Lazio: culturalmente subalterni?

Aperto da arkham, 25 Giu 2012, 14:05

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Bianchina

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la vedo dura, se seguitiamo a rispondergli solo con asromammerda e l'eterno dilemma.

poiuytr

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la situazione attuale purtroppo è il frutto di decenni di opera di propaganda che l asrioma ha messo in atto con l'aiuto di una serie di poteri che l'appoggiano.
per diventare una grande società hanno bisogno che noi ci ridimensioniamo o addirittura spariamo, questo è l'obiettivo purtroppo.

una giusta contromossa è quella di mettere in evidenza sempre più la nostra appartenenza a roma, mettendo per esempio un semplice spqr sulle maglie e sui prodotti ufficiali

arkham

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Per chi parla di vittorie: veniamo dai 15 anni più vincenti della nostra storia (noi 10 trofei, loro 5 se prendiamo gli ultimi 20 anni), questo è il periodo più lungo di permanenza in Serie A escluso quello che va dalla fondazione alla prima retrocessione. Abbiamo dato decine di giocatori alle nazionali di tutto il mondo negli ultimi anni e abbiamo vinto più o meno lo stesso numero di derby.
In questo stesso lasso di tempo siamo arrivati davanti alla reumo più o meno la metà delle volte.
Non credo che ci siano i margini per costruire sul campo un consenso tanto maggiore, sappiamo bene che non sarà vincendo un EL (volesse il cielo) che cambieremo gli equilibri.

Tarallo mette in campo argomenti ben più ampi che però riguardano solo marginalmente la questione. I triplici fraterni abbraccianti tifano Unicredit, mica rioma.
Incidentalmente in questa fase le due cose coincidono.

Warp invece, riassumendo quanto detto in altri topic, per me centra la questione.
Per me c'è un problema culturale, lo ripeto. L'essere della rioma sta diventando una componente determinante per essere avvertiti come "simpatici".
Si sta facendo lo stesso giochino mediatico che da sempre si fa con il "meraviglioso pubblico napoletano" (limortacciloro!).
Solo che qui a farne le spese siamo noi. Se fanno un documentario su Sordi, che era romanista (tiepidissimo tra l'altro, mia madre ci ha lavorato negli ultimi anni della sua vita e dice che Sordi non seguiva affatto il calcio) lo dicono sicuramente.
Se ne facessero uno sulla roma popolare e citassero sora Lella, sicuramente il suo attaccamento ai nostri colori non verrebbe menzionato.
Una volta era Verdone contro Montesano. Ora è Tutti contro nessuno.
Per questo hanno cercato di demolire Zarate quando ancora non sapevano che si sarebbe demolito da solo. Per questo devono costruire al più presto l'erede di Totti. Il circo nel quiale tutta la città si identifica e nella quale il resto d'Italia identifica la città non deve fermarsi mai.
Noi siamo una stecca fra le ruote.
Per carità, gratificante, ma mi inizio a romepre il catzo.

arkham

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Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 15:23
(mi sbaglierò: ma credo che arkham ricercasse AL NS INTERNO i problemi di una sottoesposizione, e non quelli di una sovraesposizione della merda)

Infatti.
Ma onestamente non sono certo che le cose stiano così.
se così fosse però, forse sarebbe più facile trovare le soluzioni.

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poiuytr

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arkham quelli che tu descrivi sono gli effetti di un disegno che è noto a tutti: a roma ce deve sta na squadra sola perchè solo così possono competere veramente con le grandi del nord

arkham

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Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 15:29
la vedo dura, se seguitiamo a rispondergli solo con asromammerda e l'eterno dilemma.

Bianchina, tu sei una che non ragiona per slogan, che proponi?
Dov'è il problema e qual'è la soluzione?

Tarallo

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Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 15:23
(mi sbaglierò: ma credo che arkham ricercasse AL NS INTERNO i problemi di una sottoesposizione, e non quelli di una sovraesposizione della merda)

E ma lo spazio quello e'.
Cioe' non e' che adesso tutti gli show comici o le sit com familiari cominciano a spingere l'agenda (inglesismo vado de fretta0 della Lazio O della roma.
Scelgono la roma per motivi ben definiti, che hanno a che fare con
Citazione di: poiuytr il 25 Giu 2012, 15:38
arkham quelli che tu descrivi sono gli effetti di un disegno che è noto a tutti: a roma ce deve sta na squadra sola perchè solo così possono competere veramente con le grandi del nord
.

