I portieri! Le mani della Lazio! Agili come gatti, solidi come saracinesche, coraggiosi come kamikaze.
La storia della Lazio racconta di grandissimi interpreti: la metà di quelli nel sondaggio ha difeso la porta della nazionale italiana, alcuni hanno acceso la fantasia di tutti, come il portiere rigorista Sentimenti IV o il recente portiere-bomber, il biondo Provedel.
Sclavi, l'artista della Lomellina, dalla purissima vicenda laziale che qualcuno, se vuole, può ricordare qua, Cei colonna della Lazio sperduta nelle nebbie degli anni '60, Roberto Lovati, che ancora a distanza di anni si può considerare l'uomo-Lazio per eccellenza.
Felice Pulici, le mani di ferro del primo scudetto, il compagno loquace, umanissimo delle cene di
Lazio.net, testimone di quella magnifica cavalcata, ma anche attivo in tante versioni, tutte decisive, anche come avvocato.
I portieri degli anni d'oro, il felino Marchegiani, la potenza smisurata delle cosce forti e delicate di Peruzzi, altre due "coscienze" dello spogliatoio. Muslera, arrivato troppo giovane e destinato a lunga carriera e all'eredità di Mazurkiewicz nella Celeste uruguagia, il supereroe Federico Marchetti, anche lui venato di fragilità umane, Grande Costruttore del trionfo del 26 maggio, con le parate assurde sfoderate contro la Juve.
Strakosha, altro paratutto che non è cresciuto come poteva, ma che si lega a tanti momenti esaltanti della storia recente, per finire con la seconda menzione per Provedel.
Oltre agli undici prescelti, tanti volti che hanno fatto la storia: da Gradella a Blason, che poi giocò anche nell'aesse, come Michelangelo Sulfaro, dal pazzo Di Vincenzo all'oscuro Malgioglio, protagonista di una storia ben poco edificante, come Cacciatori.
Nando Orsi e i prodotti del vivaio, Valerio Fiori, Mario Jelpo, Flavio Roma, chi non è cresciuto più di tanto, chi è andato a crescere altrove, come Garella, pallino di Vinicio dato in pasto ai leoni, togliendo di mezzo un monumento come Pulici.
E poi Martina e Terraneo, mestieranti di pregio a fine carriera, come Pepe Reina arrivato ormai più calciatore che portiere, e l'abbaglio di Carrizo, il passaggio senza lasciare tracce di Handanovic, il pazzoide Sereni, Albano Bizzarri che faceva spogliatoio, e il vecchio da record Marco Ballotta, e quanti me ne sarò scordati.
Votatene tre, aggiungetene degli altri, raccontate le cose che vi sono rimaste impresse.
Parliamo un po' della nostra Lazio.