Le differenze tra il laziale medio degli anni 80 e il laziale medio odierno.

Aperto da CrazyEagle, 11 Ago 2010, 20:43

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CrazyEagle

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Ovviamente con questo 3d mi rivolgo ai più "anziani", a coloro che hanno vissuto pienamente anche i terrificanti anni 80 con annessi spareggi per evitare la serie C1, calcioscommesse, crisi societaria e via dicendo.

Io ho solo 27 anni (anzi, ne ho 26, il mio compleanno è a novembre) e quindi non ho vissuto quella Lazio li.

Tuttavia non capisco una cosa e vorrei che qualcuno me la spiegasse.

La Lazio negli anni 80 navigava in acque decisamente più agitate di quelle di adesso.
La situazione attuale dice che la Lazio ha una rosa di tutto rispetto, certamente non inferiore a quella della Sampdoria che è arrivata quarta in classifica. Dice che siamo i detentori della Supercoppa italiana. Quella partita secca l'abbiamo vinta per gli episodi, ok... ma se siamo arrivati a disputarla è perchè abbiamo vinto la Coppa Italia e quella ce la siamo sudata tutta. Non facciamo più parte del ghota del calcio mondiale, ma siamo cmq una squadra in grado di far fare figuracce a chiunque.

Negli anni 80 invece?
Il livello tecnico della squadra era quello che era. La Lazio è stata travolta dal calcioscommesse, quindi se ora la gente non ha fiducia verso la società non credo che ne avesse altrettanto per alcune persone che facevano parte della Lazio a quei tempi, visti i casini in cui si fini'. Di trofei neanche a parlarne. Partite europee? E cosa erano? Per noi la normalità era giocare sui campi polverosi di Campobasso, Cava dei Tirreni, Taranto.

NONOSTANTE CIO'...
...a me sembra che il distacco che c'è adesso a quei tempi non ci fosse.
Ripeto, io non ho vissuto la Lazio degli anni 80, io so quello che ho letto, visto in tv e sul web.
Però l'idea che ho è di una tifoseria mediamente attaccata alla squadra, nonostante i pessimi risultati che spesso ottenevamo e le prospettive future che non potevano essere rosee.
Ora invece? Ci troviamo in una situazione NETTAMENTE migliore eppure c'è molto distacco.

PERCHE'?
Io ho pensato che dipendesse dal fatto che molti si fossero abituati ai tempi d'oro di Cragnotti, ma quelli che hanno seguito con amore e passione incondizionate la Lazio cadetta erano gli stessi del 1974!

Secondo voi dirmi IN COSA è cambiato il laziale medio? Perchè a quei tempi le difficolta' di gran lunga peggior si affrontavano in un certo modo e ora il laziale odierno non è in grado di superare ostacoli che sono più piccoli abbandonandosi alla SFIDUCIA?

Emanuele

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Io ho solo 22 anni, però il tuo topic lo trovo molto interessante, quindi provo a dire la mia (in attesa che intervengano persone direttamente coinvolte).

Credo che un fattore da non sottovalutare sia l'esposizione mediatica che ha il calcio (tra le altre cose) in quest'epoca, rispetto a trenta, quarant'anni fa. Tutto è visibile, tutto è analizzato, vivisezionato, sviscerato. Nel momento in cui ci sono trasmissioni giornaliere (ad esempio quelle radiofoniche) bisogna avere necessariamente argomenti di cui parlare. E, diciamoci la verità, gli argomenti non sarebbero poi molti, perciò bisogna aggrapparsi a qualunque cosa, sovraesporla, enfatizzarla al massimo. Questo ovviamente trasmette un maggior senso di apprensione, specie nel momento in cui i media in questione non sono teneri (per svariati motivi).
E' cambiato il modo di approcciarsi al calcio. Io sinceramente dubito che fino a qualche anno fa si conoscessero i quadri dirigenziali delle squadre (per fare un esempio). Oggi tutti sanno che Lo Monaco è il DS del Catania o che Leonardi è quello del Parma. Dichiarazioni, aggiornamenti continui e in tempo reale, un bombardamento a flusso continuo.
Il calcio non è più una passione da coltivare, quanto una merce da fagocitare.
Anche internet, i forum come questo. Un posto dove si può parlare 24 ore su 24 di Lazio, confrontarsi, esporre le proprie opinioni in maniera paritaria, non può che esasperare il tutto. L'ho notato in prima persona. Ho riscoperto il forum da un mesetto circa a questa parte, dopo la chiusura del vecchio lazionet. Ebbene, senza il forum la mia attenzione verso il mondo Lazio (nello specifico il mercato essendo estate) era piuttosto ridotta. Cosa cambiata radicalmente nel momento in cui ho riavuto la possibilità di frequentare il forum, dove ogni sfaccettatura del mondo Lazio poteva essere discussa, analizzata.

Aggiungo (e qui aspetto magari gli interventi di coloro che quegli anni gli hanno vissuti) che bisogna anche vedere quanto dell'immagine di quegli anni corrisponda al vero. Voglio dire, bisogna sempre tener conto che coloro che hanno vissuto gli anni '80 (quindi almeno i vent'enni di allora), oggi hanno non meno di 50 anni. E' inevitabile edulcorare il passato, anche momenti non particolarmente esaltanti. Ciò che si ricorda con nostalgia e con affetto non è tanto il ricordo in sé, quanto ciò che di quel ricordo è diventato dopo l'opera della memoria che si focalizza sul fatto che allora, si avessero 20, 30 anni. Magari ricordi preziosi con persone che non ci sono più.