Avere UN mafioso politico laziale alla Costanzo o sarebbe piu' efficace di 10 CL.
Ormai so' tutti romanisti, per tornare indietro serviranno generazioni. La RAI, sky, stanno dappertutto.
Serve un pezzo grosso non il cabaret.
Il cabaret e' l'effetto, mica la causa.

alteadler

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Bel topic. O, almeno, di quelli che piacciono a me.
E allora:
1) Cultura - C'è poco da fare, siamo diversi da quelli dellà. Anche nei momenti magici, siamo di quelli che se lagnano sempre. Piangiamo a catinelle se sfioriamo la Champions, mentre dellà s'esaltano per una amichevole a Disneyworld vinta contro i Toronto Tigers per 3-2. Noi prendiamo Ederson e Breno? Commento (nostro): "sempre seghe a costo zero!", Loro s'accattano Josè Angel? "Ecco il nuovo Cafù!" Non ce stà gnente da fà.... Noi sempre a chiedere a Lotito "caccia li sordi", loro completamente indifferenti al fatto che gli ammerekami, più che a portare dollari (l'aumento di capitale chi l'hs visto?), sembrano venuti a magnasse qualche euro. E' una differenza culturale autentica, marcata. E' un imprinting che esiste da secoli. Noi siamo quelli dell'aquila (cfr, film), loro quelli di "panem et circenses" con cui gli imperatori rabbonivano le masse plebee.
2) Romanità - Se andate a rileggere qualche pagina antica, scoprirete che al di là della fusione, la As falliti intruppa tifosi negli anni '30 tra chi immigra nella capitale specie dal sud. Sono gli anni in cui la capitale del regno si rifà il maquillage (solo per citare qualcosa, Parioli, Eur, Foro Italico). Servono braccia ed ecco che chi arriva dalla Campania, dalla Calabria o dalle zone più povere del paese, per farsi accettare - chi l'ha detto he il razzismo nasce solo oggi? - s'inventa tifoso della "magggica". Roma-uguale-As1927, il ragionamento di chi arriva dallo sprofondo. E in parte ciò è ingigantito dal fatto che tutti i nobili della capitale (Odescalchi, Torlonia e via dicendo) so' laziali (e vi assicuro che so ciò che dico), in parte dal fatto che l'As falliti vive nella periferia sud della città dove fioriscono i condomini popolari per gli operai: al Tiburtino, al Prenestino, sulla Casilina è un fiorire di giallo-rosici campani e calabresi, mentre non a caso Prati e Parioli sono orgogliosamente laziali.
3) Media - Ho già fatto questo discorso, ma mi tocca ripetermi. Intanto il laziale vero non ha bisogno di esporsi, non sente la necessità di gridare il suo tifo al mondo come fanno dellà, dove (bruco sul lunotto insegna) fa premio il dichiararsi della tribù. Ma poi le dolenti note sono colpa nostra, o, meglio, dei nostri comunicatori. Nelle trasmissioni, laziali, che parlano di noi, vanno sempre i soliti quattro gatti, per di più assolutamente sconosciuti alle masse. Spesso vere e proprie macchiette senza arte nè parte, meritevoli in quanto amici del conduttore. Avete presente Guidone? E' l'archetipo del Tafazzi biancazzurro. I soliti cinque-sei amichetti che blaterano di quisquilie e poi giù con le lamentazioni di come la società non pesi, non faccia, non cresca, non invogli. Mai, ad esempio, che si sia invitato un Piperno a paragonare la Lazio all'universo proustiano (faccio pe' dì, eh!) o mai che ci si sia scomodati a fare servizi sui lazialissimi sora Lella o Paolo Ferrari; mai che ci si sia scomodati a sentire il figlio di Napolitano  (lazialissimo pure lui) nella sua veste di giurista sui processi sportivi o a cercare di cavare qualcosa dall'ex-dg della Rai che dietro la scrivania aveva il nostro gaglardetto. Macchè! Eppure di occasioni ce ne sarebbero: se sentite Bargnani a Toronto e ne ricavate qualcosa, perchè non passare le sue parole ad una agenzia di stampa (non è così difficile, se volete, in privato, vi spiego come si fa) che le rilancerebbe a Sky e compagnia cantante? Possibile che all'apparire della foto Gallinari-Mauri con scambio di maglie, nessuno abbia pensato di ascoltare il cestista dei Denver Nuggets per chiedergli se ha ancora la divisa della Lazio e perchè si era incontrato col vice-capitano? Molte sono le nostre/vostre lamentele sulla inesistenza della Lazio a livello mediatico, ma a parte le colpe della società - che ci sono perchè Lotito è un padre-padrone che non tollera inserimenti - quello che mi fa specie (e pena) è il livello miserando dei cosiddetti nostri comunicatori. Che poi sono anche loro dei piccoli Lotito, pronti a chiamare chi non fa loro ombra ma recalcitranti a un lavoro vero e ad allargare la platea. Cosa voglio dire? una quindicina d'anni fa organizzai delle cene tra giornalisti laziali (non sportivi) e Cragnotti dopo che con tre-quatro amici decidemmo che dovevamo dare un premio al presidente per averci riportato in alto. Alla prima cena eravamo una trentina, alla seconda 40, alla terza 60. C'era gente che si occupava di politica, di economia, di cultura, tutti lazialissimi (tra cui Guido Paglia che lì conobbe Cragnotti che poi lo contattò per l'ufficio stampa) e tutti capaci di leggere le cifre di un bilancio o di captare il curus di una normativa per lo sport (cfr. stadi). Ne avessi mai sentito uno in una trasmissione radio o tv che si fregia d'esser laziale!

