Esprimo con umiltà il mio parere.
La Lazio di ieri sera è stata davvero triste, direi quasi impresentabile.
Ho la fortuna di praticare a livello professionistico uno sport (la pallacanestro) e posso dire che i problemi, a mio modesto avviso, sono purtroppo più d'uno sul piano mentale ed atletico. Non c'hanno voglia, non c'hanno il fuoco sacro dentro, non vogliono (o non possono ma ci credo poco) fare quel qualcosa in più per uscire dal campo al limite dell'infarto, stanchi così tanto da non riuscire a respirare senza una bombola. Quando vedi Konko, che pure ha toccato una marea di palloni, ti domandi perchè un uomo normale per guadagnare in una vita quello che prende lui in un anno debba perdere sangue e sudore, mentre lui tocchetta un pallone con fastidiosa superficialità. Quando vedi una mole di gioco inutile come quella sciorinata in 180 minuti consecutivi, ti domandi se i ragazzi hanno compreso che lo scopo del calcio è uno soltanto...mettere quella palla nella rete, un atto quasi sessuale, facile a dirsi (e probabilmente anche a farsi per uno che gioca in serie A) che per noi pare n'impresa.
Noi baciamo, accarezziamo, sussurriamo, ansimiamo, ma non trombiamo mai (scusate il francesismo).
Fronzoli, ghirigori, champagne o sei il barcellona di Guardiola e c'hai lavorato una vita sopra, dalla prima volta che hai messo piede in un rettangolo verde, o servono a poco e sortiscono l'effetto di sterilizzarti immediatamente.
Soprattutto in una serie A dal livello a dir poco imbarazzante. L'Udinese terza, la Samp quarta non hanno nulla di diverso rispetto al nostro organico, riserve comprese. Un piccolo inciso anche per il mister, che non mi permetto di giudicare dopo 4 giornate ovvero la penserei ugualmente anche se avessimo 0 o 12 punti.
Vi invito a guardare qualche partita del Bologna allenato da Pioli - sinistre somiglianze comprese. Si gioca tanto e si vince poco. Dea bendata a parte (che si è tolta la fascia dagli occhi e ha ricercato un giocatore che ci aveva fatto intravedere barlumi di sano vigore agonistico come Gentiletti), proponiamo un calcio intrigante ma vuoto, e questo - sempre personalissima opinione - anche con tutti gli interpreti migliori in campo. Con questo, rievocare il fantasma di Reja mi mette i brividi, ma non c'è cosa più brutta che trascorrere una settimana che comincia con una sconfitta della Lazio...e purtroppo sono già tre, mi auguro che insieme si possa trovare un antidoto meno doloroso del tecnico di Lucinino.
La speranza è che il mister si possa riguardare la partita e pensare...oddio ho fatto alcune mega boiate, da domani con la farina che ho nelle mani farò un panino piuttosto che tentare di imbastire un menù completo e ricercato per proporlo a Carlo Cracco. Sostanza, efficacia ed efficienza, la bellezza arriverà, perchè l'aquila è bella quando scende in picchiata verso la preda e la fa sua in pochi istanti, con eleganza ed una ferocia che ha pochi eguali nel regno animale. L'aquila non fa la freccia tricolore, con acrobazie fine a se stesse, punta, arraffa e divora, mi auguro che il nostro simbolo possa insegnarci qualcosa.
Detto questo, non posso che chiudere con una considerazione:
Lo stadio pieno mi fa venire voglia di raccontare a chiunque quanto è bello essere laziale!...ecco trovato lo champagne e la vera bellezza..spettano entrambi alla Curva Nord!
FORZA LAZIO SEMPRE!