Probabilmente tra 40 anni mi ricorderò di Lazio-Catania 0-1 e di mio padre (che purtroppo non ci sarà più) muto uscendo dallo stadio con lo spettro della serie B. E lo ricorderò - ne sono certo - con inestimabile affetto, nonostante fosse un momento sportivamente drammatico.

Aggiungiamoci l'inevitabile imborghesimento del post-Cragnotti.
Aggiungiamoci le esasperanti polemiche e contestazioni strumentali. Oltre ovviamente agli errori di Lotito, diversi ed evidenti. Come diversi ed evidenti anche i meriti. Certo è che questi errori - se isolati - non possono giustificare il clima che c'è intorno alla Lazio.

fish_mark

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Intervengo come ragazzo degli anni 80, un ragazzo che partecipò a partite storiche come Lazio-Milan del dicembre 1982 (serie B e 70 mila sugli spalti!), Lazio-Catania del 5 giugno 1983 e la famigerata e mitica Lazio-Vicenza con annesso goldeFiorini. C'ero anche il 15 gennaio 1989 ma già lì stiamo andando in altre direzioni.
Ricordate le mie battaglie di quegli anni - poche ma dignitose - di tifoso medio (mai fatto parte di gruppi ultras, di cui mi sono da sempre tenuto alla larga) vorrei ricordare ai giovanotti di ora, di quelli che hanno vissuto il cragnottismo in età adolescienziale e ora nella fase adulta sono costretti a sciropparsi l'epopea lotitiana, una serie di elementi.

Anzitutto, ho ricordato quelle partite non a caso perché furono eventi in cui lo Stadio Olimpico era sistematicamente pieno. Le partite da me ricordate erano tutte di serie B eppure erano tutte di portata storica. Tutti sapevamo che dovevamo esserci.
tempo fa ho proposto un topic proprio sulla necessità ora di vivere eventi ri-unificanti come quelli. Sono convinto che ne abbiamo bisogno: ma in questo senso dovremmo per forza affrontare partite dentro-fuori, pericoli mortali da scampare, come uno spareggio salvezza. Per la verità ci eravamo andati vicino tempo fa con la Coppa Italia, ma poi è accaduto altro e questo è già OT.

Discorso sui media. Guardate cari ragazzi del XXI secolo, ve lo dice un ragazzo dei famosi anni 80, non è che prima dell'avvento di internet si viveva nell'età della pietra. C'erano i giornali anche sportivi (il corsport pubblica dagli anni 30 del 900), c'erano le radio (il povero Elsner trasmetteva dal 1976 e non era l'unico a fare trasmissioni di calcio - per la verità Gianni faceva molto altro ancora), c'erano le televisioni in cui non erano pochi i programmi dedicati al calcio (i vari personaggi dell'etere capitolina sono gli stessi da 30 anni! E' inutile fare nomi: li conoscete tutti. Goal di notte va in onda dal 1979!!!).
Quindi, la copertura mediatica a nutrimento del chiacchericcio da bar era già presente il che produceva le idee, le polemiche e gli scontri più o meno aspri. Pertanto, guardiamo in faccia quella realtà: non era molto distante da quella di oggi.

Discorso societario. Gli anni 80 furono anni a dir poco difficili; iniziarono con Lenzini e finiscono con Calleri, vedendo il passaggio di numerosi e spesso improbabili personaggi, Longgheggionne ma anche - tenetevi forte - un ex dipendente delle Ferrovie dello Stato, tale Moggi Luciano, gentiluomini di cui non sentiremo mai abbastanza la mancanza come Gian Casoni e altri che non vale la pena citare. Insomma cambi di presidenza come se fossero calzini e rischi di fallimento.

Eppure il sentimento che ci univa era forte, anche a dispetto delle difficoltà societarie.
Esattamente 24 anni fa poi, proprio di questi giorni, subivamo la sentenza che ci spediva direttamente in SERIE C!!! Ci furono manifestazioni di piazza con tanto di striscioni - era una cosa inedita: le manifestazioni si erano fatte per altre cose fino a quel momento - per chiedere che la Lazio non scomparisse. Lino Cascioli dalle colonne del Messaggero disse che proprio non riusciva ad abituarsi  all'idea di vivere senza la Lazio.
Quindi di pericoli mortali scampati siamo già vaccinati e anche allora furono affrontati da tutto il popolo laziale in maniera unitaria, con grande mobilitazione di tutti.

Quindi questa atmosfera avvelenata perché?
Il discorso è molto complesso e quindi la risposta non può essere univoca.
Tifoseria (troppo) organizzata, una società che ha pessimi rapporti con la comunicazione, una offerta fin troppo abbondante di programmi radio e tv.
Io direi anche una società italiana e una città di Roma che certamente hanno cambiato i loro tratti culturali e le loro tonalità espressive. Oggi se non vai in Cempions sei un cretino e molta gente, troppa gente, va allo stadio con il grugno di chi pensa che "dovemo vince". Questa pretesa di vincere sempre e comunque all'epoca non era ancora presente, anche se i virus che poi faranno scatenare questa patologia si stavano diffondendo proprio in quel periodo, ma questo è altro discorso.