E, almeno per ora, chiudo qui. Scusandomi per l'eccessiva lunghezza.

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poiuytr

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Citazione di: Tarallo il 25 Giu 2012, 15:44
Avere UN mafioso politico laziale alla Costanzo o sarebbe piu' efficace di 10 CL.
Ormai so' tutti romanisti, per tornare indietro serviranno generazioni. La RAI, sky, stanno dappertutto.
Serve un pezzo grosso non il cabaret.
Il cabaret e' l'effetto, mica la causa.

sono d'accordo, ormai i danni so fatti, bisogna puntare secondo me sul porre ancor più in evidenza la nostra appartenenza a roma ma contemporaneamente sottolineando ciò che ci distingue da quell'altri, perchè comunque fuori da roma i riomici sono visti come dei cafoni mentre ai laziali viene riconosciuto un certo stile

maverickiv2007

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E invece ti dirò, quando vado all'estero, la gente conosce la S.S. LAZIO 1900 e non i bruchi de trigoria. Quando vado a Londra dai miei amici che tifano Chelsea, Arsenal, West Ham, Tottenham o a Manchester, loro conoscono la LAZIO e mi dicono con stima "Forza Lazio". Alcuni hanno splendidi ricordi della nostra squadra, altri magari una sciarpa o una spilla e io sono felice così.
Non me ne frega una mazza se in questo "paese" ci ridono dietro per quanto mi riguarda la LAZIO è stimata e rispettata e poi parliamoci chiaro essere laziali è qualcosa che va oltre le dicerie della gente, della TV, delle radio, dei giornali, è un modo di nascere e di vivere e a me questo basta. :since :asrm

Bianchina

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Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 15:39
Bianchina, tu sei una che non ragiona per slogan, che proponi?
Dov'è il problema e qual'è la soluzione?

grazie
;)
ma, sai, qualsiasi movimento di liberazione comincia col guardarsi dentro. Col capire in cosa e quanto dell'oppressore abbiamo introiettato.
Io, lo confesso, fra i nuovi Laziali non mi ci ritrovo piu'. C'era una sola cosa, quando, da sola, affrontavo una classe di esagitati presuntuosi (sono sempre stati cosi') che mi ha aiutato a sopravvivere in questa citta'.
L'assoluta convinzione di essere diversa. Nel linguaggio, nell'approccio al calcio, nel tifo.
Ora mi sento assimilata.
Siamo sempre piu' uguali, sempre piu' incazzati, sempre piu' "tifosi' nell'accezione peggiore del termine.
Siamo diventati tanto tifosi da litigare persino fra di noi: se non ci insultiamo vicendevolmente su qualsiasi argomento non ci divertiamo.
E siamo di memoria corta (mi domando ad esempio quanti di noi abbiano dimenticato che Mauri veniva regolarmente fischiato all'apparire della formazione: ora tifiamo gli avversari della nazionale perche "nun hanno convocato Mauri").
Siamo scesi sul loro terreno. E siamo perdenti, perche' loro sono cosi' da molto piu' tempo di noi e sono enormemente piu' forti e organizzati.

