Citazione di: Sercio69 il 30 Lug 2012, 15:00
Non capisco quale sia il nesso sul fatto che io, che conto quanto il 2 di coppe quando regna a denari, abbia fatto o meno l'abbonamento, e soprattutto che cosa cambia se l'ho fatto ieri o lo farò tra 3 giorni magari semplicemente perchè voglio cambiare posto... Ecco perchè il punto non è questo....
A questo punto che vogliamo fare? Mettiamo tutte le credenziali sul tavolo a confronto per vedere chi è più laziale e chi meno? Mi sa che confrontarsi con me su queste basi convenga a pochi, poi fa come vuoi.....
Quanto a quello che tu chiami scuse, magari qualcun altro le chiama esigenze o addirittura problemi personali. Sei fortunato a considerare "scusa" tutto ciò che impedisce di andare allo stadio che può essere anche semplicemente un "non mi va", vuol dire che la vita è stata molto clemente con te. Ma non sempre è così.... E questo non autorizza nessuno a considerare non tifosi chi magari la domenica trova qualcosa di meglio da fare rispetto ad andare allo stadio.
Strano che tu che dai giudizi su tutto ora predichi il contrario.
Sarà che ancora non hai fatto l'abbonamento?
Poi leggi con più attenzione: sin dal mio primo post, poi ribadito, il riferimento era a chi può andare e non va.
Quindi sono esclusi, per esempio, chi ha problemi economici reali, chi ha problemi di salute, chi vive lontano da Roma e tante altre cause che impediscono di andare.
Risparmiami quindi la filippica su quanto sono fortunato ad andare allo stadio.
Prendo dal vocabolario Treccani:
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tifare: Fare il tifo, parteggiare con accesa passione per una squadra sportiva o per un atleta. Per estens., essere accanito sostenitore di qualcuno per il quale si dimostra entusiastica ammirazione: t. per un cantante, per un concorrente a una gara a premî; più genericam., in frasi scherz., parteggiare, simpatizzare per qualcuno: mi sono accorta che, nella discussione, tu tifavi per il mio avversario.
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tifo: Passione sportiva accesa e entusiastica, soprattutto in quanto si esprime, in uno stato di eccitazione, con incitamenti, fischi, applausi, ecc., nel parteggiare per una squadra o un atleta durante una competizione: fare il t. per la squadra di calcio della propria città. Per estens., fare il t. per ..., dimostrare grande ammirazione, parteggiare accanitamente, essere acceso fautore, con riferimento sia ad attori e attrici del cinema, a cantanti, e in genere a persone che abbiano qualche notorietà (soprattutto in quanto si trovi, in qualsiasi forma, in competizione con altri), sia a manifestazioni, attività, ecc.
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tifoso: Entusiasta, appassionato per un genere di sport, acceso sostenitore di una squadra sportiva o di un atleta: gli spettatori più tifosi; spesso sostantivato: i t. della squadra locale; essere un t. del pugilato (o di un pugile); un altro argomento di contesa ... divideva i t. delle due squadre di calcio romane (C. Levi). Per estens., che, o chi, manifesta entusiasmo e viva, talora fanatica, ammirazione per attori, cantanti o altre persone di grande notorietà, spec. nel mondo dell'arte e dello spettacolo.
Quindi chi la domenica trova di meglio da fare che seguire la Lazio non è tifoso, ma un simpatizzante.
E non lo dico io, lo dice la lingua italiana.
Se invece nel dizionario dal sercio all'italiano il tifoso è colui che se ne frega allegramente della squadra, che non la segue, che ha altre interessi e passioni, salvo contestare e rompere le palle, allora alzo le mani.