Prima di chiudere vale la pena fare qualche considerazione sulle figure dei presidenti.
Negli anni 80 solo Longhegionne si presentò con una forte carica mediatica e con lo spirito di condottiero del popolo laziale. La cosa ebbe un qualche successo per un annetto scarso (83-84). Per il resto i presidenti non ebbero grandissimo risalto nel rapporto con la tifoseria. Oggi invece la figura del presidente è volenti o nolenti centrale. Colpa è anche di un personaggio che cerca con insistenza la scena inseguendo tutte le occasioni di polemica che gli si presentano davanti, senza aver mai preso in considerazione due elementi che avrebbero potuto renderlo più digeribile: un certo self restraint nella sua esposizione pubblica e mediatica; un atteggiamento di dialogo con la tifoseria tutta che gli permetta di essere più accettato e quindi rappresentativo.
Ora è tardi e siamo ad un bivio: la ripartenza o il ritiro.

Aquila Romana

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Sono classe '68 e ho cominciato a frequentare lo stadio accompagnato dal '76-77, in maniera indipendente e di nascosto dai miei dall'82-83.

Fino alla metà degli anni '90 le tue aspettative erano direttamente proporzionate allo spessore del portafoglio del presidente della Lazio del momento, il senso di appartenenza era radicatissimo (più andavano male le cose, più i bruchi vincevano o sfioravano scudetti o giocavano finali di Coppa dei Campioni più ci si stringeva compatti tra noi Mohicani di Roma).

A fine anni '80 inoltre finisce l'era degli Eagles Supporters, cioè finisce il tifo "Ultras genuino" della SS Lazio, il cambio non è soft e non lascia presagire nulla di positivo, il tempo darà ragione ai presagi

Poi pian piano, dal 1993, cambiano le aspettative (il ranking è determinato non più dal portafoglio presidenziale e dagli incassi al botteghino ma dagli sponsor e dai diritti), il calcio cambia in maniera spasmodica e noi con lui, che lo viviamo quotidianamente.

L'abnorme flusso di denaro che sommerge il mondo del calcio italiano è come uno tsunami (sarà un caso che anche in questo campo la scintilla di devastazione sia stata procurata da tal Silvio Berlusconi, che destabilizzò ogni equlibrio con l'avvio dei super ingaggi ai calciatori e super truffe dietro le quinte- Coco docet)

Ad un certo punto, come si sa, il miele attira le api e nel calcio irrompono personaggi che ne erano stati sempre alla larga (preferendo le borse ed i paradisi fiscali), a Roma - sponda Lazio - arriva tal Sergio Cragnotti.

Noi tifosi non ci rendiamo neanche conto di quello che accade, probabilmente già confusi dallo stravolgimento e dal radicale cambiamento del mondo calcistico da cui provenivamo ci ritroviamo frastornati a leggere di quotazioni in borsa e di acquisti con ingaggi miliardari.

Il valico dal mio punto di vista è Lazio-Napoli 4-2 con un super Riedle, quella domenica si festeggia la qualificazione Uefa come neanche fosse stata la vittoria della Coppa Uefa stessa, da lì in poi è stato come cadere in un trip da cocaina.

Ci si incontra al bar chiedendoci "chi abbiamo comprato oggi ?", si va allo stadio con il dubbio di quale campione fosse stato preferito ad un altro, si saltano le finali dicendo "andiamo alla prossima" (giuro, è tutto vero).

Finchè arriva il momento che l'effetto dopante finisce, ma non finisce graduamente, come per la cocaina finisce all'improvviso, da un secondo all'altro senza preavviso.

Ed ua mattina di fine agosto ti trovi alla cassa di un alimentari, dove ti vedi ridere in faccia il cassiere riomico mentre sghignazza "aò, ve sete dovuti venne pure Nesta.." e ti senti scivolare la busta dalle mani mentre non ricordi più neanche quanto era il resto.

A questo punto devi resettare tutto e ripartire da 10 anni prima, ma ora ci sono le Pay-TV in 3D con effetto surround che ti portano la partita nel salotto, ci sono gli sponsor che ti ubriacano per farti credere che quella è la maglia della tua Lazio, non ci sono più gli Eagles ma disoccupati da curva, ci sono le statistiche sui bacini di utenza e procuratori che - lasciata la vanga - discettano di diritti di immagine dei propri assistiti...

Non tutti riescono ad uscirne fuori, nè dalla cocaina nè dalla fata turchina, e chi non riesce ad uscirne sbrocca.

Se poi ci metti che al posto della fata turchina ti ritrovi un grillo parlante (rigorosamente in latino) è ancora più  difficile   

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gaizkamendieta

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2 differenze sostanziali :

1 - Oggi come allora la forza di una squadra era nella qualita dei giocatori ed i giocatori piu' forti giocavano nelle squadre piu' ricche, le squadre piu' ricche era quelle con i presidenti piu' danarosi, oggi sono quelle con gli introiti maggiori, ogni tanto c'era una squadra sorpresa che magari operava bene (per casualita' o bravura) e vinceva lo scudetto, cio' per quanto raro succedeva regolarmente ogni 4-5 anni oggi non succede piu.

2 - I presidenti in televisione o alle radio MAI SENTITI!

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Aggiungo anchio qualce considerazione ulteriore.

1) Oggi il calcio è davvero un mercato fatto di società che devono fare business, alcune anche quotate, e che tanto per dare un numero vale più o meno (questo mercato) circa 1,5 miliardi di diritti televisivi e almeno un altro 1 miliardo di sponsor senza contare il merchandising. Insomma stiamo parlando dello 0,1/0,2% del PIL Nazionale ed è a tutti gli effetti un settore che ha il suo seguito ed il suo settore di riferimento.
Questo crea delle aspettative perchè il fruitore (quello che Cragnotti chiamava giustamente cliente) non può essere più un semplice tifoso ma è anche colui che paga profumatamente tutto questo gioco, ben più degli anni 80 e di conseguenza vuole sempre di più.

