Le differenze tra il laziale medio degli anni 80 e il laziale medio odierno.

Aperto da CrazyEagle, 11 Ago 2010, 20:43

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GazzaA

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Pultroppo la forza dei media è divenuta devastante e se non hai possibilità di rispondere vieni schiacciato sotto la pressione costante da 6 anni ormai vedo questo stilicidio e i pochi contrari ormai sono quasi tutti scomparzi,speriamo nella tv e radio ufficiale.Negglia anni 80 era tutto di meno e ancora on cerano gruppi di tifosi che cotrollavano interi settori con interessi anche economici.

RubinCarter

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imho qualcuno s'è imborghesito.

Spendere tra abbonamenti , mpremium , sky e quant'altro sembra dia il diritto per esprimere il proprio dissenso verso lo spettacolo offerto.


Ma poi , dal divano di casa , i giocatori li fischiate ?

O allo stadio qualcuno scarica i problemi quotidiani ?

Io un idea ce l'avrei...

fish_mark

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Citazione di: arturo il 11 Ago 2010, 23:58
Sul 2 punto dissento,i Rozzi e gli Anconetani era spesso in tv.  @ Mark Fish,a 2 delle 3 partite che hai ricordate c'ero anche io,mancavo con il Vicenza (militare a Treviso) e sono sicuro che con il Catania si giocò il 15 giugno e non il 5,faceva un caldo terribile e ricordo gli idranti dei pompieri verzo la nord a rinfrescarci.

Artutro io insisto: era il 5 giugno 1983 e sai perché? perchè il giorno dopo mi doveva interrogare il prof di matematica al quale chiesi un giorno di proroga per indisponibilità fisica (ero sfinito e senza voce): mi fu accordata.
Io ricordo anche dopo la fine della partita una bella carica di alleggerimento degli amici della Questura di Roma per accompagnarci all'uscita. Ricordo anche la Sud quasi completamente occupata da tifosi catanesi.
Un caldo infernale: arrivai alle 12, la partita era alle 16,30: mi abbronzai anche il pancreas ...

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Citazione di: robylele il 12 Ago 2010, 00:06
interessante il topic ed io 'purtroppo', nel senso che ho l'età per farlo, avrei da dire qualcosa.

ma preferisco evitare perché mi pare che stia già diventando il solito attacco alla società attuale, oltre che spunto per riproporre l'ever green 'sesto bacino d'utenza'.

mi limiterò a quotare AR riguardo le responsabilità di berlusconi per il calcio malato che ci ritroviamo.
quello sì un vero crocevia per il nostro essere tifosi.

Il punto di non ritorno è l'allestimento di due squadre avvenuto nel 1989 dopo la vittoria in Coppa campioni. Da lì il Milan amplia sul piano anche quantitativo, oltre quello qualitativo, la differenza con la concorrenza. Da lì si si divarica la differenza tra grandi squadre e medie.

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Citazione di: Emanuele il 12 Ago 2010, 00:25
Vorrei farti notare che le stesse cose che dici di Lotito potrebbero essere attribuite anche a un De Laurentis qualsiasi. Però uno è considerato quasi un dio dai napoletani, l'altro 'na mezza cicca dai laziali. Quindi evidentemente il problema non è quello.
Anche perché se uno non va allo stadio o è sconfortato a causa della "(sovra)esposizione pubblica e mediatica" del presidente della squadra per cui tifa, forse un paio di domande dovrebbe farsele.
Non è la figura del presidente, ma dei presidenti in genere ad essere centrale (potrei anche dire semplicemente dei singoli "attori"). Perché i media cercano di creare un personaggio dai tratti ben riconoscibili e quello alimentano.

I media cucinano ciò che gli viene fornito. Se il personaggio è quello e non fa nulla per dosare gli ingredienti e renderli un po' più digeribili il risultato è qeullo. Ma se rileggi il mio intervento vedrai che la causa del corto circuito attuale non sta soltanto in questo aspetto, pur importante (e tu sai quanto è importante secondo me).

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Citazione di: zaradona il 12 Ago 2010, 09:35
imho qualcuno s'è imborghesito.

Spendere tra abbonamenti , mpremium , sky e quant'altro sembra dia il diritto per esprimere il proprio dissenso verso lo spettacolo offerto.


