciuta, quelli del Manchester United sono permeati di grandiosità frustrata, quelli del Liverpool sono semplicemente magnifici. E per quanto riguarda quelli dell'Arsenal... È impossibile pensare di non essere stati influenzati dal fatto di amare ciò che il resto del mondo considera fondamentalmente i.n.degno di amore."

Barabba Terzo

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Citazione di: Kredskin il 01 Feb 2014, 19:07

Io, che comunque sono giovane, ho passato l'adolescenza senza internet, a giocare a pallone al colle oppio

La mitica polveriera :))

fabichan

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Citazione di: cuchillo il 02 Feb 2014, 01:03
Evidentemente, siamo diversi, Fabio.
Senza arrivare agli eccessi di simulare piani finanziari notturni, io non sono un tifoso che si limita a tifare nella buona e nella cattiva sorte.
Lo faccio ma faccio anche altre cose, oltre a tifare.
Io ho l'ambizione di voler concorrere a determinare un giudizio, un sentire, chiamalo un rumore di fondo, se vuoi. Insieme ad altre centinaia di migliaia di tifosi 2.0 come me.

...

L'oggetto del mio tifo è diverso dal tifoso 1.0? Va bene così, non sarà mai un problema.

cuchillo,evidentemente non riesco a spiegarmi bene.
Anche io, che fondamentalmente sono il tifoso che si incazza quando perde e gode quando vince, mantengo comunque un mio minimo spirito critico di fondo.
Ma questo "spirto critico ch'entro mi rugge" non può arrivare a cancellare l'essenza del tifo: che è godere quando si vince e incazzarsi quando si perde.

Il tifoso 2.0, per me, è quello che ha sublimato il tifo in un esercizio critico continuo, fine a se stesso tra l'altro (perchè nessuno di noi farà mai il DS o il Pres. di una squadra di calcio).

Ecco perchè, secondo me, il tifoso 2.0 è un non-tifoso (non ho mai usato categorie morali): è uno che si augura la sconfitta della propria squadra per "far del male" a Lotito; che "non me ne frega niente" del risultato di Chievo-Lazio perchè il mercato è stato deludente... ecc ecc.

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NatoIl9Gennaio

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Citazione di: fabichan il 02 Feb 2014, 05:52
Il tifoso 2.0, per me, è quello che ha sublimato il tifo in un esercizio critico continuo, fine a se stesso tra l'altro (perchè nessuno di noi farà mai il DS o il Pres. di una squadra di calcio).

Ecco perchè, secondo me, il tifoso 2.0 è un non-tifoso (non ho mai usato categorie morali): è uno che si augura la sconfitta della propria squadra per "far del male" a Lotito; che "non me ne frega niente" del risultato di Chievo-Lazio perchè il mercato è stato deludente... ecc ecc.
Grazie Fabichan hai centrato perfettamente il punto.
Invito tutti a rileggere bene questo post (l'avevo già messo ieri sera...):
http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,19092.0.html
Insulti durante la premiazione della lazio primavera. Ricordiamocele tutte le cose.

Io non vado piu' allo stadio visto che vivo all'estero (ma cerco di vivere appieno la mia lazialità con gli altri laziali che vivono a bruxelles), ma 20 anni di nord non me li toglie nessuno.
Ecco, se io avessi visto quello che è successo allo stadio questa estate e descritto in quel post, mi sarei sentito nel posto sbagliato, mi sarei sentito 1.0 (Orgoglioso di esserlo)

Si, abbiamo contestato tutti, pure maestrelli, abbiamo avuto delle dirigenze capaci di portarci in B con Giordano e Manfredonia, ma non abbiamo mai fischiato e insultato a prescindere.
Non abbiamo mai gridato lpdm anche quando uno dei nostri batteva un rigore.

Anche abitassi a Roma, allo stadio non potrei piu' andarci.

andyco

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Citazione di: Dusk il 01 Feb 2014, 22:37
Condivido moltissimo di quanto ha scritto Arkham.

E mi sono emozionato leggendo il post di Nanni.

Mi accorgo che sono sempre d'accordo con te!


Inviato al 71mo

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