2) Oggi il tifoso è molto più informato di allora, legge i bilanci, guarda i numeri e non cè un laziale credo che non sappia che il nostro è circa il 6°bacino d'utenza perchè ce lo dicono gli ascolti televisivi ormai regolamente pubblicati dalla lega calcio, perchè ce lo dice il nostro fatturato desumibile dai bilanci pubblici perchè ce lo dicono le nuove ripartizioni dei diritti tv collettive che ci collocano in quella posizione.
Ed oggi quindi, nessuno può smentire ciò che è un dato di fatto e allora tutti chiedono il rispetto dell'ormai famosa equazione 6°fatturato=6° posto.
E' giusto, non è giusot? Non lo so, ma questo è un cambiamento epocale rispetto ad allora dove la fortuna di una società era fatta essenzialmente dalla ricchezza personale del proprietario.

3) Poi invece cè una peculiarità tutta nostra che è il Presidente Lotito. Io credo che lui non sia assolutamente il peggior presidente nella nostra lunga storia, assolutamente, penso però che sia riuscito a creare, con il suo modo di essere,  una spaccatura ed un clima di disarmo tra i tifosi che non ha precedenti nelle proporzioni. Io che da sempre sono critico con il Presidente penso anche che sarebbe bastato poco da parte sua perchè questo clima non degenerasse, una parola ai tifosi di entusiasmo e grinta, mettere da parte l'atteggiamento moralista che il più delle volte viene smentito dai fatti, non considerare ogni intervista un momento per esporsi nella sua figura personale ma per esporre il mondo Lazio, la sua storia le tante cose belle che non hanno mai adeguato spazio. Ecco penso che sarebbe bastata una reale suddivisione in società tra la proprietà ed il management per far in modo che anche la sua figura entrasse in pò più nel cuore della gente.

La figura del Presidente è molto più importante per assurdo oggi rispettto ad allora, anche se allora i soldi erano sempre del presidente ed oggi no. Ma oggi un presidente è esposto mediaticamente sempre, è molto più rappresentativo del tifoso e della società stessa.

Devo dire che non vedo tracce di ravvedimento il tal senso anche perchè mi sembra che il Presidente ritenga corretto e giusto il suo modo di essere e quindi al momento credo la situazione non cambierà.

Non sono d'accordo però che sia troppo tardi, penso che il Presidente possa ancora fare qualcosa, se ne ha voglia, per riconquistare quei tanti tifosi che non sono ultras, che non sono contro a prescindere, che non hanno interessi se non quello di vedere una Lazio più forte, ma che in questo momento sembrano distanti chilometri dalla sua figura ed inevitabilmente dalla società.

Vorrei dire almeno per un pò ancora e ricordando un vecchio spot del nostro caro Sergio, Io ci credo.

arturo

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Sul 2 punto dissento,i Rozzi e gli Anconetani era spesso in tv.  @ Mark Fish,a 2 delle 3 partite che hai ricordate c'ero anche io,mancavo con il Vicenza (militare a Treviso) e sono sicuro che con il Catania si giocò il 15 giugno e non il 5,faceva un caldo terribile e ricordo gli idranti dei pompieri verzo la nord a rinfrescarci.

robylele

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interessante il topic ed io 'purtroppo', nel senso che ho l'età per farlo, avrei da dire qualcosa.

ma preferisco evitare perché mi pare che stia già diventando il solito attacco alla società attuale, oltre che spunto per riproporre l'ever green 'sesto bacino d'utenza'.

mi limiterò a quotare AR riguardo le responsabilità di berlusconi per il calcio malato che ci ritroviamo.
quello sì un vero crocevia per il nostro essere tifosi.

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robylele

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Citazione di: gaizkamendieta il 11 Ago 2010, 23:41
2 differenze sostanziali :

1 - Oggi come allora la forza di una squadra era nella qualita dei giocatori ed i giocatori piu' forti giocavano nelle squadre piu' ricche, le squadre piu' ricche era quelle con i presidenti piu' danarosi, oggi sono quelle con gli introiti maggiori, ogni tanto c'era una squadra sorpresa che magari operava bene (per casualita' o bravura) e vinceva lo scudetto, cio' per quanto raro succedeva regolarmente ogni 4-5 anni oggi non succede piu.

2 - I presidenti in televisione o alle radio MAI SENTITI!

ma tu non hai mai visto una puntata del 'Processo del lunedì' e i suoi ospiti fissi? Possibile?

nel nostro piccolo ricordo pure Longgion dal Lacrima a parlare di Orsi e Cupini.
per quanto riguarda gli scudetti per il primo e e il terzo 'bacino di utenza' siamo già a 4 e 6 anni senza titolo.
non succede più neanche a loro.

Emanuele

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Citazione di: fish_mark il 11 Ago 2010, 22:26
Colpa è anche di un personaggio che cerca con insistenza la scena inseguendo tutte le occasioni di polemica che gli si presentano davanti, senza aver mai preso in considerazione due elementi che avrebbero potuto renderlo più digeribile: un certo self restraint nella sua esposizione pubblica e mediatica; un atteggiamento di dialogo con la tifoseria tutta che gli permetta di essere più accettato e quindi rappresentativo.