Ma poi , dal divano di casa , i giocatori li fischiate ?

O allo stadio qualcuno scarica i problemi quotidiani ?

Io un idea ce l'avrei...

Bella questa zaradò. Uno paga e si arroga il diritto di criticare!
Che strano il mondo eh?

ddg

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Citazione di: fish_mark il 12 Ago 2010, 09:46
Artutro io insisto: era il 5 giugno 1983 e sai perché? perchè il giorno dopo mi doveva interrogare il prof di matematica al quale chiesi un giorno di proroga per indisponibilità fisica (ero sfinito e senza voce): mi fu accordata.
Io ricordo anche dopo la fine della partita una bella carica di alleggerimento degli amici della Questura di Roma per accompagnarci all'uscita. Ricordo anche la Sud quasi completamente occupata da tifosi catanesi.
Un caldo infernale: arrivai alle 12, la partita era alle 16,30: mi abbronzai anche il pancreas ...

Confermo il 5 giugno, e anche Laziowiki conferma: http://www.laziowiki.org/wiki/Domenica_5_giugno_1983_-_Roma%2C_stadio_Olimpico_%E2%80%93_Lazio-Catania_2-1

C'ero anch'io. Mi ricordo soprattutto che a 15 minuti dalla fine ritirammo i raccattapalle per perdere più tempo...

Ciao!

D

Esprit Libre

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La differenza principale sta, senza dubbio, nella particolare personalità dell'attuale presidente, presenzialista e dispotico, e nella diversa natura della parte di tifo "organizzata", che ha sviluppato nel tempo un vero e proprio diritto di proprietà sulla società.
Ne è derivato un conflitto che ancora dura e chissà quando finirà, trascinando nel marasma buona parte dei tifosi, anche grazie alla "comunicazione" sempre meno professionale, che dovrebbero invece solo chiedere alla società di mettere in piedi una squadra all'altezza delle possibilità del club.
Le contestazioni alla presidenza ci sono sempre state e ci saranno sempre, ma dovrebbero essere limitate agli aspetti tecnici, che nel caso Lazio sono stati superati di tanto e da tempo.

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fish_mark

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Citazione di: Esprit Libre il 12 Ago 2010, 10:18
La differenza principale sta, senza dubbio, nella particolare personalità dell'attuale presidente, presenzialista e dispotico, e nella diversa natura della parte di tifo "organizzata", che ha sviluppato nel tempo un vero e proprio diritto di proprietà sulla società.
Ne è derivato un conflitto che ancora dura e chissà quando finirà, trascinando nel marasma buona parte dei tifosi, anche grazie alla "comunicazione" sempre meno professionale, che dovrebbero invece solo chiedere alla società di mettere in piedi una squadra all'altezza delle possibilità del club.
Le contestazioni alla presidenza ci sono sempre state e ci saranno sempre, ma dovrebbero essere limitate agli aspetti tecnici, che nel caso Lazio sono stati superati di tanto e da tempo.

Io non sto né con il Presidente né con la c.d. tifoseria organizzata.
Sono un tifoso medio, che pensa con la sua testa, ha proprie idee e sensibilità e che sa formulare un giudizio senza aspettare al linea delle c.d. comunicazione "sempre meno professionale", che si arroga il diritto di contestare la società non soltanto per i non meglio precisati "aspetti tecnici". La mia critica è totale e parte dalla disposizione tattica della squadra fino a coinvolgere gli aspetti gestionali del calciomercato.

E' forse in questo che è cambiato il calcio e la percezione del c.d. tifoso medio, molto più informato quindi molto più capace di esercitare il proprio diritto di critica.

porgascogne

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Citazione di: fish_mark il 11 Ago 2010, 22:26
Intervengo come ragazzo degli anni 80, un ragazzo che partecipò a partite storiche come Lazio-Milan del dicembre 1982 (serie B e 70 mila sugli spalti!), Lazio-Catania del 5 giugno 1983 e la famigerata e mitica Lazio-Vicenza con annesso goldeFiorini. C'ero anche il 15 gennaio 1989 ma già lì stiamo andando in altre direzioni.
Ricordate le mie battaglie di quegli anni - poche ma dignitose - di tifoso medio (mai fatto parte di gruppi ultras, di cui mi sono da sempre tenuto alla larga) vorrei ricordare ai giovanotti di ora, di quelli che hanno vissuto il cragnottismo in età adolescienziale e ora nella fase adulta sono costretti a sciropparsi l'epopea lotitiana, una serie di elementi.

