Citazione di: johanncruyff il 05 Set 2014, 17:55
Vabbé, che ti devo dire. Vorrà dire che Atlanta Braves, Tampa Bay Buccaneers, Orlando magic e prima il Chelsea hanno tempo da perdere.
La questione Stanley Gold non è una forzatura, anche perché ho sottolineato l'aspetto relazionale che ti consente l'ingresso nel mondo Disney.
Papertotti serve in italia, come negli anni '70 c'era Chinaglia che finiva nelle storie di Topolino (qualcuno se la ricorda?).
Poi un giorno mi spieghi anche questa acrimonia dei toni che usi nei miei confronti.
Peraltro sono anche sorpreso di tutta questa discussione, visto che quella di ieri sera era una chiacchierata con Francesca Turco e che io non sono nessuno per "attaccare" (cosa che non ho fatto, e se ascolti la trasmissione anzi preciso molto che la mia vuole essere solo una critica costruttiva) Lotito. Aggiungo che credo di aver solo scoperto l'acqua calda. Tutto quello che ho detto ieri era appunto una chiacchierata e si può discutere su tutti i contenuti, visto che certo non era mica la presentazione di un piano di PR per la Lazio!
Nessuna acrimonia, ho solo fatto rimarcare che c'erano molte imprecisioni nelle frasi contenute nell'articolo che ha iniziato il topic.
Resta che l'accordo con la Disney non é un accordo di Partnership per vendere materiale delle merde negli store Disney, come lascia credere l'articolo, ma solo un accordo per fare allenare la roma in questa struttura americana.
Nulla di pi%
Peraltro, questo accordo ha già più di due anni e non mi sembra che abbai scatenato folle di tifosi aldilà dell'oceano.
Sta di fatto che l'ingresso di Stanley Gold nel Cda delle merde é stato venduto come un ingresso della Disney quando sto Gold non fa più parte della Disney dal 2003 ed é il CEO di un fondo d'investimento.
Sta di fatto che con tutto questo grande marketing pure loro non c'hanno una sponsor sulla maglietta.
Il grande accordo con la Nike che doveva riempirli di milioni si é svelato essere di poco superiore a quello che noi abbiamo con la Macron.
Alla fine degli anni 90 le magliette della Lazio si vendevano come baguettes, qui in Francia.
E non era merito di chissà quale strategia di marketing, era merito di Roberto Mancini e compagnia cantando.