Vorrei farti notare che le stesse cose che dici di Lotito potrebbero essere attribuite anche a un De Laurentis qualsiasi. Però uno è considerato quasi un dio dai napoletani, l'altro 'na mezza cicca dai laziali. Quindi evidentemente il problema non è quello.
Anche perché se uno non va allo stadio o è sconfortato a causa della "(sovra)esposizione pubblica e mediatica" del presidente della squadra per cui tifa, forse un paio di domande dovrebbe farsele.
Non è la figura del presidente, ma dei presidenti in genere ad essere centrale (potrei anche dire semplicemente dei singoli "attori"). Perché i media cercano di creare un personaggio dai tratti ben riconoscibili e quello alimentano.

Emanuele

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Citazione di: Aquila Romana il 11 Ago 2010, 23:18
Noi tifosi non ci rendiamo neanche conto di quello che accade, probabilmente già confusi dallo stravolgimento e dal radicale cambiamento del mondo calcistico da cui provenivamo ci ritroviamo frastornati a leggere di quotazioni in borsa e di acquisti con ingaggi miliardari.

Il valico dal mio punto di vista è Lazio-Napoli 4-2 con un super Riedle, quella domenica si festeggia la qualificazione Uefa come neanche fosse stata la vittoria della Coppa Uefa stessa, da lì in poi è stato come cadere in un trip da cocaina.

Ci si incontra al bar chiedendoci "chi abbiamo comprato oggi ?", si va allo stadio con il dubbio di quale campione fosse stato preferito ad un altro, si saltano le finali dicendo "andiamo alla prossima" (giuro, è tutto vero).

Finchè arriva il momento che l'effetto dopante finisce, ma non finisce graduamente, come per la cocaina finisce all'improvviso, da un secondo all'altro senza preavviso.

Ed ua mattina di fine agosto ti trovi alla cassa di un alimentari, dove ti vedi ridere in faccia il cassiere riomico mentre sghignazza "aò, ve sete dovuti venne pure Nesta.." e ti senti scivolare la busta dalle mani mentre non ricordi più neanche quanto era il resto.

A questo punto devi resettare tutto e ripartire da 10 anni prima, ma ora ci sono le Pay-TV in 3D con effetto surround che ti portano la partita nel salotto, ci sono gli sponsor che ti ubriacano per farti credere che quella è la maglia della tua Lazio, non ci sono più gli Eagles ma disoccupati da curva, ci sono le statistiche sui bacini di utenza e procuratori che - lasciata la vanga - discettano di diritti di immagine dei propri assistiti...

Non tutti riescono ad uscirne fuori, nè dalla cocaina nè dalla fata turchina, e chi non riesce ad uscirne sbrocca.

Questa è un'analisi interessante e che mi sento di condividere.

robylele

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* 36.633
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bisognerebbe prendere esempio da Zamparini, Berlusconi e De Laurentiis che mai si sovraespongono mediaticamente e che cercano ogni giorno il dialogo con la gente.

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luca90agerola

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Citazione di: robylele il 12 Ago 2010, 00:36
bisognerebbe prendere esempio da Zamparini, Berlusconi e De Laurentiis che mai si sovraespongono mediaticamente e che cercano ogni giorno il dialogo con la gente.

gaizkamendieta

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* 15.147
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Citazione di: robylele il 12 Ago 2010, 00:19
ma tu non hai mai visto una puntata del 'Processo del lunedì' e i suoi ospiti fissi? Possibile?

nel nostro piccolo ricordo pure Longgion dal Lacrima a parlare di Orsi e Cupini.
per quanto riguarda gli scudetti per il primo e e il terzo 'bacino di utenza' siamo già a 4 e 6 anni senza titolo.
non succede più neanche a loro.
vincono e vinceranno sempre loro 3 proprio perche hanno i primi 3 bacini di utenza.. saranno certo da qualche anno senza titolo.. ma lo è stata anche quella che vince oggi.. e vedrai che tra un po sara' il turno di un'altra di loro e sai perche'???? semplicemente perche hanno piu' soldi.. negare questo è un'assurdita'..
e passiamo alle televisioni.. il processo era l'unica cosa che c'era e l'unico posto in cui intervenivano le societa'.... e si interveniva solo per una cosa... per dire che gli arbitri favorivano X e svaforivano y... mai ricordo un presidente a 90° minuto a fine partita!
neanche longhegion come lo chiami tu stava tutti i giorni a sparlare anche della trascendenza fenomenologica sui giornali ed a fine partita!
se i tifosi son cambiati... son cambiati di pari passo al calcio ed ai suoi presidenti!
i tipi di intervento come il tuo, caro roby, giustificano topic come quello aperto poco fa in cui il tifoso della lazio non merita nulla.... e sai da cosa si deduce che il tifoso della lazio non merita nulla??? dal fatto che l'autore vorrebbe che la pensassero tutti come lui! complimentoni!

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Citazione di: Emanuele il 12 Ago 2010, 00:25
Vorrei farti notare che le stesse cose che dici di Lotito potrebbero essere attribuite anche a un De Laurentis qualsiasi. Però uno è considerato quasi un dio dai napoletani, l'altro 'na mezza cicca dai laziali. Quindi evidentemente il problema non è quello.
Anche perché se uno non va allo stadio o è sconfortato a causa della "(sovra)esposizione pubblica e mediatica" del presidente della squadra per cui tifa, forse un paio di domande dovrebbe farsele.
Non è la figura del presidente, ma dei presidenti in genere ad essere centrale (potrei anche dire semplicemente dei singoli "attori"). Perché i media cercano di creare un personaggio dai tratti ben riconoscibili e quello alimentano.