Anzitutto, ho ricordato quelle partite non a caso perché furono eventi in cui lo Stadio Olimpico era sistematicamente pieno. Le partite da me ricordate erano tutte di serie B eppure erano tutte di portata storica. Tutti sapevamo che dovevamo esserci.
tempo fa ho proposto un topic proprio sulla necessità ora di vivere eventi ri-unificanti come quelli. Sono convinto che ne abbiamo bisogno: ma in questo senso dovremmo per forza affrontare partite dentro-fuori, pericoli mortali da scampare, come uno spareggio salvezza. Per la verità ci eravamo andati vicino tempo fa con la Coppa Italia, ma poi è accaduto altro e questo è già OT.

Discorso sui media. Guardate cari ragazzi del XXI secolo, ve lo dice un ragazzo dei famosi anni 80, non è che prima dell'avvento di internet si viveva nell'età della pietra. C'erano i giornali anche sportivi (il corsport pubblica dagli anni 30 del 900), c'erano le radio (il povero Elsner trasmetteva dal 1976 e non era l'unico a fare trasmissioni di calcio - per la verità Gianni faceva molto altro ancora), c'erano le televisioni in cui non erano pochi i programmi dedicati al calcio (i vari personaggi dell'etere capitolina sono gli stessi da 30 anni! E' inutile fare nomi: li conoscete tutti. Goal di notte va in onda dal 1979!!!).
Quindi, la copertura mediatica a nutrimento del chiacchericcio da bar era già presente il che produceva le idee, le polemiche e gli scontri più o meno aspri. Pertanto, guardiamo in faccia quella realtà: non era molto distante da quella di oggi.

Discorso societario. Gli anni 80 furono anni a dir poco difficili; iniziarono con Lenzini e finiscono con Calleri, vedendo il passaggio di numerosi e spesso improbabili personaggi, Longgheggionne ma anche - tenetevi forte - un ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, tale Moggi Luciano, gentiluomini di cui non sentiremo mai abbastanza la mancanza come Gian Casoni e altri che non vale la pena citare. Insomma cambi di presidenza come se fossero calzini e rischi di fallimento.

Eppure il sentimento che ci univa era forte, anche a dispetto delle difficoltà societarie.
Esattamente 24 anni fa poi, proprio di questi giorni, subivamo la sentenza che ci spediva direttamente in SERIE C!!! Ci furono manifestazioni di piazza con tanto di striscioni - era una cosa inedita: le manifestazioni si erano fatte per altre cose fino a quel momento - per chiedere che la Lazio non scomparisse. Lino Cascioli dalle colonne del Messaggero disse che proprio non riusciva ad abituarsi  all'idea di vivere senza la Lazio.
Quindi di pericoli mortali scampati siamo già vaccinati e anche allora furono affrontati da tutto il popolo laziale in maniera unitaria, con grande mobilitazione di tutti.

Quindi questa atmosfera avvelenata perché?
Il discorso è molto complesso e quindi la risposta non può essere univoca.
Tifoseria (troppo) organizzata, una società che ha pessimi rapporti con la comunicazione, una offerta fin troppo abbondante di programmi radio e tv.
Io direi anche una società italiana e una città di Roma che certamente hanno cambiato i loro tratti culturali e le loro tonalità espressive. Oggi se non vai in Cempions sei un [...] e molta gente, troppa gente, va allo stadio con il grugno di chi pensa che "dovemo vince". Questa pretesa di vincere sempre e comunque all'epoca non era ancora presente, anche se i virus che poi faranno scatenare questa patologia si stavano diffondendo proprio in quel periodo, ma questo è altro discorso.