arkham

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Solo un appunto sulla capacità o la voglia di fare lobbysmo da parte della società.
Per due anni ho tormentato De Martino (volenteroso e capace, secondo me) perchè volevo che si riattivasse o si aprisse ex novo il Lazio Club Montecitorio.
Alla fine ci siamo incontrati nel suo ufficio di Formello. Ho esposto il progetto, sembrava interessato. Avevo illustrato la possibilità di avere visibilità con iniziative che fossero praticamente a costo zero. un paio di idee per rilanciare l'immagine della Lazio, o per lo meno per rivendicare il nostro spazio nella parte migliore della città.
"Ci risentiamo a settembre".
Sto ancora aspettando.

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Gianluko

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Citazione di: alteadler il 25 Giu 2012, 15:46
Bel topic. O, almeno, di quelli che piacciono a me.
E allora:
1) Cultura - C'è poco da fare, siamo diversi da quelli dellà. Anche nei momenti magici, siamo di quelli che se lagnano sempre. Piangiamo a catinelle se sfioriamo la Champions, mentre dellà s'esaltano per una amichevole a Disneyworld vinta contro i Toronto Tigers per 3-2. Noi prendiamo Ederson e Breno? Commento (nostro): "sempre seghe a costo zero!", Loro s'accattano Josè Angel? "Ecco il nuovo Cafù!" Non ce stà gnente da fà.... Noi sempre a chiedere a Lotito "caccia li sordi", loro completamente indifferenti al fatto che gli ammerekami, più che a portare dollari (l'aumento di capitale chi l'hs visto?), sembrano venuti a magnasse qualche euro. E' una differenza culturale autentica, marcata. E' un imprinting che esiste da secoli. Noi siamo quelli dell'aquila (cfr, film), loro quelli di "panem et circenses" con cui gli imperatori rabbonivano le masse plebee.
2) Romanità - Se andate a rileggere qualche pagina antica, scoprirete che al di là della fusione, la As falliti intruppa tifosi negli anni '30 tra chi immigra nella capitale specie dal sud. Sono gli anni in cui la capitale del regno si rifà il maquillage (solo per citare qualcosa, Parioli, Eur, Foro Italico). Servono braccia ed ecco che chi arriva dalla Campania, dalla Calabria o dalle zone più povere del paese, per farsi accettare - chi l'ha detto he il razzismo nasce solo oggi? - s'inventa tifoso della "magggica". Roma-uguale-As1927, il ragionamento di chi arriva dallo sprofondo. E in parte ciò è ingigantito dal fatto che tutti i nobili della capitale (Odescalchi, Torlonia e via dicendo) so' laziali (e vi assicuro che so ciò che dico), in parte dal fatto che l'As falliti vive nella periferia sud della città dove fioriscono i condomini popolari per gli operai: al Tiburtino, al Prenestino, sulla Casilina è un fiorire di giallo-rosici campani e calabresi, mentre non a caso Prati e Parioli sono orgogliosamente laziali.
3) Media - Ho già fatto questo discorso, ma mi tocca ripetermi. Intanto il laziale vero non ha bisogno di esporsi, non sente la necessità di gridare il suo tifo al mondo come fanno dellà, dove (bruco sul lunotto insegna) fa premio il dichiararsi della tribù. Ma poi le dolenti note sono colpa nostra, o, meglio, dei nostri comunicatori. Nelle trasmissioni, laziali, che parlano di noi, vanno sempre i soliti quattro gatti, per di più assolutamente sconosciuti alle masse. Spesso vere e proprie macchiette senza arte nè parte, meritevoli in quanto amici del conduttore. Avete presente Guidone? E' l'archetipo del Tafazzi biancazzurro. I soliti cinque-sei amichetti che blaterano di quisquilie e poi giù con le lamentazioni di come la società non pesi, non faccia, non cresca, non invogli. Mai, ad esempio, che si sia invitato un Piperno a paragonare la Lazio all'universo proustiano (faccio pe' dì, eh!) o mai che ci si sia scomodati a fare servizi sui lazialissimi sora Lella o Paolo Ferrari; mai che ci si sia scomodati a sentire il figlio di Napolitano  (lazialissimo pure lui) nella sua veste di giurista sui processi sportivi o a cercare di cavare qualcosa dall'ex-dg della Rai che dietro la scrivania aveva il nostro gaglardetto. Macchè! Eppure di occasioni ce ne sarebbero: se sentite Bargnani a Toronto e ne ricavate qualcosa, perchè non passare le sue parole ad una agenzia di stampa (non è così difficile, se volete, in privato, vi spiego come si fa) che le rilancerebbe a Sky e compagnia cantante? Possibile che all'apparire della foto Gallinari-Mauri con scambio di maglie, nessuno abbia pensato di ascoltare il cestista dei Denver Nuggets per chiedergli se ha ancora la divisa della Lazio e perchè si era incontrato col vice-capitano? Molte sono le nostre/vostre lamentele sulla inesistenza della Lazio a livello mediatico, ma a parte le colpe della società - che ci sono perchè Lotito è un padre-padrone che non tollera inserimenti - quello che mi fa specie (e pena) è il livello miserando dei cosiddetti nostri comunicatori. Che poi sono anche loro dei piccoli Lotito, pronti a chiamare chi non fa loro ombra ma recalcitranti a un lavoro vero e ad allargare la platea. Cosa voglio dire? una quindicina d'anni fa organizzai delle cene tra giornalisti laziali (non sportivi) e Cragnotti dopo che con tre-quatro amici decidemmo che dovevamo dare un premio al presidente per averci riportato in alto. Alla prima cena eravamo una trentina, alla seconda 40, alla terza 60. C'era gente che si occupava di politica, di economia, di cultura, tutti lazialissimi (tra cui Guido Paglia che lì conobbe Cragnotti che poi lo contattò per l'ufficio stampa) e tutti capaci di leggere le cifre di un bilancio o di captare il curus di una normativa per lo sport (cfr. stadi). Ne avessi mai sentito uno in una trasmissione radio o tv che si fregia d'esser laziale!

