Citazione di: Sliver il 10 Nov 2015, 10:37
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Non famo cazzate.
è una serie di riflessioni corrette e giustificatissime.
ma credo che per non fare più (troppe) cazzate, anche se sembrerà riduttivo, l'unica cosa è tornare a fare quello che ci riesce meglio: tifare per la Lazio.
secondo me tutto passa attraverso il riprendere in maniera significativa e genuina il concetto che la Lazio siamo noi, tanto per parafrasare il nome di un'altra importante realtà sul web legata al mondo biancoceleste.
questo deve valere a maggior ragione nei momenti difficili come questo, in cui è quasi impossibile identificarsi in squadra e società.
e ancora di più se pensiamo a quello che probabilmente accadrà a fine primavera, qui a Roma.
il sacco della nostra città dovrà trovarci in piedi, con la schiena dritta e la testa alta.
abbiamo solo queste poche giornate, soprattutto quelle in casa, per poter dimostrare chi siamo e per tornare a guardarci negli occhi, riconoscerci e recuperare la nostra dignità di Laziali.
ogni giornata trasformata in una festa di Lazialità, un olimpico che gronda amore e fierezza, lasciando tutto il resto al di fuori, anche perché per tutto il resto ci sono i restanti 6 giorni e 22 ore.
sarebbe il solo percorso realmente praticabile e condivisibile da ciascun Laziale, al di là di come la si pensi su lotito, tare, pioli, candreva o sulle nuove norme introdotte dal prefetto.
tra i 4mila dell'olimpico di domenica questa sensazione già era palpabile, bisogna solo riuscire a sviscerarla per bene e a renderla una piattaforma minima di condivisione tra tutti.
per questo non credo servano stati generali, ed in ogni caso non penso proprio di avere nulla a che spartire con chi colpevolizza la presenza allo stadio e con chi arriverà a dire che per cacciare lotito sarà meglio sperare nello scudetto alla roma.
per me questi non sono i miei interlocutori, e queste non sono istanze che ci permetteranno di ritrovare unità e identità comuni. questo è un percorso che va fatto ripartendo dallo spirito dei 4mila di domenica scorsa, senza escludere nessuno, ma avendo ben precisi quali sono i confini che non possono essere superati.
per arrivare a tanto in maniera rapida basterebbe che la curva Nord si prendesse in carico questa situazione e gli andasse di tornare ad essere sul serio il punto di riferimento di ogni Laziale, anche a costo di abbandonare un po' la propria autoreferenzialità e in parte le proprie istanze riguardo la situazione gabrielli (ossia in questo caso specifico la diserzione dell'olimpico).
prima che sia troppo tardi. altrimenti ne parleremo qui, come dice giustamente sliver. sperando di riuscire uguale nell'intento.
senza napalm, ok. ma mantenendo fermi alcuni paletti. perché ecco quello che succede a rimuoverli di continuo a seconda dell'obiettivo che ognuno pensa essere corretto per il bene della Lazio.