Prima di chiudere vale la pena fare qualche considerazione sulle figure dei presidenti.
Negli anni 80 solo Longhegionne si presentò con una forte carica mediatica e con lo spirito di condottiero del popolo laziale. La cosa ebbe un qualche successo per un annetto scarso (83-84). Per il resto i presidenti non ebbero grandissimo risalto nel rapporto con la tifoseria. Oggi invece la figura del presidente è volenti o nolenti centrale. Colpa è anche di un personaggio che cerca con insistenza la scena inseguendo tutte le occasioni di polemica che gli si presentano davanti, senza aver mai preso in considerazione due elementi che avrebbero potuto renderlo più digeribile: un certo self restraint nella sua esposizione pubblica e mediatica; un atteggiamento di dialogo con la tifoseria tutta che gli permetta di essere più accettato e quindi rappresentativo.
Ora è tardi e siamo ad un bivio: la ripartenza o il ritiro.

tranne la chiosa, sulla quale sarei un tantinello più ottimista, quoto il tuo post paro paro
per esperienze (ci metto solo Lazio-Taranto a Napoli...col Campobasso non andai, oppure il mio primo derby, quello di Paparelli), disamina della dirigenza e del tifo Laziale, siamo perfettamente d'accordo

ribadisco, sulla chioso, un po' meno, anche se io trovo dei punti di contatto nel fatto che le critiche alla attuale presidenza, se riportate in questo modo, possono essere costruttive e fonte di civile discussione

però, e su questo tenderei a non sorvolare, c'é da dire che la deriva degli ultimi anni ha due colpevoli: da una parte le modalità di gestione del Presidente (sia chiaro, su alcune sono perfettamente d'accordo, ma non sulla comunicazione), dall'altra una larga parte dei tifosi Laziali

questi tifosi Laziali, che io mi diverto a prendere per il culo, sono divisi grossomodo in tre fasce:

la prima (minoritaria) è quella dei contestatori a prescindere...la stimo intorno al 5% del totale

la seconda (maggioritaria) è quella dei c.d. "trascinati"...la stimo intorno al 65% (stiamo parlando di quelli che sono pronti a cambiare idea se la Lazio vince e ad unirsi ai fischi nei confronti dei "minoritari")

la terza (di interposizione), stimata intorno al restante 30%, è quella parte di tifosi che preferisce mettere la Lazio sempre e comunque sopra tutto: sopra il Presidente, sopra i contestatori, sopra i fischi inf@ami preventivi, sopra gli uh-uh-uh e che, di fronte ad una discussione pacata e civile sulle deficienze della Presidenza attuale, non esita a dire la sua, attaccando al contempo chi critica a cazzo di cane

va detto che, imho, la presenza di "Laziali-anni '80" é maggiore nella fascia n°3

Esprit Libre

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Citazione di: fish_mark il 12 Ago 2010, 10:24
Io non sto né con il Presidente né con la c.d. tifoseria organizzata.
Sono un tifoso medio, che pensa con la sua testa, ha proprie idee e sensibilità e che sa formulare un giudizio senza aspettare al linea delle c.d. comunicazione "sempre meno professionale", che si arroga il diritto di contestare la società non soltanto per i non meglio precisati "aspetti tecnici". La mia critica è totale e parte dalla disposizione tattica della squadra fino a coinvolgere gli aspetti gestionali del calciomercato.

E' forse in questo che è cambiato il calcio e la percezione del c.d. tifoso medio, molto più informato quindi molto più capace di esercitare il proprio diritto di critica.
Se è per questo, io contestavo pure Cragnotti, proprio per la gestione finanziaria della società perché, se pure non si poteva non godere dei risultati sportivi, non è che fosse così difficile, ragionandoci un po' sopra, prevedere che l'avventura cragnottiana sarebbe finita come è finita.
Quello che oggi non può essere accettata è la critica preconcetta e basata sul semplice "Lotito vattene", qualsiasi cosa accada, anche a costo di consegnare la società a chissà chi.
Magari Lotito vendesse a un imprenditore pure del suo stesso livello ma dotato di garbo e signorilità, ma farsi complici di avventure pericolose mai, specialmente se dettate dai rancori personali di qualche para guru.

robylele

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Citazione di: Property il 12 Ago 2010, 01:10

De Laurentis non è come Lotito.
De Laurentis è amato dai napoletani perchè quando va in tv parla sempre di un grande napoli

E' stato talmente chiaro negli obiettivi che da quando è tornato in serie a che ripete che il suo progetto è fatto di 3 grandi fasi

fa emozionare.