E, almeno per ora, chiudo qui. Scusandomi per l'eccessiva lunghezza.

Bravo, sottoscrivo tutto.

ABBAUDO

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Salve a tutti. Non essendo un giovincello ho un ricordo molto labile che fa ben comprendere a mio parere, il perchè avvenga tutto quello di cui si discute su questo topic. Quando ero un giovincello trasmisero alla Rai uno spettacolo teatrale di Enrico Montesano...ci fu un passaggio di quello spettacolo che mi rimase impresso ...una battuta molto simpatica ma che celava secondo me una ironia molto pungente ed un messaggio molto chiaro...proverò a descrivervi la scena poichè come vi dicevo prima il ricordo non è chiarissimo:
Montesano parla con il figlio il quale si era recato dietro le quinte per assistere allo spettacolo del padre, padre che non ricordo per quale motivo stava piangendo..da li inizia il seguente dialogo:
Figlio: "Papà perchè stai piangendo?"
Padre: "No niente stai tranquillo sono lacrime di gioia"
Figlio: "Ma perchè papà si può anche piangere per la gioia?"
Padre: "Si certo figlio mio si ride e si piange di gioia"
Figlio: "Ma allora perchè quando la Roma ha perso l'altra sera (Era il periodo della famosissima e benedetta Roma-Liverpool) piangevano tutti e nessuno rideva?
Padre: "Eeeh mica proprio tutti eh?"
Figlio: "A papà ma che sei della Lazio?"
Padre: "Zitto, zitto non te fa senti che qui so tutti della Roma e se scoprono che so Laziale non me fanno più lavorà!!!"

Credo che non ci siano altre parole da aggiungere se non che stiamo parlando di uno spettacolo degli anni 80...e ho detto tutto.