Se vuoi parlare di De Laurentis va bene.

De Laurentis non è come Lotito, non so se meglio o peggio ma è diverso secondo me meglio ma sono opinioni.
De Laurentis è amato dai napoletani perchè quando va in tv parla sempre di un grande napoli e di una squadra su cui vuole investire.

E' stato talmente chiaro negli obiettivi che da quando è tornato in serie a che ripete che il suo progetto è fatto di 3 grandi fasi la numero 1 il ritorno in serie a, la n.2 il consolidamento nella zona medio alta e la fase 3 il salto di qualità e lotta per i primi 4 posti.

Più chiaro di così, diretto, conciso, semplice e che fa emozionare. Io sono laziale eppure sono talmente d'effetto queste parole che le ricordo anche io che non seguo il Napoli figurati.

A queste parole ha fatto seguire i fatti perchè non si può dire tutto tranne che non abbia investito e cospicuamente, assi portanti della squadra di ottimo livello, rinnovi a tutti i migliori giocatori, nessuna cessione l'anno e acquisti solo di qualità.

Poi il Napoli forse non è ancora dove ci siaspettava ma sulle intenzioni, sulla carta e bocce ferme li la volontà, la grinta e la voglia di fare bene a mio avviso è evidentisima ed è la Società la prima a metterci la faccia, a dichiarare gli obiettivi.

Qui da noi, alla settima estate, siamo ancora (intervista di ieri) quali sono gli obiettivi di questa Lazio..risposta " non dichiaro obiettivi perchè il calcio è fatto di fattori imponderabili...?!"..per me si commenta da sola e capisci da solo la differenza.

De Laurentis non va a SportItalia a farsi prendere in giro dai giornalai di turno, a parlare contornato dalle risatine, non si mette a fare l'attore ai Cesaroni, non si fa prendere in giro a quelli che il calcio dove si parlava di Lazio solo per ridere della figura particolare del Presidente e non perchè fossero realmente interessati a parlare di Lazio.

De Laurentis è uno che mettere il marchio Napoli (e non De Laurentis) dovunque, dalle ciabatte, alle matite e viene a fare pubblicità addirittura sui forum di altri tifosi come il nostro.

Ecco metterli sullo stesso piano per me è improponibile.

Ma la mia opnione si sa è di parte e forse non obiettiva.

luca90agerola

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Citazione di: Property il 12 Ago 2010, 01:10
Se vuoi parlare di De Laurentis va bene.

De Laurentis non è come Lotito, non so se meglio o peggio ma è diverso secondo me meglio ma sono opinioni.
De Laurentis è amato dai napoletani perchè quando va in tv parla sempre di un grande napoli e di una squadra su cui vuole investire.

E' stato talmente chiaro negli obiettivi che da quando è tornato in serie a che ripete che il suo progetto è fatto di 3 grandi fasi la numero 1 il ritorno in serie a, la n.2 il consolidamento nella zona medio alta e la fase 3 il salto di qualità e lotta per i primi 4 posti.

Più chiaro di così, diretto, conciso, semplice e che fa emozionare. Io sono laziale eppure sono talmente d'effetto queste parole che le ricordo anche io che non seguo il Napoli figurati.

A queste parole ha fatto seguire i fatti perchè non si può dire tutto tranne che non abbia investito e cospicuamente, assi portanti della squadra di ottimo livello, rinnovi a tutti i migliori giocatori, nessuna cessione l'anno e acquisti solo di qualità.

Poi il Napoli forse non è ancora dove ci siaspettava ma sulle intenzioni, sulla carta e bocce ferme li la volontà, la grinta e la voglia di fare bene a mio avviso è evidentisima ed è la Società la prima a metterci la faccia, a dichiarare gli obiettivi.

Qui da noi, alla settima estate, siamo ancora (intervista di ieri) quali sono gli obiettivi di questa Lazio..risposta " non dichiaro obiettivi perchè il calcio è fatto di fattori imponderabili...?!"..per me si commenta da sola e capisci da solo la differenza.

De Laurentis non va a SportItalia a farsi prendere in giro dai giornalai di turno, a parlare contornato dalle risatine, non si mette a fare l'attore ai Cesaroni, non si fa prendere in giro a quelli che il calcio dove si parlava di Lazio solo per ridere della figura particolare del Presidente e non perchè fossero realmente interessati a parlare di Lazio.

De Laurentis è uno che mettere il marchio Napoli (e non De Laurentis) dovunque, dalle ciabatte, alle matite e viene a fare pubblicità addirittura sui forum di altri tifosi come il nostro.

Ecco metterli sullo stesso piano per me è improponibile.

Ma la mia opnione si sa è di parte e forse non obiettiva.
si vede che vivi la situazione da fuori io a napoli vedo la stessa cosa che accade alla lazio e al suo presidente con un unica differenza che se delaurentis acquista cavani si fa festa noi con l'acquisto di hernanes ci abbattiamo ancor di più.
poi vorrei farti notare che primo a quelli che il calcio c'è anche l'imitazione di delaurenti secondo lotito ogni qual volta si esprime negli stessi modi e con le stesse parole di de laurentis viene attaccato accusandolo di protagonismo.
fino a prova contraria quello che ha conquistaTo 2 coppe è stato lotito e non aurelio il quale di figuracce ne fa tante quanto lotito però a differenza di quest'ultimo compra il tifo come un tempo faceva il nostro caro sergio.
guardate che de laurentis è quello che ha acquistato cigarini a 12 e l'ha rivenduto a 7 .....