A queste parole ha fatto seguire i fatti

Poi il Napoli forse non è ancora dove ci siaspettava


ma sulle intenzioni   la voglia di fare bene a mio avviso è evidentisima


De Laurentis non va a SportItalia

non si mette a fare l'attore ai Cesaroni

De Laurentis è uno che mettere il marchio Napoli (e non De Laurentis) dovunque, dalle ciabatte, alle matite e viene a fare pubblicità addirittura sui forum di altri tifosi come il nostro.

Ecco metterli sullo stesso piano per me è improponibile.

Ma la mia opnione si sa è di parte e forse non obiettiva.


da Wikipedia


Alla crisi di risultati si aggiunse l'ormai compromessa situazione finanziaria, che portò nell'estate del 2004 al fallimento del club ed alla conseguente perdita del titolo sportivo.[52]

Nelle settimane successive l'imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis rilevò il titolo sportivo dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli e iscrisse la squadra, con la denominazione Napoli Soccer, al campionato di Serie C1 2004-2005.[53][54]

La società partenopea ingaggiò come allenatore Giampiero Ventura, sostituito in corso d'opera da Edoardo Reja. Soltanto sfiorata nel primo anno, la promozione arrivò nel torneo successivo.[55] Il 23 maggio 2006 il presidente De Laurentiis restituì al club la denominazione originaria di Società Sportiva Calcio Napoli, volutamente non utilizzata nei due campionati di terza serie.[56] Nel torneo di Serie B 2006-2007, reso anomalo dalla presenza della Juventus - retrocessa in serie cadetta in seguito a Calciopoli - il Napoli chiuse al secondo posto, tornando in massima serie dopo 6 anni di assenza.[57] Nella Serie A 2007-2008 il Napoli arrivò all'ottavo posto, che gli valse, mediante l'Intertoto, la possibilità di giocare in Coppa UEFA e di tornare a calcare il palcoscenico europeo dopo 14 anni.[58] In seguito alla guida della squadra si avvicendarono l'ex CT della Nazionale Roberto Donadoni[59] e, quindi, Walter Mazzarri,[60] che condusse la squadra alla qualificazione diretta in Europa League, la prima dopo 16 anni.[61]



Property, complimenti al Napoli, finalmente sesto.
Ed ora...via alla terza fase.
:D




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massirosa73

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Io ho vissuto gli anni 80 andando allo stadio per vedere la Lazio contro la sambenedettese e l'arezzo con mio padre che mi raccontava il mito di Pulici Petrelli Martini Wilson Oddi Nanni etc.. Quella era la Lazio, con poche ambizioni e minori possibilità. Non c'era nessuno che parlava di blasone e bacino d'utenza che meritasse altre vetrine. Si vivevano situazioni sportivamente scioccanti(Vinazzani, Lazio-Vicenza, gli spareggi, la stagione 84-85, crisi societrie etc) esultando per gli scampati pericoli.  Poi arrivò Cragnotti e le nuove ambizioni si fusero con i trionfi, facendoci diventare addirittura dei tifosi un pò 'snob'.
Il ritorno al passato ha causato quello che è successo anche a tifoseria definite più 'calde delle nostre'. Basta vedere l'affluenza dei tifosi del napoli post ferlaino.
Non si accetta la nuova situazione, specie per chi ha iniziato l'avventura da Laziale con i Nesta e i Signori.
Per finire voglio scrivere una grande banalità, ossia: in questi trent'anni non è cambiato solo il laziale ma tutta la società civile, calcio e tifo compreso

robylele

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Citazione di: porgascogne il 12 Ago 2010, 10:38
(ci metto solo Lazio-Taranto a Napoli...col Campobasso non andai

però, e su questo tenderei a non sorvolare, c'é da dire che la deriva degli ultimi anni ha due colpevoli: da una parte le modalità di gestione del Presidente (sia chiaro, su alcune sono perfettamente d'accordo, ma non sulla comunicazione), dall'altra una larga parte dei tifosi Laziali

questi tifosi Laziali, che io mi diverto a prendere per il culo, sono divisi grossomodo in tre fasce:

la prima (minoritaria) è quella dei contestatori a prescindere...la stimo intorno al 5% del totale

la seconda (maggioritaria) è quella dei c.d. "trascinati"...la stimo intorno al 65% (stiamo parlando di quelli che sono pronti a cambiare idea se la Lazio vince e ad unirsi ai fischi nei confronti dei "minoritari")

la terza (di interposizione), stimata intorno al restante 30%, è quella parte di tifosi che preferisce mettere la Lazio sempre e comunque sopra tutto: sopra il Presidente, sopra i contestatori, sopra i fischi inf@ami preventivi, sopra gli uh-uh-uh e che, di fronte ad una discussione pacata e civile sulle deficienze della Presidenza attuale, non esita a dire la sua, attaccando al contempo chi critica a cazzo di cane

va detto che, imho, la presenza di "Laziali-anni '80" é maggiore nella fascia n°3


Quoto.
Io faccio parte del 30% (anche se pensavo di essere assestato al 15%  :D) e c'ero col Taranto e non col Campobasso.


