Citazione di: WhiteBluesBrother il 10 Nov 2015, 13:50
Gli Stati Generali non c'è con chi farli, per evidente carenze intelletive e/o di buona fede e/o di Lazialità.
In buona fede ci sono solo i tifosi paganti, comunque la si pensi.
Un modo per cercare di stimolare la società senza danneggiare la squadra e tifando allo stadio, senza ripercorrere strade già abbondantemente percorse senza alcun esito (compresa Lazio-Sassuolo) non solo non è stato trovato e messo in pratica, ma non è statoneanche proposto. Dice giustamente: trovare il tallone d'achille di Lotito e spingere su quello.
Mah, il modo ci sarebbe ma sono due anni che lo dico (il tallone è di FACILISSIMA identificazione) ma nessuno me se fila.
Stimolare molto forte senza danneggiare, trovate voi la soluzione... Che stia bene a TUTTI (anche ai cosiddetti lotitiani).
Gli "stati generali" è solo una metafora sulla necessità di ritrovare un filo comune dentro un contesto difficile, dove si sommano tante buone ragioni che producono però tante posizioni differenti, compreso l'abbandono dello stadio. Si va in 50 mila - rispondo a Gesulio - non solo perchè è normale che sia così, ma perché c'è qualcosa di forte per cui lottare, ambire, competere, resistere. E non parlo solo di qualità tecniche ma di immaginario, passione, complicità. Basta ricordare lo scorso anno, quest'estate. E' sempre stato così, oggi ancor di più con la rivoluzione tv (l'elemento decisivo assente in un bel post di Guy Montag), che disincentiva la partecipazione diretta. Gli appelli alla "normalità" del tifoso, temo, portino a poco; al massimo incidono, come nel derby, su quelli che vengono da un'altra storia e generazione (non era un caso l'elevata media anagrafica di domenica scorsa), arriviamo però a quei numeri. Qui ci serve sangue nuovo e giovane.
Le principali responsabilità cadono, ovviamente, su società, tecnico e squadra: sono loro che devono dare segnali nella giusta direzione, ognuno per la propria competenza. Un derby senza rabbia, con tecnico e giocatori spaesati e timorati, una società silente e rassegnata, ecco questo è quanto di più deleterio può esserci.
Ma questo non può diventare un alibi per i tifosi, che dovrebbero fare i tifosi (restando cittadini, non dei [...]), difendendo la possibilità di esserlo dagli assalti della "normalizzazione" politica ed economica. Senza però anticipare i sogni erotici di Gabrielli, Alfano, Tavecchio e Unicredit.
E' un casino, ma credo che il problema sia questo.