Citazione di: Kim Gordon il 14 Lug 2010, 13:34
si ma il punto non è cosa fanno gli altri.
il punto è cosa potremmo fare noi.
Mi chiedo perchè si possa inevstire tempo, energie e risorse al fine di iun ipotetico cambio di destinazione d'uso.( aggingerei incivile, oltre che ipotetico)
Ed invece non si possa (oramai poteva) farlo per cercare una soluzione con il comune simile a quella fra Juve e torino città.
Perchè??
Perchè non è giudicato-pensato come un problema creare uno stadio raggiungibile solo su gomma.
E Perchè non è giudicato-pensato un problema che per la costruzione di uno stadio di una società di calcio ( questione futile dopotutto se svestite i panni per un attimo dei fedelissimi tifosi stile asroma) si debba costruire milioni di mcubi di cemento.
Poi su argomernti qualcuno si chiede continuamente dove è finita la sinistra.
Io mi chiedo dove è finito l'amore.
L'amore per questa città.
L'amore per i suoi cittadini.
L'amore per gli altri.
La sinistra oggi è incline all'adagio "pianificar facendo" in realtà molto facendo e poco pianificando, la sintesi del duemila tra capitale privato e interesse pubblico, secondo gli interpreti del blarismo alla vaccinara, dove c'è molto capitale privato e scarsissio interesse pubblico. La nostra città è stata nuovamente sfigurata da una colata di cemento armato e questo a partire proprio dagli anni 90, anni in cui "finalmente" il popolo de sinistra riuscì a portare un sindaco in motorino al campidoglio.
Eppure tempo addietro la classe dirigente de sinistra, specie quella che aspirava a incarichi pubblici, era avvezza a letture un pochetto impegnate tipo "Roma moderna" di Insolera, dove si ricostruisce il sacco di Roma, simile in tutto e per tutto a quello palermitano, solo con qualche morto ammazzato in meno.
E oggi, il costruttore o l'aspirante tale cosa può fare per dare nuovo sfogo alle sue pulsioni cementizie? Uno stadio, di proprietà, il vero pozzo di san patrizio per le società di calcio proprietarie, il nuovo colossale inganno perpetrato non tanto e soltanto nei confronti delle tifoserie quanto soprattutto sulla pelle della cittadinanza.
Il progetto del nostro (ma non il mio) tocca uno dei punti più pregiati dell'ormai ex campagna romana e richiederebbe ingenti investimenti pubblici in termini di infrastrutturazione. Per fortuna, questo progetto ha fatto la fine che merita: il dimenticatoio.
Per rispettare il senso della discussione animata dal buon Palo rammento che le intenzioni "costruttive" che riguardano la tiberina si aggirano sul milione di metri cubi dato da tenere sempre in mente.
Per quanto concerne il bene della Lazio io metto in evidenza alcuni punti:
- la fruizione dell'evento allo stadio Olimpico è inadeguata, campo distante, trasporti e vie di accesso che rendono l'impianto assolutamente scomodo.
- il CONI ha tempo fa offerto alle società di Lazio e ATAC la possibilità di gestione congiunta dell'impianto: l'offerta non è stata considerata dalle due società.