Citazione di: italicbold il 04 Dic 2016, 17:10
Abbiamo perso scientificamente.
Per 25 minuti li abbiamo schiacciati e il gol era nell'aria.
A quel punto Banti capisce che se non si mette al lavoro rischia che la Lazio vinca.
E comincia un'altra partita.
Comincia con utilizzare due metri arbitrali a seconda della zona di campo.
Ferma Anderson solo davanti al loro portiere perché Emerson sviene inciampando su un filo d'erba.
Comincia a mettere pressione ai giocatori della Lazio richiamandoli manco fossero terroristi in fuga.
Poi tira fuori il colpo da maestro, la testa di cavallo nel letto. Fischia un rigore che neanche Menicucci a Firenze avrebbe mai fischiato. Probabilmente l'arbitro di linea sarà richiamato all'ordine, perché, almeno, si ricorda che ha una dignità e dice che era fuori area. Banti, molto arrabbiato con il suo collaboratore, é costretto a fare pippa.
Ma non per molto. Anche perché i nostri, che psicologicamente hanno preparato male la partita non capiscono che sono disposti a tutto. Poveri illusi hanno pensato che si poteva ancora giocare. Ma non era vero. E hanno lentamente perso il filo del discorso (la nostra vera responsabilità).
Fino all'errore di Wallace.
Il mancato rosso a Strootman che lancia l'aula su Cataldi é la firma al suo capolavoro.
Sono d'accordo che abbiamo perso scientificamente, ma ne do un'interpretazione diversa. Mi spiego.
Banti ha usato un metro differente, ma dall'inizio della partita (vedi anche il fallo di Rudiger su Keita).
Secondo me la partita è cambiata dopo l'infortunio di Bruno Peres. I ritmi si sono abbassati, loro tenevano palla e noi rincorrevamo, non capendo che così ci stavamo stancando, offrendo loro spazi, che è l'unico modo in cui potevano pensare di farci gol.
Non do le responsabilità a Banti, che se fosse stato in totale malafede il rigore lo avrebbe dato, imponendosi su Calvarese (parola mia contro parola tua, io sono l'arbitro centrale e decido).
Non abbiamo capito che loro erano molto coperti ed era difficile fare gol, e abbiamo abboccato alle provocazioni.
C'è mancata un po' d'umiltà, dote che di solito la Lazio di Inzaghi ha. Loro invece i derby sono anni che li giocano con grande applicazione difensiva, aspettando il nostro errore (o dell'arbitro).
Forse, ma non c'è la controprova, se noi all'inizio del secondo tempo ci fossimo accorti che ci stavamo allungando e invece di andare a pressare ci fossimo compattati dietro, forse aspettando l'avversario avremmo finito per innervosirlo. In fondo loro, nonostante non avessero in campo giocatori adatti ad attaccare una difesa, erano convinti di vincere.
Non ci avrebbero segnato tanto facilmente, se noi fossimo stati chiusi dietro. Nel secondo tempo, e non lo dico adesso ma l'ho pensato mentre guardavo la partita, io avrei difeso con i denti lo 0-0, sarebbe stato un punto d'oro per tante ragioni. E forse avremmo pure avuto l'opportunità di vincerla in contropiede, perché gli spazi li avrebbero lasciati loro a noi, ai nostri tre velocisti.
Che voglio dire? Le partite cambiano, e noi dobbiamo essere bravi ad accorgercene.