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Citazione di: Aquila Romana il 11 Ago 2010, 23:18
Sono classe '68 e ho cominciato a frequentare lo stadio accompagnato dal '76-77, in maniera indipendente e di nascosto dai miei dall'82-83.

Fino alla metà degli anni '90 le tue aspettative erano direttamente proporzionate allo spessore del portafoglio del presidente della Lazio del momento, il senso di appartenenza era radicatissimo (più andavano male le cose, più i bruchi vincevano o sfioravano scudetti o giocavano finali di Coppa dei Campioni più ci si stringeva compatti tra noi Mohicani di Roma).

A fine anni '80 inoltre finisce l'era degli Eagles Supporters, cioè finisce il tifo "Ultras genuino" della SS Lazio, il cambio non è soft e non lascia presagire nulla di positivo, il tempo darà ragione ai presagi

Poi pian piano, dal 1993, cambiano le aspettative (il ranking è determinato non più dal portafoglio presidenziale e dagli incassi al botteghino ma dagli sponsor e dai diritti), il calcio cambia in maniera spasmodica e noi con lui, che lo viviamo quotidianamente.

L'abnorme flusso di denaro che sommerge il mondo del calcio italiano è come uno tsunami (sarà un caso che anche in questo campo la scintilla di devastazione sia stata procurata da tal Silvio Berlusconi, che destabilizzò ogni equlibrio con l'avvio dei super ingaggi ai calciatori e super truffe dietro le quinte- Coco docet)

Ad un certo punto, come si sa, il miele attira le api e nel calcio irrompono personaggi che ne erano stati sempre alla larga (preferendo le borse ed i paradisi fiscali), a Roma - sponda Lazio - arriva tal Sergio Cragnotti.

Noi tifosi non ci rendiamo neanche conto di quello che accade, probabilmente già confusi dallo stravolgimento e dal radicale cambiamento del mondo calcistico da cui provenivamo ci ritroviamo frastornati a leggere di quotazioni in borsa e di acquisti con ingaggi miliardari.

Il valico dal mio punto di vista è Lazio-Napoli 4-2 con un super Riedle, quella domenica si festeggia la qualificazione Uefa come neanche fosse stata la vittoria della Coppa Uefa stessa, da lì in poi è stato come cadere in un trip da cocaina.

Ci si incontra al bar chiedendoci "chi abbiamo comprato oggi ?", si va allo stadio con il dubbio di quale campione fosse stato preferito ad un altro, si saltano le finali dicendo "andiamo alla prossima" (giuro, è tutto vero).

Finchè arriva il momento che l'effetto dopante finisce, ma non finisce graduamente, come per la cocaina finisce all'improvviso, da un secondo all'altro senza preavviso.

Ed ua mattina di fine agosto ti trovi alla cassa di un alimentari, dove ti vedi ridere in faccia il cassiere riomico mentre sghignazza "aò, ve sete dovuti venne pure Nesta.." e ti senti scivolare la busta dalle mani mentre non ricordi più neanche quanto era il resto.

A questo punto devi resettare tutto e ripartire da 10 anni prima, ma ora ci sono le Pay-TV in 3D con effetto surround che ti portano la partita nel salotto, ci sono gli sponsor che ti ubriacano per farti credere che quella è la maglia della tua Lazio, non ci sono più gli Eagles ma disoccupati da curva, ci sono le statistiche sui bacini di utenza e procuratori che - lasciata la vanga - discettano di diritti di immagine dei propri assistiti...

Non tutti riescono ad uscirne fuori, nè dalla cocaina nè dalla fata turchina, e chi non riesce ad uscirne sbrocca.

Se poi ci metti che al posto della fata turchina ti ritrovi un grillo parlante (rigorosamente in latino) è ancora più  difficile   
Quoto il tuo intervento tranne per la parte che metto in rosso.

Anche l'ultras genuino degli eagles supporters cantava faccetta nera, strappava gli striscioni avversari e si distingueva per comportamenti non propriamente eleganti (ti cito, tanto per dirne una, Fiorentina-Lazio del '76). Negli anni 80 gli ES erano in declino e presero piede quei ragazzini che, dapprima in curva sud, poi spostandosi in nord e facendo un "golpe" vero e proprio, portarono in curva il tifo "all'inglese", con gli stendardi, le trasferte rigorosamente in treno e rinvigorito spirito fascistoide.

Cosa ci teneva attaccati alla Lazio a noi "tifosi normali" degli anni 80 (ma io c'ero anche nei '70 ed a fine dei 60)?