ES

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Citazione di: robylele il 12 Ago 2010, 11:15

da Wikipedia


Alla crisi di risultati si aggiunse l'ormai compromessa situazione finanziaria, che portò nell'estate del 2004 al fallimento del club ed alla conseguente perdita del titolo sportivo.[52]

Nelle settimane successive l'imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis rilevò il titolo sportivo dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli e iscrisse la squadra, con la denominazione Napoli Soccer, al campionato di Serie C1 2004-2005.[53][54]

La società partenopea ingaggiò come allenatore Giampiero Ventura, sostituito in corso d'opera da Edoardo Reja. Soltanto sfiorata nel primo anno, la promozione arrivò nel torneo successivo.[55] Il 23 maggio 2006 il presidente De Laurentiis restituì al club la denominazione originaria di Società Sportiva Calcio Napoli, volutamente non utilizzata nei due campionati di terza serie.[56] Nel torneo di Serie B 2006-2007, reso anomalo dalla presenza della Juventus - retrocessa in serie cadetta in seguito a Calciopoli - il Napoli chiuse al secondo posto, tornando in massima serie dopo 6 anni di assenza.[57] Nella Serie A 2007-2008 il Napoli arrivò all'ottavo posto, che gli valse, mediante l'Intertoto, la possibilità di giocare in Coppa UEFA e di tornare a calcare il palcoscenico europeo dopo 14 anni.[58] In seguito alla guida della squadra si avvicendarono l'ex CT della Nazionale Roberto Donadoni[59] e, quindi, Walter Mazzarri,[60] che condusse la squadra alla qualificazione diretta in Europa League, la prima dopo 16 anni.[61]



Property, complimenti al Napoli, finalmente sesto.
Ed ora...via alla terza fase.
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Lotito non ci ha fatto fallire,questa è la vera differenza,che permette oggi al tifoso medio di preferire il buon Aurelio al sor Claudio.
Da cui il titolo del topic che ci pone una riflessione che sappiamo bene che esula dal Lotito.

Perchè tutti ricordiamo il :"Boksic è bravino ma non segna mai..Veron è troppo lento..Pancaro non sa crossà..Cragnotti c'ha tolto la Lazialità(sempre bene riscriverlo e sottolinearlo)e via dicendo.."
Una tifoseria che io definii allora profondamente sficata,prendendomi i rimbrotti degli amici con cui andavo allo stadio.


robylele

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NAPOLI (8 aprile) - Da "Straparla con me" alle puntate inedite di "La storia sono io" il pacchetto di Sky Sport De Laurentiis, l'ultima parodia del comico Gene Gnocchi, prevede nell'offerta anche una biografia del presidente del Napoli: 3.500 pagine in cui il patron racconta i suoi primi due mesi di vita



imperdibile per un fan come Property!

robylele

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MILANO, 27 febbraio - «Il calcio moderno è obsoleto, antico, usurato. Bisogna cambiarlo. Non è un problema di moviola ma di essere contemporaneo.
Errare humanum est, ma perseverare è diabolico»: lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis intervenuto a 'Ventura Football Club', il programma condotto da Simona Ventura in onda oggi su Radio 1.

De Laurentiis pensa con favore all'ipotesi di un campionato europeo,  ( :shock: :shock: :shock:) già evocato da Silvio Berlusconi circa 20 anni fa: «Berlusconi aveva ragione: vuol dire che il mondo degli adulti è un mondo di persone anziane!

Si dovrebbe convocare una riunione di 25 club europei (certo non 20, altrimenti il Napoli Soccer potrebbe rimanere fuori...NDR ) sottraendo il calcio alle grandi organizzazioni - è convinto il presidente del Napoli -.