ABBAUDO

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Lazionetter
* 235
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Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 16:00
Solo un appunto sulla capacità o la voglia di fare lobbysmo da parte della società.
Per due anni ho tormentato De Martino (volenteroso e capace, secondo me) perchè volevo che si riattivasse o si aprisse ex novo il Lazio Club Montecitorio.
Alla fine ci siamo incontrati nel suo ufficio di Formello. Ho esposto il progetto, sembrava interessato. Avevo illustrato la possibilità di avere visibilità con iniziative che fossero praticamente a costo zero. un paio di idee per rilanciare l'immagine della Lazio, o per lo meno per rivendicare il nostro spazio nella parte migliore della città.
"Ci risentiamo a settembre".
Sto ancora aspettando.


Ma niente niente non t'ha detto "manname na mail" e tu te sei scordato de mandajela?!!?  :) se scherza eh

GazzaA

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senza i media non si va lontano,servirebbe unita almeno nella difesa della nostra storia

And159

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l'unico sistema per ribaltare la situazione è il razzismo sitematico nei loro confronti in ogni ambito,sopratutto lavorativo.

Bianchina

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Citazione di: And159 il 25 Giu 2012, 16:10
l'unico sistema per ribaltare la situazione è il razzismo sitematico nei loro confronti in ogni ambito,sopratutto lavorativo.

io la penso (per quel che vale) esattamente al contraio.
Aneddoto per aneddoto: nel 2007 organizzammo, per la Rai, una serata all'Auditorium per commemorare Mario Riva, a 50 anni dal Musichiere.
Per il Mario Riva Laziale avevo preparato un siparietto con due pezzi di repertorio: uno, delizioso, con Paola Bolognani (Lascia o Raddoppia, esperta di calcio) nel quale Riva rivendicava la nobilta' delle origini Laziali e un altro alla vigilia di un Lazio Roma con Panetti (as trigoria) e Lovati che cantavano insieme: Vogliamoci tanto bene.
Naturalmente avevo invitato Lovati, che mi aveva, fino all'ultimo, confermato la sua presenza.
Solo che ne' io, ne' lui, avevamo calcolato che quella stessa sera  la Lazio avrebbe giocato in CL.
E Bob Lovati non si presento': al pubblico dell'auditorium aveva preferito la partita della Lazio.
Noi siamo fatti cosi': Laziali dentro e fino in fondo.
Se ci cambiate diventiamo un ibrido, un organismo geneticamente modificato e siamo perdenti.

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AquilaLidense

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vorrei rafforzare quanto detto da PORGASCOIGNE: Bisogna vincere!

nel 2000 ero ancora sposato, lo ero con una ragazza per metà svedese e per l'altra metà "difettosa" :)
un estate, andando a zonzo per Malmo in Svezia, mentre passeggiavo per il centro vidi in lontananza un papà che portava a spasso due pargoletti dalla testa bionda e avevano due maglie bianco celesti. All'inzio pensai che fossero dmaglie del FC Malmo, ma come scorsi i numeri 13 e 10 mi venne un sospetto; mi avvicinai un po' di più fino a leggere pure i nomi: Nesta e Mancini.

Ora secondo voi a quel papà che caxxo gliene fregava dei Cesaroni?

And159

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Citazione di: Bianchina il 25 Giu 2012, 16:21
io la penso (per quel che vale) esattamente al contraio.
Aneddoto per aneddoto: nel 2007 organizzammo, per la Rai, una serata all'Auditorium per commemorare Mario Riva, a 50 anni dal Musichiere.
Per il Mario Riva Laziale avevo preparato un siparietto con due pezzi di repertorio: uno, delizioso, con Paola Bolognani (Lascia o Raddoppia, esperta di calcio) nel quale Riva rivendicava la nobilta' delle origini Laziali e un altro alla vigilia di un Lazio Roma con Panetti (as trigoria) e Lovati che cantavano insieme: Vogliamoci tanto bene.
Naturalmente avevo invitato Lovati, che mi aveva, fino all'ultimo, confermato la sua presenza.
Solo che ne' io, ne' lui, avevamo calcolato che quella stessa sera  la Lazio avrebbe giocato in CL.
E Bob Lovati non si presento': al pubblico dell'auditorium aveva preferito la partita della Lazio.
Noi siamo fatti cosi': Laziali dentro e fino in fondo.
Se ci cambiate diventiamo un ibrido, un organismo geneticamente modificato e siamo perdenti.
Pure te però uno sguardo al calendario dallo.nessun laziale vero salterebbe una partita della Lazio

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