L'amore per i colori e la nostra fede patologica ... che è sempre la stessa di oggi e di tutti i laziali ... spero di non essere bannato se dico che, per me, vanno inclusi anche quelli, la stragrande maggioranza, che vanno in curva nord

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Citazione di: luca90agerola il 12 Ago 2010, 01:28
si vede che vivi la situazione da fuori io a napoli vedo la stessa cosa che accade alla lazio e al suo presidente con un unica differenza che se delaurentis acquista cavani si fa festa noi con l'acquisto di hernanes ci abbattiamo ancor di più.
poi vorrei farti notare che primo a quelli che il calcio c'è anche l'imitazione di delaurenti secondo lotito ogni qual volta si esprime negli stessi modi e con le stesse parole di de laurentis viene attaccato accusandolo di protagonismo.
fino a prova contraria quello che ha conquistaTo 2 coppe è stato lotito e non aurelio il quale di figuracce ne fa tante quanto lotito però a differenza di quest'ultimo compra il tifo come un tempo faceva il nostro caro sergio.
guardate che de laurentis è quello che ha acquistato cigarini a 12 e l'ha rivenduto a 7 .....
Io la vedrò da fuori e tu che sei bravo da dentro. Sul confronto Cavani-Hernanes che tu proponi io non capisco il nesso, semmai vedo li un mercato fatto con i migliori che restano qui un mercato fatto da un acquisto importante ma una cessione altrattanto importante e scusa cè una bella differenza.


Gli stessi modi e le stesse parole? Ma tu hai mai visto de laurentis parlare con i giornali dietro che ridono? tu hai mai visto de laurentis dichiarare ai tifosi che non sa qual è lìobiettivo del napoli perchè il fatto è fatto di fattori imponderabili? ma siamo seri

Cigarini può essere stato un errore ma a posteriori. Sulla carta era un gran bell'acquisto incensato da tutto gli addetti ai lavori e vedi torni al mio discorso sulla carta li la volontà cè sempre stata a mio avviso chiara e aperta. Poi lasciamo stare il 12 a 7 perchè poi non vorrei ricordarti che noi abbiamo venduto un giocatore campione d'eruropa a 0 solo pochi mesi fa, e che il prossimo gennaio ne perderemo un altro a 0, stai sereno.
vuoi provare a fare un conto?

Se vuoi essere serio fai una cosa, prenditi tutti i bilanci della lazio dal primo anno di lotito in poi e conteggià gli investimenti netti, poi confrontali con quelle del napoli e ne riparliamo. Credimi e lo so perchè ho fatto più volte vedrai una bella differenza.

Sulla storia delle due coppe è il solito disco rotto, ma dimentichi forse che fino a 4 mesi fa abbiamo subito l'onta di giocare per la serie b, di essere costretti a guardare i risultati dell'atalenta, del chievo e del siena? ma te lo sei scordato forse? essere perculeggiati da tutti in ogni stadio e vedere i tifosi del bari cantarci all'olimpico serie b serie b te lo ricordi o no?

Io spero solo che tu capisca, serenamente e senza polemica,  che qui un altra lazio è assolutamente necessaria prima che quella dote di rendita di cui ancora un pò godiamo e derivante dagli anni di cragnotti svanisca completamente.




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aquilachepensa

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Citazione di: robylele il 12 Ago 2010, 00:36
bisognerebbe prendere esempio da Zamparini, Berlusconi e De Laurentiis che mai si sovraespongono mediaticamente e che cercano ogni giorno il dialogo con la gente.
:clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
Comunque, rispondendo alla domanda, il mio pensiero è questo:
premesso che io, in 42 anni di olimpico, trasferte, ritiri, etc, ho sempre pagato tutto di tasca mia, da quando si è formato il tifo organizzato e politicizzato, i capi ultras hanno ricevuto soldi, omaggi e potere dalle società sportive e dai partiti politici (per fare proselitismo di dx e sx) e, quindi, il loro interesse  principale era  quello di guadagnare ed avere potere.............chissà, se i maggiori esponenti degli stessi ultrà siano mai stati veri tifosi, o che non  siano stati messi lì apposta da qualcuno o che loro stessi abbiano fiutato il business che ne sarebbe derivato da tale attività !!!!
Detto questo, ne consegue che le masse (in primis quelle giovani) siano state plagiate, guidate, ed incanalate  a seguire ed identificarsi in uno status-quo del vero tifoso per il quale, tifare, è soltanto un'appendice a tutte le altre attività che vengono prima . Oggi, allo stadio, se ci fai caso, si segue una determinata "scaletta" di cori che niente c'entrano con il motivo per il quale si è lì (cioè assistere ad una partita di calcio e fare tifo per la propria squadra) e, poi,  "Laziale che avevi il moschetto..." che dura un quarto d'ora, e, alla fine di tutto il repertorio  può darsi che ci scappi un "Lazio alé"  che  dura si e no 3 secondi; a meno che non ci sia lo sciopero del tifo, ed allora la Lazio te la scordi.
Mi ricordo un anno che  non si poteva tifare perché  un irriducibile era morto in seguito ad una rapina, o roba del genere............. noi provammo a fare dei cori, ma salirono 3 energumeni con dei coltelli che ci fecero zittire immediatamente...........c'erano anche le mie figlie !!
Figurati, ora, che Lotito ha tolto tutti i privilegi agli ultras, ai giornalisti, a de Angelis, Plastino, a di Giovanbattista etc., a  parassiti vari che transitavano nella Società, che casino che ha combinato! Ha stravolto tutto il giocattolo della S.S.Lazio e, quindi, la deve pagare !!! E sono, dunque, sei anni che, tutti i giorni, tutte le ore, nelle radio romane, non si fa  altro che criticare qualunque cosa faccia il ns. Presidente.
Mettici l'ultima stagione deludente ed ecco che anche il tifoso non strumentalizzato, dopo anni e anni di lavaggio del cervello, si faccia prendere dallo sconforto, anziché rafforzarsi di passione, come succedeva nei cupi anni '80.


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