Citazione di: Thunder il 11 Nov 2015, 17:27
gran post, come dice ralph.
però scusate eh.
ma secondo voi appurare che le cose potevano essere fatte meglio e che, non venendo evidentemente fatte meglio, il problema possa essere che lotito sia un incompetente, un
buff.one, un presuntuoso o financo un romanista, cosa vi cambia?
possiamo anche dirlo, ed è stato detto, in lungo e in largo, ormai credo dal 99,99% dei presenti qui dentro, che questa gestione è costellata di errori madornali e reiterati.
che lo stadio è vuoto anche a causa di questo, delle promesse non mantenute o mantenute male dalla presidenza, di una squadra che non riesce a reagire, dell'impossibilità di assistere non tanto a un campionato con delle prospettive interessanti, quanto a due di seguito.
ma se, come dice WBB, qui non escono fuori IDEE intelligenti, sensate, che funzionino da stimolo, non diano alibi alla squardra, non prevedano il danneggiamento alla Lazio e (aggiungo io) la conseguente criminalizzazione dei tifoso che va allo stadio, possiamo tranquillamente dire che i gran post rimangono più o meno ciò che sono.
io veramente finora leggo soltanto giustificazioni del fatto che se non si accende lo scaldabagno l'acqua esce fredda.
mentre contemporaneamente vedo svanire dalla faccia dei Laziali quell'orgoglio che gli deriva dall'essere una razza (sportivamente, ma anche moralmente) a parte, quel senso di distinzione e fierezza che so esistere in ciascuno di noi, e sicuramente ciascuno di coloro presenti domenica pomeriggio all'olimpico. e che non dipende soltanto dal valore degli 11 che scendono in campo o dall'esistenza o meno di prospettive interessanti riguardo una o più stagioni.
personalmente mi sento di lanciare questo di allarme, anche come detto in assenza di piani d'azione che possano davvero incidere realmente in quella che è la governance attuale della squadra.
io vedo un Laziale atterrito, in questi giorni, spaventato dalla sua subalternità alle merde pistate, paralizzato da un rancore sordo verso un personaggio che evidentemente ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare, annichilito e rassegnato come se mai avesse vissuto momenti come questi.
ma soprattutto un Laziale che sta perdendo il suo orgoglio, la sua compattezza, il senso stesso dell'essere Laziale (e quindi un tifoso diverso) a Roma nel XXI secolo, in questa città senza valori, senza dignità, ma anche senza più sorrisi, dove la prevaricazione grossolana è la cifra di qualsiasi tipo di relazione tra gli individui, che sia economica, politica, sociale e ovviamente anche sportiva.
un Laziale qui a Roma nel XXI secolo ha queste preziose radici, deve andarne fiero e non può delegare la sua fierezza agli esiti di una campagna acquisti.
qui non si tratta di rimanere ancorati al pippanera (coma faceva notare, secondo me maldestramente, sliver, anche perché alla presentazione del libro della scorsa settimana lui c'era) o alle fascinazioni pioneristiche appartenenti a un passato ormai remoto e nella maggiorparte dei casi senza più alcun legame con quello che è il contesto attuale.
qui si tratta di una roba molto più semplice: si tratta di sorridere in ogni caso, e di godere, anche intimamente, per il fatto di essere Laziali e nel sapere che non si è soli.
certo, se la Lazio domani presentasse Benteke, un sorrisone me lo farei, e sicuramente anche più esplicito.
ma l'orda barbarica a maggio non troverà di certo un rosicone rancoroso represso subalterno che augura la morte a tutti e che smette di seguire la Lazio per fare un torto a lotito.
troverà un Laziale a testa alta, schiena dritta e sorriso sulla faccia.
io sto parlando soltanto di questo.
per me la prima urgenza al momento è quella di riprendere contatto col proprio orgoglio di Laziale e scollegarlo dalla trippa di lotito.
questo è ciò che percepisco, magari non sarà così, non so.
vorrei tanto sbagliarmi ma purtroppo la sensazione resta.