Quando uno ha una poltrona sotto il sedere è più facile mantenere tutto com'è piuttosto che prendersi la responsabilità di cambiare. E di sbagliare. Quindi è inutile illudersi e farsi la bocca amara come il mio amico Della Valle». «Con il campionato europeo - ha concluso - il fatturato sarebbe di alcune decine di miliardi di euro. Ma vi sembra possibile che il campionato inglese sia in rosso? Vuol dire che il calcio attuale non funziona»




Un mito vero! Sono curioso di vedere la terza fase (CHAMPIONS).


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Citazione di: Palo il 12 Ago 2010, 01:48

Anche l'ultras genuino degli eagles supporters cantava faccetta nera, strappava gli striscioni avversari e si distingueva per comportamenti non propriamente eleganti (ti cito, tanto per dirne una, Fiorentina-Lazio del '76).


Caro Palo, io ero sono un Eagles, e ti assicuro che la politica era estremamente ai margini della Nord, molto spesso quasi impercettibile, e sicuramente non centrale ed imposta come oggi.

Probabilmente è cambiato anche il clima in città (all'epoca il sindaco era Vetere del PCI, oggi è Alemanno ex Fronte della Gioventù), di sicuro in curva sentivi sulla pelle solo l'amore per la Lazio e non quell'alone politico che invece oggi l'avvolge

Per il resto (strappare gli striscioni o scazzottate varie) non ricordo nulla di particolare rispetto a quello che è sempre avvenuto tra tifosi (per rivalità ultras o per motivi campanilistici) da che calcio è calcio.







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Citazione di: robylele il 12 Ago 2010, 11:43
MILANO, 27 febbraio - «Il calcio moderno è obsoleto, antico, usurato. Bisogna cambiarlo. Non è un problema di moviola ma di essere contemporaneo.
Errare humanum est, ma perseverare è diabolico»: lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis intervenuto a 'Ventura Football Club', il programma condotto da Simona Ventura in onda oggi su Radio 1.

De Laurentiis pensa con favore all'ipotesi di un campionato europeo,  ( :shock: :shock: :shock:) già evocato da Silvio Berlusconi circa 20 anni fa: «Berlusconi aveva ragione: vuol dire che il mondo degli adulti è un mondo di persone anziane!

Si dovrebbe convocare una riunione di 25 club europei (certo non 20, altrimenti il Napoli Soccer potrebbe rimanere fuori...NDR ) sottraendo il calcio alle grandi organizzazioni - è convinto il presidente del Napoli -.

Quando uno ha una poltrona sotto il sedere è più facile mantenere tutto com'è piuttosto che prendersi la responsabilità di cambiare. E di sbagliare. Quindi è inutile illudersi e farsi la bocca amara come il mio amico Della Valle». «Con il campionato europeo - ha concluso - il fatturato sarebbe di alcune decine di miliardi di euro. Ma vi sembra possibile che il campionato inglese sia in rosso? Vuol dire che il calcio attuale non funziona»




Un mito vero! Sono curioso di vedere la terza fase (CHAMPIONS).

Complimenti sei un mito vero pure tu, su google copia e incolla sei imbattibile.

Perculeggia pure la terza fase di de laurentis che è meglio invece l'ultima fase in serie b per cui abbiamo giocato noi lo scorso anno in competizione niente popo di meno che con chievo e siena.

Perculeggia pure la parodia su dela che invece sono meglio le figure che andiamo a a fare noi a sport italia, ai cesaroni, con le penalizzazioni  in serie a, ai funerali e mi fermo qui.

Perculeggia il mercato di de laurentis meglio il nostro che vendiamo i migliori e gli altri migliori vanno via gratis.

Perculeggia le ambizioni di delaurentis in europa, che è meglio invece avere come obiettivi gli elementi imponderabili.

Aah dimenticavo, sei un suo fan!

orchetto

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Citazione di: Aquila Romana il 12 Ago 2010, 12:49
Caro Palo, io ero sono un Eagles, e ti assicuro che la politica era estremamente ai margini della Nord, molto spesso quasi impercettibile, e sicuramente non centrale ed imposta come oggi.
Difficile il confronto, perchè gli ES erano un gruppo "popolareggiante", mentre gli Irr. hanno sempre puntato ad un asse sottoproletariato borgataro criminoggeno-borghesia romana.

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