Allora, il discorso "testa alla Champions" è qualcosa di anche solo inconsciamente vero, per giocatori, allenatore e società non abituati a quel livello e a gestirlo dal punto di vista mentale con in mezzo il campionato.
L'anno scorso il nostro momento magico è coinciso con una quasi intenzionale uscita dalle coppe, per puntare in maniera aperta quanto meno al quarto posto. Ora però la situazione è diversa, perché se è vero che fare bene in CL è utile a tutti i livelli, è anche vero che sarà ragionevolmente difficile andare più avanti degli eventuali ottavi: allora "cui prodest" concentrare tutte le energie su quell'impegno se sappiamo che di certo non potrà portare a un trofeo e nel contempo, anche inconsciamente (ribadisco), mollare su obiettivi maggiormente alla portata?
Ecco, su questo ci vorrebbe una programmazione razionale e la capacità di gestire il tutto a livello tecnico e societario.