Comunque
un invito a cercarsi un altro lavoro non è critica.
Comunque l'aneddoto raccontato da Laziale abruzzese mi ha fatto ricordare mio papà (che ha una sua piccola pagina anche su WikiLazio). Perché, dopo aver giocato per anni, aveva messo su la sua squadretta di ragazzini del quartiere, e un giorno prese da parte un ragazzino di, forse, quindici anni e gli disse che col pallone non era veramente bravo, anzi, ci litigava.
Dici, ammazza che [...] tuo padre. Aspetta, seguimi.

Però, a quel ragazzino, abbastanza perso nella vita, rimasto orfano della mamma, che con i libri non aveva proprio voglia, mio papà gli disse che magari avrebbe potuto fare altro, su un campo di calcio.
Non so che parole abbia usato, se fossimo stati in un film smoccoloso di Hollywood un ottimo sceneggiatore avrebbe potuto mettere in bocca a mio padre una frase tipo "Puoi realizzare i tuoi sogni su un campo di calcio anche con altre mansioni". Ma papà non era un poeta (o forse si, ma a modo suo). Quindi più prosaicamente probabilmente gli ha detto, semplicemente, "Ti va di allenare i pulcini ?".
E poi gli esordienti. E poi i giovanissimi. Poi gli allievi. Poi l'esame all'ISEF (allora si chiamava cosi). E poi, e poi, e poi...
Oggi quel ragazzino è diventato uno dei preparatori atletici più conosciuti in Italia.
Stava in panchina in una sera d'estate a Berlino e abbracciava Marcello Lippi.
Sono anni che non lo vedo più, fino a qualche anno fa, quando capitava che tornavo a Roma e lo incrociavo nel quartiere era sempre un saluto e un abbraccio forte a papà.
Dici che c'entra ? Niente, ve volevo raccontare sta storia.
Mio papà era della Lazio.