Citazione di: Sercio69 il 02 Gen 2013, 17:52
OT
E' una caxxata, non è vero. La normativa prevede che i pagamenti oltre i 1000 euro sono vietati solo se il trasferimento di denaro non avviene tramite intermediari finanziari. La recente manovra Monti ha solo abbassato il limite imposto dalla precedente normativa da 5000 a 1000 euro. I pagamenti delle pensioni, quindi, possono continuare ad essere effettuati in contanti perchè le poste o le banche sono intermediari espressamente previsti dalla normativa di riferimento.
Se qualcuno è stato costretto o indotto ad aprire un conto corrente per il pagamento della pensione, è stato truffato.
Fine OT.
embè lampard non prende più di 1000 euro di pensione XD...
cmq così ho sentito, ma sicuramente sarai più preparato di me

ot
Addio ai contanti? Pensionati in rivolta allo sportello
Il cambiamento deciso dal governo sta mettendo in crisi molti triestini. «Il conto corrente è troppo complicato»
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di Vanessa Maggi
Nell'Italia della banconota, dove la "moneta elettronica" non è poi così diffusa, l'ultima notizia è che il conto corrente dovranno imparare a gestirlo tutti, anche chi ha alle spalle ottanta e più primavere e con l'universo finanziario e i suoi strumenti non ha la minima familiarità. Qualche giorno fa un'informativa dell'Inps ha infatti raggiunto i 450 mila pensionati italiani che percepiscono pensioni mensili di importo superiore ai 980 euro, pagate in contanti, per invitarli a comunicare all'Istituto entro febbraio le modalità alternative di riscossione, scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. Addio dunque al pagamento in contanti: come dettato dalla manovra Monti a partire da marzo 2012 le pubbliche amministrazioni saranno tenute ad utilizzare strumenti di pagamento elettronici, bancari o postali, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi superiori ai mille euro.
Una guerra al contante, protagonista involontario dell'evasione fiscale, che porta con sè serie difficoltà per tutti quei pensionati coinvolti nel passaggio al nuovo metodo di riscossione. Ed ecco che agli uffici postali di Trieste i diretti interessati iniziano a farsi sentire: «Tutto questo si sarebbe dovuto fare prima, indipendentemente dalla manovra – commenta Mario (il nome è di fantasia), impiegato di banca per oltre un trentennio e ora in pensione –. Lo sa quanti sono gli scippi ad anziani che hanno appena ritirato i soldi del mese? Bisognava abituare la gente al sistema di accredito ben prima che diventasse solo una questione di tracciabilità». C'è da dire che, in città, secondo quanto riferito da Poste Italiane, la percentuale di utilizzo dei metodi elettronici è alta: circa il 70% dei pensionati possiede già un conto corrente o un libretto postale dove viene accreditato l'importo mensile, ritirabile – in toto o in parte – in qualsiasi momento. «Io ho un conto bancario e lì ricevo la pensione – chiosa Gianfranco Lorenzoni, in coda alla Posta centrale – , ma trovo assurda l'idea di bloccare l'erogazione in contanti a persone magari più anziane di me, sole e in difficoltà. Non si risolverà il problema dell'evasione costringendo i più deboli ad aprire un conto e a sobbarcarsi di nuove spese. Devono pagare loro le rogne create da altri?». Dello stesso avviso Edda, 72 anni, utente della filiale di via Santa Caterina, mentre Ilse, 82, risponde: «Non sono d'accordo, è importante invece avere un conto per gestire i propri risparmi. I soldi non si possono tenere addosso o in casa, in tutto il mondo si utilizzano i bancomat per i pagamenti, possiamo farlo anche noi».
Vitaliano, 89 anni, conferma il valore del conto corrente quale strumento di tutela dai furti: «Non capisco perché ci si ostini a prelevare allo sportello, una mia amica a cui piace toccare i bigliettoni finisce per essere derubata tutte le volte..». Eppure, per quanto consapevolezza e dimestichezza sembrino non mancare, esistono anche sfiducia verso i "nuovi sistemi" insieme ad un forte disagio, tanto di carattere burocratico quanto psicologico: «Rientro nella soglia dei mille euro, il problema non mi tocca - commenta un altro utente -. Ma non ho un conto e non ho nessuna intenzione di aprirlo. Il rischio di esser scippata dopo aver ritirato la pensione? Mah, hanno provato a scipparmi anche quando i soldi non li avevo, sa che novità..». «Pagate le bollette mi rimane poco e voglio poterlo ritirare subito. Per noi anziani gestire un conto corrente è impegnativo, prevede dei costi, inoltre è complicato, semo tutti insempiai... Come faccio a ricordare a memoria un codice, mi ricordo a malapena dove abito... - sbotta Elisa, 74 anni, all'ufficio postale di Roiano -. Ci portano via tutto piano piano: adesso con le spese del conto corrente, poi verrà il resto. E ci ritroveremo tutti dai frati di Montuzza..» La sua amica riepiloga con chiarezza il concetto: «Mi voio i miei soldi in man e gestirmeli mi. E basta».
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