La questione "fatto quotidiano" ovviamente è leggibile da entrambe le parti: articolo capzioso che "gira intorno" alla notizia della protesta, senza renderla centrale, per puntare su altri aspetti oscuri, e allo stesso tempo notizia che merita di essere riportata perché come scrive giustamente Palo almeno nella forma si poteva evitare di lasciare un micro filo di Arianna che in questo momento storico è molto evidente per chi, come i giornalisti di quella testata, ne ha fatto un marchio di fabbrica (a volte anche facendo propaganda ingiustificata oppure prendendo dei granchi clamorosi).
La sintesi di Fischietto mi sembra giusta: purtroppo siamo circondati da anime "nere" in tutti i sensi, che infatti nessuno mi toglie dalla testa che per qualche anno abbiano convissuto serenamente anche per piccole concessioni reciproche (poca protesta e spinta per gli abbonamenti da una parte, materiale ufficiale venduto nei negozi degli ultras che prima sembrava tabù dall'altra), e che non riescono almeno nel mio caso ad essere totalmente "sposabili".
Però stavolta il focus lo lascerei sulla questione partecipazione: la protesta di ieri è stata viva, bella, sentita e condivisa. Si sono assottigliate le evidenti e inevitabili divisioni, hanno mandato messaggi giocatori "reietti" del passato e persone che hanno terminato il contratto l'altro ieri, presidenti di Regione e altre figure politiche e parapolitiche di dx e Di Battista, De Matteo e Paradiso, Pino Insegno e Bisignani. La notizia, al netto delle ramificazioni e delle brutte emanazioni che ricordano appunto le divisioni che connotano il nostro tifo, è che un intero Popolo non ne può più.
Lotito potrà farne tesoro o corroborare la propria voglia di andare contro tutto e tutti e vincere in qualche modo, e i comunicatori potranno anche scegliere di non schierarsi troppo per paura di ritorsioni o di ritrovarsi un domani "etichettati" a seconda della fazione di riferimento.
Ma credo che molto più delle altre volte questa giornata rimarrà, e segnerà lo spartiacque tra chi non vuole più illudersi che tutto vada bene lo stesso finché la Lazio esiste formalmente e chi, invece, sceglierà di prendere la pillola blu e godersi l'oblio.