Citazione di: fish_mark il 11 Ago 2010, 22:26
Intervengo come ragazzo degli anni 80, un ragazzo che partecipò a partite storiche come Lazio-Milan del dicembre 1982 (serie B e 70 mila sugli spalti!), Lazio-Catania del 5 giugno 1983 e la famigerata e mitica Lazio-Vicenza con annesso goldeFiorini. C'ero anche il 15 gennaio 1989 ma già lì stiamo andando in altre direzioni.
Ricordate le mie battaglie di quegli anni - poche ma dignitose - di tifoso medio (mai fatto parte di gruppi ultras, di cui mi sono da sempre tenuto alla larga) vorrei ricordare ai giovanotti di ora, di quelli che hanno vissuto il cragnottismo in età adolescienziale e ora nella fase adulta sono costretti a sciropparsi l'epopea lotitiana, una serie di elementi.
Anzitutto, ho ricordato quelle partite non a caso perché furono eventi in cui lo Stadio Olimpico era sistematicamente pieno. Le partite da me ricordate erano tutte di serie B eppure erano tutte di portata storica. Tutti sapevamo che dovevamo esserci.
tempo fa ho proposto un topic proprio sulla necessità ora di vivere eventi ri-unificanti come quelli. Sono convinto che ne abbiamo bisogno: ma in questo senso dovremmo per forza affrontare partite dentro-fuori, pericoli mortali da scampare, come uno spareggio salvezza. Per la verità ci eravamo andati vicino tempo fa con la Coppa Italia, ma poi è accaduto altro e questo è già OT.
Discorso sui media. Guardate cari ragazzi del XXI secolo, ve lo dice un ragazzo dei famosi anni 80, non è che prima dell'avvento di internet si viveva nell'età della pietra. C'erano i giornali anche sportivi (il corsport pubblica dagli anni 30 del 900), c'erano le radio (il povero Elsner trasmetteva dal 1976 e non era l'unico a fare trasmissioni di calcio - per la verità Gianni faceva molto altro ancora), c'erano le televisioni in cui non erano pochi i programmi dedicati al calcio (i vari personaggi dell'etere capitolina sono gli stessi da 30 anni! E' inutile fare nomi: li conoscete tutti. Goal di notte va in onda dal 1979!!!).
Quindi, la copertura mediatica a nutrimento del chiacchericcio da bar era già presente il che produceva le idee, le polemiche e gli scontri più o meno aspri. Pertanto, guardiamo in faccia quella realtà: non era molto distante da quella di oggi.
Discorso societario. Gli anni 80 furono anni a dir poco difficili; iniziarono con Lenzini e finiscono con Calleri, vedendo il passaggio di numerosi e spesso improbabili personaggi, Longgheggionne ma anche - tenetevi forte - un ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, tale Moggi Luciano, gentiluomini di cui non sentiremo mai abbastanza la mancanza come Gian Casoni e altri che non vale la pena citare. Insomma cambi di presidenza come se fossero calzini e rischi di fallimento.
Eppure il sentimento che ci univa era forte, anche a dispetto delle difficoltà societarie.
Esattamente 24 anni fa poi, proprio di questi giorni, subivamo la sentenza che ci spediva direttamente in SERIE C!!! Ci furono manifestazioni di piazza con tanto di striscioni - era una cosa inedita: le manifestazioni si erano fatte per altre cose fino a quel momento - per chiedere che la Lazio non scomparisse. Lino Cascioli dalle colonne del Messaggero disse che proprio non riusciva ad abituarsi all'idea di vivere senza la Lazio.
Quindi di pericoli mortali scampati siamo già vaccinati e anche allora furono affrontati da tutto il popolo laziale in maniera unitaria, con grande mobilitazione di tutti.
Quindi questa atmosfera avvelenata perché?
Il discorso è molto complesso e quindi la risposta non può essere univoca.
Tifoseria (troppo) organizzata, una società che ha pessimi rapporti con la comunicazione, una offerta fin troppo abbondante di programmi radio e tv.
Io direi anche una società italiana e una città di Roma che certamente hanno cambiato i loro tratti culturali e le loro tonalità espressive. Oggi se non vai in Cempions sei un [...] e molta gente, troppa gente, va allo stadio con il grugno di chi pensa che "dovemo vince". Questa pretesa di vincere sempre e comunque all'epoca non era ancora presente, anche se i virus che poi faranno scatenare questa patologia si stavano diffondendo proprio in quel periodo, ma questo è altro discorso.
Prima di chiudere vale la pena fare qualche considerazione sulle figure dei presidenti.
Negli anni 80 solo Longhegionne si presentò con una forte carica mediatica e con lo spirito di condottiero del popolo laziale. La cosa ebbe un qualche successo per un annetto scarso (83-84). Per il resto i presidenti non ebbero grandissimo risalto nel rapporto con la tifoseria. Oggi invece la figura del presidente è volenti o nolenti centrale. Colpa è anche di un personaggio che cerca con insistenza la scena inseguendo tutte le occasioni di polemica che gli si presentano davanti, senza aver mai preso in considerazione due elementi che avrebbero potuto renderlo più digeribile: un certo self restraint nella sua esposizione pubblica e mediatica; un atteggiamento di dialogo con la tifoseria tutta che gli permetta di essere più accettato e quindi rappresentativo.
Ora è tardi e siamo ad un bivio: la ripartenza o il ritiro.
tranne la chiosa, sulla quale sarei un tantinello più ottimista, quoto il tuo post paro paro
per esperienze (ci metto solo Lazio-Taranto a Napoli...col Campobasso non andai, oppure il mio primo derby, quello di Paparelli), disamina della dirigenza e del tifo Laziale, siamo perfettamente d'accordo
ribadisco, sulla chioso, un po' meno, anche se io trovo dei punti di contatto nel fatto che le critiche alla attuale presidenza, se riportate in questo modo, possono essere costruttive e fonte di civile discussione
però, e su questo tenderei a non sorvolare, c'é da dire che la deriva degli ultimi anni ha due colpevoli: da una parte le modalità di gestione del Presidente (sia chiaro, su alcune sono perfettamente d'accordo, ma non sulla comunicazione), dall'altra una larga parte dei tifosi Laziali
questi tifosi Laziali, che io mi diverto a prendere per il culo, sono divisi grossomodo in tre fasce:
la prima (minoritaria) è quella dei contestatori a prescindere...la stimo intorno al 5% del totale
la seconda (maggioritaria) è quella dei c.d. "trascinati"...la stimo intorno al 65% (stiamo parlando di quelli che sono pronti a cambiare idea se la Lazio vince e ad unirsi ai fischi nei confronti dei "minoritari")
la terza (di interposizione), stimata intorno al restante 30%, è quella parte di tifosi che preferisce mettere la Lazio sempre e comunque sopra tutto: sopra il Presidente, sopra i contestatori, sopra i fischi inf@ami preventivi, sopra gli uh-uh-uh e che, di fronte ad una discussione pacata e civile sulle deficienze della Presidenza attuale, non esita a dire la sua, attaccando al contempo chi critica a cazzo di cane
va detto che, imho, la presenza di "Laziali-anni '80" é maggiore nella fascia n°3